Giorgio Pontico

IFPI: il P2P non aiuta la musica

L'organizzazione che tutela i detentori dei diritti sconfessa l'indagine britannica che conferiva al file sharing un ruolo benefico per l'industria dei contenuti

Roma - L'indagine commissionata da Demos non dipinge lo scenario reale del P2P. La condivisione non autorizzata è un reato e come tale va punito. A controbattere lo studio presentato dal think tank londinese è IFPI (International Federation of the Phonographic Industry), secondo cui il download illegale continua ad avere effetti nefasti sull'industria della musica.

Chi scarica illegalmente quindi non comprerebbe più degli utenti onesti: nella sua replica IFPI cita un altro studio, condotto da IPSOS, dal quale si evince che il 26 per cento di chi condivide illegalmente è solito acquistare musica. Ciò che IFPI sembra voler sfatare è quindi l'idea di un mercato musicale alimentato indirettamente anche dal P2P.

Ultimamente questo protocollo è stato sotto la luce di diversi e non sempre lusinghieri riflettori. C'è chi ha preconizzato per il P2P una morte imminente, causata dall'incedere di altre tecnologie per la fruizione di contenuti. Altri invece si affidano a questa tecnologia, o a Internet in generale, per avviare nuove forme di promozione e distribuzione dei propri contenuti.
Giorgio Pontico
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99 Commenti alla Notizia IFPI: il P2P non aiuta la musica
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  • Cito dall'articolo:

    nella sua replica IFPI cita un altro studio, condotto da IPSOS, dal quale si evince che: "MA VALAAAAA! MAVALAAAAA!"
  • Le case discografiche non hanno capito (o fanno probabilmente finta di non capire) che è l'ora di smetterla di lucrare sui cd musicali!!!

    Il vero business, quello che aiuta la musica a dare alla gente qualcosa di davvero irripetibile (in quanto mai uguale a sé stesso come l'mp3 rippato) è il CONCERTO!!

    La gente spende per avere qualcosa di unico, per assistere ad un evento che ricorderà per anni (mio zio si emoziona ancora quando mi racconta dei due concerti dei pink floyd che ha visto dal vivo). E questo, a meno di invenzione del teletrasporto modello star trek, non verrà mai scalfito dalla pirateria..

    Certo, è dura offrire uno spettacolo decente con degli incapaci bamboline/fighetti/boyband, che in studio col vocoder vengono trasformati in usignoli.

    La smettano di vendere a 20euro (o più) dischetti di policarbonato con quattro foto e spesso neanche i testi! CD nuovi a 10/15 euro, con una bella confezione, un poster, o altri gadget promozionali che tanto piacciono ai fan, senza voler lucrare chissà quanto.
    E poi via di concerti, senza preoccuparsi degli mp3 sul p2p.
    La musica che circola, diventa un volano di pubblicità! (senza costi diretti).

    Per un artista/gruppo davvero bravo, famoso e apprezzato da tutti, la gente fa la fila per ore, per poi spendere tranquillamente 50 euro (e anche di più!).
    non+autenticato
  • Le case discografiche hanno capito: loro vogliono lucrare sui concerti E sui cd musicali.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MaestroX
    > Le case discografiche hanno capito: loro vogliono
    > lucrare sui concerti E sui cd
    > musicali.

    ... e sull'estorsione, sparando un migliaio di denunce a caso.
  • spiegami come fa una casa discografica a vendere un concerto di una band che non conosce nessuno, che non ha venduto dischi... cosa fa?
    Organizza un tour nazionale per fare serate con 100 persone se va bene? e poi cosa guadagnano? una birra a testa piú caffé?
    MeX
    16902
  • I dischi si vendono quando sei conosciuto dal pubblico, in genere; per far conoscere qualcuno, prima devi trasmettere qualche pezzo alla radio o su MTV, oppure su youtube e P2P
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > I dischi si vendono quando sei conosciuto dal
    > pubblico, in genere; per far conoscere qualcuno,
    > prima devi trasmettere qualche pezzo alla radio o
    > su MTV, oppure su youtube e
    > P2P

    ok
    E secondo te come promuovi un demo ad una radio nazionale senza esperienza?
    come giri un video musicale qualitativamente in grado di andare su MTV e farlo trasmettere in TV o staccarsi dalla massa dei video presenti su youtube?
    MeX
    16902
  • - Scritto da: angros
    > I dischi si vendono quando sei conosciuto dal
    > pubblico, in genere; per far conoscere qualcuno,
    > prima devi trasmettere qualche pezzo alla radio o
    > su MTV,

    giusto

    > oppure su youtube e
    > P2P

    mmmm.... la realtà è questa: prima si trasmettono i brani alla radio, si fa promozione nelle trasmissioni televisive, si trasmette il video su MTV e poi la gente va a cercare il video su YouTube e il singolo, o l'intero album, sul p2p. non il contrario.

    conosci qualche gruppo musicale che ha fatto il percorso contrario?
    non+autenticato
  • - Scritto da: petrestov
    > conosci qualche gruppo musicale che ha fatto il
    > percorso
    > contrario?

    Uhm... si

    Come disse a suo tempo Richard Benson: "i Tokio Hotel sono solo un gruppo di froci creato a tavolino"
    Così come sono creati a tavolino quasi tutti i gruppetti che sono venuti fuori negli ultimi anni.
    Ma dove li trovi 5 bei ragazzotti che si mettono a cantare e ballare se non pescati da una scuola tipo Saranno Famosi e messi lì a cantare canzoni di altri?
    Poi magari fanno fortuna si, magari pure singolarmente, per il resto si vede chi è veramente famoso ed ha fatto veramente tutto il percorso.
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Wolf01
    > - Scritto da: petrestov
    > > conosci qualche gruppo musicale che ha fatto il
    > > percorso
    > > contrario?
    >
    > Uhm... si
    >
    > Come disse a suo tempo Richard Benson: "i Tokio
    > Hotel sono solo un gruppo di froci creato a
    > tavolino"
    > Così come sono creati a tavolino quasi tutti i
    > gruppetti che sono venuti fuori negli ultimi
    > anni.
    > Ma dove li trovi 5 bei ragazzotti che si mettono
    > a cantare e ballare se non pescati da una scuola
    > tipo Saranno Famosi e messi lì a cantare canzoni
    > di
    > altri?
    > Poi magari fanno fortuna si, magari pure
    > singolarmente, per il resto si vede chi è
    > veramente famoso ed ha fatto veramente tutto il
    > percorso.

    in realtà io chiedevo esempi di artisti musicali che hanno prima sfondato con YouTube e il p2p e poi sono stati sdoganati nel mainstrem musicale (MTV, radio commerciali).

    I Tokyo Hotel sono un tipico prodotto musicale. Al pari di Britney Spears appartengono alla bubble-gum music: quella che mastichi per un po' e poi sputi via.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Beppe
    > Le case discografiche non hanno capito (o fanno
    > probabilmente finta di non capire) che è l'ora di
    > smetterla di lucrare sui cd
    > musicali!!!

    No. Devono sparire e basta.
  • se non conoscessi prima grazie a internet e p2p in certi store non entrerei neanche..troppo alto il rischio di prendersi grosse porcate a prezzi assurdi. cmq che ci tolgano pure il p2p..perderanno soldi i discografici, le major e pure i provider. e noi almeno ci faremo grasse risate nel vederli aver fallito e chiedersi come rimediare
    non+autenticato
  • - Scritto da: marco
    > se non conoscessi prima grazie a internet e p2p
    > in certi store non entrerei neanche..troppo alto
    > il rischio di prendersi grosse porcate a prezzi
    > assurdi. cmq che ci tolgano pure il
    > p2p..perderanno soldi i discografici, le major e
    > pure i provider. e noi almeno ci faremo grasse
    > risate nel vederli aver fallito e chiedersi come
    > rimediare

    Più che altro la pirateria non morirà di certo. Solo che avverrà tramite scambio di CD masterizzati di mano in mano... quindi nell'ombra. E questo a chi é solito pulire casa nascondendo la polvere sotto il tappeto o a chi un tempo lucrava immettendo sul mercato nero i cd piratati apposta per non pagare il dovuto agli artisti, va più che bene.
  • il P2P non aiuta la musica... commerciale !

    Fà benissimo invece agli indipendenti.

    Dovremmo solo capire (si fà per dire) quanti artisti di un tipo e dell'altro esistono, quindi andare in favore della maggioranza.

    Sarebbe interessante capire anche che giro d'affari c'è dietro l'uno e l'altro tipo... ne vedremo delle belle !
    non+autenticato
  • Infatti, è come dire "il sofwtare libero toglie lavoro agli sviluppatori... di software proprietario".

    Il concetto è lo stesso; anche l' evoluzione è simile: i primi programmi GPL erano fatti per incoraggiare lo sviluppo di altri programmi GPL (il compilatore GNU C, le binutils...), non per essere usati dall' utente finale: analogamente, adesso che la musica libera comincia a svilupparsi, vediamo che molte musiche Creative Commons non nascono come "bene di consumo" (da scaricare ed ascoltare), ma come "risorsa" da usare per altri progetti (colonne sonore, sottofondi...), perchè chi le realizza è disposto a regalare il suo lavoro, ma si aspetta che lo facciano anche gli altri, e quindi ha più interesse a regalare la sua musica a chi realizzarà filmati (o giochi, o qualsiasi altra cosa) in creative commons, piuttosto che ad utenti che non sono neanche capaci di distinguerla dalla musica piratata.
    non+autenticato
  • A conti fatti questa realtà esiste da un pò di tempo e secondo me adotta una metodologia che ha visione nel futuro :
    http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?t=6259...
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