Mauro Vecchio

Channel 4 si infila nel tubo

Stretta di mano tra l'emittente britannica e YouTube. Un passo in avanti verso la frontiera della programmazione televisiva online

Roma - "Questa partnership strategica rappresenta un'altra pietra miliare per la nostra emittente. Siamo lieti di combinare la forza del nostro marchio e l'appeal dei nostri contenuti con l'ineguagliabile audience online raggiungibile attraverso YouTube". Questo l'elettrizzato commento di Andy Duncan, chief executive uscente di Channel 4, in seguito all'annuncio di un accordo multi-milionario che ha il sapore di primato: il broadcaster britannico sarà il primo a rendere disponibili tutti i suoi nuovi programmi sulla piattaforma di video sharing di Google.

Nei prossimi mesi, dunque, i sudditi di sua Maestà potranno gustarsi sugli schermi del proprio computer le nuove puntate di serie di successo autoprodotte come Skins e Hollyoaks, insieme a quasi 3mila ore di materiale d'archivio, tra cui show come Brass Eye, Derren Brown e Peep Show. Brutte notizie, invece, per i fan di serie televisive importate come Desperate Housewives: non verranno messe a disposizione dei netizen.

L'accordo annunciato avrà la durata di tre anni, in una mossa di più ampio respiro pensata da entrambe le parti in causa. Channel 4 ha così allargato la sua visione strategica, da broadcaster tradizionale a fornitore di contenuti per generare profitti nell'online. YouTube, da par suo, ha confermato l'intenzione di andare al di là delle piccole clip caricate dagli utenti per offrire interi show televisivi in alta qualità. Ancora non troppo chiari i termini del patto in materia di pubblicità: si parla di un 30 per cento dei profitti destinato a YouTube, con Channel 4 che potrà vendere spazi pubblicitari.
Stando ai dati di una ricerca di Screen Digest, la mole di ore totali dell'online viewing relativo a programmi televisivi si è allargata da 7,5 milioni nel 2005 ai previsti 410 milioni di quest'anno, per giungere a 750 milioni di ore nel 2013. Channel 4 avrà sicuramente analizzato a fondo un secondo dato fornito dagli analisti: la fetta anglosassone di quel miliardo di view legato alle clip su YouTube.

"Sappiamo che la community di YouTube è in fermento all'idea di guardare interi programmi televisivi sul sito - ha spiegato Patrick Walker, a capo della partnership per conto della piattaforma di condivisione video - e così abbiamo lavorato duro per creare il giusto ambiente per accogliere più contenuti da parte di più broadcaster. Questo accordo dimostra il nostro impegno nell'aprire il sito a nuovi programmi e non vediamo l'ora che si presenti ancora l'opportunità per patti del genere".

Mauro Vecchio
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