Giorgio Pontico

ICANN traduce Internet

Via libera ai domini con caratteri non latini. L'organo regolatore della Rete ha dato il suo benestare alla svolta. Si partirÓ a metÓ 2010

Roma - Dopo essersi liberato dai vincoli che lo legavano al governo degli Stati Uniti, ICANN sta portando a termine un ulteriore passo, giudicato da molti come il più significativo della storia di Internet: dal 16 novembre si potranno richiedere i primi Internationalised Domain Names (IDNs), ovvero nomi a dominio con alfabeti differenti da quello latino.

Questo cambio di rotta era stato approvato a fine 2008: la Rete si estende ormai in quasi tutto il globo e una buona metà dei suoi 1,6 miliardi di utenti sono parlanti nativi di lingue che non utilizzano caratteri occidentali. Basti pensare alla Cina, da anni il più grande serbatoio di user, e ai paesi dell'area mediorientale. Secondo le stime nei prossimi anni il numero di utenti non occidentali dovrebbe raddoppiare, il che rende questo cambiamente necessario sopratutto in chiave futura.

Dalla board di ICANN parlano in effetti di svolta epocale: la Rete era stata sviluppata inizialmente ad uso e consumo delle forze armate USA, ma con la consegna al pubblico a cavallo tra gli anni '80 e '90 era stato avviato processo di evoluzione di cui lo sdoganamento di segni grafici non convenzionali appare essere un step fisiologico.
Il CEO dell'organo regolatore della Rete, Rod Beckstrom, non nasconde la propria soddisfazione, annunciando che entro la metà del 2010 faranno il loro ingresso i primi IDNs, riconoscibili da macchine di qualsiasi nazionalità grazie ad un sistema di traduzione in fase di test già da due anni.

Nazioni come Cina e Thailandia avevano già preso delle misure per adattare la grafia della propria lingua all'inglese, ormai ex lingua franca di Internet. L'India presenta un panorama molto simile ad altre grandi realtà asiatiche: Jasjit Sawhney, direttore dell'ISP indiano Net4India, ha accolto la notizia positivamente, ricordando però che c'è ancora qualche piccolo passo da fare: "Attualmente in India si può scrivere un indirizzo utilizzando l'idioma locale - ha spiegato Sawhney - ma non si può fare la stessa operazione per quanto riguarda, ad esempio, il .com".

Nonostante queste preoccupazioni Peter Dengate Thrush, presidente della board di ICANN e supervisore del progetto, si dice fiducioso sulla buona riuscita dello stesso e benedice il suo traduttore: "Siamo pronti a partire - ha dichiarato - abbiamo fiducia nel lavoro che abbiamo svolto, funzionerà".

Internet parlerà quindi qualche lingua in più, anche se l'inglese, per ora, dovrebbe continuare a costituirne la base: i vari linguaggi Web sono ancora di marca anglosassone, e almeno fin a quando non compariranno omologhi cinesi o arabi la lingua di Sua Maestà manterrà un ruolo esclusivo.

Giorgio Pontico
Notizie collegate
  • Digital LifeICANN, comitato per i domini in altre lingueL'organizzazione paragovernativa americana vara una Commissione che dovrÓ studiare e risolvere i molti problemi connessi allo sviluppo dei domini in lingue e caratteri diversi da quelli occidentali dominanti
  • AttualitàContrappunti.it/ Balcanizzare Internetdi M. Mantellini. Non Ŕ il legislatore che sia in questi casi particolarmente stupido, Ŕ il mezzo che utilizziamo. Le pochezze, le cialtronate, l'impreparazione e la poca intelligenza oggi escono sottolineate come da un evidenziatore
  • AttualitàFunzionano i domini in caratteri non latiniL'indagine commissionata da ICANN si conclude e gli esperti tirano un sospiro di sollievo: non vi sarebbero problemi di routing o di infrastruttura con l'introduzione di domini in alfabeti asiatici ed arabi (IDN)
41 Commenti alla Notizia ICANN traduce Internet
Ordina
  • La gente su internet ... (tranne in Italia...e Spagna)...tende a parlare in inglese...soprattutto gli indiani (che conoscono benissimo l'inglese quasi quanto gli amerincani...) e i cinesi... questo avviene per la necessita' comune di dialogare fra gente di diverse nazionalita' con una lingua comune conosciuta ed accettata dalla maggioranza delle persone del pianeta...
    il cinese e' cosi' complicato che i cinesi stessi hanno dovuto inventarsi il "cinese semplificato" ed una sorta di alfabeto fonetico per trascrivere gli idiomi in caratteri latini...(che ora perdonatemi non mi ricordo come si chiama...ho provato ha studiare un po' di cinese....)...onestamente questa mi sembra la vittoria del provincialismo...sul cosmopolitismo....e non e' una bella cosa... bisogna unificare le diverse culture mediando fra esse con un linguaggio comune e con le tecnologie...non contribuire a dividerle....con le religioni e le lingue....!!! Per il resto internet e' sempre stata uno standard aperto quindi si introducano tutte le novita' che si vogliono...cmq dubito che persone istruite e cosmopolite sceglieranno di registrare i loro domini in caratteri non latini...gia' oggi la maggior parte dei siti cinesi e giapponesi...hanno una versione inglese...quasi sempre...nessuna persona intelligente vuole che il suo sito sia visitato da poche persone...
    e nei motori di ricerca la ricerca la si fa in genere in inglese...!!!!
    per cui credo che questa innovazione non decollera'.... anche se forse nei prossimi anni potremo assistere ad un nuovo standard di tastiera...di cui se ne sentira' senz'altro la necessita'....questa si sarebbe una novita' positiva.... magari aggiungere su un tasto oltre al carattere latino anche il carattere del cinese semplificato ed il carattere arabo e cirillico...magari fare i tasti un po' piu' piccoli come dimensione affinche' se ne possa inserire di nuovi..insomma la tastiera universale...non sarebbe male come idea....
    non+autenticato
  • Secondo me tu preferiresti togliere tutti i segni di punteggiatura, visto che per te sono un optional. Un unico tasto per inserire "..." o, meglio ancora, inserimento automatico di "...!!!" dopo aver battuto invio.
    non+autenticato
  • come funzionerà il meccanismo di traslitterazione? sarà possibile accedere ai siti utilizzando i caratteri latini?

    per quanto concerne la notizia, era solo questione di tempo. Coloro che usano soltanto i caratteri ASCII sono una strettissima minoranza (basta notare che pure in Europa la maggioranza usa i caratteri Latin invece che quelli ASCII), ma lo stesso vale per i caratteri latini: Paesi come i già citati India o Cina hanno già ora una popolazione "connessa" confrontabile a quella del mondo occidentale, fra pochi anni queste prenderanno sicuramente il sopravvento.
    pippuz
    1260
  • - Scritto da: pippuz
    > come funzionerà il meccanismo di
    > traslitterazione? sarà possibile accedere ai siti
    > utilizzando i caratteri
    > latini?
    >
    > per quanto concerne la notizia, era solo
    > questione di tempo. Coloro che usano soltanto i
    > caratteri ASCII sono una strettissima minoranza
    > (basta notare che pure in Europa la maggioranza
    > usa i caratteri Latin invece che quelli
    > ASCII), ma lo stesso vale per i caratteri
    > latini: Paesi come i già citati India o
    > Cina hanno già ora una popolazione "connessa"
    > confrontabile a quella del mondo occidentale, fra
    > pochi anni queste prenderanno sicuramente il
    > sopravvento.


    i caratteri non ascii inseriti verranno tradotti in caratteri ascii
    secondo gli rfc 3490-1-2 e 3594
    non+autenticato
  • > i caratteri non ascii inseriti verranno tradotti
    > in caratteri
    > ascii
    > secondo gli rfc 3490-1-2 e 3594

    rettifico: 3454 e non 3594
    non+autenticato
  • > i caratteri non ascii inseriti verranno tradotti
    > in caratteri ascii secondo gli rfc 3490-1-2 e 3594

    ok, grazie. quindi dovrebbe essere possibile accedere agli stessi siti utilizzando l'indirizzo ASCII e questo, fra l'altro, dovrebbe anche evitare possibili duplicazioni. Rimane però il problema di quale tabella ASCII estesa si utilizza (o si utilizza la semplice tabella ASCII?). Perché un indirizzo, scritto nella tabella ASCII estesa dell'Europa occidentale, può facilmente corrispondere ad un altro indirizzo scritto nella ASCII estesa dell'Europa orientale, o altre ancora. Probabilmente sarebbe stato meglio utilizzare l'Unicode, ma forse la transizione è troppo "complicata" da rendere effettiva. Idee?
    pippuz
    1260
  • > ok, grazie. quindi dovrebbe essere possibile
    > accedere agli stessi siti utilizzando l'indirizzo
    > ASCII e questo, fra l'altro, dovrebbe anche
    > evitare possibili duplicazioni. Rimane però il
    > problema di quale tabella ASCII estesa si
    > utilizza (o si utilizza la semplice tabella
    > ASCII?). Perché un indirizzo, scritto nella
    > tabella ASCII estesa dell'Europa occidentale, può
    > facilmente corrispondere ad un altro indirizzo
    > scritto nella ASCII estesa dell'Europa orientale,
    > o altre ancora.

    mi rispondo da solo:

    "IDNA allows the non-ASCII characters to be represented using only the ASCII characters already allowed in so- called host names today" (rfc3490)

    visto che oggi si usa (in questi casi) solo l'ASCII "normale" (quello a 7 bit, per intendersi), questo rimarrà per la rappresentazione di carattere non-ASCII. Certo che non è facile "tradurre" migliaia di caratteri non-ASCII in un set che di caratteri ne comprende 127.
    pippuz
    1260
  • caratteri di escape ad esempio ( '\' )
  • - Scritto da: pippuz
    > > ok, grazie. quindi dovrebbe essere possibile
    > > accedere agli stessi siti utilizzando
    > l'indirizzo
    > > ASCII e questo, fra l'altro, dovrebbe anche
    > > evitare possibili duplicazioni. Rimane però il
    > > problema di quale tabella ASCII estesa si
    > > utilizza (o si utilizza la semplice tabella
    > > ASCII?). Perché un indirizzo, scritto nella
    > > tabella ASCII estesa dell'Europa occidentale,
    > può
    > > facilmente corrispondere ad un altro indirizzo
    > > scritto nella ASCII estesa dell'Europa
    > orientale,
    > > o altre ancora.
    >
    > mi rispondo da solo:
    >
    > "IDNA allows the non-ASCII characters to be
    > represented using only the ASCII characters
    > already allowed in so- called host names today"
    > (rfc3490)
    >
    > visto che oggi si usa (in questi casi) solo
    > l'ASCII "normale" (quello a 7 bit, per
    > intendersi), questo rimarrà per la
    > rappresentazione di carattere non-ASCII. Certo
    > che non è facile "tradurre" migliaia di caratteri
    > non-ASCII in un set che di caratteri ne comprende
    > 127.

    "allows" significa che è permesso, non obbligatorio.
    ruppolo
    33147
  • > > "IDNA allows the non-ASCII characters to be
    > > represented using only the ASCII characters
    > > already allowed in so- called host names today"
    > > (rfc3490)

    > "allows" significa che è permesso, non
    > obbligatorio.

    quindi? IDNA è il meccanismo attraverso il quale l'oggetto dell'articolo diventa possibile, o se vuoi, permette. Mica ho mai detto che ora si deve (è obbligatorio) scrivere il nome di un host in caratteri non-ASCII.
    pippuz
    1260
  • Concordo pienamente.. per non parlare delle truffe.. Quanti non saranno tentati di registrare postè.it e farci phishing?
    non+autenticato
  • E' una questione molto relativa.

    In Giappone ad esempio succede questo su alcuni cartelli pubblicitari:

    Si pubblicizza un prodotto con relativo sito web, scrivono l'url del sito (in piccolo) ed in grande (in maggiore evidenza) ci mettono una casella col bottone "cerca" con dentro una parola chiave in giapponese.

    Per questioni di memorizzazione e' piu' facile dare una parola nell'idioma locale con cui cercare il sito su un motore di ricerca che non una sequenza in caratteri latini che viene scordata o puo' essere memorizzata erroneamente.
    Con i nomi di dominio tradotti risolverebbero questo problema.

    In aggiunta possono mettere il barcode 2d, a quel punto lo si fotografa col telefono e si ha il link del sito del prodotto direttamente sul telefono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonymous
    > In aggiunta possono mettere il barcode 2d, a quel
    > punto lo si fotografa col telefono e si ha il
    > link del sito del prodotto direttamente sul
    > telefono.

    Oppure si usa un iPhone e si scrive "nell'idioma locale".
    ruppolo
    33147
  • l'inserimento di caratteri non latini aumenterà il chaos, gli utonti saranno maggiormente vittime di raggiri ed imbrogli, finiremo con l'avere siti che con simboli come questo -> ッ <-
    simpatici se vuoi, che complicheranno non poco la vita anche alle autorità durante le indagi online, penso ai forum di terroristi o alle associazioni di pedofilia. A mio avviso, una scelta pessima
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 28 ottobre 2009 09.18
    -----------------------------------------------------------
  • Perchè? L'URL rimane quello, anche se usi caratteri unicode.

    Complicato solo per il fatto che con la tua tastiera non è semplice scriverlo?
    non+autenticato
  • gia vedo gente che arriva qui con indirizzi scritti a penna che mi dicono, devo andre su www.▀eta.de
    ma non trovo il carattere !
  • - Scritto da: Max3D
    > gia vedo gente che arriva qui con indirizzi
    > scritti a penna che mi dicono, devo andre su
    > www.▀eta.de
    > ma non trovo il carattere !

    beh, bisogna cambiare tastiera. oppure, ma non sempre valido, conoscere qual è la traslitterazione del carattere; in questo caso ▀ -> ss, quindi www.sseta.de.

    Metodo, come detto, non sempre valido: ÷ in caratteri ascii si scrive oe, ma, ad esempio, l÷we.de != loewe.de

    (difatti 'host l÷we.de' -> 'l\195\182we.de has address 212.48.8.140'

    'host loewe.de' -> 'loewe.de has address 87.230.36.34')
    pippuz
    1260
  • c'e' lo vedi un utonto che sseta.de ?
    siete tutti troppo convinti che il know-how medio della gente sia elevato, ma sfortunatamente non è così, nel mio internet point passa una marea di gente, dai proffessori universitari, ai muratori in cerca di lavoro e ti garantisco che la situazione è avvilente
  • - Scritto da: Max3D
    > c'e' lo vedi un utonto che sseta.de ?
    > siete tutti troppo convinti che il know-how medio
    > della gente sia elevato, ma sfortunatamente non è
    > così, nel mio internet point passa una marea di
    > gente, dai proffessori universitari, ai muratori
    > in cerca di lavoro e ti garantisco che la
    > situazione è
    > avvilente

    un tipo, dopo avergli spiegato per dieci minuti come controllare la sua casella di posta elettronica, che gli avevo creato, mi chiese: "senti, ma sei tu che muovi la freccina sullo schermo?"
    pippuz
    1260
  • appunto Rotola dal ridere
  • Non ti dico io quanti conosco che sanno che "c'è lo vedi" vuol dire che "lo vedi c'è", e quindi scrivono "ce lo vedi"

    Tu sei un utonto della grammatica italiana. Prima di ridere degli altri, ridi di te!
    non+autenticato
  • grazie proff -.-
    ... però sei OTCon la lingua fuori

    -- OT ---
    oltre tutto e' solo una questione di interpretazione
    c'e' lo vedi
    ovvero "c'e'" il soggetto, in una situazione "lo vedi"
    ... zut !
    -- OT --
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 30 ottobre 2009 10.58
    -----------------------------------------------------------
  • hahaha anche a me successe una cosa simile.
    Stavo per cadere dalla sedia... A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Max3D
    > gia vedo gente che arriva qui con indirizzi
    > scritti a penna che mi dicono, devo andre su
    > www.▀eta.de
    > ma non trovo il carattere !

    Se non vogliono che tu vada sul loro sito, dovrebbero dirtelo subito!A bocca aperta
    Funz
    13000
  • Come da oggetto, temo incompatibilità e cose di questo genere, nonché frammentazione, cosa poco raccomandabile su internet che vuole appunto essere qualcosa di globale che unifica tutto il mondo... Bo...
    non+autenticato
  • Beh dai alla fine l'estensione da ASCII a Latin c'hanno messo qualche anno a sistemarla ma alla fine funziona, tutti i nuovi browser la supportano.

    Sta volta l'ICANN ci sta mettendo un po' più di impegno (e soprattutto ci sono molti più interessi), e qualcosa funziona già: http://en.wikipedia.org/wiki/Top-level_domain#Rese...
    non+autenticato
  • poveri dns adminSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: iride
    > poveri dns adminSorride

    i caratteri non ascii inseriti verranno tradotti in caratteri ascii
    secondo gli rfc 3490-1-2 e 3594 , quindi i dns continueranno a funzionare in ascii
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco Rinaldi
    > Come da oggetto, temo incompatibilità e cose di
    > questo genere

    L'ignoto fa paura, con buona pace di due anni di test...
    Prova a pensare se i domini fossero in lingua araba o corena, saresti oggi qui ad esultare invece che a sollevare dubbi.

    > nonché frammentazione, cosa poco
    > raccomandabile su internet che vuole appunto
    > essere qualcosa di globale che unifica tutto il
    > mondo...

    internet non vuole un bel niente, internet e' solo uno strumento, non c'e' alcuna bandiera, proposito o costituzione che esprima quello che tu dici e che sia globalmente accolto.

    Temi la frammentazione? Allora dovresti essere contrario all'esistenza d siti in diverse lingue.

    Internet E' una rete globale ma questo non vuol dire che non possa al contempo essere variegata e offrire a ciascuno la possibilita' di utilizzare la propria lingua.

    Sicuramente forzare tutti ad usarne un solo alfabeto non rende certo un gran merito alla riccezza linguistica mondiale.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • > Tutti gli abitanti del pianeta conoscono
    > l'alfabeto latino, quindi il tuo paragone è
    > astruso.

    è un'affermazione forte, non trovi?
    pippuz
    1260
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Se vuoi la posso restringere a coloro che usano
    > un user agent per
    > internet.
    > Magari così sei contento.

    1 questo vale oggi, non domani
    2 l'utente precedente ipotizzava che se internet fosse nato da altre parti (caratteri non ascii, etc.), questo sarebbe stato un grande giorno per noi
    pippuz
    1260
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: pippuz
    >
    > > 1 questo vale oggi, non domani
    >
    > "domani è un altro giorno"

    francamente me ne infischio

    > > 2 l'utente precedente ipotizzava che se internet
    > > fosse nato da altre parti (caratteri non ascii,
    > > etc.), questo sarebbe stato un grande giorno per
    > > noi
    >
    > corro a sparare i fuochi d'artificio...

    questa volta scansati prima che scoppino, però
    non+autenticato