Alfonso Maruccia

SCO, addio al CEO anti-Linux

Uno dei principali artefici della discussa mega-causa contro il pinguino viene fatto accomodare fuori dalla porta. I rimanenti papaveri professano perseveranza: ma il futuro di SCO non Ŕ mai sembrato tanto incerto

Roma - C'è ancora vita sul pianeta SCO? A giudicare dalla recente dismissione di Darl McBride, CEO e presidente che ha avuto un ruolo chiave nella pluriennale guerra fratricida combattuta contro IBM, Novell e tutto il mondo Linux al gran completo, la società che pretendeva una royalty per ogni singola copia di sistema operativo basato sul pinguino si avvicina mestamente alla impietosa terminazione delle sue tante tribolazioni, e per giunta a opera dei corresponsabili della guerra di cui sopra.

Il licenziamento in tronco di McBride si apprende da un documento pubblicato dalla SEC statunitense (non presente tra le press release di SCO) che comunica la dismissione delle posizioni dirigenziali di presidente e CEO della società, fatto che viene appunto indicato come motivazione del licenziamento.

SCO perde per strada il CEO che appena lo scorso agosto spronava i suoi ad "affrontare le prossime battaglie" della causa contro IBM e l'intero movimento FOSS, "con la consapevolezza di avere la vittoria in mano" dopo che il tribunale dell'appello aveva spedito la questione direttamente davanti a una giuria dopo la batosta iniziale della condanna del 2008.
Ex-manager dell'attuale "nemico" Novell, McBride ha vissuto l'intera trafila di acquisizioni e ridenominazioni attraverso cui sono passati SCO e i diritti di Unix originariamente in mano al suo precedente datore di lavoro, e la sua scomparsa dal gruppo che aveva contribuito a fondare viene ora descritta come un'operazione necessaria per la sopravvivenza, una scelta che lascia in sella il COO Jeff Hunsaker, il CFO Ken Nielsen e il Consulente Legale capo Ryan Tibbitts pronti a spartirsi la corona del comando oltre che a gestire le problematiche dell'amministrazione controllata sotto cui SCO si trova a operare.

Almeno per il momento l'eliminazione di McBride non servirà comunque a chiudere i conti con un passato di cause, debiti accumulati e insolvenze ingestibili, perché il management ha detto chiaro e tondo che la crociata anti-Linux di Novell continua anche senza il suo CEO assieme alla ricerca di acquirenti per gli asset non fondamentali della società, con una ristrutturazione di cui si dovrebbero conoscere i dettagli entro il mese prossimo. Prime di finire nelle file dei trombati, infatti, McBride aveva fatto presente alla corte incaricata della bancarotta di SCO di essere in contatto con quattro potenziali acquirenti interessati al gruppo.

Alfonso Maruccia
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6 Commenti alla Notizia SCO, addio al CEO anti-Linux
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  • Nell'ultimo paragrafo si parla di "crociata anti-linux di Novell". Immagino ci si riferisse a SCO Sorride

    Saluti
    non+autenticato
  • I falliti prima di abbandonare l'arena tentano di fare causa racimolare qualche soldo in tutti i modi.
    Questo non li porta in alto, ma di solito più in basso.
    Anche questa storia non fa differenza.
    non+autenticato
  • SCO sa benissimo che le probabilità di vincere una simile guerra contro Linux sono pari a ZERO; il loro vero obiettivo (e, soprattutto, l'obiettivo di chi li manovra) è quello di rappresentare un effetto deterrente.

    Molte aziende, venendo a conoscenza di questa infinita battaglia legale, rinunciano a passare a Linux per evitare guai; in questo modo, i "manovratori" di SCO "vincono anche se perdono".

    Ricordiamoci che, già da tempo, Novell e RedHat son ocostrette a spendere un sacco di soldi per offrire assistenza legale ai loro clienti, "vittime" di minacce da parte di SCO e altri soggetti che ben conosciamo ...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alvaro Vitali
    > SCO sa benissimo che le probabilità di vincere
    > una simile guerra contro Linux sono pari a ZERO;
    > il loro vero obiettivo (e, soprattutto,
    > l'obiettivo di chi li manovra) è quello di
    > rappresentare un effetto
    > deterrente.
    >
    > Molte aziende, venendo a conoscenza di questa
    > infinita battaglia legale, rinunciano a passare a
    > Linux per evitare guai; in questo modo, i
    > "manovratori" di SCO "vincono anche se
    > perdono".
    >
    > Ricordiamoci che, già da tempo, Novell e RedHat
    > son ocostrette a spendere un sacco di soldi per
    > offrire assistenza legale ai loro clienti,
    > "vittime" di minacce da parte di SCO e altri
    > soggetti che ben conosciamo
    > ...

    L'effetto deterrente era ben pagato dal suo concorrente Microsoft, non cerchiamo di nasconderlo! La SCO era (vedi vendite) tramontata da tempo battuta proprio dalla Microsoft sui server.

    Una bufala che gira è "Novell e RedHat son ocostrette a spendere un sacco di soldi per offrire assistenza legale ai loro clienti" Quando non offrirono MAI questo servizio, anzi la RedHat brontolò contro la Novell (detentrice dei diritti UNIX, solo in gestione alla SCO) e contro la AT&T (altra detentrice totale dei diritti UNIX) che se avessero perso la causa aveva fatto un fondo per ripagare i clienti.

    Ma oramai una ditta che non possiede più immobili propri e dipendenti che società è?? Società FANTOCCIO! Il personaggio l'hanno licenziato perchè anche i soldi IMPRESTATI sono finiti!

    Ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: vavava
    [...]
    > Ma oramai una ditta che non possiede più immobili
    > propri e dipendenti che società è??

    Nessuna azienda ormai possiede i propri immobili. Chi li possedeva li ha venduti e riaffittati da una finanziaria. ╚ una procedura normale che abbatte le tasse...

    Cordiali saluti
  • Per quanto sembri incredibile, SCO non è manovrata da nessuno. Certo, inizialmente sono stati "spronati" da una nota società di Redmond, che ha acquistato da loro servizi di cui non aveva bisogno e che infatti non ha utilizzato (un modo per giustificare l'ingente versamento di denaro). Ma poi li ha abbandonati, ora SCO porta avanti la causa legale perchè si illude infantilmente di avere qualche possibilità di vittoria. Se così non fosse, chiuderebbero i battenti.

    Non esiste nessun effetto deterrente. PRIMA di questo buffo teatrino qualcuno insinuava che Linux contenesse codice "rubato" a chissà chi e che un giorno sarebbe scomparso grazie a una causa legale intentata dai proprietari del codice; ora è ovvio che non è vero.

    Red Hat e Novell (al tempo SuSE) hanno creato un fondo per risarcire i loro clienti qualora avessero subito cause legali da SCO, questo è vero... ma si trattava ovviamente di un'operazione di marketing. Non hanno mai dovuto sganciare un dollaro a nessuno. SCO ha provato a fare causa a due grossi utilizzatori di GNU/Linux, ma ha solo buttato via altri soldi, in quanto le cause sono state congelate, dal momento che non aveva senso portarle avanti prima di stabilire a chi appartenesse le righe di codice (in realtà assenti nelle versioni recenti di Linux, e comunque si trattava di codice di pubblico dominio trovato su libri didattici) su cui SCO avanzava le sue assurde pretese.

    Risultato: SCO è stata pagata da una società grossa ma non molto intelligente per dare una credibilità della madonna a Linux e far assegnare a IBM la proprietà del System V. Mi sa che il CEO andava licenziato prima.
    non+autenticato