massimo mantellini

Contrappunti/ Rete è alterità

di M. Mantellini - Il fermento mediatico dedicato in Italia al gruppo Facebook Uccidiamo Berlusconi non trova corrispettivi altrove. Indice del fatto che ancora non siamo pronti per lo spazio di libertà offerto da Internet

Roma - L'attenzione della politica e dei media nei confronti di Facebook ha ormai raggiunto il livello di guardia. Dai giochetti leghisti sugli immigrati e - prima ancora - dai gruppi di sostegno ai mafiosi, fino al recentissimo caso del gruppo "Uccidiamo Berlusconi", abbiamo assistito ad una incessante sequenza di strilli mediatici sulle inaccettabili parole che Facebook contiene, sulla necessità di censurarle, sull'urgenza di individuare e punire i colpevoli. Siamo di fronte a due questioni molto diverse ed altrettanto importanti. C'è un problema di comprensione del mezzo che potrebbe essere riassunto nella dichiarazione del Ministro dell'Interno Maroni secondo il quale "non esiste un paese al mondo dove qualcuno può scrivere su un sito uccidiamo il premier" e c'è un problema di utilizzo strumentale del mezzo che forse potrebbe essere riassunto nella prima pagina della edizione nazionale de Il Resto del Carlino di qualche giorno fa, dedicata interamente ad un commento comparso su Facebook da parte di un giovane esponente di un circolo emiliano del PD che aveva scritto: "Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi!".

Chiunque conosca minimamente Internet sa bene che la rete è, da sempre, il luogo della alterità. Lo è in maniera talmente ampia che la reazione che spesso coglie quanti non lo hanno sperimentato è una reazione di smarrimento ed incredulità. Possibile - si deve essere chiesto il Ministro Maroni - che sia possibile una enormità del genere, che qualcuno decida di dichiarare in rete il suo desiderio di sopprimere il Premier? La tendenza della rete a riempire interamente lo scenario dei punti di vista non fa del gruppo "Uccidente Berlusconi" una eccezione, ne è semmai una rappresentazione di normalità che può essere facilmente ricostruita anche occupandosi di temi differenti da quello dello scontro politico nostrano. Qualche anno fa una associazione consumatori italiana, sprovveduta almeno quanto il nostro Ministro dell'Interno, chiese ad un pretore romano di fare qualcosa per chiudere rotten.com, un sito web aperto negli Stati Uniti nel 1996 che i suoi stessi autori descrivono come "An archive of disturbing illustration". Iniziative del genere sintetizzano egregiamente la distanza fra la convinzione che sia giusto censurare tutto ciò che troviamo offensivo e disturbante e l'idea, che Internet porta con sé, di permettere invece un numero molto ampio di diverse declinazioni, nella certezza che 1) chi vorrà non vedere potrà certamente farlo 2) non abbiamo maniera migliore che ampliare la libertà di espressione e per accrescere le nostre prerogative di esseri democratici.

Del resto se non ci trovassimo di fronte ad un problema di comprensione del mezzo, in buona parte mediata dalla modesta cultura di rete di questo paese, non si spiegherebbe come mai - come racconta Alessandro Gilioli sul suo blog - un gruppo Facebook di imbecilli che vorrebbero uccidere (telematicamente) Berlusconi sia considerato un grave attentato alla democrazia mentre omologhi simili dedicati a Gordon Brown o a Nicolas Sarkozy ricevono nei rispettivi paesi attenzioni modestissime.
Non siamo pronti per Internet insomma: sembriamo incapaci di governare la grande libertà di orizzonte che ci offre, preferiamo riferirci all'orticello conosciuto delle nostre convenzioni sociali dove ciò che è lecito e ciò che è disdicevole è stabilito, non dalla nostra coscienza di esseri adulti e pensanti, ma da un elenco - sempre lo stesso ed immutabile - che altri hanno immaginato per noi.

Ed in questa brusca chiusura di orizzonte che si propone ogni volta che la rete mostra le sue naturali perturbazioni del senso comune, una funzione importante hanno i media. Mai come in questo periodo l'utilizzo strumentale delle parole trovate in rete aiuta i giornali a comporre articoli, sottolineare scandali e rinsaldare quel fastidioso senso comune del tipo "Signora mia, ma ha visto cosa si trova su Internet?".

È questo il secondo aspetto, non meno importante, che caratterizza la grande discussione pubblica di questi giorni sulla rappresentazione della politica in rete. Le gride manzoniane rintracciate su Internet che tutti i grandi quotidiani adottano ogni giorno per dare man forte a questo o quel teorema politico svuotano la rete di ogni valore, riducendola a stagno maleodorante nel quale andare a scovare il piccolo scoop di dopodomani. È sufficiente una frase idiota a commento di un qualsiasi blog sconosciuto che non avrebbe letto nessuno e la pagnotta mediatica è assicurata. Tranne poi lamentarci se il gruppo di chi vorrebbe uccidere Berlusconi ha molte migliaia di iscritti e quello di chi vorrebbe uccidere Sarkozy 29.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
Notizie collegate
163 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Rete è alterità
Ordina
  • ma proprio perchè la rete è alterità che compensa il pattume mediatico fuori controllo e abilmente manovrato dai potentati economici. La compensazione è democrazia!
    non+autenticato
  • L'Italia è un bel paese, peccato pieno di persone ignoranti (Nel vero senzo della parola letteralmente definita), Vi faccio notare che :
    1) La comunity che vuole uccidere Berlusconi aveva 21 iscritti prima che i giornalisti ne parlavano alla tv.
    2) Il giorno dopo era arrivato a piu di mille utenze grazie anche al 41 % delle persone che insultavano i possessori della comunity.
    3) Facebook viene utilizzato MALE in italia grazie al fatto che il 50% degli iscritti sono tutti minorenni.
    4) Gli utenti italiani che usano facebook lo usano con lo scopo di curiosare e guardare cosa fanno gli altri .
    5) In Italia il numero di utenze che usano facebook corrisponde al numero di utenze americane e canadesi messe assieme.
    6) Facebook è stato inventato con lo scopo di prendere o riprendere contatti con altre persone, perche in italia lo usano per spiare, violentare, minacciare, ecc ?

    Facebook è inutile ? SI
    Facebook ha portato benefici a livello economico ? Si (Solo ai gestori telefonici)
    Facebook è una minaccia per la vita sociale ? SI
    Perche allora ha tutte queste utenze ?

    Ma avete dimenticato quanto è bella una passeggiata in campagna ?
  • - Scritto da: exagonx
    > Facebook è inutile ? SI
    > Facebook ha portato benefici a livello economico
    > ? Si (Solo ai gestori
    > telefonici)
    > Facebook è una minaccia per la vita sociale ? SI
    > Perche allora ha tutte queste utenze ?

    e' colpa di Berlusconi ovviamente, non hai letto tutti i precedenti post intelligenti ?

    Mauro
  • - Scritto da: exagonx
    > L'Italia è un bel paese, peccato pieno di persone
    > ignoranti (Nel vero senzo della parola
    > letteralmente definita), Vi faccio notare che
    > :
    > 1) La comunity che vuole uccidere Berlusconi
    > aveva 21 iscritti prima che i giornalisti ne
    > parlavano alla
    > tv.

    Questo è il risultato di dar peso a dei trolloni (uso questo temine, ma in realtà bisognerebbe usarne un'altro).

    > 2) Il giorno dopo era arrivato a piu di mille
    > utenze grazie anche al 41 % delle persone che
    > insultavano i possessori della
    > comunity.

    Ovvio. Ai primi trolloni se ne sono aggiunti subito altri (richiamo irresistebile) di segno opposto (se proprio vogliamo dargli un segno).

    > 3) Facebook viene utilizzato MALE in italia
    > grazie al fatto che il 50% degli iscritti sono
    > tutti minorenni.

    Per noi adulti è usato male. Per i minorenni no. In ogni caso tu adulto (immagino) non puoi pretendere che un ragazzino si comporti da adulto. E poi chi ti dice che quelli che anno partecipato al gruppo "uccidiamo berlusconi" siano minorenni ?

    > 4) Gli utenti italiani che usano facebook lo
    > usano con lo scopo di curiosare e guardare cosa
    > fanno gli altri.

    Questa è una tua idea. Occhio che io facebook non lo uso.

    > 5) In Italia il numero di utenze che usano
    > facebook corrisponde al numero di utenze
    > americane e canadesi messe assieme.

    E allora ?

    > 6) Facebook è stato inventato con lo scopo di
    > prendere o riprendere contatti con altre persone,
    > perche in italia lo usano per spiare, violentare,
    > minacciare, ecc ?

    Violentare ? Con facebook non violenti nessuno. Se violenti qualcuno lo fai nella vita reale. Facebook non c'entra un tubo. Il problema non è facebook o internet (il maligno come molti ritengono essere... dimmi te alle soglie del 2010... ma lasciamo perdere). Le cause di queste cose sono da ricercare altrove.

    > Facebook è inutile ? SI
    Per te e per me forse si. Per altri bisogna vedere.

    > Facebook ha portato benefici a livello economico
    > ? Si (Solo ai gestori telefonici)

    Perchè windows ha portato benefici a livello economico nazionale ? No, eppure lo usano tutti e costa pure.

    > Facebook è una minaccia per la vita sociale ? SI

    Questo lo pensi tu.

    > Perche allora ha tutte queste utenze ?

    Forse perchè piace ?

    > Ma avete dimenticato quanto è bella una
    > passeggiata in campagna ?
    Io no e moltri altri che conosc anche. Ma se uno gli va di usare facebook che male c'è ? A parte ovviamente per coloro che credono che internet sia il male.

    E mi sembra che tu faccia parte di questa categoria.
    non+autenticato
  • Anche la cocaina piace, e c'è molta gente che ne fa uso, ma non vuol dire che perchè piace o perchè se ne fa un uso saltuario giusto per tirarsi su magari una volta al mese dopo un'intensa giornata di lavoro sia una cosa giusta.
    Anche il THC è una cosa bella e utile che ha utilizzi terapeutici, ma questo non vuol dire che sia giusto avere una serra in casa e fumarsi 10000 canne al giorno, ancora meno giusto è venderla in giro.
    Qualsiasi cosa bella finchè usata con moderazione è una cosa buona, quando non è più usata con moderazione non è più buona, ed è il caso di Facebook in Italia.
    Wolf01
    3342
  • About alcohol, about drugs, about pornography (whatever that is). What business is it of yours what I do, read, buy, see or take into my body as long as I do not harm another human being on this planet?

    And for those of you out there having a little moral dilemma in your head how to answer that question I'll answer it for you: None of your fucking business. Take that to the bank, cash it and go fucking on a vacation out of my life.

    Bill Hicks
    non+autenticato
  • ROTFL.. et voila'! i messagi scompaiono e riappaiono come per magia!!
    non+autenticato
  • Certamente, finchè lo fai per te, di nascosto e non dai fastidio agli altri allora non è un problema.
    Così come chiunque è libero di spendere i propri soldi come vuole.
    Il problema viene fuori nell'ambito pubblico, sei si libero di spendere 250€ di superalcolici a sera, ma se ti metti a guidare poi rischi di far finire nella fossa qualcuno, o te stesso, e qui diventa un problema anche di altri.
    Poi magari da ubriaco picchi la moglie, e qui diventa un problema già della famiglia e non solo tuo, perchè poi la moglie magari scassa le balle al lavoro, ai medici, agli avvocati.
    Se ti droghi è uguale, specialmente se lo fai in un vicolo dove deve passare della gente, o ancora meglio, dentro in stazione della metropolitana.
    Se fumi per strada e getti i mozziconi in giro pensi che non sia fastidioso per gli altri? Però i fumatori non si lamentano, anzi è antica usanza quella di gettare mozziconi in giro. Ah ma la strada non è mia, non posso lamentarmi... ma non è neanche tua (finchè lo fai in casa tua non ho niente da dire, tanto pulisci tu).

    Tutto quello che fai mette in moto un meccanismo che porta le cose a divenire pubbliche, internet questo meccanismo lo facilita e infatti bisogna evitare di abusarne, sia da parte di chi pubblica che da parte di chi ricerca.

    Facebook non è pensato per fare le cose per se stessi privatamente, è pensato per sbandierare e rendere pubblico e far partecipare tutti a quello che si sta facendo/scrivendo.

    Facebook non è un "What business is it of yours", Facebook è principalmente usato per farsi letteralmente i cazzi degli altri, e ci si lamenta quando sono gli altri a fare i cazzi propri.
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Wolf01
    > Certamente, finchè lo fai per te, di nascosto e
    > non dai fastidio agli altri allora non è un
    > problema.
    > Così come chiunque è libero di spendere i propri
    > soldi come
    > vuole.
    > Il problema viene fuori nell'ambito pubblico, sei
    > si libero di spendere 250€ di superalcolici a
    > sera, ma se ti metti a guidare poi rischi di far
    > finire nella fossa qualcuno, o te stesso, e qui
    > diventa un problema anche di
    > altri.
    > Poi magari da ubriaco picchi la moglie, e qui
    > diventa un problema già della famiglia e non solo
    > tuo, perchè poi la moglie magari scassa le balle
    > al lavoro, ai medici, agli
    > avvocati.
    > Se ti droghi è uguale, specialmente se lo fai in
    > un vicolo dove deve passare della gente, o ancora
    > meglio, dentro in stazione della
    > metropolitana.
    > Se fumi per strada e getti i mozziconi in giro
    > pensi che non sia fastidioso per gli altri? Però
    > i fumatori non si lamentano, anzi è antica usanza
    > quella di gettare mozziconi in giro. Ah ma la
    > strada non è mia, non posso lamentarmi... ma non
    > è neanche tua (finchè lo fai in casa tua non ho
    > niente da dire, tanto pulisci
    > tu).

    forse non capisci bene l'inglese ma quel "as long as I do not harm another human being on this planet", ti avrebbe risparmiato di scrivere tutte ste cavolate..

    > Tutto quello che fai mette in moto un meccanismo
    > che porta le cose a divenire pubbliche, internet
    > questo meccanismo lo facilita e infatti bisogna
    > evitare di abusarne, sia da parte di chi pubblica
    > che da parte di chi
    > ricerca.
    >
    > Facebook non è pensato per fare le cose per se
    > stessi privatamente, è pensato per sbandierare e
    > rendere pubblico e far partecipare tutti a quello
    > che si sta
    > facendo/scrivendo.
    >
    > Facebook non è un "What business is it of yours",
    > Facebook è principalmente usato per farsi
    > letteralmente i cazzi degli altri, e ci si
    > lamenta quando sono gli altri a fare i cazzi
    > propri.

    quel piccolo dilemma ce l'hai anche tu, eh?
    non+autenticato
  • Se tu mi metti davanti i cazzi tuoi certamente mi faccio i cazzi tuoi.
    Sei tu che mi inviti a farlo, io essendo umano e curioso per definizione lo faccio.

    Quel "finchè non do fastidio ad un altro essere umano nel pianeta" non è applicabile, su internet non fai le cose per te stesso, altrimenti le faresti nel tuo pc, le fai per avere visibilità o per dar fastidio ad altra gente.
    Già anche semplicemente l'avere un forum dove l'unico frequentatore sei tu perchè è privato ma compare lo stesso nei risultati di Google è fonte di fastidio perchè contribuisci a creare fuffa inutile... si ma è privato dirai tu, e che cazzo centra dico io, è una fonte di disturbo esistendo ed è già troppo.
    Wolf01
    3342
  • Quindi il tuo paragone con la droga era sbagliato?
    non+autenticato
  • Cosa c'è di sbagliato?
    Ho detto che tutto è buono finchè non si esagera, se per tirarmi su devo drogarmi sto già esagerando, meglio una redbull no?
    Wolf01
    3342
  • Dovete perdonare!

    Dovete perdonarvi gli uni con gli altri. La sinistra deve perdonare la Destra e viceversa.

    Come fate a vivere costantemente odiando?
    Forse con l'odio si e mai risolto qualche cosa?

    Guadate la storia e ditemi se si e' mai verificato un caso in cui con l'odio si 'e ottenuto un risultato duraturo.

    max
    non+autenticato
  • - Scritto da: MaX
    > Guadate la storia e ditemi se si e' mai
    > verificato un caso in cui con l'odio si 'e
    > ottenuto un risultato
    > duraturo.

    La Scozia?
    non+autenticato
  • Ho letto quanto da Lei scritto ed, anche se forse potrebbe essere utile dare meno risalto sugli organi di stampa ad alcuni tipi di indagine specie se relativi a comportamenti mitomani (e quindi di soggetti per i quali la pubblicità può essere un quid pluris), credo che sia giusto che vengano fatte le indagini e che si proceda penalmente contro chi promuove l'odio violento, od anche soltanto vi aderisce pubblicamente.
    Tutto ciò soprattuto quando la vittima è un personaggio pubblico e, quindi, già di per se esposto a rischi maggiori.
    Sopra allo spazio in cui sto scrivendo leggo "prima di pubblicare un tuo commento assicurati che: ... non sia offensivo, calunnioso o diffamante".
    Mi sembra il minimo.
    Trovo invece del tutto inadeguata la Sua tesi: "non abbiamo maniera migliore che ampliare la libertà di espressione e per accrescere le nostre prerogative di esseri democratici".
    Cosa centra la democrazia con lo scrivere su internet che si vuole uccidere qualcuno?
    Nulla.
    Questo sì è un caso di "non comprensione del mezzo" e di non comprensione del rispetto delle regole minime di convivenza che nessun "mezzo" deve far venire meno.
    Quale sarebbe il vantaggio per la società, sulla pelle di un singolo individuo oltre tutto, che si possa discutere dell'uccisione di quest'ultimo, auspicandola?
    E', invece, compito dei conoscitori reali del mezzo e dei giornalisti assicurarsi che gli utenti sul "mezzo" non siano inviati a considerare lecito quanto è semplice prova di inciviltà.
    Buon lavoro.
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 13 discussioni)