Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Costruttori e Sognatori

di Marco Calamari - Nativi digitali che credono alla realtà virtuale quasi come fosse la realtà assoluta. Ma anche traghettatori che non riescono a impartirgli le istruzioni giuste per decodificare la loro vita nello Sprawl

Cassandra Crossing/ Costruttori e SognatoriRoma - L'età di Cassandra (va per i tremila anni) e la perdita di neuroni che ne consegue le impedisce di scrivere codice o spippolare server in modo efficace; meno male che con la Rete può vendemmiare le risorse informatiche di cui abbisogna grazie al lavoro che altri continuano a donare. Come in altre situazioni, però, perdere una facoltà ne potenzia altre, e il rimuginare ricordi diventa molto, molto più facile.

Ricordo infatti di essere stato molto colpito di quanto la società ed il mondo, immaginati già all'inizio degli anni '80 dagli scrittori di fantascienza del filone Cyberpunk, fossero simili a quelli che il mondo di oggi, sia reale che virtuale, sta raggiungendo a grandi passi. Ma qui mi ero fermato, notando pure la coincidenza affascinante che Neuromante fosse stato pubblicato proprio nel 1984.

Ci sono tornato sopra in questi giorni, partendo dai cambiamenti che avvengono nel mio ambiente di lavoro, e mi sono reso conto che questa situazione è probabilmente del tutto naturale.
Il mondo di coloro che "fanno" è diviso in Costruttori e Sognatori. Un tecnico appartiene probabilmente alla prima categoria ed uno scrittore alla seconda. Appartenendo io alla prima categoria per inclinazioni, per studi e per lavoro, faccio infatti fatica ad alzare lo sguardo dalle cose intorno a me per scrutare l'orizzonte; chi si comporta così si trova talora ad aver esaminato e conoscere perfettamente tutti i sassi del sentiero, ma anche ad aver sbagliato strada.

Un Sognatore invece fa esattamente il contrario, non si cura delle cose vicine nemmeno quando inciampa nei sassi o cade nelle buche, perchè gli è naturale scrutare l'orizzonte per vedere assai più lontano. Anche a lui però può capitare di guardare in una direzione totalmente sbagliata, e quindi di vedere lontano ma non arrivare a destinazione.

Morale spicciolissima; si può aver successo o sbagliare clamorosamente in ambedue i casi; è comunque molto più negativo per la sopravvivenza, e l'etologia ce lo insegna, eccedere in attenzione per quello che è lontano a discapito di quello che è vicino

Ma veniamo al dunque. Sono stato sempre curioso di come vengono vissute l'informatica e la Rete da chi non le ha viste nascere. Mi vien da pensare che sia come leggere un romanzo dall'inizio o partendo dal capitolo 8. A parte quello che si può ricavare dalla lettura, credo che l'esperienza che se ne ricava sia antitetica, come guardare un quadro ed essere nel quadro.

Nel mondo del lavoro, dalla scuola e nelle case c'è una quantità crescente di persone, solitamente giovani Nativi Digitali ed indifferentemente Costruttori e Sognatori, che guardano all'informatica ed alla Rete non come strumenti ma come realtà. Guardano lo schermo, seguono con gli occhi la freccina del cursore ed ascoltano i click del mouse come se questi fossero la sostanza della Rete, e come se in questo modo loro controllassero lo strumento/Computer e percepissero il mondo/Rete nella sua totalità.

Il buon Jack Slater direbbe a questo punto: "Madornale errore!".

Questo comportamento, dovuto probabilmente a gravi carenze educative di cui noi anziani siamo senz'altro corresponsabili, è infatti nella migliore delle ipotesi una dipendenza grave, e nella peggiore un pericolo.

L'informatica, la Rete sono una cosa diversa, uno strumento di estrema complessità e di difficilissimo uso. Sono un mondo in cui talvolta nemmeno chi ci è nato dentro è in grado di muoversi con naturalezza e sicurezza; un mondo che nemmeno chi lo ha costruito è in grado di percepire nella sua completezza.

Le persone che lo "vivono" guardando il display sembrano muoversi con l'agilità di delfini nell'acqua, ma vivono invece in una illusione e come diretta conseguenza sono distaccati dalla realtà, sia del mondo materiale che della Rete. E come accade spesso a chi vive distaccato dalla realtà, perdono occasioni ma ancor più corrono pericoli.

Chi sta seduto davanti ad un display con questo atteggiamento mentale è come chi crede di conoscere il mare guardandone la superficie: pensa di conoscerlo nella sua totalità spaziando lo sguardo dalla riva all'orizzonte, ma non ne conosce lo spessore, la profondità e la complessità. Perde l'occasione di nutrirsi, di trovare tesori sommersi e di evitare i pericoli che nuotano appena sotto la superficie.

Questo è preoccupante, perché i computer sono solo computer e sanno solo fare conti, e la Rete è un flusso di bit gestito e pagato da chi vuole guadagnarci, e regolamentato e plasmato da chi lo vuole usare per fini di controllo.

Riuscire a porsi queste domande aiuta a decidere se e come usare le risorse della Rete per far crescere se stessi e la società, sia Costruendo che Sognando: non esserne in grado può portare, come in effetti sta accadendo, a derive malsane.

Per chi vive nell'illusione di ciò che vede sul display, comportandosi nello stesso modo di chi crede che la televisione sia uno specchio della realtà, ci saranno sempre i soliti timonieri e guidatori poco raccomandabili in agguato.

Marco Calamari

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17 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Costruttori e Sognatori
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  • Credo sia stato centrato un tema molto, molto importante.
  • Dr. Calamari lei è un "costruttore", ed è quindi mosso dai "sognatori".
    Non ho dimenticato il punto di domanda è un'affermazione.Sorride

    Sognatori, scrittori, visualizzatori di realtà remote o immaginarie sono coloro che muovono i "creatori" per dare forma e rendere reali i loro sogni e desideri, e lo fanno in moltissimi modi.

    Lo fanno con i loro scritti e i loro romanzi, ma lo fanno anche in un modo diretto, oserei dire "telepatico", utilizzando la non località.

    L'evoluzione umana non è casuale, ed è apparentemente caotica.
    La non località è un concetto difficile che poggia le sue radici nella meccanica quantistica e la scuola di Copenaghen.
    Sono teorie secondo le quali gli uomini sono tutti connessi nella matrix e le nostre azioni sono guidate dalla tendenza verso il bello, l'amore e verso i nostri desideri, ma anche dalle nostre paure se queste prendono il sopravvento.

    E tutto il mondo evolve e prendono forma i desideri dei "sognatori", coloro che ardentemente visualizzano nuovi mondi e nuovi concetti.
    Questi sono in grado di muovere i "costruttori" in un meccanismo detto legge di attrazione, qualcosa che nell'universo fa in modo che i desideri degli individui diventino realtà, se desiderati con la dovuta intensità.

    Alcuni esperimenti scientifici hanno mostrato connessioni neuronali tra individui, e la capacità di grandi pensatori e meditatori di interferire sugli eventi, "passando" per i microtubili del Dr. Teodorani...
    http://nuke.sentinelitalia.org/Default.aspx?tabid=...

    Il primo link nel quale ho trovato info su un esperimento che mi piace far conoscere: http://www.egmagazine.eu/it/node/1012
    "A Washington D. C. nell’estate del ‘93, con una meditazione generale si è diminuita la criminalità del 25%. Quando fu proposta la meditazione come metodo per ridurre il crimine, la polizia di Washington si mise a ridere ma acconsentì all’esperimento. Ebbene, il risultato fu… razionalmente incomprensibile…"

    E questo accade di continuo, sia per gli uomini che per gli animali. Chi l'avrebbe mai detto che qualche pulcino che desidera vicino a se mamma chioccia fosse in grado di piegare le leggi della fisica?

    A cosa servono strumenti come questo:
    http://punto-informatico.it/2042502/PI/News/un-gen...

    Se poi qualche pulcino è in grado di fare questo?
    http://www.giocandoavivere.com/pagina_n.asp?id=532

    Per i meccanicisti tutto ciò suonerà blasfemo. Ma non potete farci nulla, gli esperimenti scientifici sui quanti iniziano a far cadere meccanicismo ed evoluzionismo darwiniano!

    Benvenuti nella Matrix!
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    Modificato dall' autore il 19 ottobre 2009 13.00
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  • Il succo della cassandrata, per chi non avesse compreso, è che su internet, differentemente da quanto avviene off-line, la "macchina" quasi mai fa soltanto ciò che manifestamente fa ... ed è quindi utile (o meglio necessario) avere presente la complessità del "meccanismo", non solo ai fini operativi diretti ma anche per tenere da conto le "attività accessorie" che sul fatidico "schermo" non danno manifestazione di sé.
    non+autenticato
  • Non credo proprio che i computer si limitino a fare calcoli astratti che rimangono rinchiusi in un recinto digitale con regole preimpostate.

    I computer manipolano la realtà, e lo faranno sempre di più: da anni vi si progetta ogni prodotto, ora decodificano il DNA e domani lo riprogrammeranno.

    Navigare Internet non è un'attività autoreferenziale: quando acquistiamo qualcosa on line effettuiamo una transazione economica valida a tutti gli effetti, facciamo viaggiare merci, denaro, etc...etc...

    Se un "nativo digitale", come viene chiamato (che forse io non sono avendo 35 anni) si "illude" di poter modificare la realtà con un click, forse non ha tutti i torti. Credo anzi sia il caso che acquistiamo consapevolezza di come il potere si vada concentrando sempre di più sulla punta del mouse. Per i nostri diritti, i doveri, le conseguenze che ne potrebbero scaturire, i pericoli che corriamo e ciò che ci aspetta in conseguenza di queste trasformazioni.

    In fondo l'articolo avrebbe solo dovuto dire che il virtuale sta diventando reale e il reale virtuale. Non si sarebbe discostato troppo dalla fattiva realtà delle cose.
    non+autenticato
  • Non hai torto ma secondo me non hai ben recepito una parte ben piu profonda del discorso... Da uno che da tanto e' nel mondo dell'informatica so bene quanto essa possa influenzare la nostra vita, grazie ad essa si sono effettuate grandi scoperte, aiutato tante persone, e diffuso la cultura, oltre che essere anche un mondo dove l'intrattenimento e' in continua evoluzione... Direi che e un integrazione della realta' ma allo stesso tempo osserverei il discorso da un altro punto di vista, e cioe' quello dell'autore dell'articolo: per non essere troppo prolisso diro solo che un computer per quante cose strabilianti possa fare, e' realmente solo un calcolatore, tutto cio che trascende da questa realta' e gli permette di ottenere le numerose conquiste scientifiche non e' altro che l'ausilio dell'uomo.

    Il significato del discorso e' per me che se pure la rete ci permette di fare un acquisto, se pure possiamo avere notizie in tempo reale, se pure ci permette di ritrovare persone le quali oramai non pesavamo piu di ritrovare, essa non e' altro che uno strumento, controllato da altre persone, e tu che la utilizzi come me o chiunque altro, quando ne fa utilizzo spesso prende tutto per buono, spesso tutto come un dato di fatto :
    faccio una ricerca, cerco un posto un numero di telefono, ordino una pizza online, racconto i fatti miei a tutto il mondo... tutto cio e' perche qualcuno ha avuto un interesse a realizzare quella data "funzione", e gli interessi sono parenti del denaro e solo a volte sono per nobili intenzioni. Percio si parla di essere coscienti di come funziona e di imparare a farne un buon utilizzo. In fin dei conti forse l'articolo e' semplicemente un avviso.

    Non e' nel computer, e' tutto nelle mani di chi costruisce e chi pensa, e ci fa illudere di poter essere anche noi sognatori e costruttori, quando invece per esempio se esistono le aste online non e' perche si sono inventate da sole (il noto sito di aste lo utilizzo da quando e' stato aperto e nel corso dei tempi e' cambiato moltissimo, tanto che la gente non si rende conto che ora e' popolato da rivenditori e che gli affari si fanno invece con i privati che sono in minoranza oramai, e spesso quando cerco qualcosa riesco a trovare prezzi piu bassi anche nel "mondo reale"...)
    altro esempio le notizie, che oramai hanno acquisito una grande importanza e chi fa cattivo uso di internet le considera "specchio della realta" perche pensa "e' su internet, internet e' libera, quindi ha ottime probabilita di essere vero", invece e proprio quello il problema, internet non e libera dalle istituzioni (ho altri esempi al riguardo, di notizie su eventi recenti, importanti e catastrofici, dei quali non e stata scritta la verita ma io lo so perche avevo dei familiari coinvolti, ma non parlero perche non e il posto e sn cose da "iene" che piuttosto da un singolo uomoSorride )
    Altro esempio : pensa che so di chi gli e' stato rifiutato il posto di lavoro perche l'azienda lo ha giudicato dal proprio profilo su facebook...
    Pensa che anche solo ora quanti sistemi stanno raccogliendo queste informazioni che noi scriviamo, e le utilizzeranno per costruire una rete "migliore", come noi vorremo, ma fatta da chi in realta ci vuole solo speculare o vuole controllare, riuscirebbero a costruire una "rete intorno a noi" per farci vivere nel mondo che vogliamo ed intanto sfruttare i nostri gusti le nostre paure, la nostra socialita'... non che ci sia molto di male in tutto cio, ma a male ci andiamo noi, leggi come la perdita dei valori nella vita, la morte dell'economia mondiale e il farsi imboccare tutte le stupidaggini che vogliono farci credere.

    OVVIAMENTE TUTTO CIO CHE TI HO DETTO NON CORRISPONDE PER FORZA ALLA TOTALE REALTA' DEI FATTI, MA E' UN EVENTUALITA SU CUI OGNUNO DOVREBBE RIFLETTERE, BISOGNA SEMPRE RIFLETTERE E FARE BUON USO DELLE COSE... e quando si parla di internet ce davvero tanto in ballo, io ho detto solo delle cose, ne potevo dire altre 100 e qualcun altro di voi altre 1000 che non so io in merito, ma fatto sta che si trascura davvero la realta dei fatti e per correggerti I COMPUTER NON MANIPOLANO LA REALTA DEI FATTI,CI SONO MENTI DIETRO A CIO CHE FANNO I COMPUTER PER MANIPOLARLA, E QUINDI SONO SEMPRE UOMINI A MANIPOLARLA, CON TUTTI I RISCHI CHE NE POTREBBERO CONSEGUIRE... forse ho poca fiducia nell'umanita', o forse sono semplicemente prudente e consapevole, visto che non mi tolgo niente e utilizzo tutto con scioltezza, ma con criterio... prendi la mia idea come una tra tante e se te l'ho potuta raccontare dico grazie alla rete, ma senza pretese di cambiare il mondo e senza rancore per chi non la pensa come me

    Saluti =)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luke
    > ... Credo anzi sia il caso che
    > acquistiamo consapevolezza di come il potere si
    > vada concentrando sempre di più sulla punta del
    > mouse. Per i nostri diritti, i doveri, le
    > conseguenze che ne potrebbero scaturire, i
    > pericoli che corriamo e ciò che ci aspetta in
    > conseguenza di queste trasformazioni.

    Esattamente quello che dice l'articolo.
    non+autenticato
  • Piu sono comodi gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione e piu e' grande la voglia di fare i pigri. Un po' come dire che i videogiochi causano la obesita degli adolescenti. Ma nessuno ci obbliga ad essere effettivamente pigri. Nel caso specifico nessuno ci impedisce di cercare di capire come funzioni veramente un pc e come funzioni la rete.
    non+autenticato
  • "Si ma non puoi neanche scassare sempre le balle agli altri perchè non VUOI imparare" (Cit. Me)

    Come io ho imparato ad usare un pc perchè mi piace usare il pc, ho imparato a cambiare le gomme della macchina perchè devo usare la macchina, ho imparato a farmi la pastasciutta perchè dovrò pur mangiare e ho imparato ad accendere il fuoco per fare la grigliata perchè ogni tanto è bello anche trovarsi con gli amici e farsi una grigliata.

    Perchè certa gente invece demandi sempre le conoscenze che dovrebbe avere agli altri non riesco a capirlo.
    Come dici tu penso sia solo un fattore di pigrizia, però se sei pigro per imparare allora non usarlo neanche, perchè saresti solo un fastidio per gli altri.
    Wolf01
    3342
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