No, Microsoft non ha brevettato sudo

No, Microsoft non ha brevettato sudo

Il tanto chiacchierato brevetto recentemente registrato da Microsoft non ha granché a che fare con lo storico comando Unix/Linux. Parola del mantainer del progetto sudo
Il tanto chiacchierato brevetto recentemente registrato da Microsoft non ha granché a che fare con lo storico comando Unix/Linux. Parola del mantainer del progetto sudo

Aveva fatto parecchio discutere nei giorni scorsi il brevetto software concesso a Microsoft dall’ USPTO statunitense, descritto a una prima lettura come una copia sfacciata di sudo, storico componente dei sistemi Unix/Linux responsabile dell’esecuzione di azioni per cui è richiesta l’elevazione dei privilegi utente. Alle critiche che si sono levate contro Redmond risponde direttamente il mantainer del progetto sudo, nelle cui parole il brevetto assume contorni ben diversi e a prova di prior art .

Il brevetto Microsoft, titolato Rights Elevator , descrive un metodo per “permettere a un utente di elevare i suoi diritti” attraverso un’interfaccia grafica su cui vengono indicati, nelle occasioni in cui si presentasse la necessità di privilegi superiori, quegli account con “poteri” sufficienti a compiere l’azione desiderata.

Storia ben diversa è quella riguardante la funzione propria di sudo, e lo dice chiaramente il supervisore Todd Miller rispondendo alle domande che gli sono state rivolte sulla questione. “Semplicemente sudo non funziona in questo modo” scrive Miller sulla mailing list del programma.

“Quando un comando viene eseguito via sudo – continua Miller – l’utente sta attivamente eseguendo quel comando come un diverso utente”. Nel brevetto Microsoft, invece, viene descritto “un meccanismo per cui un’applicazione o il sistema operativo si accorge che un’azione necessita di essere eseguita con privilegi superiori e automaticamente fornisce all’utente una lista di potenziali utenti con privilegi appropriati al livello necessario a portare a compimento l’azione”.

Archiviato il caso sudo da chi il software lo conosce approfonditamente, rimane la somiglianza della tecnologia descritta nel brevetto con PolicyKit , un’interfaccia grafica presente nei sistemi Unix-like che fa esattamente quanto descritto da Microsoft. Ma si tratta di una tecnologia arrivata dopo il brevetto di Redmond , e che nelle ultime iterazioni è stata opportunamente modificata per evitare di incappare in una poco desiderabile infrazione di brevetto su un fronte già caldo di per sé .

Alfonso Maruccia

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Pubblicato il
17 nov 2009
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