Giorgio Pontico
lunedì 30 novembre 2009

UE a Oracle: l'open source non ci basta

Per l'antitrust le promesse sulla tutela di MySQL contano poco o nulla. Tra due settimane l'azienda difenderà davanti alla Commissione le proprie tesi

Roma - Un business plan basato sullo sviluppo di progetti open source potrebbe non bastare a Oracle per convincere l'antitrus europeo a concedere il nulla osta all'acquisizione di Sun. Sembra quasi che le promesse di Larry Ellison di continuare ad investire sulla piattaforma MySQL e altri progetti rigorosamente aperti non siano state giudicate dalla Commissione come un elemento importante ai fini delle indagini: anzi.

MySQL rimane sempre il nodo della questione sollevata dall'Unione Europea e che potrebbe far saltare l'affare: secondo gli osservatori incaricati di analizzare i possibili scenari post fusione, Oracle potrebbe ritrovarsi in una situazione di monopolio dei programmi per database management.

Stando a quanto riportato dal New York Times, l'organismo europeo vede MySQL come "un database popolare, un'alternativa a basso costo al software proprietario di Oracle". Si teme che quest'ultima voglia affossare MySQL per dare più spazio ai propri prodotti, negando ai consumatori la libertà di scegliere. Il CEO dell'azienda ha più volte negato questa eventualità spiegando che MySQL è dedicato ad un utenza diversa dal target di Oracle.
In attesa della decisione finale, che verrà presa a fine gennaio, è stata fissata un'udienza per il 10 dicembre durante la quale Oracle dovrà esporre le proprie tesi all'Antitrust continentale, che fin dal principio aveva espresso i propri dubbi sull'operazione.

L'Unione Europea appare quindi sempre più decisa a voler interpretare "il ruolo di Don Rodrigo" nella vicenda che sta accompagnando, e rallentando, il matrimonio fra Sun e Oracle annunciato ad aprile.

Giorgio Pontico
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