Roma - Il P2P su rete BitTorrent è sotto attacco, i punti di riferimento del network
mutano profondamente la propria natura per sopravvivere e questo a Gary Fung non va proprio giù. Il founder di
IsoHunt si ritrova, visti i radicali cambiamenti di cui sopra, a gestire quello che oggi rappresenta uno dei principali portali pubblici di torrent ancora in piena operatività, e dall'alto di questa sua forzata popolarità continua a chiedere ai tribunali canadesi di legalizzare
tout court la pratica del file sharing.
È una battaglia
vecchia di un anno e più, quella avviata da Fung contro le pressanti minacce legali di CRIA (la RIAA canadese). Sin qui ha incassato il rinvio a una sede maggiormente competente - un'aula di tribunale e un processo veri e propri - viste le pesanti ricadute che avrebbe avuto una decisione in merito alla legalità o meno del P2P a mezzo BitTorrent.
Tra
un progetto e l'altro Fung ha ora trovato il tempo di far pervenire uno
statement of claim alla Suprema Corte canadese,
spiegando il funzionamento del motore di ricerca di IsoHunt (assieme a quelli di Torrentbox e Podtropolis) e chiedendo espressamente alla corte di stabilire, una volta per tutte, che
tali tecnologie non violano in alcun modo la legge sul copyright vigente in terra canadese.
In Canada come nel resto del mondo il diritto d'autore viene sovente
imbracciato per mantenere lo status quo in termini di mercato e innovazione tecnologica, ma Fung
dice di essere speranzoso che almeno in Canada non si facciano "gli errori che sono stati fatti altrove nel mondo". "Bisogna combattere il clima dal quale siamo sempre più sommersi - continua Fung - secondo cui il file sharing è un furto".
Il fondatore di IsoHunt professa poi
disponibilità a un confronto diretto con CRIA e le etichette discografiche fuori dalle aule di tribunale, sempre ammesso che esse accettino di collaborare. "La palla che ci avete lanciato è ora tornata a voi" conclude Fung.
Alfonso Maruccia