mercoledì 5 marzo 2003

Voragine in Sendmail, milioni i server a rischio

Oltre la metà dei mailserver al mondo potrebbe essere vulnerabile ad una grave falla di sicurezza che interessa Sendmail, un dei più noti e anziani software open source. Gli esperti di sicurezza sollecitano l'applicazione della patch

La notizia fa già discutere e non potrebbe essere altrimenti. Ha origine il 3 marzo da ISS, che annuncia la scoperta di una seria nuova vulnerabilità di Sendmail, uno dei server SMTP più usati in rete. Rimbalza nelle headlines dei primi security alert, si annuncia ampiamente sul sito di Sendmail Inc., compare nel CERT advisory 2003-7 e approda, con qualche ora di ritardo, su Slashdot.

Mentre s'infiammano in rete discussioni e disquisizioni, considerazioni e consigli, ironie e preoccupazioni, inizia un nuovo round della sfumata lotta fra cracker e sysadmin. I primi a ingegnarsi nel trovare il modo di sfruttare la vulnerabilità annunciata, alcuni dei secondi in affannosa ricerca delle patch con in mente orrorifiche visioni di mass mailing e worming.

Sendmail è uno dei simboli dell'OpenSource e di Internet stessa. Ha consegnato messaggi fin dagli albori della rete, scambiando e-mail e file fra server Unix in tempi innocenti, quando non ci si preoccupava molto della sicurezza dei sistemi e dei protocolli. È cresciuto di versione in versione e si è portato dietro una logica complessa, estremamente flessibile ma a suo modo contorta, che ha richiesto ripetute correzioni e pezze per rincorrere le sempre più variegate vulnerabilità che gli venivano trovate.Negli ultimi tempi il suo sviluppo si era consolidato, da almeno un paio d'anni non venivano scoperti bug pericolosi e, nonostante la crescente concorrenza di altri mailer OpenSource come Postfix e Qmail, nati dopo e intrinsecamente più sicuri, è stato per molti una scelta stabile e affidabile.

Il buco, reso noto il 3 marzo ma scoperto da settimane e comunicato il 31 gennaio a Sendmail Inc. dal team X Force di ISS per consentire alla prima di preparare un'adeguata patch al momento dell'annuncio pubblico, sfrutta una falla presente nel codice di tutte le versioni di Sendmail, fino alla 8.12.8, rilasciata con la correzione del problema.

Uno dei meccanismi di controllo degli indirizzi di posta elettronica presenti negli header di un messaggio (tipicamente to:, from: cc:, e bcc:) gestisce in modo non corretto una variabile e questo può essere sfruttato per dare luogo ad un buffer overflow, che può essere utilizzato per eseguire comandi arbitrari sul sistema con i privilegi con cui gira Sendmail, solitamente root.

Ufficialmente non esiste ancora un exploit diffuso in rete in grado di sfruttare questa vulnerabilità, ma ISS ne ha dimostrato l'applicabilità su sistemi in produzione e il fatto di poter essere attivato tramite gli header di un qualunque messaggio di posta ne amplia in modo smisurato la pericolosità.

Gli scenari che si aprono nelle menti dei cracker più crudeli (un vero hacker non metterebbe mai in circolazione un simile exploit) e dei tecnici più consapevoli, sono inquietanti e variegati: orde di spam-mail maligne, che portano nei loro header un payload virulento, in grado di compromettere server non patchati e, eventualmente, duplicarsi e diffondersi, come un feroce worm sterminatore di Sendmail non aggiornati.

I virus writer staranno già pensando ad una nuova generazione di virus, la cui definizione sfuma in quella di worm, che non infetta i client Windows degli utenti finali ma i server Unix che ne gestiscono tutti i messaggi, si diffondono via mail ma, a differenza di normali virus, lo fanno automaticamente, senza nemmeno l'ignaro intervento umano, possono corrompere sia server di posta pubblici che server interni, nel cuore delle reti aziendali, attraversando firewall per la lecita porta 25 e consegnando a destinazione mail dagli effetti arbitrari, stabiliti da chi le ha mandate.

La prospettiva non è nuova, anche una recente vulnerabilità di Fetchmail, un programma OpenSource molto utilizzato su Linux e altre piattaforme Unix-like per scaricare e processare posta da un server remoto, permette di ottenere privilegi di root tramite un buffer overflow che può essere potenzialmente sfruttato con una normale e-mail.
Il fatto di non aver ancora visto in circolazione un worm o un virus che possano sfruttare questi buchi e eventualmente trovare un meccanismo per auto diffondersi dipende dall'intrinseca difficoltà di un simile attacco, soprattutto se si cerca di renderlo efficace su ignoti e generici sistemi.

Ma questo non deve far stare tranquilli gli amministratori di sistema pigri o troppo occupati: il recente worm SQL Slammer ha messo in ginocchio Internet sfruttando un buco di sicurezza reso pubblico, con relative patch, più di sette mesi fa ed è presumibile che molti, con diversi scopi e diverse mentalità, si impegneranno per realizzare un exploit utilizzabile nella pratica.

Simili prospettive inevitabilmente riscalderanno le prese di posizione sull'approccio alla sicurezza del software aperto rispetto a quello proprietario, scateneranno scherno e polemica fra fanatici di Linux e dell'OpenSource e militanti di Windows e avranno eco variabile su siti tecnici e d'informazione in rete.

Tecnicamente questa è un'altra vulnerabilità grave di un software molto diffuso su server Internet, permette un root compromise da remoto, praticamente il peggio che possa accadere ad un sistema Unix; non è ancora diffuso un exploit che possa sfruttarla ma potrebbe esserlo in futuro, con conseguenze e possibilità di diffusione potenzialmente notevoli; si risolve semplicemente aggiornando il proprio Sendmail, pratica che non è certo immediata se si devono ricompilare i sorgenti, ma diventa estremamente semplice, o addirittura automatica, se il vendor del proprio Linux o Unix ha provveduto a rilasciarne i pacchetti aggiornati.

Chi ha una macchina con Red Hat Linux 8.0, per esempio, ha potuto aggiornare Sendmail praticamente senza interrompere il servizio, prima ancora di leggerne la notizia in rete.

Chi utilizza una versione commerciale di Sendmail, ha potuto scaricare immediatamente comode patch dal sito di Sendmail.com, mentre su Sendmail.org venivano pubblicati i nuovi sorgenti della versione 8.12.8. Gradualmente tutte le distribuzioni Linux e i produttori Unix stanno rilasciando i propri aggiornamenti: il problema è potenzialmente troppo serio per poter essere sottovalutato.

I tempi di risposta, anche grazie all'oculata policy di disclosure adottata da ISS che ha permesso il rilascio della patch contemporaneamente all'annuncio pubblico della vulnerabilità, sulla disponibilità degli aggiornamenti da parte di molti vendor sono stati inequivocabilmente rapidi. A dimostrazione che il supporto commerciale per prodotti OpenSource esiste, è efficace e giustifica il suo costo, che spesso è al di sotto delle medie di mercato.

I pregi e le insidie dell'OpenSource, in termini di sicurezza, si sono rilevati in tutte le loro contraddizioni. ISS ha fatto un profondo code auditing sui sorgenti di Sendmail per individuare questa falla, il codice di Sendmail stesso ne uscirà rafforzato e più sicuro dopo l'ennesima profonda revisione che ha subito; gli amministratori di sistemi vulnerabili hanno il tempo di aggiornare le loro macchine ma molti server resteranno scoperti, dimenticati, potenzialmente vulnerabili e insicuri. Se qualcuno, con diverso spirito e intenzioni fosse riuscito a scoprire per primo questo buco, avrebbe avuto la possibilità di penetrare un grandissimo numero di server e, se fosse riuscito a farne un worm avrebbe, ancora una volta, potuto mettere in ginocchio la rete, almeno per qualche ora.

Questa intrinseca vulnerabilità di Internet e dei suoi server, in realtà, prescinde dalla policy di rilascio del codice e investe l'apparentemente irrisolvibile problema di praticamente ogni software usato in rete: prima o poi qualcuno, con metodi ingegnosi e approcci innovativi, riuscirà a trovare una nuova falla e questo richiederà l'inevitabile pezza.

Nella corsa senza fine alla sicurezza informatica, chi si aggiorna per primo vince.

Alessandro Franceschi
Openskills.info
148 Commenti alla Notizia Voragine in Sendmail, milioni i server a rischio
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  • Non ho mai usato SendMail. E ora dico PER FORTUNA, dopo questo e altri exploit.
    Sono sempre stato convinto che il software open non puo' per sua natura essere più sicuro di quello chiuso.
    E questo caso, dimostra proprio quanto dico.
    Con chi se la prenderanno i dirigenti delle societa' danneggiate da questo? Chi chiameranno per rimettere tutto a posto entro la mattina dopo?
    La comunita' Open ?

    Come volevasi dimostrare.
    non+autenticato


  • > societa' danneggiate da questo? Chi
    > chiameranno per rimettere tutto a posto
    > entro la mattina dopo?
    > La comunita' Open ?
    >

    Pensi forse che la software house che ti vende il software chiuso ti rimettera' tutto a posto entro la mattina dopo ?
    Hai mai letto almeno uno dei contratti di licenza di un software closed? Nessuno si prende responsabilita' per i malfunzionamenti del software ( This software is provided "AS IS") ....
    Continua a versare soldi nelle casse di chi non ti garantisce un bel niente.... Bella sicurezza

    ACD
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Hai mai letto almeno uno dei contratti di
    > licenza di un software closed? Nessuno si
    > prende responsabilita' per i
    > malfunzionamenti del software ( This
    > software is provided "AS IS") ....

    Nelle aziende non ci sono degli ingenui. Certi uffici acquisti probabilmente non sanno distinguere il norton commander da autocad, ma sanno benissimo che comprano una SOLUZIONE HW+SW da TE che legalmente garantisci per il funzionamento e l'assistenza di tutto l'assieme, senza troppi se e ma. Se ne fottono delle sottigliezze di licenza per cui tu puoi rivalerti lungo tutta la filiera di distribuzione, se non onori il contratto d'assistenza sei tu l'inadempiente e intanto paghi. Nessuno si farebbe fregare da una astrusa licenza su uno speciale lubrificante dentro una macchina utensile da due miliardi, e lo stesso vale per il software. Si chiama responsabilità oggettiva della fornitura, ci sono volumi di carta in merito e da un bel pezzo prima che fosse pronunciata per la prima volta la parola "software".

    Inoltre, closed o non closed, tutto il software scritto ad hoc su analisi specifica è garantito per l'aderenza alle specifiche PER LEGGE, secondo la tipologia contrattuale della realizzazione su richiesta che impegna fornitore e cliente, che si tratti di scarpe, pezzi di ferro o byte non cambia niente.
    L'unica eccezione è il discorso per gli applicativi "di larga diffusione", scritti su un'analisi commissionata al settore marketing (o senza analisi, è spesso il caso dell'opensource), cioè roba da scaffale che può adattarsi, o meno, alle tue esigenze specifiche. Di nuovo, la questione è irrilevante: il manutentore ha la responsabilità contrattuale di tutto l'ambaradan, a prescindere dalla licenza software che nasce giustamente per tutelare IL PRODUTTORE, non l'installatore o il distributore. Il cazziatone te lo prendi te, anche se la patch non è pronta (al cliente non gliene può fregare di meno).

    Tra parentesi, la piccola softwarehouse si può anche impegnare a garantire ogni riga che scrive, ma per i framework, le librerie, i componenti commerciali che inevitabilmente utilizza, può solo confidare nella solidità del suo subfornitore (e spesso nell'acquisto dei relativi codici sorgenti, non l'ha inventato Stallman vivaddio).

    Qui emerge un grosso intoppo dell'opensource invece: non credo proprio che una SWH di quattro gatti si possa impegnare a garantire, oltre alle proprie 5.000 righe di AWK, perl e C per la personalizzazione del sistema, anche i sette CD di una SuSE o RH (e lì va ancora bene, perché dietro c'è "in qualche modo" un distributore) o di myfuckindistro scaricata da www.russianorgiesandwarez.ru
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Qui emerge un grosso intoppo dell'opensource
    > invece: non credo proprio che una SWH di
    > quattro gatti si possa impegnare a
    > garantire, oltre alle proprie 5.000 righe di
    > AWK, perl e C per la personalizzazione del
    > sistema, anche i sette CD di una SuSE o RH
    > (e lì va ancora bene, perché dietro c'è "in
    > qualche modo" un distributore) o di
    > myfuckindistro scaricata da
    > www.russianorgiesandwarez.ru

    Perche`, le software house di 400 gatti ce la fanno a garantire anche tutto l'inutilmente mastodontico, complessato, collassato oltre ogni misura, straccio di sistema operativo Win-like?

    E poi e` inevitabile usare librerie commerciali? In teoria e` molto probabile, ma non per me, a essere sinceri; sono un caso raro... ma potrei essere fra i primi, chissa` in un futuro se intenzionalmente re-involvendoci ritroveremo quella certezza che 2+2, anche in un programma a finestrelle e bottoncini colorati, fa sempre 4? Rimango e permango della mia opinione: open o closed fa poca differenza, il problema e` che le linee di sorgente sono un po' troppine, il 90% delle quali non necessarie, e derivanti dalla costruzione di applicativi a taglia e incolla, usando librerie altrui basate su librerie altrui basate su SDK altrui eccetera eccetera...

    insomma torniamo indietro, per favore, prima che scoppi tutto...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > Hai mai letto almeno uno dei contratti di
    > > licenza di un software closed? Nessuno si
    > > prende responsabilita' per i
    > > malfunzionamenti del software ( This
    > > software is provided "AS IS") ....
    >
    > Nelle aziende non ci sono degli ingenui.
    > Certi uffici acquisti probabilmente non
    > sanno distinguere il norton commander da
    > autocad, ma sanno benissimo che comprano una
    > SOLUZIONE HW+SW da TE che legalmente
    > garantisci per il funzionamento e
    > l'assistenza di tutto l'assieme, senza
    > troppi se e ma. Se ne fottono delle
    > sottigliezze di licenza per cui tu puoi
    > rivalerti lungo tutta la filiera di
    > distribuzione, se non onori il contratto
    > d'assistenza sei tu l'inadempiente e intanto
    > paghi.

    non conosco precedenti di condanna per quello che tu dici. Ne sai citare qualcuno?


    > Nessuno si farebbe fregare da una
    > astrusa licenza su uno speciale lubrificante
    > dentro una macchina utensile da due
    > miliardi, e lo stesso vale per il software.

    Questo vale per tutto tranne che per il software.

    un esempio: esiste il RITIRO dei prodotti FISICI, ma non ho mai sentito di ritiro di prodotti software (e ce ne sarebbe stato il bisogno, in certi casi).
    La licenza software copre i produttori molto più di quanto credi, tanto da garantire ricchezze da nababbi ai vertici di certe aziende.

    > Si chiama responsabilità oggettiva della
    > fornitura, ci sono volumi di carta in merito
    > e da un bel pezzo prima che fosse
    > pronunciata per la prima volta la parola
    > "software".

    Per contro, a fronte dei "volumi di carta che citi". non risulta alcunchè di significativo nel mondo del software.
    Gates sarebbe in prigione da un pezzo, se non fosse così.

    Invece è in una botte di ferro: le sue EULAs sono mitiche ormai

    > Inoltre, closed o non closed, tutto il
    > software scritto ad hoc su analisi specifica
    > è garantito per l'aderenza alle specifiche
    > PER LEGGE, secondo la tipologia contrattuale
    > della realizzazione su richiesta che impegna
    > fornitore e cliente, che si tratti di
    > scarpe, pezzi di ferro o byte non cambia
    > niente.

    non è questo il caso di Sendmail

    > L'unica eccezione è il discorso per gli
    > applicativi "di larga diffusione", scritti
    ...
    > Di nuovo, la questione è
    > irrilevante:

    Però, finora non risulta che quanto dici sia stato utilizzato in aula di tribunale e abbia portato a un risultato positivo per il danneggiato di un software.

    Poichè Microsoft o SendMail Inc. pari sono (almeno dal punto di vista della responsabilità precisata in base alla licenza) , mi tengo SendMail (che non mi costa nulla) e lo rattoppo (cosa possibile SUBITO per come funziona l'Open Source).

    Le tue considerazioni legali sono molto interessanti e accattivanti, ma teoriche; finché non vedrò fioccare fior di condanne per danni alla Microsoft (esposta com'è), le tue argomentazioni non sono sufficienti a spostare l'ago della bilancia a favore dell'utente.

    Magari fosse così.



    non+autenticato
  • si vede che sei un intenditore di come funziona il modo Open.
    continua cosi che Bill &C ti ringraziera
    non+autenticato

  • > Con chi se la prenderanno i dirigenti delle
    > societa' danneggiate da questo?

    E' già... il vero problema, in fondo, è riuscire a scaricare il barile...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Non ho mai usato SendMail. E ora dico PER
    > FORTUNA, dopo questo e altri exploit.


    Da quanto usi internette ?
    Se da piu' di due anni e usi la EMEIL e' quasi matematicamente impossibile che un tuo messaggio non sia passato in un server SENDMAIL


    SENDMAIL e' stata una delle colonne portanti di internet per
    MOLTI .....LUUUNGHISSIMI ....ANNI....

    OGGI ci sono numerose valide alternative
    comunque un minimo di ..........

    GRATITUDINE quel programma lo merita !!!!!
    non+autenticato
  • Per chi utilizza Slack: fin da subito (il giorno stesso dell'annuncio del bug: il 3 marzo) è stata resa disponibile la versione patchata del .tgz per slack.
    Per chi ancora non l'avesse aggiornata ecco il link:
    .
    non+autenticato
  • SendMail non e' Linux, e' solo un software sviluppato per questo S.O. !
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > SendMail non e' Linux, e' solo un software
    > sviluppato per questo S.O. !

    Con tutto il rispetto, anche tu non hai capito granché Sorride
    SendMail esiste da secoli prima di Linux, e non è minimamente
    ad esso legato.
    non+autenticato
  • Come mai proprio ora vengono fuori sti grandi bug vedi SQL Slammer e questo.
    Forse per avere un arma in più dalla loro parte cioè Bug freschifreschi.

    M la guerra
    non+autenticato
  • Scusate Starno sta per Strano


    - Scritto da: Anonimo
    > Come mai proprio ora vengono fuori sti
    > grandi bug vedi SQL Slammer e questo.
    > Forse per avere un arma in più dalla loro
    > parte cioè Bug freschifreschi.
    >
    > M la guerra
    non+autenticato
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