Mauro Vecchio

UK, una milizia contro il P2P?

Svelati alcuni dettagli del prossimo disegno di legge britannico sull'economia digitale. Una lettera di Lord Mandelson ha parlato ancora delle disconnessioni, ma anche di carcere per i file sharer e di un corpo speciale per il copyright

Roma - Qualcuno è rimasto incredulo di fronte ai potenziali e devastanti effetti di una mossa che non avrebbe precedenti nell'intera storia costituzionale del Regno Unito. Il già annunciato disegno di legge relativo all'economia digitale (Digital Economy Bill) conterrà un nucleo di predisposizioni per apportare sostanziali modifiche al Copyright, Designs and Patents Act del 1988. A rivelarlo, una lettera che ha iniziato a circolare sotto gli occhi dei ministri britannici, firmata dal Segretario di Stato Lord Mandelson per invocare un accordo tra i più urgenti.

Mandelson non è mai stato tenero nei confronti della comunità britannica del P2P, in questo periodo particolarmente in ansia per le ferme proposte dello stesso Segretario di Stato sull'adozione dei cosiddetti tre colpi prima di tagliar fuori dalla Rete coloro che violino la proprietà intellettuale. La sua lettera ha chiesto ai ministri del Regno Unito di trovare un rapido accordo, per ridurre e prevenire il file sharing selvaggio. Ciò avverrebbe necessariamente attraverso la modifica dell'attuale legge britannica sul diritto d'autore, attraverso una procedura volta a velocizzarne il più possibile il processo d'adozione.

Il dibattito parlamentare verrebbe cioè sorvolato, limitato semplicemente a una decisione finale di approvazione o di rifiuto delle modifiche volute da Mandelson. Modifiche che hanno già scatenato polemiche che, se non potranno esprimersi in parlamento, sicuramente sono già state espresse fuori e dentro la Rete. Lord Mandelson ha innanzitutto premuto per la prescrizione di medicine più potenti nella cura al presunto virus della pirateria. Tra queste, una buona dose di dottrina Sarkozy e periodi ancora non meglio specificati di detenzione.
A questo punto la si potrebbe chiamare cura Mandelson, visto che si tratta di un insieme di misure che darebbero ai detentori dei diritti poteri inediti quanto grandi nella lotta al P2P. Etichette discografiche e studios del cinema potrebbero avere presto la facoltà di obbligare provider e aziende ad identificare certi utenti, prima di procedere al blocco di siti o alle disconnessioni finali. Nella lettera, Mandelson si è dimostrato particolarmente preoccupato per i cosiddetti siti cyberlocker, che offrono agli utenti spazi privati di hosting i cui contenuti possono essere condivisi tramite un link via mail.

Fortunatamente, il Segretario di Stato britannico sembra aver compreso che si tratta di siti utilizzati molto spesso nella più totale legalità, aggiungendo tuttavia una postilla: "recentemente, i detentori dei diritti vi hanno scovato attività non autorizzate". Mandelson ha comunicato le sue speranze per l'adozione di una soluzione specifica per questi siti, che dovrebbero eliminare qualsiasi strumento che permetta agli utenti di mantenere privati i propri upload.

Quello che comunque ha destato più di una perplessità è un altro insieme di norme che fornirebbe alle autorità il potere di autorizzare qualunque soggetto sia in grado di controllare l'attività illecita degli utenti - ad esempio i fornitori di connettività - ad applicare la misura estrema delle disconnessioni. A quanto pare, il Digital Economy Bill fornirà a Ofcom, autorità indipendente che regola le comunicazioni, il potere di controllare i movimenti dei netizen avvertiti con il sistema dei tre colpi.

Detica, sussidiaria dell'impresa di difesa BAE Systems, avrà inoltre un ruolo primario nei piani svelati da Lord Mandelson. L'azienda ha sviluppato CView, strumento di Deep Packet Inspection (DPI) che servirà a monitorare il traffico relativo al P2P, prima di calcolare il livello generale di violazioni del copyright all'interno di un intero network. Livello che, stando alle dichiarazioni di Mandelson, dovrà scendere del 70 per cento entro un anno.

Tutto questo non è tuttavia bastato al Segretario di Stato britannico: le sue proposte hanno fatto trapelare la possibilità concreta di istituire il cosiddetto Pirate-Finder General, una sorta di milizia del copyright che verrà incaricata di sorvegliare la Rete, per acciuffare i cattivoni del file sharing e disconnetterli, multarli, spedirli in galera. Scatenata, Electronic Frontier Foundation ha lanciato un appello, incitando i cittadini britannici a rivolgersi immediatamente ai membri del parlamento. Nessun Segretario di Stato, a loro detta, dovrebbe avere la facoltà di riscrivere la legge sul copyright per un suo capriccio.

Don Foster, segretario britannico al ministero per la Cultura, i Media e lo Sport, ha commentato le proposte di Mandelson in maniera ferma, focalizzando l'attenzione sull'iter parlamentare. "Questo è un tentativo scandaloso di ottenere cambiamenti ad una legge senza un approfondito scrutinio - ha chiarito Foster - Il Regno Unito non è un paese dove a vigere è l'autocrazia, dove profonde modifiche legislative possono essere introdotte a causa dei capricci di un politico eletto".

Mauro Vecchio
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