
La gran parte delle disposizioni avvolte nel Pacchetto Telecom e formalizzate in nel corposo
testo che andrà a incastonarsi nelle direttive esistenti e a modificarle erano già state discusse nei mesi scorsi. Il principale elemento di novità contenuto nella versione finale e approvata del Pacchetto Telecom riguarda i
diritti del cittadino ad informare e ad informarsi con la mediazione della rete, nel quadro sempre più
globale del contrasto alla pirateria online. Su questo nodo
si era arenato il dibattito su nell'estate scorsa, su questo nodo le autorità europee
sono giunte ad un accordo nelle scorse settimane, dopo che la Francia
ha approvato la cosiddetta
dottrina Sarkozy, e dopo che altri paesi europei
si stanno muovendo concretamente per brandire le disconnessioni punitive nei confronti di coloro che abusino della rete per scambiare senza autorizzazione contenuti protetti dal diritto d'autore.
L'Europa, pur essendosi dimostrata disponibile nel garantire ai detentori dei diritti nuovi strumenti per blindare il distillato del proprio lavoro,
spiega di non aver ceduto sui diritti fondamentali del cittadino. Le autorità si sono espresse riguardo alla
neutralità della Rete: lo hanno fatto con una
raccomandazione che non ha però alcun effetto vincolante. I fornitori di connettività,
secondo alcuni osservatori, potranno probabilmente continuare a battere la strada della
misure tecniche volte alla discriminazione del traffico.
Monitoraggio delle reti di sharing e disconnessioni non sono inoltre esclusi, non è esclusa la compressione del diritto ad informarsi e informare a mezzo Internet, ma il tutto deve avvenire in maniera proporzionata, nel rispetto della Convenzione europea per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali. In sostanza, ai cittadini della rete che venissero colti dai detentori dei diritti a violare il copyright
spetterà un giusto processo e non dovranno confrontarsi con autorità indipendenti che nulla abbiano a che vedere con l'autorità giudiziaria, come inizialmente previsto dalla dottrina Sarkozy. Fra le interpretazioni relative a questo elemento del Pacchetto non mancano quelle più
intrise di pessimismo, nelle quali si riscontrano tutele applicabili alla sola disciplina degli stati membri, mentre si darebbe carta bianca agli ISP che decidessero di agire di concerto con l'industria dei contenuti operando in un clima di giustizia privata. Ma si tratta di interpretazioni che lo stesso commissario Reding
ha provveduto a smentire: i soggetti privati che intendano
muovere in questa direzione non avranno alcuna libertà di azione procedendo sulla strada dell'autoregolamentazione nelle disconnessioni perché si troverebbero in ogni caso a ledere dei diritti fondamentali del cittadino.
Per constatare quale si concretizzerà fra gli scenari configurati dagli osservatori, sarà necessario attendere i prossimi mesi, quando si manifesteranno i primi effetti del Pacchetto Telecom: gli stati membri dovranno recepire le nuove regole entro il 24 maggio 2011.
Gaia Bottà