Claudio Tamburrino

Smartbook con la S maiuscola

L'azienda tedesca omonima difende il suo marchio registrato da ogni forma di volgarizzazione. Arrivando a dichiarare guerra a siti e blogger

Roma - Continua la battaglia legale tedesca a difesa del marchio smartbook: dopo aver avuto riconoscimento dei suoi diritti da parte di un tribunale circa l'utilizzo del termine, e la conseguente condanna subita da Qualcomm diffidata dall'utilizzare il marchio legittimamente registrato, la titolare Smartbook AG attacca blogger e riviste di tutto il mondo. Starebbero utilizzando impropriamente il termine per definire una via di mezzo fra uno smartphone e un netbook.

La prima lettera di diffida è arrivata a netbooknews, con riferimento al suo sito tedesco. Ma EE Times ha già fatto sparire qualsiasi riferimento alla parola: è stato eliminato anche un articolo che parlava proprio dell'argomento di cui rimane solo una traccia nella ricerca (che però non porta a nulla).

L'azienda tedesca sembra che stia cercando di far propria l'esperienza di Psion, la società che riteneva di detenere legittimamente l'esclusiva sul termine registrato "netbook": alla fine ha trovato un accordo con Intel e "netbook" rimane un termine di uso comune. Non è riuscita, in pratica, a difendere il suo marchio effettivamente registrato dalla volgarizzazione: l'eventualità cioè che un termine registrato diventi denominazione generica di un prodotto o servizio, perdendo così la sua capacità distintiva e determinando la decadenza del marchio.
Smartbook AG si prepara così al suo esordio internazionale, da un lato espandendo la sua esportazione e dall'altro estendendo la registrazione del marchio, che infatti è già stato depositato presso l'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale. Con l'intenzione dichiarata di voler concedere in licenza il marchio Smartbook a chi è pronto a sedersi al tavolo delle trattative.

Claudio Tamburrino
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5 Commenti alla Notizia Smartbook con la S maiuscola
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  • efi, caricabatterie, adesso questi signori, poi microsoft, e così via.
    questi razzo di brevetti dovrebbero essere regolamentati, non si può far brevettare ogni singola caccola prodotta perchè altrimenti la concorrenza muore ancora prima di cominciare. stabiliamo delle regole rigidissime che decidono una volta per tutte cosa e cosa non si può brevettare. possibile che per produrre uno spillo devo andare al registro brevetti per vedere se lo stesso spillo analogo non l'hanno già prodotto in qualche buko di kulo chissà dove sul pianeta. se andiamo avanti così le aziende invece di innovare inizieranno a passare il loro tempo e a spendere un sacco di soldi in tribunali. non ci siamo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: LuNa

    > efi, caricabatterie, adesso questi signori, poi
    > microsoft, e così
    > via.
    > questi razzo di brevetti dovrebbero essere
    > regolamentati, non si può far brevettare ogni
    > singola caccola prodotta perchè altrimenti la
    > concorrenza muore ancora prima di cominciare.

    Io sono d'accordissimo con te, ma qui non si parla di brevetti.

    Qui si parla del marchio e del nome di un'azienda, che non è una parola di uso comune o un nome proprio, che la contraddistingue in un mercato in cui opera (fanno notebook).
    Marchio e nome che si è costruita negli anni lavorando, e che rischia di vedere annullato, o di passare dalla parte del torto ("ah, guarda questi, si sono chiamati smartbook dopo che la Intel ha inventato il termine! che fessi!")

    E non è nemmeno un troll, perché non ha aspettato 3 anni che tutti usassero il termine prima di chiedere i danni, li ha chiesti subito.

    Secondo me hanno ragione.

    Bye.
    Shu
    1232
  • Infatti, in questo caso non si parla di trademark?

    Un marchio non deve essere utilizzabile da tutti, perchè genererebbe equivoci e fraintendimenti; inoltre, non è come un brevetto (o un copyright), che impedisce l' utilizzo di qualcosa a gente che magari ne avrebbe bisogno, ma non può pagare; l' unico che può avere interesse a copiare un trademark è un concorrente che intende giocare sull' equivoco, e le uniche applicazioni che mi vengono in mente sono illegali (frodi, contraffazioni...)
    non+autenticato
  • esatto...
    MeX
    16902
  • Ti hanno già fatto rilevare l'equivoco e quindi non torno sulla distinzione brevetti/marchi.
    Tieni però presente che, patent troll e aberrazioni del sistema a parte, i brevetti sono pensati per "incentivare" l'innovazione e non viceversa. Il discorso più o meno è: se tu privato inventi qualcosa di utile, io Stato ti premio con 20 anni di sfruttamento esclusivo, a patto che dopo quel periodo tutti possano usare gratuitamente la tua invenzione.
    Quindi, l'esempio dello spillo può essere visto al contrario: all'Ufficio Brevetti ci vai, ma per "copiare" legalmente il brevetto scaduto di qualcun altro senza dover re-inventare tutto da zero...

    Ciao