Alfonso Maruccia

La truffa dell'advertising invisibile

Banner che valgono denari sonanti ma che non vengono mostrati all'utente. Il rimedio? Meno intermediari e un nuovo modello per la pubblicità online

Roma - Secondo quanto scoperto da Ben Edelman e poi riportato dal Wall Street Journal, una truffa dai contorni ancora non ben definiti sta abusando dei meccanismi di advertising sul web per far collezionare guadagni illeciti ai suoi fautori. I banner non vengono visualizzati nei browser, ma gli inserzionisti finiscono per pagarli comunque.

L'advertising online acquista sempre maggior importanza sul mercato complessivo, mentre contemporaneamente cresce l'abuso da parte dei cyber-criminali anche attraverso sistemi di truffa innovativi. Edelman sostiene che le pagine web coinvolte nell'operazione "banner invisibili" farebbero uso di codice utile a nascondere gli ads per gli utenti, ma mettendoli comunque nel conto da presentare a chi paga, con siti quali MyToursInfo.com e MyProfilePimp.com a fare da protagonisti nella truffa.

Truffa di cui, scrive il WSJ, non si conosce ancora l'estensione precisa né il danno effettivo provocato, e la cui crescita si spiega anche con il fatto che gli inserzionisti tendono spesso a calcolare il costo degli ads dal numero di volte in cui questi vengono mostrati piuttosto che dal numero di click effettivi da parte degli utenti.
Un altro fattore colpevole di aggravare l'abuso è la crescente dipendenza dei professionisti dell'advertising dai middle-man e dagli "ad network", piattaforme su cui si acquistano spazi pubblicitari a prezzi contenuti spalmandoli su migliaia di siti che agli occhi degli inserzionisti rimangono anonimi. Non sempre, su questo genere di network, viene messo fuori dalla porta chi prova a fare il furbo come nel caso in oggetto.

Le misure utili a difendersi da questo genere di truffa prevedono infine da un lato il calcolo degli ads da corrispondere basandosi non solo sulle "impression" ma anche sui click effettivi, mentre dall'altro viene evocata la necessità di un rapporto più stretto tra chi i banner li fornisce e chi poi li pubblica sullo spazio web di sua proprietà.

Alfonso Maruccia
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4 Commenti alla Notizia La truffa dell'advertising invisibile
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  • C'è un particolare che mi sfugge..............
    Esistono ormai decine e decine di sistemi per evitare di vedere le pubblicità sui browser.
    Io conosco e utilizzo i seguenti:
    - blocco dei pop-up (ormai di default su tutti i browser)
    - adblock e noscript per firefox,
    - la funzione di blocco dei contenuti su opera, (o la semplice navigazione a immagini disabilitate, tra l'altro implementabile tramite plug-in anche su firefox)
    - un file adblock.ini dedicato a Iron (per chi non lo conoscesse, un quasi clone di google chrome ripulito dalle funzioni "spia" e con un adblock.ini scaricabile dal sito e liberamente customizzabile)
    ma sono certo che ne esistono di altri, anche per I.E.

    Ora, a parte la truffa pura e cruda (dico di mettere il banner in una pagina web e non lo metto ma batto cassa ugualmente) come si fa a vendere banner pubblicitari? si può verificare se è bloccato in qualche modo dai filtri sopracitati o da altri filtri?
    non+autenticato
  • se il banner viene bloccato, significa che non viene caricato...quindi al 101% non viene conteggiato tra le visualizzazioni.
    E' che è talmente facile raggirare chi vuole pagare per far visualizzare la propria pubblicità, che alla fine non so quanto convenga.

    Basta un piccolo Javascript o un CSS per questo tipo di truffa...
    non+autenticato
  • "un rapporto più stretto tra chi i banner li fornisce e chi poi li pubblica sullo spazio web di sua proprietà." Mi pare un storia già sentita.. allora forse è meglio tornare agli scambi in natura perchè c'è del denaro falso in circolazione? Forse sarebbe meglio consigliare alle aziende di rivolgersi a parnter più affidabili. E magari dare qualcvhe consiglio per come sceglierli.
    non+autenticato
  • alla fine se c'è del denaro falso, potrebbero darti (nel pagamento in natura che proponi) una donna che simula l'orgasmoOcchiolino
    non+autenticato