Videogiochi violenti, no ai divieti

Lo chiedono i produttori dei videogame che negli USA in tribunale cercano la parità con i produttori di film ed altri editori. A loro parere non c'è nulla di male se un minore si diverte malmenando joystick

St. Louis (USA) - Ce la farà il Primo Emendamento degli Stati Uniti a tutelare i produttori di videogiochi ed impedire che i games più violenti siano vietati alla vendita ai minori? Lo sperano i produttori che stanno combattendo in tribunale e che si ritengono discriminati rispetto ad altri editori, come ad esempio quelli cinematografici.

Secondo i legali della potente Interactive Digital Software Association (IDSA), che raccoglie i produttori di videogiochi, questo genere di produzione rappresenta libera espressione che, come la musica o l'arte, dev'essere tutelata sotto il Primo Emendamento.

IDSA sta tentando di far passare questo principio "giochi alla mano", portando cioè in tribunale delle trascrizioni di dialoghi ed altri contenuti di videogame oggi vietati ai minori nello stato del Missouri. Materiali che dovrebbero dimostrare la natura artistica e dunque "intoccabile" dei games stessi.
Ma contro gli interessi di una industria da 30 miliardi di dollari si schierano in questo processo i procuratori dello stato, come Michale Shuman, secondo cui i minori esposti a questo genere di videogiochi tendono a crescere violenti. La legge che bandisce la vendita ai minori, secondo Shuman garantisce ai genitori "la possibilità di scegliere cosa entra in casa propria". Shuman ritiene che "i governi non dovrebbero indugiare nel dotarsi di un codice di condotta" perché "se è vero che il Primo Emendamento è importante" è anche vero che le autorità "non possono aspettare che gli scienziati forniscano le prove" di una effettiva relazione tra certi videogame e certi comportamenti.
TAG: censura
8 Commenti alla Notizia Videogiochi violenti, no ai divieti
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  • ...devono proprio essere violenti?

    Ok, allora qualcuno metta insieme un 3d platform in cui la missione e` buttare giu` le piattaforme petrolifere, le strutture militari, le industrie che producono pellicce, eccetera. Se qualcuno vuole raccogliere la sfida... io penso che venderebbe parecchio e sarebbe simpatico, oltre che violento.
    non+autenticato
  • Anche io ho letto l'articolo sulla rivista Quit intotalato "Violenza Binaria". Le riviste del settore dovrebbero prenderne esempio e partire al contrattacco della stampa generalista ed esprimere nettamente il punto di vista alternativo al ruolo della violenza nei videogiochi.
    non+autenticato
  • voglion vietare i giochi violenti e si mettono a far la guerra...
    complimenti!
    Akiro
    1906
  • e moralisti
    già lo immagino: un simulatore di bravo ragazzo, che deve passare dalla nonna che gli da la lista della spesa.
    e se il nonno gli chiede di comprargli il tabacco per la pipa deve educatamente rispondere di no, che il fumo fa male. mentre va a comprare aiuta un povero handicappato ad attraversare la strada e guadagna altri cento punti

    (ovviamente lo stesso discorso va fatto per i film, dimentichiamoci Chuck Norris, i vari Rambo ma anche Salvate il soldato Ryan o Soldato blu, Apocalipse Now etc. Da adesso solo Un medico in famiglia
    non+autenticato
  • Pensavo che ormai la caccia alle streghe, almeno per i Videogiochi, stesse scemando...invece c'è sempre qualche moralista, benpensante e psicologo che maledice gli hobby e gli interessi dei giovani per non puntare lo sguardo sullo stato pietoso di molte famiglie, dove i ragazzi crescono senza guida, pensando di poter fare quello che vogliono, e senza riuscire a distinguere reale da virtuale...Una persona equilibrata non si farebbe mai fuorviare nè da un videogioco nè da nient'altro...purtroppo l'argomento è tornato focale, anche Quit gli ha dedicato uno speciale e la copertina...sono utopista se spero che un giorno questo malcostume sociale e culturale (in cui noi italiani siamo ai primi posti, purtroppo) se ne vada in fondo ad un gabinetto?
    non+autenticato
  • Vede, purtroppo certa gente non sa che la violenza fa parte di ognuno di noi e vorrei che leggessero il Vangelo dove è scritto a chiare lettere che un discepolo per difendere il suo Maestro ha mozzato, senza pensarci due volte, un braccio a un servo di una guardia. Non illudiamoci che in questo millennio siamo tutti bravi, buoni e pacifici. A volte mi rendo conto che se un po' di violenza venisse liberata nel modo giusto, la gente non la sfogherebbe in modo esagerato quando proprio non ne puo' piu'. Avete mai sentito di qualche padre di famiglia che massacra la famiglia in un momento di eccessivo stress?
    non+autenticato
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