Mauro Vecchio

Bill Gates e le caramelle anti-malaria

Gomme da masticare e cioccolata liquida per trovare una nuova arma nella lotta al flagello della malaria. Donati i dollari dalla sua Fondazione ai ricercatori pubblici pių alternativi sul campo della salute globale

Roma - 100mila dollari per combattere il flagello della malaria con chili di gomma da masticare e cioccolata liquida. Li ha donati Bill Gates, noto al mondo per aver fondato Microsoft e per essere tornato in testa alla classifica degli uomini più ricchi sul pianeta. Li ha donati la Bill & Melinda Gates Foundation che ha recentemente assegnato 76 borse di studio, ciascuna appunto del valore di 100mila dollari, destinate a ricercatori pubblici in ambito sanitario, all'interno del Grand Challenges Exploration Program. Obiettivo: supportare approcci non convenzionali alla ricerca sulle malattie globali, come quello basato sulle caramelle.

A ricevere l'assegno di Gates, Andrew Fung, ricercatore all'UCLA, che utilizzerà il denaro per sviluppare la sua idea alternativa alla cura della più diffusa parassitosi al mondo. Un chewing gum sarebbe ideale per raccogliere la saliva necessaria a rilevare i principali indicatori della malattia, senza il bisogno di tirare via del sangue dal corpo del paziente. Questa tecnica gommosa lo libererebbe da piccoli dolori e non avrebbe nemmeno bisogno di macchine per essere eseguita. Unico inconveniente, gli indicatori presenti nel sangue sono molto più diffusi di quelli contenuti in bocca.

Insieme a Fung, Steven Maranz, ricercatore al Weill Cornell Medical College, che sta studiando gli effetti che la cioccolata causa all'attività del parassita trasportato dalle zanzare Anopheles. In forma liquida, la cioccolata si lega alle molecole lipidiche del colesterolo, portandolo via dalla circolazione sanguigna. Il parassita della malaria si ritroverebbe così a vagare nel sangue senza il suo alimento preferito, rischiando seriamente di morire di fame.
Tre delle svariate borse di studio assegnate dalla Fondazione Gates sono poi giunte in India, dove l'International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) di Nuova Delhi sta tentando di arrivare al completamento di un naso elettronico capace di rilevare attraverso il respiro del paziente eventuali segni della tubercolosi. Esperimenti alternativi che Mr. Microsoft ha voluto incoraggiare, nonostante la stessa ammissione di Maranz che nulla è certo in questo stadio della ricerca. Ma ci si proverà, masticando e annusando.

Mauro Vecchio
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