Giorgio Pontico

Google Books sarà l'arca della cultura

Lo dice il co-fondatore di BigG Sergey Brin. La preservazione del sapere è fondamentale e Mountain View ha i mezzi per esserne il promotore

Roma - Il tribunale di New York che sta seguendo il caso dell'accordo milionario tra Google e gli editori statunitensi ha prorogato i termini entro cui dovrà esprimere il giudizio finale al 9 novembre. Nell'attesa Sergey Brin dalle colonne del New York Times racconta la gestazione di Google Books, il servizio posto più volte sotto i riflettori del Department of Justice statunitense.

Lui e Page avevano immaginato Google Print (l'antenato di Books Search) già 10 anni fa, quando la grande G ancora non era che una delle tante startup che affollavano la Silicon Valley poco prima che arrivasse la decimazione innescata dalla bolla economica dotcom.

Nel corso della storia sono andate perdute milioni di pagine, a partire dal leggendario incendio della Biblioteca di Alessandria ai roghi medievali dei libri messi all'indice. Nell'era dell'ipertesto la carta stampata rappresenta ancora una buona fetta dello scibile umano: sarebbe uno spreco inaccettabile permettere che il sapere contenuto in antichi volumi possa andare perduto, qualsiasi sia la ragione.
Da tempo BigG preme per la digitalizzazione, non solo per la salvaguardia della cultura ma anche per spingere l'innovazione culturale, con uno sguardo all'ambiente: produrre un libro non significa solo sacrificare alberi per la carta. A Mountain View sono convinti che la cultura debba essere accessibile, specialmente in un era in cui la condivisione di esperienze è alla portata di (quasi) tutti.

L'accordo con gli editori era già stato proposto un anno fa e aveva ricevuto l'assenso di questi ultimi: è stato il governo USA a fermare tutto, imponendo la revisione e la seguente riscrittura di alcuni termini del patto.

Brin appare fiducioso sul buon esito della faccenda: è convinto che gli editori siano consci almeno quanto lui della rilevanza del tema preso in esame. Le dinamiche di mercato sono marginali: l'obiettivo è puntato sul sapere condiviso e la preservazione dei dati su supporti giudicati più adeguati. Rimane da capire cosa ne pensa l'esecutivo statunitense.

Giorgio Pontico
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4 Commenti alla Notizia Google Books sarà l'arca della cultura
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  • a me non dispiace che i libri vengano digitalizzati..
    ma il fatto che un'unica grande compagnia si stia muovendo per farlo in massa si..

    non vorrei trovarmi in un mondo con il monopolio della cultura e dell'informazione diviso tra multinazionali.. (piu' di quanto lo sia gia adesso, almeno)
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    Modificato dall' autore il 11 ottobre 2009 13.58
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  • Rotola dal ridereRotola dal ridere l'obiettivo è puntato sul sapere condiviso e la preservazione dei dati su supporti giudicati più adeguati Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • poichè il diritto d'autore vale per 70 anni Google Books può mettere in rete solo libri stravecchi. Per il resto solo la copertina o qualche pagina inservibile, perchè se dopo averle lette ti viene voglia di comprare il libro in genere non lo trovi più in commercio.
    L'accordo con gli editori sarebbe molto utile ed un vantaggio notevole per la cultura. Anche perchè non tutti vivono in centri in cui sono disponibili biblioteche pubbliche fornitissime. Penso soprattuto alla documentazione scientifica.
    non+autenticato
  • più che altro c'è il problema che oggi la documentazione scientifica è in continua crescita. molto spesso si fatica anche a trovare un libro, proprio perché i tempi per la pubblicazione non si adeguano a quelli di divulgazione delle informazioni. la convergenza digitale più un aiuto da parte di google, sarebbe davvero utile per una cultura più "aggiornata" e magari.. economica!
    non+autenticato