Alfonso Maruccia

L'antipirateria danese si dichiara sconfitta

Decisione clamorosa per i mastini del copyright di Antipiratgruppen. Pesano le tre archiviazioni per insufficienza di prove. E l'inclinazione delle corti a rigettare sull'accusa l'onere della prova: un IP, da solo, non basta

Roma - L'Antipiratgruppen non ce l'ha fatta: l'organizzazione antipirateria che rappresenta le industrie musicale e cinematografica in Danimarca ha portato avanti la sua missione con risultati non esaltanti, e ora ammette l'impossibilità di individuare chi scarica contenuti "illegali" dalla rete e comunica di volersi fare da parte perché le autorità giudiziarie hanno reso impossibile questo genere di attività.

"Condannare queste persone richiede prove parecchio concrete e inoppugnabili" ha dichiarato l'avvocato del gruppo Mary Fredenslund, spiegando le motivazioni di una simile decisione. "Semplicemente non siamo stati in grado di presentare l'onere della prova" nei casi di download pirata portati in tribunale, continua Fredenslund, e il gruppo in futuro non prevede che la situazione dell'antipirateria in Danimarca possa migliorare di molto.

Quando parla di incapacità nel presentare prove consistenti Fredenslund si riferisce evidentemente alle quattro cause intentante dall'Antipiratgruppen in un anno e finite direttamente davanti all'Alta Corte danese. Tre dei casi sono stati archiviati per insufficienza di prove, mentre nel quarto c'è stata una condanna ma solo perché il "colpevole" ha alla fine confessato di essere un downloader.
Per Overbeck, avvocato difensore con esperienza nel peculiare settore dell'antipirateria, rimarca come già altre due cause intentate contro suoi clienti fossero state poi ritirate dall'accusa. "Antipiratgruppen ha riconosciuto che non si possono condannare le persone senza coglierle sul fatto, o minacciandole per farle confessare". "In pratica - sostiene Overbeck - ciò significa che senza una confessione non c'è un caso".

L'Antipiratgruppen è la stessa organizzazione che aveva provato a far condannare due donne attraverso la cui connessione WiFi erano state individuate infrazioni al diritto d'autore, finendo per ricevere il benservito dalla corte e la riaffermazione del principio giuridico per cui l'onere della prova spetta all'accusa e la responsabilità dei presunti autori delle infrazioni è tutta da dimostrare in tribunale.

Un indirizzo IP in Danimarca è insufficiente a stabilire una responsabilità individuale necessaria all'apertura di un processo, ha stabilito l'Alta Corte danese, e in queste condizioni all'Antipiratgruppen non resta che sventolare bandiera bianca. A tenere alto il vessillo dell'antipirateria in salsa danese è ora rimasta DtecNet, l'organizzazione che ha preso il posto di MediaSentry come agenzia investigativa prediletta dalla statunitense RIAA. E che colleziona IP via P2P esattamente come Antipiratgruppen.

Alfonso Maruccia
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14 Commenti alla Notizia L'antipirateria danese si dichiara sconfitta
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  • Ok, il primo gruppo ha capitolato.
    Ora tocca agli altri.
    non+autenticato
  • "Condannare queste persone richiede prove parecchio concrete e inoppugnabili" "l' onere della prova spetta all' accusa".

    MI SEMBRA QUANTOMAI IL MINIMO.
    Cosa vogliono, che le persone si presentino in tribunale ad autoaccusarsi?
    E' IN ITALIA CHE SE NE SONO DIMENTICATI (insieme alle altre nazioni).

    Se tu vuoi denunciare qualcuno lo devi fare con prove certe e inoppugnabili (1.000.000 di indizi non fanno 1 prova) altrimenti rischi una querela e richiesta di risarcimento.
    non+autenticato
  • Possibile che l'unico paese equilibrato che tratti le violazioni del diritto d'autore ne più ne meno come qualsiasi altro reato sia la Dannimarca?
    Possibile che tutti gli altri paesi vogliano procedere su una strada liberticida, in cui la presunzione di innocenza diviene presunzione di colpevolezza?
    E stiamo parlando certo non di un reato grave od odioso o di situazioni in cui è a rischio l'incolumità dei cittadini (vedi terrorismo)!
    Nel caso della pirateria che scuse ci sono per simili deroghe alle libertà civili? Un pugno di major che poverine non potranno cenare con il caviale?
  • In ItaliGlietta la presunzione di colpevolezza c'è già da anni anche se forse qualcuno l'ha già dimenticato. Quando compri un videoregistratore, un cd vergine, un nastro magnetico o una qualunque cosa sia capace di registrare e/o memorizzare immagini e/o video, paghi una tassa che va in bocca (e qui sono stato un signore... perchè a noi ci va altrove!) alla SIAE per i mancati guadagni derivanti da un possibile uso illecito delle apparecchiature e dei supporti... in pratica ti masterizzi il cd delle tue vacanze e paghi Vasco Rossi...
    Viva l'Italia metà giardino e metà galera...
    non+autenticato
  • Almeno in America c'è la legge che un uomo non può essere condannato due volte per lo stesso reato. Qui se compri un cd paghi la tassa perchè hai "commesso un reato" e poi se ci metti sopra la musica scaricata dal mulo ti condannano nuovamente per lo stesso reato.
    non+autenticato
  • Ok, ma in America capita di peggio..
    Ti dice nulla il nome Jammie Thomas Rassett?
  • Purtroppo si...
    non+autenticato
  • MA certo che questi danesi sono proprio dei novellini in fatto di giurisprudenza.
    Non credo esista paese al mondo dove l'onere della prova spetti all'accusa.
    A breve verranno strigliati a dovere dalla comunità europea per comportamento avverso ai diritti umani.
    L'onere della prova è e deve essere a carico della difesa, altrimenti non avrebbe alcun senso denunciare la gente.
    Io ti denuncio e tu devi dimostrare che non è vero.

    Stanno proprio nel pleistocene europeoTriste
    non+autenticato
  • - Scritto da: quota
    > MA certo che questi danesi sono proprio dei
    > novellini in fatto di
    > giurisprudenza.
    > Non credo esista paese al mondo dove l'onere
    > della prova spetti
    > all'accusa.
    > A breve verranno strigliati a dovere dalla
    > comunità europea per comportamento avverso ai
    > diritti
    > umani.
    > L'onere della prova è e deve essere a carico
    > della difesa, altrimenti non avrebbe alcun senso
    > denunciare la
    > gente.
    > Io ti denuncio e tu devi dimostrare che non è
    > vero.
    >
    > Stanno proprio nel pleistocene europeoTriste

    Avendo vissuto la' per 3 anni, ti posso garantire che se loro sono nel pleistocene, in italia deve ancora accadere il big bang.
    non+autenticato
  • > Avendo vissuto la' per 3 anni, ti posso garantire
    > che se loro sono nel pleistocene, in italia deve
    > ancora accadere il big
    > bang.

    it.wikipedia.org/wiki/Sarcasmo
    pippuz
    1260
  • - Scritto da: quota
    > MA certo che questi danesi sono proprio dei
    > novellini in fatto di
    > giurisprudenza.
    > Non credo esista paese al mondo dove l'onere
    > della prova spetti
    > all'accusa.
    > A breve verranno strigliati a dovere dalla
    > comunità europea per comportamento avverso ai
    > diritti
    > umani.
    > L'onere della prova è e deve essere a carico
    > della difesa, altrimenti non avrebbe alcun senso
    > denunciare la
    > gente.
    > Io ti denuncio e tu devi dimostrare che non è
    > vero.
    >
    > Stanno proprio nel pleistocene europeoTriste

    Un'altra volta spiegati meglio: tu mi denunci e tu devi dimostrare che è vero l'illecito che mi contesti, sicuramente prima che io debba dimostrare che non è vero; e guarda caso finchè l'accusa non è provata io sono considerato innocente...

    L'onere della prova dell'illecito spetta all'accusa, non ci piove, e questo è quanto affermano i giudici danesi.

    Un'altra volta leggi meglio!
    non+autenticato
  • Sarcasmo, questo sconosciuto Anonimo
    non+autenticato
  • - Scritto da: quota
    > Io ti denuncio e tu devi dimostrare che non è
    > vero.

    Ma ti pare che una cosa del genere sia possibile in un paese democratico???
    Siamo nel XXI secolo, sai.
    Funziona che io ti denuncio. Punto.

    Altro che onere della prova...

    La persona onesta, se denunciata, e' sputtanata per sempre.
    La persona disonesta, se denunciata, e' innocente fino a sopraggiunta condanna, che non succedera' mai, dopodiche' ti becchi la diffamazione, e quella succede!
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: quota
    > > Io ti denuncio e tu devi dimostrare che non è
    > > vero.
    >
    > Ma ti pare che una cosa del genere sia possibile
    > in un paese
    > democratico???
    > Siamo nel XXI secolo, sai.
    > Funziona che io ti denuncio. Punto.
    >
    > Altro che onere della prova...
    >
    > La persona onesta, se denunciata, e' sputtanata
    > per
    > sempre.
    > La persona disonesta, se denunciata, e' innocente
    > fino a sopraggiunta condanna, che non succedera'
    > mai, dopodiche' ti becchi la diffamazione, e
    > quella
    > succede!

    Hai ragione, ma questo non fa altro che avvalorare la mia tesi, qui in italia siamo oltre... praticamente la nostra è fanta-giurisprudenza, dovrebbero imparare tutti da noi come funziona la legge altro che storie!!!
    non+autenticato