Mauro Vecchio

Twitter, traduttori cercansi

Il tecno-fringuello ha cinguettato per chiamare a raccolta tutti i volontari della Rete. Che hanno voglia di vedere il loro sito parlare più lingue. Italiano compreso

Roma - "A partire da questo momento, offriamo un semplice strumento per tutte quelle persone che abbiano confidenza con altre lingue e che vogliano aiutarci a tradurre Twitter". Così un post sul blog ufficiale della piattaforma cinguettante di microblogging, scritto dal co-fondatore Biz Stone e dedicato a quegli iscritti che vorranno contribuire a diffondere un servizio social sempre più poliglotta.

Twitter ha così annunciato l'intenzione di avvalersi del prezioso contributo dei suoi utenti per poter andare al di là delle attuali versioni in inglese e giapponese. Il punto di partenza illustrato dal post è costituito dall'adozione dell'acronimo FIGS, ovvero la combinazione linguistica di francese, italiano, tedesco e spagnolo, sottolineando che ad importare davvero non è tanto il livello di sofisticatezza tecnologica, quanto l'attiva e volontaria attività dei membri.

Il motto annunciato, infatti, ha ricordato agli utenti che sono loro stessi a rendere Twitter un posto web migliore, almeno per quanto riguarda una maggiore internazionalizzazione del sito. "Stiamo invitando - ha continuato Biz Stone - un piccolo gruppo di persone a diventare traduttori volontari. Maggiore sarà l'attività di traduzione, più veloce risulterà l'accumulo di materiale sufficiente a distribuire un sito in più versioni". Twitter ha inoltre dichiarato che fornirà agli sviluppatori della piattaforma le parti tradotte in modo da aiutarli ad offrire il supporto multilingua.
E cosa riceveranno in cambio i volenterosi utenti? Ogni traduttore riceverà un badge speciale sul proprio profilo con una serie di livelli (da 1 a 10) relativi alla quantità e all'affidabilità delle traduzioni svolte. La mossa del tecno-fringuello si è inserita sulla scia di quanto già deciso strategicamente da Facebook, in modo da penetrare il maggior numero possibile di mercati social (in Brasile, ad esempio, Orkut è rimasto in testa alle preferenze). Per ora, Twitter pare accontentarsi dell'Europa: con lo spagnolo cercherà di far breccia anche in America Latina.

Mauro Vecchio
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