Roma - Si tratta dell'ennesima disfatta per il re della posta spazzatura Sanford
Spamford Wallace: una corte federale di San Jose, California, ha
deciso che il famigerato spammer
dovrà pagare a Facebook 711,2 milioni di dollari. Nessuna opposizione alla sentenza da parte di Wallace che, oltre all'imponente somma da versare al social network in blu, adesso rischia anche il carcere per aver deliberatamente violato una precedente ordinanza del giudice che lo aveva bandito dal sito di Mark Zuckerberg.
Facebook ha dunque
stravinto la causa legale intentata lo scorso febbraio, contro Wallace e due suoi complici che erano stati
accusati di aver
insidiato gli utenti altrui attraverso link fraudolenti, impadronendosi di password e credenziali a mezzo phishing. Il corpulento Wallace si era guadagnato un'ampia fama (da qui i soprannomi
Re dello spam e
Spamford) in seguito a imponenti gesta di spamming, con oltre 30 milioni di mail spazzatura inviate ogni giorno durante gli anni '90.
Wallace è stato condannato sulla base del
Can-Spam Act, legge statunitense che mette al bando la posta elettronica ingannevole. "La documentazione dimostra che l'imputato ha deliberatamente violato gli statuti in questione - ha
spiegato il giudice Jeremy Fogel - con un disprezzo sfacciato nei confronti dei diritti di Facebook e delle sue migliaia di utenti i cui account sono stati compromessi dalla sua condotta". Si è chiusa, così, la causa arenatasi la scorsa estate dopo che Spamford aveva dichiarato la bancarotta per l'azienda da lui controllata, la
CyberPromotions.
Si tratta della seconda causa più grande portata all'interno del Can-Spam Act: nel 2008, un tribunale di San Jose aveva ordinato ad uno spammer canadese di pagare la cifra di 873 milioni di dollari. Beneficiaria, la stessa Facebook che lo aveva accusato di aver fatto circolare tra i suoi profili oltre 4 milioni di messaggi relativi a farmaci miracolosi per potenziare l'organo riproduttore maschile. Lo stesso Wallace era stato già
condannato a pagare 234 milioni di dollari a MySpace, dopo aver recapitato nella mailbox degli utenti quasi 800mila messaggi commerciali indesiderati.
Spamford non riesce proprio a godersi in pace il molto poco meritevole
Ig Nobel Prize, conseguito nel lontano 1997 per le sue gesta nel reame della
junkie mail. Tornando indietro a tre anni fa, Wallace era stato condannato a pagare una cifra (a questo punto decisamente irrisoria) di 4,1 milioni di dollari, dopo un'azione legale
intentata dalla
Federal Trade Commission insieme ad AOL e Concentric Network.
Particolarmente soddisfatta, Facebook ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sul proprio
blog: "Non ci aspettiamo di ricevere la maggior parte del denaro, ma speriamo che questa decisione costituisca un deterrente contro questi criminali. Si tratta, infatti, di un'altra importante vittoria contro lo spam".
Mauro Vecchio