Luca Annunziata

Shakira: la musica è dono

La cantante colombiana non getta la croce addosso al file sharing. Ma il dibattito tra musicisti è acceso. Di Lily Allen, nel frattempo, sul web si sono perse le tracce

Roma - "La musica è un dono. Ecco cosa dovrebbe essere, un dono": parola di Shakira, la più famosa musicista colombiana di sempre, che dice la sua nel dibattito in corso sulla distribuzione dei contenuti. La sua è una posizione morbida, che non vede problema alcuno nel file sharing (anche illegale): una posizione condivisa da altri artisti, uno su tutti lo scrittore brasiliano Paulo Coelho, e che vede invece un fronte opposto formato da colleghi, dalle etichette discografiche e dai detentori dei diritti in generale.

"Mi piace quello che sta accadendo" aggiunge Shakira intervistata dal tabloid Daily Mail, riferendosi al P2P e alla circolazione della musica su canali diversi da quelli tradizionali e ufficiali: "Mi fa sentire più vicina ai fan e a coloro che amano la musica". In un certo senso, prosegue, il file sharing è "la democratizzazione della musica": un concetto che probabilmente troverebbe d'accordo i Radiohead e Nine Inch Nails, non altrettanto altri artisti come Lily Allen.

Quest'ultima meno di un mese fa era stata protagonista di una accesa polemica nata con le proposte del Governo britannico che strizzavano l'occhio alla dottrina Sarkozy e al rapporto tra sharer e detentori dei diritti: una polemica sfociata in una pesante battaglia a suon di blog, commenti sugli stessi e accuse reciproche di scorrettezze. Alla fine, dopo aver chiuso il blog, Allen si è definitivamente staccata da tutti i canali di comunicazione online con i suoi fan: ivi compreso Twitter, dove il suo ultimo intervento risalente al 28 settembre recita "Sono una neo-luddista, addio".
A quanto pare, la decisione di mollare di punto in bianco la tecnologia sarebbe dovuta a una richiesta del fidanzato piuttosto che a un rigurgito delle polemiche settembrine: geloso del tempo dedicato dalla cantante al Web e ai social network, l'ha affrontata e convinta a mettere da parte MacBook, Blackberry e tutto il resto. Secondo quanto da lei stessa dichiarato ai tabloid, si limiterebbe a utilizzare il telefono fisso e un vecchio cellulare: quest'ultimo, comunque, solo all'interno delle mura domestiche.

Tornando a Shakira, il Mail ha sentito un altro paio di colleghe che sostengono (almeno in parte) le tesi dell'artista sudamericana: la statunitense Norah Jones spiega che, in qualunque caso, "se la gente ascolta la mia musica sono felice". Jones non si spinge fino a urlare steal my album come fatto dai NIN o dai System of a Down, ma ribadisce che "è fantastico che molti giovani che non hanno molti soldi possano ascoltare musica e entrare in contatto con le novità".

Più pratica la canadese Nelly Furtado: "Se ami la musica, finirai per farla comunque" spiega a chi teme che il file sharing possa far calare gli investimenti delle etichette nello scouting dei giovani. "Troverai un audience, e magari non farai milioni di dollari - spiega la Furtado - ma farai abbastanza da avere una casa, una famiglia e una macchina". I tempi, insomma, sono cambiati: occorre adeguarsi.



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