Roma - In una legge che tenta di rimediare all'attuale situazione normativa del settore finanziario rischia di annidarsi una norma che ripropone la responsabilità degli ISP sul contenuto ospitato dalle loro reti. Si tratta dell'
Investor Protection Act 2009 approvato dal Comitato relatore senza tante difficoltà (41 voti contro 28): in un momento così critico per le Borse poteva quasi risultare un atto dovuto.
La legge prova a fare ordine nella materia, a dare maggiori poteri di controllo alla
Securities Exchange Commission e cerca di fornire nuovi strumenti di indagine, per esempio aumentando il livello di protezione offerto alle
talpe.
Ma alla pagina 92 contiene una
disposizione che non è piaciuta agli operatori della rete: verrebbe riconosciuta la
responsabilità degli ISP per informazioni passate sulle loro reti che possano costituire frode finanziaria, seppure di un tipo molto circoscritto. Le norme infatti fanno riferimento al ruolo della
Securities Investor Protection Corporation (SIPC), gruppo che funge da garante di credibilità per i broker e che interviene nel caso di eventuali bancarotte tentando di salvare il salvabile. È successo che i truffatori si spacciassero per membri della SIPC o adottassero siti che ricalcavano omologhi dell'ufficiale: quello che si chiede agli ISP è di
rendere inaccessibile tempestivamente materiale e informazioni errate o fuorvianti sulla SIPC e sui suoi siti.
La responsabilità sorgerebbe a condizione che il provider abbia
conoscenza della frode in atto o nel momento in cui, una volta diventato consapevole, non abbia
agito immediatamente: quel che preoccupa gli
osservatori è proprio la
mancanza di chiarezza sul meccanismo che effettivamente verrà adottato, in particolare se replicherà le modalità delle a volte
abusate takedown notice, o se per esempio si debba sospendere il traffico anche nel caso in cui sia coinvolto un ente pubblico.
La norma inoltre
rischia di aprire la via alla responsabilità dei fornitori di rete ogni volta che ci sono del materiale o degli argomenti che si vogliono mettere sotto controllo.
Il testo deve ancora passare per l'approvazione della Camera dei Rappresentati degli Stati Uniti, per cui può essere ancora discusso o modificato.
Claudio Tamburrino