Alfonso Maruccia

Caricabatterie universale, anche l'ONU dice OK

Le Nazioni Unite si schierano al fianco dell'Europa. Manca solo la firma del gigante USA, ma la strada ecologica del micro-USB pare ormai spianata

Roma - Il caricabatterie a standard unico si farà, e non solo in Europa. La proposta per l'adozione di un cavo di interconnessione micro-USB, su cui i grandi gruppi operanti nel Vecchio Continente si sono già accordati con il beneplacito di Bruxelles, incassa ora un nuovo, importante segnale positivo proveniente da International Telecommunication Union: l'organizzazione tecnologica riconducibile direttamente alle Nazioni Unite.

L'ITU mette il proprio sigillo a quella che appare come una soluzione di semplificazione tecnologica con la strada tutta in discesa, originariamente nata da una raccomandazione della GSM Association e ora accettata come inevitabile da più alti consessi senza aver sin qui alimentato distinguo regionalistici potenzialmente capaci di bloccarne l'adozione.

Stando a quanto sostiene la GSM Association, d'altronde, i vantaggi nell'avere un caricabatterie universale portano con se ricadute notevoli anche in ambito ambientale: sarebbero 51mila le tonnellate di dispositivi ridondanti (e quindi di potenziale e-waste) eliminabili dalla circolazione, per 13,6 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra risparmiate ogni anno.
Per quanto riguarda i tempi effettivi di adozione del nuovo caricabatterie, se in Europa si indica il 2010 l'ITU prevede per il 2012 il possibile punto di arrivo della completa riconversione dei produttori di telefonini e accessori. All'accordo per il caricatore universale manca ancora la sottoscrizione degli Stati Uniti, anche se a questo punto appare difficile ipotizzare un eventuale ostracismo nei confronti di un piano che porta vantaggi riconosciuti da tutti.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate
62 Commenti alla Notizia Caricabatterie universale, anche l'ONU dice OK
Ordina
  • ma di quale micro usb si tratta A o B ?
    non+autenticato
  • Nessuna delle due, Micro (quella più a sinistra) -> Clicca per vedere le dimensioni originali
    Wolf01
    3342
  • Non mi smuovo a favore o contro uno standard riguardo ai caricabatterie.

    C'è da dire che nell'ultimo decennio la buona abitudine a rispettare e promuovere standard è andato a puttane... 10 voip nessuno interoperabile... messenger... ecc... sembra rimangano solo le mail... manco i dvd rispettano un solo standard... e ciò non ha portato certo vantaggi all'utente finale.

    D'altra parte imporre dall'esterno il rispetto di uno standard sarebbe sbagliato e limitativo della creativita (se esiste ancora) delle varie aziende.

    Cmq non so bene quali vantaggi possa portare effettivamente uno standard ci caricabatterie.


    Mi chiedo perchè non si imponga uno standard di batterie allora !!!!!
    Quello non sarebbe più utile all'utente finale ???????????????

    O conviene continuare a produrre dispositivi la cui batteria una volta giunta a fine vita va fuori produzione o è impossibile da trovare nei negozi magari solo originale a prezzi sproporzionati???
    Così uno fa prima a comprare un nuovo cellulare telecamera o pataccha low\hi-tech che trovare le pile...
    non+autenticato
  • Dico, ci voleva tanto per capire che è molto più economico vendere separatamente il cellulare e il caricabatterie? Così anche quando cambierò telefono potrò riutilizzare sempre lo stesso caricabatterie, anziché ritrovarmi cassetti pieni di vecchiume elettronico che non posso più utilizzare per nient'altro.
  • - Scritto da: topolinik
    > Dico, ci voleva tanto per capire che è molto più
    > economico vendere separatamente il cellulare e il
    > caricabatterie?

    è economico per te non per i produttori. Ognuno fa i propri interessi fintanto che può.


    Così anche quando cambierò
    > telefono potrò riutilizzare sempre lo stesso
    > caricabatterie, anziché ritrovarmi cassetti pieni
    > di vecchiume elettronico che non posso più
    > utilizzare per
    > nient'altro.

    Li riporti al negozio dove acquisti il nuovo apparecchio oppure ci sono sicuramente aziende che si occupano del recupero.
    non+autenticato
  • > è economico per te non per i produttori. Ognuno
    > fa i propri interessi fintanto che
    > può.
    >
    Proprio per questo nel post iniziale mi sono lamentato che non fosse un accordo vincolante

    > Li riporti al negozio dove acquisti il nuovo
    > apparecchio oppure ci sono sicuramente aziende
    > che si occupano del
    > recupero.

    Ovvero butti via un apparecchio perfettamente funzionante e sprechi energia per riciclarlo. Spero che in futuro non sia più necessario
    guast
    1319
  • - Scritto da: guast
    > > è economico per te non per i produttori. Ognuno
    > > fa i propri interessi fintanto che
    > > può.
    > >
    > Proprio per questo nel post iniziale mi sono
    > lamentato che non fosse un accordo
    > vincolante
    >

    Ma è meglio che una pedata in quel posto.

    > > Li riporti al negozio dove acquisti il nuovo
    > > apparecchio oppure ci sono sicuramente aziende
    > > che si occupano del
    > > recupero.
    >
    > Ovvero butti via un apparecchio perfettamente
    > funzionante e sprechi energia per riciclarlo.

    Nonsense.
    Se cambio un apparecchio è irrilevante che sia rotto o meno, smaltirlo costa comunque energia. Sempre che tu non sia capace a farlo senza spendere energia oppure sempre che tu non sia uno di quelli che li disperde nell'ambiente.

    > Spero che in futuro non sia più
    > necessario

    Spero che tu anche sia in grado di sviluppare questo discorso e spiegarci come pensi si possa fare.
    non+autenticato
  • a meno che, l'apparecchio che io riporterei dal negoziante (il caricabatteria), non venisse riconsegnato al produttore che si occuperebbe di includerlo nelle nuove confezioni in uscita, senza doverne produrre un altro.
    non+autenticato
  • dovrebbe perˇ prima testarne il corretto funzionamento, avrebbe dei costi tali da non essere conveniente rispetto alla produzione di uno nuovo di pacca
    MeX
    16902
  • secondo te rivendono un caricabatterie di seconda mano magari pure graffiato?

    piuttosto che si assuma il produttore l'onere dello smaltimento.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mirko.it
    > a meno che, l'apparecchio che io riporterei dal
    > negoziante (il caricabatteria), non venisse
    > riconsegnato al produttore che si occuperebbe di
    > includerlo nelle nuove confezioni in uscita,
    > senza doverne produrre un
    > altro.


    Eh come no, ora ti compri un cellulare nuovo e ti trovi un caricabatterie usato... ci mancherebbe solo questo!
  • > > > Li riporti al negozio dove acquisti il nuovo
    > > > apparecchio oppure ci sono sicuramente aziende
    > > > che si occupano del
    > > > recupero.
    > >
    > > Ovvero butti via un apparecchio perfettamente
    > > funzionante e sprechi energia per riciclarlo.
    >
    > Nonsense.
    > Se cambio un apparecchio è irrilevante che sia
    > rotto o meno, smaltirlo costa comunque energia.
    > Sempre che tu non sia capace a farlo senza
    > spendere energia oppure sempre che tu non sia uno
    > di quelli che li disperde
    > nell'ambiente.
    >

    Sei un po duro di comprendonio eh ? Il soggeto qui è il caricabatterie. Se il telefonino è rotto, ma il caricabatterie no, non ha senso mandare allo smaltimento pure il caricabatterie.

    > > Spero che in futuro non sia più
    > > necessario
    >
    > Spero che tu anche sia in grado di sviluppare
    > questo discorso e spiegarci come pensi si possa
    > fare.

    Ma lo hai letto l'articolo ?
    guast
    1319
  • - Scritto da: guast


    > Sei un po duro di comprendonio eh ? Il soggeto
    > qui è il caricabatterie. Se il telefonino è
    > rotto, ma il caricabatterie no, non ha senso
    > mandare allo smaltimento pure il
    > caricabatterie.
    >

    Guarda che quello che interviene a sproposito senza capire a cosa risponede sei tu:

    il discorso è partito a qui

    >> di vecchiume elettronico che non posso più
    >> utilizzare per
    >> nient'altro.

    >Li [il vecchiume elettronico] riporti al negozio dove acquisti il nuovo >apparecchio oppure ci sono sicuramente aziende che si occupano del >recupero.

    E per vecchiume elettronico = qualsivoglia prodotto elettronico di cui il caricabatterie è un elemento.

    Se ti serve un disegnino, dillo!

    > > > Spero che in futuro non sia più
    > > > necessario
    > >
    > > Spero che tu anche sia in grado di sviluppare
    > > questo discorso e spiegarci come pensi si possa
    > > fare.
    >
    > Ma lo hai letto l'articolo ?

    Ma riesci a dare una risposta sensata oppure è una tua peculiarità intervenire a vanvera?
    non+autenticato
  • - Scritto da: LOL
    ...
    > E per vecchiume elettronico = qualsivoglia
    > prodotto elettronico di cui il caricabatterie è
    > un
    > elemento.
    ...

    Ecco: è appunto questa la questione.
    Se il caricabatteria è uno standard universale non diventa più un "vecchiume", ma può essere riutilizzato con qualunque apparecchio.

    Questo significa che non verrà più inserito nella scatola del "telefonino" ma sarà venduto a parte.

    Mi spiace per chi produce caricabatterie... Occhiolino

    Cordiali Saluti
    Fulcrum
  • Era ora che si decidessero a standardizzare il caricabatterie dei cellulari, speriamo sia di stimolo ad una convergenza di tutte le altre apparecchiature portatili... Navigatori, player mp3, macchine fotografiche, notebook ecc...
    Si anche notebook, ovviamente non con lo stesso tipo di caricabatteria/connettore viste le diverse potenze in gioco, ma con un connettore universale per tutti i notebook si!
    Queste sono iniziative "verdi" sicuramente efficaci e razionali, invece di porsi obbiettivi ambiziosi e costosi incominciamo dalle cose banali e che si traduco in immediato beneficio anche per i consumatori!
  • Direi che la micro usb si presta a lettori multimediali e macchine fotografiche. Quindi se la cosa va in porto con i cellulari si potrebbero fare pressioni poi sugli altri produttori per adottare lo stesso standard.
    non+autenticato
  • ...non dovevano subire lo stesso processo di standardizzazione, o sbaglio?
  • - Scritto da: fiertel91
    > ...non dovevano subire lo stesso processo di
    > standardizzazione, o
    > sbaglio?

    da http://it.wikipedia.org/wiki/Spina_elettrica

    "Diversi tentativi sono stati fatti per creare un'eurospina, ma i singoli paesi sono restii a modificare la propria situazione. Il cambiamento è comunque in corso: da un lato si stanno installando prese in grado di accettare più formati (in Italia ad esempio si usa una schuko modificata con un foro di terra centrale in più), dall'altro i produttori di elettrodomestici adottano spine in grado di inserirsi in diverse prese in uso nei paesi europei. Inoltre la Commissione europea ha creato una nuova spina, denominata IEC 60906-1, che dovrebbe sostituire in futuro tutte quelle dei singoli stati europei; tuttavia per ora nessuno di essi l'ha adottata."
    pippuz
    1260
  • Ancora un nuovo standard? Ma non sarebbe più semplice adottare la franco-tedesca che è la spina più diffusa in Europa e finita lì? Perplesso
    non+autenticato
  • - Scritto da: Brando
    > Ancora un nuovo standard?

    nuovo.... del 1985. Che poi non sia stata ancora adottata è un altro discorso.

    > Ma non sarebbe più
    > semplice adottare la franco-tedesca che è la
    > spina più diffusa in Europa e finita lì?

    La spina francese è, a dire la verità, incompatibile con quella tedesca. Più corretto è parlare della spina ibrido di quella francese e quella tedesca, peraltro diffusa pure in Italia.
    pippuz
    1260
  • La schuko? Ma è troppo grande! Una presa schuko occupa come due prese italiane. Nelle classiche scatolette a muro che contengono tre prese italiane, ci starebbe solo una schuko. Non mi sembra una grande trovata.
    La spina italiana (L da 16 A) è decisamente meglio (non per difendere per forza la nostra versione).
    La IEC 60906-1 (il tentativo di standardizzazione) sembra simile alla nostra (cioè non occupa il doppio), per cui ben venga, piuttosto che avere la dannata schuko.
    non+autenticato
  • - Scritto da: spina
    > La schuko? Ma è troppo grande! Una presa schuko
    > occupa come due prese italiane. Nelle classiche
    > scatolette a muro che contengono tre prese
    > italiane, ci starebbe solo una schuko. Non mi
    > sembra una grande
    > trovata.

    dopo tre anni in Baviera, ti assicuro che è molto più pratico avere solo Schuko in giro per casa.


    > La spina italiana (L da 16 A) è decisamente
    > meglio (non per difendere per forza la nostra
    > versione).

    Meglio in cosa?
    A parte le dimensioni, che sono un problema relativo, dato che non mi pare che su un muro ci sia così tanta carenza di spazio.


    > La IEC 60906-1 (il tentativo di
    > standardizzazione) sembra simile alla nostra
    > (cioè non occupa il doppio), per cui ben venga,
    > piuttosto che avere la dannata
    > schuko.

    ed è totalmente incompatibile con qualsiasi spina o presa attualmente esistente, persino con quelle svizzere cui somiglia.
    Almeno le Schuko, seppure non tanto diffuse nelle case italiane, lo sono nella quasi totalità degli apparecchi venduti.
  • 'dillo a me che ho fatto un traslocco dall'Inghilterra all'Italia.. disgraziati.. la mia vita è piena di adattatori...
  • ti insegno un trucco...

    - prendi una bic
    - usa il fermagiacca del cappuccio per premere il foro di terra
    - inserisci la tua presa italiana nella presa UK
    - estrai il cappuccio della bic

    ;)
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > - inserisci la tua presa italiana nella presa UK

    Penso che lui avesse il problema inverso
  • ops si... avevo letto dall'Italia all'Inghilterra...A bocca aperta
    MeX
    16902
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 7 discussioni)