Fabrizio Bartoloni

Cento milioni di OpenOffice

di Fabrizio Bartoloni - Alla OOoCon 2009, i successi e gli insuccessi del progetto open source. L'Italia detiene il primato dei download. L'intervista al presidente PLIO Italo Vignoli

Cento milioni di OpenOfficeRoma - "Cento Milioni", questo il titolo scelto per l'edizione 2009 dell'OOoCon, la conferenza annuale di OpenOffice.org svoltasi al 3 al 6 Novembre nei palazzi del centro storico di Orvieto, proprio a sottolineare l'importante traguardo di download dal rilascio della versione 3 di questa suite.

La migrazione ad OOo del Comune di Bologna è stato il primo dei casi studio in esame: un progetto privo di precedenti per dimensioni nel nostro paese in cui 3.600 PC coinvolti hanno dovuto far fronte a una licenza di Office97 giunta ormai a fine vita. "Avremmo dovuto comprare altrettante nuove licenze a prezzo pieno, 300 euro l'una, invece migrare ad OpenOffice 2.4.2 l'intero parco macchine è stato possibile spendendo un totale di 80mila euro in due anni suddivisi tra una borsista della locale università e la consulenza e formazione da parte di Yacme, una azienda privata del campo OSS" ci spiega al termine del suo intervento l'Ing. Massimo Carnevali, responsabile ICT del capoluogo felsineo. "Il Comune ha speso 580mila euro di licenze software nel 2006, le previsioni per il 2010 sono di 400mila euro grazie all'open source" aggiunge. Una metà delle workstation ha compiuto una transizione completa, delle restanti, complice la ragnatela di circa seicento applicativi in gioco (Lotus Domino, SAP etc), 900 hanno dovuto optare per la coesistenza delle due soluzioni e in altre 900 c'è stato un upgrade parziale (Office97 è installato ma invisibile all'utente). Per fine anno si prevede di completare il processo transitivo una volta risolte le dipendenze binarie dalle DLL di Domino e dalle funzioni peculiari di MS Office. Anche l'opera di formazione del personale sul nuovo pacchetto di ufficio sembra aver dato frutti positivi, il sistema di feedback su un campione di 300 dipendenti comunali ha rilevato un tasso di gradimento compreso tra 3.5 e 4 su un massimo di 5. Il piano successivo, nelle intenzioni di Carnevali, è di migrare anche il sistema operativo ad una soluzione open source, nella fattispecie Linux.

Il secondo caso studio si svolge a Roedovre, città danese di meno di 40mila abitanti. La municipalità si trova ad abbandonare Office 2003 in maniera graduale, la gestione dei documenti passa da una forzata integrazione tra MS Word e Notes in cui si può gestire solo un documento alla volta, dove troppi messaggi di errore affollano lo schermo e la pubblicazione online avviene manualmente. Leif Lodahl, project manager a Magenta ApS e coordinatore per la Danimarca di OOo, ne racconta la dinamica: "Siamo partiti dalla soluzione dei problemi, abbiamo creato una applicazione dummy il cui unico scopo fosse di mostrare come li avevamo risolti e quali migliorie avessimo apportato. 300 template sono stati convertiti, sono state create estensioni e configurazioni personalizzate, inoltre ora Notes e OpenOffice.org sono ora molto più vicini di quanto accadesse col vecchio pacchetto Microsoft. L'esperienza utente è migliorata quanto la produttività, sono spariti i messaggi di errore e i documenti sono al sicuro dal rischio di sovrascrizione involontaria". Questo in 1-2 anni allocando 180mila euro di spesa.
Chi invece è dovuta tornare sui suoi passi è stata l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Massimiliano Falcinelli, systems engineer presso la stessa, riferisce di un ambiente quantomeno sui generis con uffici e laboratori sparsi su tutto il globo attraverso ogni fuso orario, necessità di reazione tempestiva ai problemi e di sicurezza massima cui sinora solo la casa di Redmond sembra poter rispondere con una assistenza adeguata, nonostante le direttive generali delle Nazioni Unite, da cui l'AIEA dipende, impongano di adottare l'OSS ovunque sia possibile. Se aggiungiamo l'ostilità degli scienziati coinvolti renitenti al cambiamento, abbiamo OpenOffice installato su davvero poche postazioni in ambiti molto limitati e marginali.
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283 Commenti alla Notizia Cento milioni di OpenOffice
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  • Ciao a tutti,
    ho lavorato al progetto di migrazione del Comune di Bologna, quindi provo a rispondere ad alcuni dubbi e a chiarire alcuni concetti, dato che ho letto parecchia confusione e molte leggende metropolitane.

    > Perchè cambiare?

    Il Comune aveva Office 97, un prodotto vecchio di ormai 12 anni, per il quale anche gli stessi utenti erano insofferenti, in quanto coscienti dell'esistenza di strumenti dalle funzionalità più moderne e superiori.

    Microsoft stessa ha dismesso da tempo il supporto a Office 97, e per noi non era possibile acquistare nuove licenze.
    Inoltre per Office 97 non è garantito il funzionamento con i sistemi operativi più recenti (anche della stessa Microsoft).
    Come facciamo con i nuovi pc?

    Era ormai necessario prendere una decisione: Office 2007 o il grande passo verso OpenOffice.org?

    Anche se i costi sono l'argomento più diffuso in favore dell'open source, noi eravamo ben consci anche degli altri vantaggi: maggiore indipendenza da un singolo fornitore, possibilità di introdurre formati aperti, maggiore trasparenza verso il cittadino, e il fatto che parte dei soldi risparmiati per le licenze vengono reinvestiti nell'economia locale della città.

    > In Comune si fanno solo "letterine"

    Magari.
    Un Comune è un universo complessissimo di servizi di ogni tipo: gestione del verde urbano e dei lavori pubblici, servizi cimiteriali, organizzazione di elezioni, matrimoni, nascite, procedure per l'avvio di attività produttive, polizia municipale, protezione civile, gestione di gare, contratti, personale, centrale acquisti di beni e servizi, gestione di scuole e palestre, spazi di quartiere, musei, servizi sociali... e mi fermo qui.

    Di conseguenza non esiste un "utente tipo", ma si va dal bibliotecario all'operatore degli sportelli sociali, dal tecnico del SIT al vigile urbano, all'impegato amministrativo. Tutti con abilità informatiche diverse (e non sempre in accordo con gli stereotipi comuni).

    Tutte queste attività richiedono una infrastruttura informatica adeguata, formata da applicazioni di ogni tipo, compresa la suite di produttività individuale che -vi assicuro- in diversi casi viene usata anche per funzioni "avanzate".

    La scelta di OpenOffice.org è stata fatta tenendo in conto di questo, ma del resto non siamo i primi, in quanto molti altri enti in Italia -seppure più piccoli del nostro- hanno intrapreso la stessa strada.

    > Bisogna calcolare il TCO!

    Giusto.
    Il TCO non tiene conto delle sole licenze ma anche dei costi "a contorno": in questo caso la formazione su un nuovo prodotto, la comunicazione, il supporto, i costi "tecnici" per la distribuzione software su un parco macchine vasto e complesso, le eventuali personalizzazioni necessarie per certi utenti o certi dipartimenti.

    La scelta di Office 2007 piuttosto che OpenOffice.org, dal punto di vista di questi costi (escluse licenze) è *praticamente uguale*.
    Mettete Office 2007 in mano a una persona che ha usato il 97 per anni e si metterà le mani nei capelli.
    La formazione, il supporto, le personalizzazioni si sarebbero dovute fare *comunque* scegliendo Office 2007, se non di più!

    In generale, tutte queste voci di spesa sono valide per _qualsiasi_ migrazione massiccia di software, anche tra una versione e l'altra dello stesso, se ci sono grossi cambiamenti come in questo caso.

    Pertanto l'unica voce di spesa per cui sottolineare una differenza reale di costi tra le due scelte è quella delle licenze.

    > OpenOffice.org in Beta perenne

    Non è così.
    Il ciclo di rilasci di OpenOffice.org è più breve di altri software, ma anche OpenOffice.org ha release stabili, a cui una struttura come la nostra si può tranquillamente affidare.

    Se invece per "Beta" si intende la costante segnalazione di bugfix o "issues" da risolvere, che poi vengono fixati in release successive allora beh... *ogni software* è in beta perenne! Non esiste un software senza bug, nè proprietario nè open.
    Se nei prodotti proprietari sembra che questo costante esame non ci sia è semplicemente perchè viene fatto internamente nell'azienda produttice, tra i pochi eletti che possono accedere al codice sorgente.

    > Con l'open source i programmatori lavorano gratis

    L'economia dell'open source è basata principalmente sui servizi.
    Tra l'altro non è niente di nuovo! Ci sono numerose economie che si basano sul concetto di dare il prodotto gratis, per poi ricaricare sui servizi satellite. E' la scoperta dell'acqua calda.

    Come ha ricordato qualcuno, tipicamente (ma non sempre) alla base di queste economie ci sono beni che hanno un costo marginale basso o quasi nullo. E' il caso del software.

    Ci sono moltissime piccole aziende che campano grazie a formazione, consulenza, personalizzazioni e servizi software, anche non open. Poi nel loro lavoro finisco anche per sviluppare e rilasciare codice, semplicemente i soldi fanno un giro diverso.

    > Supporto per prodotti Open Source

    Sun, Red Hat, IBM, Novell, Canonical sono esempi di grandi aziende che offrono supporto a prodotti open.
    Ci sono anche molte aziende italiane e PMI locali che fanno altrettanto, basta farsi un giro in rete.

    > Tenere OO per 12 anni o spendere altri soldi per la 3.x?

    Come è già stato detto, la cifra 500.000 per un upgrade di versione è totalmente falsa e arbitraria.
    Migrare da 2.4 a 3.x, cosa che molto probabilmente faremo l'anno prossimo, è un passaggio software che non presenta le stesse necessità e caratteristiche di un passaggio a Office 97 a OpenOffice.org (o a Office 2007 se avessimo preso quella strada).

    E' molto, molto più semplice. Le differenze di uso e interfaccia non sono tali da giustificare gli interventi di supporto/comunicazione/formazione che sono stati fatti per questo primo passaggio.

    Anzi, grazie al costante miglioramento dei prodotti open e ai rilasci più frequenti saremo in grado di offrire ai nostri colleghi dei prodotti sempre aggiornati a costi minori.

    Federica Cenacchi.
    non+autenticato
  • e ti affidi ad un'azienda/gruppo di sviluppatori che non percepisce una lira dal lavoro fatto. Quanto puo andare avanti? new o old-economy le regole sono sempre quelle. Se per contenere i costi Sun smette di sviluppare OOo che fate? Lo trovo un po un azzardo. Soprattutto rigurado le cosulenze, vero di fanno, ma non é la Sun a pigliare il soldo.
    NB nessuna critica al modello opensurce, anzi vada avanti lo sviluppo di applicazioni a concorrenza delle closed, non potremo che guadagnarci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Steve Robinson Hakkabee
    > e ti affidi ad un'azienda/gruppo di sviluppatori
    > che non percepisce una lira dal lavoro fatto.
    > Quanto puo andare avanti? new o old-economy le
    > regole sono sempre quelle. Se per contenere i
    > costi Sun smette di sviluppare OOo che fate? Lo
    > trovo un po un azzardo. Soprattutto rigurado le
    > cosulenze, vero di fanno, ma non é la Sun a
    > pigliare il
    > soldo.

    Lo stesso vale per la MS. Sono sempre aziende.
    E comunque lo vorrei proprio vedere questo famigerato supporto MS ad Office. Non rispondono per i bug di Windows, figuriamoci per quelli dell'Office.
    E comunque dietro ad openOffice non c'e' solamente la Sun.
    non+autenticato
  • -----
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    Modificato dall' autore il 11 novembre 2009 17.10
    -----------------------------------------------------------
    ruppolo
    33147
  • > Non diciamo stupidaggini, ci sono aziende che
    > operano da decenni con decine di migliaia di
    > addetti, ci sono startup con 4 gatti e 5 pc
    > assemblati in croce. In quali mani metteresti il
    > comune di
    > Bologna?

    Parli di questo come se nel comune di Bologna ci lavorassero delle scimmie.
    Stiamo parlando di una suite di ufficio.
    Inoltre secondo te ad esempio la gestione dell'anagrafe all'interno del comune e' fatta da una miltinazionale o da startup italiane con 4 gatti e 5 pc o peggio da societa' obsolete italiane che millantano di avere delle buone tecnologie che in realta' non funzionano?

    Sai su questo potrei dire la mia.

    Quindi questa cosa del supporto fa proprio ridere i polli.

    L'unica vera cosa importante in una PA e' che i formati utilizzati siano APERTI altroche'.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bollito
    > Sai su questo potrei dire la mia.
    Siamo tutt'orecchi...
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: bollito
    > - Scritto da: Steve Robinson Hakkabee
    > > e ti affidi ad un'azienda/gruppo di sviluppatori
    > > che non percepisce una lira dal lavoro fatto.
    > > Quanto puo andare avanti? new o old-economy le
    > > regole sono sempre quelle. Se per contenere i
    > > costi Sun smette di sviluppare OOo che fate? Lo
    > > trovo un po un azzardo. Soprattutto rigurado le
    > > cosulenze, vero di fanno, ma non é la Sun a
    > > pigliare il
    > > soldo.
    >
    > Lo stesso vale per la MS. Sono sempre aziende.

    Non diciamo stupidaggini, ci sono aziende che operano da decenni con decine di migliaia di addetti, ci sono startup con 4 gatti e 5 pc assemblati in croce. In quali mani metteresti il comune di Bologna?

    Sai qual'è il vero rischio? Il vero rischio è che se qualcosa non funziona con il software MS, dai la colpa a MS, se qualcosa non funziona con OO, la colpa è tua che lo hai spinto. E siccome questo è il paese dello scarica barile, ben pochi vogliono assumersi il rischio di una pedata sul culo.
    ruppolo
    33147
  • > Sai qual'è il vero rischio? Il vero rischio è che
    > se qualcosa non funziona con il software MS, dai
    > la colpa a MS, se qualcosa non funziona con OO,
    > la colpa è tua che lo hai spinto. E siccome
    > questo è il paese dello scarica barile, ben pochi
    > vogliono assumersi il rischio di una pedata sul
    > culo.

    Bene qui hai centrato il punto. E' ora che la gente inizi a prendersi le sue responsabilità oltre che i soldini ogni mese.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Steve Robinson Hakkabee

    > e ti affidi ad un'azienda/gruppo di sviluppatori
    > che non percepisce una lira dal lavoro fatto.

    Questa è una tua idea. I contributori di Sun, IBM, Novell, RedFlag e altri sono professionisti stipendiati.

    > Quanto puo andare avanti? new o old-economy le
    > regole sono sempre quelle. Se per contenere i
    > costi Sun smette di sviluppare OOo che fate? Lo
    > trovo un po un azzardo.

    OOo è un software libero, e non legato a specifiche piattaforme. Il suo codice è aperto, e utilizzabile tutti nel rispetto della LGPL, che è la licenza più libera che esiste. Il suo formato nativo, ODF, è aperto e standard ISO, non legato a una specifica applicazione. Mi sembrano garanzie adeguate.
    Se MS fallisce o smette di produrre Office? Se decide di non supportare più i vecchi formati binari? E' una situazione peggiore, ma non si vive con i se.

    Saluti
    VITRIOL
  • E di chi dovremmo fidarci?
    Di un'azienda come MS che infila un prodotto fallimentare dietro l'altro?
    Un'azienda che aveva previsto di licenziare 5000 persone nel 2009 e ne ha già licenziate 6000?
    E se fallisse?
    Chi porterà avanti lo sviluppo di Office?
    Nessuno può farlo: è un prodotto closed!
    Per non parlare dei formati: il .doc è un formato proprietario; il .docx è un formato che richiede milioni di pagine di spiegazioni e non fa riferimento ad alcuno standard.
    Affidarsi ad Office oggi è una follia: pur di diffonderlo l'azienda sviluppatrice ha ridotto del 70% i costi delle licenze, offre prezzi speciali agli studenti al solo scopo di rendere dipendenti fin da giovani, deve addirittura regalare alcune versioni del prossimo 2010.
    Quella del closed è una barca che affonda alla deriva in una mare in tempesta.
  • Si è anche parlato molto sulla questione del eventuale costo di 3600 licenze di Office: costerebbero veramente 1 milione di euro?
    ruppolo
    33147
  • OpenOffice non è un'alternativa a MsOffice così come una Skoda non è un alternativa a una Bmw.
    Non voglio dire che MsOffice sia perfetto (perché non lo è), ma solo che non sono prodotti paragonabili e intercambiabili.

    OOo Writer ha grosse carenze nella creazione e gestione di indici analitici, il “cerca e sostituisci” è molto limitato rispetto al “trova e sostituisci” di MsOffice e i codici di campo (se non ricordo male OpenOffice li chiama comandi di campo) non possono memorizzare formattazioni né essere editati manualmente (credo che dipenda da ODF).
    Mancano del tutto opzioni di visualizzazione alternative a quella di stampa come la “normale” o la “struttura”; il confronto tra documenti è povero, spesso malfunzionante.
    E questi sono solo alcuni esempi.

    Se mancano funzioni non ci sono work around o extension che tengano.

    Ho provato a fondo sia la versione di Sun che quella di Novell. Ho anche usato Lotus Symphony...
    Mi sono arreso e son tornato al mio vecchio, ma completo Word 2002.

    Per alcuni compiti non metto in dubbio che possa essere un'alternativa, compatibilità permettendo (liberarsi dei formati Ms non può essere la priorità assoluta perché non si vive su di un isola...), ma a mio giudizio Microsoft in questo settore non ha rivali.

    Spero che possa migliorare e che ci sia una idea chiara sulla rotta da prendere.
    Studiare i vari settori di utilizzo (PA, PMI, editoria, uso accademico ecc...) e sviluppare soluzioni per questi utenti (un correttore di bozze avrà esigenze diverse rispetto a una segretaria).

    Saluti
    C.K.
  • - Scritto da: carlo.kramer
    > OpenOffice non è un'alternativa a MsOffice così
    > come una Skoda non è un alternativa a una
    > Bmw.

    Mettiamo in risalto che nel caso in questione la BMW sia pure gratis, mentre la skoda ti tocca pagarla.

    > Non voglio dire che MsOffice sia perfetto (perché
    > non lo è), ma solo che non sono prodotti
    > paragonabili e intercambiabili.

    Boh... Servono per scrivere, servono per gestire un foglio elettronico.
    Paragonabili lo sono per forza.
    Se fossero intercambiabili non saremmo qui a discutere.

    > OOo Writer ha grosse carenze nella creazione e
    > gestione di indici analitici,

    ??? Quali carenze?

    > il “cerca e
    > sostituisci” è molto limitato rispetto al “trova
    > e sostituisci” di MsOffice

    Ma sei fuori?
    OOo supporta pure le RE nel cerca e sostituisci.

    > e i codici di campo
    > (se non ricordo male OpenOffice li chiama comandi
    > di campo) non possono memorizzare formattazioni
    > né essere editati manualmente (credo che dipenda
    > da
    > ODF).

    La formattazione la applichi alla parte di documento che contiene il campo, che e' il modo corretto di procedere: mai mischiare il contenuto con il contenitore.
    Se poi MSO ti permette di fare cose deprecate non puoi certo considerarlo un pregio.

    > Mancano del tutto opzioni di visualizzazione
    > alternative a quella di stampa come la “normale”
    > o la “struttura”;

    Vero. Ma ci si abitua.

    > il confronto tra documenti è
    > povero, spesso
    > malfunzionante.

    Non ho capito. Che cosa intendi?

    > E questi sono solo alcuni esempi.
    >
    > Se mancano funzioni non ci sono work around o
    > extension che
    > tengano.

    Se mancano funzioni le si implementano.
    E' una applicazione a codice aperto!
    E questo e' un vantaggio enorme rispetto alla scatola chiusa e non apribile.

    > Ho provato a fondo sia la versione di Sun che
    > quella di Novell. Ho anche usato Lotus
    > Symphony...
    > Mi sono arreso e son tornato al mio vecchio, ma
    > completo Word 2002.

    ...che durera' finche' mamma sua non decidera' che tu debba passare a Office 2009 e i suoi magnifici ribbons.

    > Per alcuni compiti non metto in dubbio che possa
    > essere un'alternativa, compatibilità permettendo
    > (liberarsi dei formati Ms non può essere la
    > priorità assoluta perché non si vive su di un
    > isola...),

    Proprio perche' non si vive su un'isola invece e' opportuno adottare tutti quanti uno standard e abbandonare le catene.

    > ma a mio giudizio Microsoft in questo
    > settore non ha rivali.

    Vabbe'...
  • - Scritto da: panda rossa

    > > Mancano del tutto opzioni di visualizzazione
    > > alternative a quella di stampa come la “normale”
    > > o la “struttura”;
    >
    > Vero. Ma ci si abitua.

    In ogni caso in Writer per visualizzare la struttura di un documento e per accedere velocemente alle varie sezioni si usa il Navigatore. Non è proprio un sostituto di vista struttura di Word, ma è comunque un altro modo di procedere spesso valido.

    Saluti
    VITRIOL
  • - Scritto da: panda rossa
    > Se mancano funzioni le si implementano.
    > E' una applicazione a codice aperto!
    > E questo e' un vantaggio enorme rispetto alla
    > scatola chiusa e non
    > apribile.

    No, non lo è.
    Chi fa la scatola chiusa ha tutto l'interesse a fare una nuova scatola da usare al posto della vecchia, così entrano ancora soldi. È quindi la fa, lavorando 8 ore al giorno, con l'obiettivo di finire il prima possibile. Inoltre esiste il "controllore delle scatole", che evita che tali scatole siano lasciate in balia di ragazzi brufolosi che tenderebbero a fare della scatola un gioco di società.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Se mancano funzioni le si implementano.
    > > E' una applicazione a codice aperto!
    > > E questo e' un vantaggio enorme rispetto alla
    > > scatola chiusa e non
    > > apribile.
    >
    > No, non lo è.
    > Chi fa la scatola chiusa ha tutto l'interesse a
    > fare una nuova scatola da usare al posto della
    > vecchia, così entrano ancora soldi. È quindi la
    > fa, lavorando 8 ore al giorno, con l'obiettivo di
    > finire il prima possibile.

    Certo, e gia' che c'e' ti impedisce di continuare ad usare la vecchia, cosi' tutto il tuo precedente lavoro va perso se non ti adegui e scuci.

    > Inoltre esiste il
    > "controllore delle scatole", che evita che tali
    > scatole siano lasciate in balia di ragazzi
    > brufolosi che tenderebbero a fare della scatola
    > un gioco di società.

    E qui si vede come tu non sai come funzionano gli sviluppi all'interno di grosse societa':
    ci sono i dirigenti, che di sw non capiscono una fava
    ci sono gli analisti, che di sw non capiscono una fava
    ci sono i capi progetto, che di sw non capiscono una fava
    ci sono i capi gruppo, che di sw non ci vogliono piu' capire una fava
    e da questo livello in poi cominciano i sub-sub-sub appalti...
    quello che scrive effettivamente il codice e' un co-co-co-co che risiede in india, che viene pagato un paio di rupie al giorno e che non gli interessa minimamente quello che sta facendo (e i risultati si vedono).

    Tu paga e sii soddisfatto!
  • - Scritto da: panda rossa
    > Certo, e gia' che c'e' ti impedisce di continuare
    > ad usare la vecchia, cosi' tutto il tuo
    > precedente lavoro va perso se non ti adegui e
    > scuci.
    Ti ricordo che il comune di Bologna sta andando avanti da 12 anni con lo stesso programma, il che corrisponde a un paio di ere geologiche fa.

    > E qui si vede come tu non sai come funzionano gli
    > sviluppi all'interno di grosse
    > societa':
    > ci sono i dirigenti, che di sw non capiscono una
    > fava
    > ci sono gli analisti, che di sw non capiscono una
    > fava
    > ci sono i capi progetto, che di sw non capiscono
    > una
    > fava
    > ci sono i capi gruppo, che di sw non ci vogliono
    > piu' capire una
    > fava
    > e da questo livello in poi cominciano i
    > sub-sub-sub
    > appalti...
    > quello che scrive effettivamente il codice e' un
    > co-co-co-co che risiede in india, che viene
    > pagato un paio di rupie al giorno e che non gli
    > interessa minimamente quello che sta facendo (e i
    > risultati si
    > vedono).

    Ora capisco perché il software MS fa cagare...

    > Tu paga e sii soddisfatto!
    Io pago quello Apple, il cui CEO è un illuminato lungimirante. E prova a negarlo...
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Certo, e gia' che c'e' ti impedisce di
    > continuare
    > > ad usare la vecchia, cosi' tutto il tuo
    > > precedente lavoro va perso se non ti adegui e
    > > scuci.
    > Ti ricordo che il comune di Bologna sta andando
    > avanti da 12 anni con lo stesso programma, il che
    > corrisponde a un paio di ere geologiche
    > fa.

    Finche' dura.
    Abbiamo gia' visto che cosa succede con il software proprietario e i DRM, col lettore di ebook.

    > > E qui si vede come tu non sai come funzionano
    > gli
    > > sviluppi all'interno di grosse
    > > societa':
    > > ci sono i dirigenti, che di sw non capiscono una
    > > fava
    > > ci sono gli analisti, che di sw non capiscono
    > una
    > > fava
    > > ci sono i capi progetto, che di sw non capiscono
    > > una
    > > fava
    > > ci sono i capi gruppo, che di sw non ci vogliono
    > > piu' capire una
    > > fava
    > > e da questo livello in poi cominciano i
    > > sub-sub-sub
    > > appalti...
    > > quello che scrive effettivamente il codice e' un
    > > co-co-co-co che risiede in india, che viene
    > > pagato un paio di rupie al giorno e che non gli
    > > interessa minimamente quello che sta facendo (e
    > i
    > > risultati si
    > > vedono).
    >
    > Ora capisco perché il software MS fa cagare...

    Lo capisci solo ora?

    > > Tu paga e sii soddisfatto!

    > Io pago quello Apple, il cui CEO è un illuminato
    > lungimirante. E prova a negarlo...

    Chi dice niente? Io ho tutti i DVD dei film Pixar!
  • - Scritto da: panda rossa
    > Finche' dura.
    > Abbiamo gia' visto che cosa succede con il
    > software proprietario e i DRM, col lettore di
    > ebook.
    I DRM sono altra cosa. Che per mia esperienza personale, non mi hanno mai intralciato.
    Quanto al software proprietario, direi che milioni di famiglie vivono grazie ad esso.


    > Chi dice niente? Io ho tutti i DVD dei film Pixar!

    :D
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: panda rossa
    > > Finche' dura.
    > > Abbiamo gia' visto che cosa succede con il
    > > software proprietario e i DRM, col lettore di
    > > ebook.
    > I DRM sono altra cosa. Che per mia esperienza
    > personale, non mi hanno mai
    > intralciato.

    Prima o poi tocchera' anche a te.

    > Quanto al software proprietario, direi che
    > milioni di famiglie vivono grazie ad
    > esso.

    Addirittura milioni!
  • e si somma solo adobe microsoft e autodesk con l'indotto...
    non+autenticato
  • - Scritto da: panda rossa
    > Prima o poi tocchera' anche a te.
    Certo, come prima o poi Apple fallirà, prima o poi il Mac sarà infestato di virus eccetera.
    A me non toccherà un bel niente, io ho fatto le scelte giuste: musica Apple con player Apple con con computer Apple. Apple, 32 anni sul mercato, un sfilza di successi, l'unica azienda al mondo che ha fatto il suo miglior trimestre in piena crisi mondiale, una azienda con oltre 23 miliardi di soldi liquidi in cassa, pronti per grandi progetti.

    > > Quanto al software proprietario, direi che
    > > milioni di famiglie vivono grazie ad
    > > esso.
    >
    > Addirittura milioni!

    Certamente, milioni di famiglie. Per essere leggermente più precisi, centinaia di milioni di famiglie.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 11 novembre 2009 23.08
    -----------------------------------------------------------
    ruppolo
    33147
  • Corsi??? Apprendimento???
    Non ditemi che per l'utente passare da office 97 ad Open Office è così complicato!???
    Sicuramente + semplice del passaggio ad MS Office 2007
    ...
    E poi anche l'installazione di Open Office è + semplice e veloce!
    non+autenticato
  • - Scritto da: vac

    > E poi anche l'installazione di Open Office è +
    > semplice e
    > veloce!

    Volendo esistono anche versioni portatili, che non necessitano proprio di nessuna installazione.
    Ma anche la normale versione installabile è assolutamente rispettosa del sistema anche sotto Windows. Non sparge librerie dappertutto, non scrive le sue impostazioni nel registro, non ha nessun impatto sul sistema stesso. E se proprio poi lo si vuole disinstallare, si disinstalla davvero, non fa solo finta.

    Saluti
    VITRIOL
  • forse mi sono perso qualche cosa, ma nel caso di Bologna, 3600PC * 300 EUR fanno più di un milione di EUR - questo solo in licenze Office. E com'è che pure togliendole tutte (e genericamente passando a SW open source, che potrebbe includere più del solo Office) il budget si abbassa dal 2006 al 2010 di soli 200 mila EUR? Inoltre sono CERTO che il costo delle licenze su cosi tanti PC non avrebbero il costo pieno di una licenza singola...
    magari si potrebbe iniziare comperando una calcolatrice all'ingegnere? Sorride)
    non+autenticato
  • I conti non tornano perchè quanto scritto dal giornalista è un sunto di una lunga chiacchierata dove si è parlato del progetto OO ma anche più in generale del progetto di inserimento del software libero al comune di Bologna. Il tutto condensato in 20 righe ha creato un po di confusione sui numeri che si riferiscono a progetti e ambiti diversi.
    non+autenticato
  • Questo comune aveva 3600 licenze di Office 97, quindi sono 12 anni di utilizzo senza aggiornamenti.
    Ora passano a OOO senza spendere 1 milione di euro, ma solo 40 mila euro all'anno per 2 anni.
    Domanda: è plausibile lasciare ora OOO così com'è per i prossimi 12 anni? Oppure bisogna cacciare altri 500 mila euro per aggiornamenti vari, da dare sempre alla borsista dell'università e alla Yacme?
    E poi, è vero che un comune se vuole 3600 licenze di Office paga 1 milione di euro?
    Secondo me, no. Per i grandi numeri esistono grandi sconti, esistono le site license, esistono le licenze a rinnovo annuale che comprendono gli eventuali upgrade.

    Il costo da valutare è il TCO, Total Cost of Ownership. In questo caso da calcolare su 12 anni, per vedere se questa soluzione open costa di più o di meno di una soluzione closed.

    Tanto per fare un esempio, un pacchetto di FileMaker Pro (un database) costa 349 euro.
    Ma se le licenze sono 3600, nello stesso luogo, costa 126 euro. Ma se si paga annualmente, il costo scende a 42 euro l'anno, aggiornamenti compresi.
    Non si pagano quindi 1.256.400 euro, ma 453.600 euro oppure 151.200 euro all'anno compresi gli aggiornamenti: una cifra, quest'ultima, meno impegnativa e certa.

    Se qualcuno ha i prezzi di Office per grossi volumi, ci faccia sapere quanto costa.
    ruppolo
    33147
  • *Massì, diamo un po' sfogo alla vena di troll*

    Quanto ci costerebbe iWorks (con relativi costi di hardware e OS) nello stesso arco di tempo? Son curioso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nedanfor non loggato
    > *Massì, diamo un po' sfogo alla vena di troll*
    >
    > Quanto ci costerebbe iWorks (con relativi costi
    > di hardware e OS) nello stesso arco di tempo? Son
    > curioso.

    Non ho i dati per fare questo conto. Certamente meno di Office, visto che il pacchetto costa una frazione.
    Se dovessi pianificare io, prevederei nei 12 anni 2 serie di macchine nuove, con iWork preinstallato. Preso così costa 59 euro ivato, quindi 118 euro nei 12 anni, senza costi di manutenzione. Quindi 424.800 euro, a cui possiamo aggiungere 40.000 euro di formazione, quindi 464.000 euro, compreso 1 aggiornamento.
    Il costo dell'hardware non lo considero, dato che la differenza si ripaga abbondantemente in meno interventi per guasti hardware/software e minor consumo energetico, dato che le macchine sono tutte Energy Star 5.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Nedanfor non loggato
    > > *Massì, diamo un po' sfogo alla vena di troll*
    > >
    > > Quanto ci costerebbe iWorks (con relativi costi
    > > di hardware e OS) nello stesso arco di tempo?
    > Son
    > > curioso.
    >
    > Non ho i dati per fare questo conto. Certamente
    > meno di Office, visto che il pacchetto costa una
    > frazione.
    > Se dovessi pianificare io, prevederei nei 12 anni
    > 2 serie di macchine nuove, con iWork
    > preinstallato. Preso così costa 59 euro ivato,
    > quindi 118 euro nei 12 anni, senza costi di
    > manutenzione. Quindi 424.800 euro, a cui possiamo
    > aggiungere 40.000 euro di formazione, quindi
    > 464.000 euro, compreso 1
    > aggiornamento.
    > Il costo dell'hardware non lo considero, dato che
    > la differenza si ripaga abbondantemente in meno
    > interventi per guasti hardware/software e minor
    > consumo energetico, dato che le macchine sono
    > tutte Energy Star
    > 5.


    Eh si meglio non considerare il costo dell'hardware...
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > Eh si meglio non considerare il costo
    > dell'hardware...

    Rotola dal ridere
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Nedanfor non loggato
    > > *Massì, diamo un po' sfogo alla vena di troll*
    > >
    > > Quanto ci costerebbe iWorks (con relativi costi
    > > di hardware e OS) nello stesso arco di tempo?
    > Son
    > > curioso.
    >
    > Non ho i dati per fare questo conto. Certamente
    > meno di Office, visto che il pacchetto costa una
    > frazione.

    ... e OpenOffice ha costo zero, perciò è ancora più conveniente di iWorks.
    Tieni presente che sul Mac ho installato iWorks (che devo ancora testare la compatibilià con i documenti doc e excel, ma fra un po gli affiancherò OpenOffice o NeoOffice (sono indeciso tra i due) anche perchè ho intezione di installare Ubuntu a 64 bit (che adotta OpenOffice) in emulazione e su Win 7 (sempre in emulazione) sarà installato OpenOffice. Oltretutto è uno strumento che attualmente utilizzo molto come avrai potuto capire.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Eretico
    > ... e OpenOffice ha costo zero, perciò è ancora
    > più conveniente di
    > iWorks.
    Si, ma la differenza di prezzo non è tale da farsi mancare certe funzionalità.

    > Tieni presente che sul Mac ho installato iWorks
    > (che devo ancora testare la compatibilià con i
    > documenti doc e excel, ma fra un po gli
    > affiancherò OpenOffice o NeoOffice (sono indeciso
    > tra i due)
    Installali entrambi, no?
    In ogni caso OpenOffice è nativo, NeoOffice è scritto in Java.

    > anche perchè ho intezione di
    > installare Ubuntu a 64 bit (che adotta
    > OpenOffice) in emulazione e su Win 7 (sempre in
    > emulazione) sarà installato OpenOffice.
    E a che serve averli su piattaforme emulate (o virtualizzate)?

    > Oltretutto è uno strumento che attualmente
    > utilizzo molto come avrai potuto
    > capire.
    Li ho provati, e per quanto mi riguarda ho comprato iWork: anni luce avanti.
    ruppolo
    33147
  • Ma salva in odf ?
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio
    > Ma salva in odf ?
    No.
    Può salvare in PDF, Word (.doc), RTF e Text. Parlo di Pages, il "Word" del pacchetto.
    Il suo formato nativo, se ti interessa, è XML.
    ruppolo
    33147
  • Il costo dell'hardware non lo considero, dato che la differenza si ripaga abbondantemente in meno interventi per guasti hardware/software

    ...

    cambiando TUTTO il parco macchine allora si che COSTA MENO.
    ma dove le tiri fuori certe sparate ? dovrei cambiare tutte le macchine per metterci iWork ? dai ! non hai nemmeno considerato l'addestramento di TUTTI i dipendenti, non solo gli cambi il pacchetto applicativo, ma pure il sistema operativo, tutto in una volta ?
    certe volte sembra che dici le cose a caso, veramente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: LuNa
    > Il costo dell'hardware non lo considero, dato che
    > la differenza si ripaga abbondantemente in meno
    > interventi per guasti hardware/software
    >
    >
    > ...
    >
    > cambiando TUTTO il parco macchine allora si che
    > COSTA
    > MENO.
    > ma dove le tiri fuori certe sparate ? dovrei
    > cambiare tutte le macchine per metterci iWork ?
    > dai !
    Non hai pensato che potrebbero essere quasi tutte obsolete?

    > non hai nemmeno considerato l'addestramento
    > di TUTTI i dipendenti, non solo gli cambi il
    > pacchetto applicativo, ma pure il sistema
    > operativo, tutto in una volta
    > ?

    Questo accadrebbe anche passando a un Linux

    > certe volte sembra che dici le cose a caso,
    > veramente.

    Sembra, ma non è. Faccio il consulente da molti anni, i risultati a lunga scadenza di certe scelte li ho visti con i miei occhi.
    ruppolo
    33147
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