Giorgio Pontico

Trojan Zeus, primi arresti in Europa

Due ragazzi di Manchester usavano il tool maligno per impossessarsi di dati bancari. Acciuffati da un'unità speciale della polizia

Roma - Sono scattate le manette per due cittadini britannici colti a utilizzare un toolkit di Zeus, il trojan fai-da-te, per sgraffignare migliaia di dati bancari. Ad essere stati presi in custodia da agenti della nuova unità e-Crime della Metropolitan Police sono un ragazzo e una ragazza, entrambi ventenni e residenti a Manchester.

Si tratta dei primi arresti effettuati in Europa relativi al caso di Zeus, un malware probabilmente scritto in Russia e che nel giro di poco tempo ha infettato migliaia di computer, andando a costituire una botnet. A confermare l'aumento degli episodi criminali dovuti a Zeus è l'ispettore Colin Wetherill, dell'unità e-Crime: "Il trojan Zeus è un esempio di malware il cui utilizzo da parte di cybercriminali sta aumentando - ha spiegato - attualmente migliaia di macchine sparse per il mondo sono a loro disposizione".

A differenza di altri colleghi però, Zeus presenta alcune curiose particolarità: il tool progettato per l'underground della Rete è accompagnato da alcuni severi termini d'uso, che proibiscono all'utente in procinto di utilizzarlo di modificare i sorgenti e di svolgerci attività con fini commerciali. Pena la segnalazione alle autorità e alle aziende produttrici di antivirus.
Giorgio Pontico
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