Mauro Vecchio

Cloud computing, quanto valgono i dati perduti?

Nuovo annuncio di T-Mobile dopo la sparizione dei dati personali degli utenti Sidekick: tante scuse e un buono acquisti. Dalla Nuova Zelanda, accuse di dilettantismo: anche IBM inciampa

Roma - "Vi siamo grati per la vostra perseverante pazienza, mentre Microsoft/Danger continua a lavorare per assicurare la stabilità della piattaforma e ripristinare tutti i servizi per gli utenti Sidekick". Così un nuovo annuncio di T-Mobile, dopo l'inconveniente tecnico che ha causato la sparizione improvvisa di importanti dati personali appartenenti ad alcuni possessori di Sidekick, lo smartphone prodotto da Danger, azienda acquisita da Microsoft nel 2008. "Abbiamo ottenuto progressi significativi nei giorni scorsi - ha continuato il post sul forum ufficiale dell'operatore - e continueremo ad aggiornarvi perché sappiamo quanto tutto questo sia importante per voi".

Se poco prima, insomma, le possibilità di recuperare i dati sembravano estremamente basse, ora la squadra tecnica di Danger ha mostrato un velato ottimismo, annunciando che potrebbe risultare possibile recuperare le informazioni personali perdute, come liste di contatti, numeri di telefono, fotografie e indirizzi email. È, tuttavia, vero che nel titolo del post campeggia ancora un consiglio già offerto in precedenza: non rimuovere la batteria o lasciarla scaricare completamente.

Dopo quello che era sembrato un problema server causato da mancati backup prima di un aggiornamento della Storage Area Network, Microsoft è corsa ai ripari, per tentare di salvare tutto il salvabile. La vendita di Sidekick è stata sospesa, con l'avviso temporarily out of stock apparso sull'online store di T-Mobile. E compensazioni verranno distribuite a tutti coloro che hanno perso i propri dati in maniera permanente: l'operatore invierà loro una card speciale del valore di 100 dollari, valida per acquistare prodotti e servizi o spendibile come credito telefonico.
L'incidente è apparso abbastanza imbarazzante per le aziende coinvolte, soprattutto nell'ottica della diffusione di massa del cloud computing come nuova generazione del data storage. Per alcuni, scuse, gratitudine e 100 dollari in regalo non sono affatto sufficienti a riparare errori che hanno comportato la perdita di dati importanti. Per altri la vicenda dimostrerebbe quanto fragile possa essere un sistema di conservazione dei dati, portando ad una sfiducia da parte degli utenti soprattutto nei confronti di chi li gestisce e aggiorna.

E Rob Fyfe, CEO della compagnia aerea Air New Zealand, ha utilizzato un termine molto semplice per definire i soggetti responsabili di tali défaillance: dilettanti. Il riferimento non è a T-Mobile, bensì ad IBM, rea di aver portato il caos tra i desk della compagnia dopo un blocco di circa sei ore causato da un problema nel ripristino di un mainframe data service. "Le mie aspettative nei confronti di IBM - ha dichiarato Fyfe - erano decisamente diverse rispetto ai dilettantistici risultati che sono apparsi. In 30 anni di carriera non ho mai assistito a tempistiche così lunghe per recuperare ad un problema così catastrofico".

Mauro Vecchio
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6 Commenti alla Notizia Cloud computing, quanto valgono i dati perduti?
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  • niente.
    sicuramente ci sara' una noticina nel contratto "che dichiari di aver letto, compreso, accettato ed approvato cliccando qui" - nota: se non clicchi non puoi' usare il nostro servizio - che dice che qualunque dato inviato non e' garantito che verra' mantenuto conservato e reso recuperabile.
    in altre parole metti la tua vita digitale in una bottiglia elettronica, applichi un tappo di bit e la butti nel mare di internet.... fico, si si.
    non+autenticato
  • Il solito pacco pompato dall'hype delle grandi Corporation. Cloud computing di qui e cloud computing di là. Ho avuto modo di testare la famosa e molto di moda nuvola e la volete sapere una cosa ? NON SAPRETE MAI DOVE SI TROVANO ESATTAMENTE I VOSTRI DATI. MAI. Può forse servire per servizi che devono scalare in maniera molto verticale e veloce, ma ci pensata che so, avere dei dati veramente importanti su una cloud ? E l'architettura con Api proprietarie per interfacciarsi alle cloud ? Reputo che ci sia grande hype come al solito ma i veri beneficiari di tale nuvola per ora mi pare siano solo quelli che la offrono.
    non+autenticato
  • Ma non c'è più religione, pure il mainframe di IBM sotto attacco dei SysAdmin dilettanti...Sorride

    ... ma vuoi vedere che alla fin fine, sempre lì andiamo a cadere?
    Che non sono le macchine ad andare forte o piano ma è TANTO più merito o colpa dei piloti??!!
  • Bè, intanto IBM ha perso i dati.
    Un blocco a seguito di un problema può sempre capitare, è ingeneroso dichiarare dilettante chi, comunque, il blocco lo gestisce. Dilettanti sono stati quelli di T-Mobile, non IBM. Inoltre, anche se recuperassero i dati, quante 6_ore sarebbero passate? Rob Fyfe cosa avrebbe detto di T-Mobile-Microsoft? Mi sa che il dilettante è lui... (...oltre a T-Mobile, ovviamente).
    non+autenticato
  • una cosa è un problema che riguarda utenti di UNO smartphone, un'altra è un blocco di ore per TUTTE le postazioni di una grossa azienda. leggasi catastrofe
  • beh oramai negli ambiti enterprise gli smartphone sono un'alternativa ai computer per chi ha alte esigenze di mobilità non siamo + negli anni 90 che si utilizzavano solo per i messaggi.
    se un commerciale perde tutti i contatti si darà fuoco in piazza, altro che 100€ la perdita di quadagni è decisamente + alta.
    non+autenticato