Alfonso Maruccia

Google, la privacy e la pubblicità sociale

In quel di Mountain View si lavora a 360 gradi per aumentare la trasparenza nei confronti degli utenti. E contemporaneamente integrare la loro esperienza web con attività sociali e advertising

Roma - A Google sta a cuore che gli utenti abbiano possibilità di scelta e pieno controllo sui dati ospitati nei suoi capienti data center e l'iniziativa nota come Data Liberation Front sta lì a dimostrarlo. A ulteriore riprova di questa volontà di trasparenza, Mountain View mette ora a disposizione dei netizen più attenti alla privacy e alla non-proliferazione di informazioni sensibili in rete una Dashboard pensata per tenere sotto controllo conversazioni, archivi delle ricerche sul web, email e parecchio altro ancora.

Accessibile tramite un link diretto o attraverso il proprio Google Account, Dashboard fornisce un accesso veloce alle informazioni personali disseminate all'interno dell'esteso (sterminato?) network di appliance e servizi offerti da Mountain View. Su una singola pagina web di facile lettura vengono messi in bella mostra i link di gestione dei dati pertinenti il profilo del Google Account e di Blogger, gli Alert, il Calendario, Gmail, Docs, iGoogle, Orkut, Reader, Talk, la cronologia web e altri.

"Riconosciamo quanto la fiducia dei nostri utenti sia importante, per cui stiamo cercando nuovi modi per essere più trasparenti" dice a riguardo di Dashboard il Business Product Manager for Trust & Safety di Google Shuman Ghosemajumder. "Durante gli ultimi 11 anni abbiamo lanciato parecchi prodotti - continua Ghosemajumder - così volevamo fornire una maggiore trasparenza per le persone che questi prodotti li utilizzano".
Disponibile in 17 delle 40 lingue già preventivate, attualmente Google Dashboard manca del supporto a servizi quali Checkout, Video, Ricerca Libri, Gruppi, Feed Burner e altri, così viene descritto da Google: "Pensiamo si tratti di un grande passo avanti nel fornire alle persone trasparenza e controllo sui propri dati - ha dichiarato Alma Whitten della divisione Privacy and Safety - e speriamo che la funzionalità aiuti a plasmare il comportamento dell'industria su queste problematiche".

Gli utenti hanno bisogno di una maggiore consapevolezza su che cosa voglia dire privacy e informazioni sensibili, e Dashboard è "un passo avanti significativo in termini di unificazione dell'esperienza utente per le persone che usano i prodotti Google" secondo quanto sostiene Ari Schwartz, chief operating officer del Center for Democracy and Technology, che invoca "un impegno ancora maggiore a difesa della privacy dei consumatori".

Tanto più che, trattandosi di Google, il tema della riservatezza va praticamente a braccetto con quello dell'advertising, vero motore immobile e inamovibile dell'impero economico di Mountain View a cui si offre ora una maggiore vocazione social grazie alle nuove caratteristiche integrate nel servizio Friend Connect.

Pensato per fornire ai webmaster uno strumento semplificato per l'implementazione di funzionalità da social networking sui siti web, Friend Connect raccoglie più informazioni sui visitatori che in passato e permette di sfruttarle in un maggior numero di occasioni. Ma soprattutto è stato integrato con il network di AdSense aprendo le porte alla visualizzazione contestuale degli ad ritagliata a puntino sui gusti, i desideri e le esigenze dei netizen.

Alfonso Maruccia
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