Mauro Vecchio

UE, un commissario di ferro per il digitale

Annunciata la lista dei 26 che aiuteranno il presidente Barroso a dettare l'agenda del Vecchio Continente. Viviane Reding cede il posto a Neelie Kroes: e le lascia il compito di spingere i cittadini europei sempre più online

Roma - Il presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso ha recentemente stilato la lista contenente i 26 nomi che dovranno aiutarlo a dettare l'agenda dell'Unione nei prossimi cinque anni. La prossima "guida" del Vecchio Continente sarà costituita da 18 uomini e 9 donne, a formare un esecutivo che verrà confermato soltanto a gennaio in sede parlamentare. Tra i confermati anche Viviane Reding, attuale commissario per la Società dell'Informazione e dei Media, che tuttavia dovrebbe lasciare il posto all'olandese Neelie Kroes.

Kroes - classe 1941 - abbandonerà il suo attuale posto a capo dell'Antitrust europea, un ruolo svolto non senza una certa fermezza a partire dal novembre del 2004. Più volte inserita nella lista di Forbes delle 100 donne più potenti al mondo, Neelie Kroes è stata soprannominata più volte Nickel Neelie o Steely Neelie, a causa di un piglio di ferro che ha scomodato paragoni illustri con una certa Iron Lady di memoria d'oltremanica. Una linea dura che aveva imparato subito a conoscere Microsoft, la cui condotta generale era stata definita anti-competitiva nel corso del 2004.

Si trattava solo dell'inizio di un'epica battaglia tra Bruxelles e Redmond, proseguita nel corso degli anni a suon di gigantesche multe milionarie e ricorsi in nome di una sostanziale buona fede. Kroes ha più recentemente dichiarato di volersi assicurare che Microsoft adottasse delle misure realmente trasparenti relativamente al proposto ballot screen che non è piaciuto molto ai browser concorrenti. E non se l'è passatta poi tanto bene nemmeno Intel, sanzionata pesantemente per abuso di posizione dominante e danni ai consumatori dell'area economica europea.
Il nuovo obiettivo di Neelie Kroes sarà ora quello di spingere i cittadini europei sempre più verso la Rete, sia in ambito lavorativo che di relax domestico. La Commissione Europea non è contenta degli ultimi dati, che hanno rivelato che soltanto il 7 per cento dei cittadini UE ha fatto shopping online all'estero. Il programma relativo all'economia digitale cercherà di far aumentare l'accesso ad Internet, spingendo i singoli governi ad investire in banda larga e online advertising.

Era stata la stessa Kroes a fornire ai paesi membri un pacchetto di linee guida in vista di un contesto chiaro e prevedibile all'interno del quale dovranno essere spesi nei prossimi anni i 300 miliardi di euro di investimenti stimati per il settore. Un framework unico invocato anche in vista di un diritto d'autore transfrontaliero, definito mezzo essenziale per un rilancio serio della musica digitale in Europa. A partire dal prossimo gennaio, l'economia digitale dovrà fare i conti con Steely Neelie, che prende il posto di un commissario come Viviane Reding che in questi anni ha fatto vedere le stelle molto spesso a tutti gli operatori continentali: a suon soprattutto di regolamentazioni e linee guida sulle tariffe di roaming, e non solo.

Mauro Vecchio
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