"E così alla fine la Bestia cadde e i miscredenti esultarono. Ma non tutto era perduto, giacché dalle ceneri sorse un mitico uccello. L'uccello guardò giù verso i blasfemi, ed invocò il fuoco e il fulmine su di loro. Poiché la bestia era risorta con rinnovata forza, e i seguaci di Mammona si fecero piccoli dall'orrore". Questo messaggio venne introdotto in Netscape Navigator 7.2 proprio nello stesse mese in cui Time Warner si sbarazzò di Netscape. Il "mitico uccello" che si abbatté vendicativo sulle orde dei "blasfemi" è un chiaro riferimento a Mozilla Foundation, l'organizzazione non profit che nel luglio del 2003
fu eretta con lo scopo di portare avanti lo sviluppo di Mozilla Suite, un browser che nel frattempo era nato dal codice sorgente di Netscape Communicator. Ma c'è chi non esclude che il "mitico uccello" sia anche un'allusione diretta a
Phoenix (Fenice), il nome della prima incarnazione di Firefox.
Di Phoenix vennero rilasciate cinque versioni, l'ultima datata giugno 2003, dopodiché il browser
mutò il proprio nome in Firebird: un appellativo che resistette solo l'arco di due stagioni e un paio di release, l'ultima delle quali risalente al dicembre 2003. Con l'inizio dell'anno successivo, il 2004, il programma
cambiò ancora nome, questa volta definitivamente: negli annali dei web browser venne ascritto per la prima volta il nome di Firefox. Nell'arco di quell'intero anno Mozilla portò il codice del proprio browser a piena maturazione, e nel marzo del 2005
annunciò ufficialmente l'abbandono di Mozilla Suite, il cui sviluppo venne affidato nelle mani di una comunità di volontari che ridenominò il software
Seamonkey, che poi altro non è che il nome in codice originale di Mozilla Application Suite.
Per chi volesse divertirsi a ripercorrere queste tappe, e provare le vecchie versioni dei browser di Mozilla, sul
sito FTP di Mozilla.org sono disponibili tutte le release di Phoenix, Firebird e Firefox. Per curiosità ho provato a lanciare Phoenix 0.1 su un PC con Windows 7: l'"antico" prototipo di browser si è avviato, caricando in automatico la pagina di benvenuto di Mozilla Suite, ed è riuscito a visualizzare quasi perfettamente l'home page di
Punto Informatico.
La versione 0.1 di Phoenix è datata 23 settembre 2002, dunque quasi un anno prima della costituzione di Mozilla Foundation. All'epoca nessuno poteva immaginarlo, ma in quell'abbozzo di browser, privo persino di un installer, c'erano i geni della "bestia" profetizzata dal Libro di Mozilla: una bestia -
in origine un panda rosso, ma ormai comunemente considerata una volpe di fuoco - che è stata capace di dare uno scossone all'intero settore dei browser, ridimensionando fortemente la quota di mercato di Internet Explorer e innescando un processo di innovazione che solo una sana concorrenza può rendere possibile. Peraltro, come accade sul versante dei sistemi operativi con la guerra tra Windows e Linux, lo scontro tra Firefox e Internet Explorer non coinvolge solo due software, ma due differenti modelli di sviluppo: quello proprietario di Microsoft e quello open source di Mozilla.
"A partire dal 2004, Firefox ha contribuito a migliorare l'esperienza online di centinaia di milioni di persone nel mondo, rivoluzionando il concetto stesso di navigazione sul Web", ha scritto
Mozilla Italia, il sito dell'associazione che ormai da diversi anni si occupa del supporto e della traduzione italiana dei software di Mozilla. "Funzioni quali la navigazione a schede, il blocco delle finestre pop-up, i segnalibri in un clic, la
Barra irresistibile e la Navigazione anonima sono solo alcuni degli aspetti che hanno contribuito al successo di Firefox".
Oggi se si inserisce
about:mozilla in una corrente versione di Firefox, appare quanto segue: "Mammona dormiva. E la Bestia risorta si diffuse sulla terra e i suoi seguaci divennero legione. E annunciarono i tempi e sacrificarono il raccolto nel fuoco, con l'astuzia delle volpi. Ed edificarono un nuovo mondo a propria immagine come promesso dalle sacre scritture, e raccontarono della Bestia ai loro figli. Mammona si svegliò, ed ecco: null'altro era se non un discepolo". Il messaggio è chiaro: Firefox, che da principio era stato sottovalutato da Microsoft, si è diffuso a macchia d'olio guadagnando una "legione di seguaci", ed è stato capace di cambiare l'intero panorama dei web browser. Quando Mammona, ossia Microsoft, si è svegliata dal suo sonno durato cinque anni (tale è l'arco di tempo intercorso tra il rilascio di Internet Explorer 6 e 7), era ormai tardi: tardi per recuperare il terreno perso, tardi per proporre innovazioni che Firefox non avesse già introdotto. Parafrasando Mozilla,
Internet Explorer 7 non era che un mero "discepolo" di Firefox.