Alessandro Del Rosso

2010, la trasformazione di Centrino

Fonti asiatiche confermano che il prossimo anno Intel ridimensionerÓ il brand Centrino, e renderÓ l'acquisto delle sue CPU mobili meno vincolante per i produttori di notebook. Che saranno liberi di acquistare chip wireless di altri vendor

Roma - La piattaforma Centrino viene considerata uno dei più grandi successi di Intel dell'ultimo decennio: basti pensare che oggi oltre il 40% delle CPU vendute da Intel è utilizzata all'interno di notebook con il brand Centrino. Nonostante ciò, il gigante dei chip sembra ritenere che tale formula abbia fatto il suo tempo: secondo DigiTimes, il prossimo anno il chipmaker californiano rifocalizzerà la propria attenzione sulle CPU, e in modo particolare sul brand Core.

L'intenzione di ridimensionare il marchio Centrino, e di utilizzarlo per rappresentare una specifica gamma di prodotti WiFi e WiMAX (dunque non più una piattaforma CPU+chipset+wireless), si era già palesata lo scorso giugno, quando Intel presentò il suo nuovo schema di denominazione dei processori. Ma se all'epoca non era chiaro quali scelte commerciali si sarebbero accompagnate a questa operazione, ora le fonti taiwanesi sostengono che nel 2010 i produttori di PC saranno liberi di accoppiare alle CPU mobili di Intel un modulo wireless di altre marche.

Intel sembra dunque pronta a rivedere le sue politiche di marketing, quelle stesse politiche che oggi scoraggiano i produttori di notebook dall'acquistare una CPU Intel Core al di fuori del "pacchetto" Centrino. In passato questa pratica commerciale ha aiutato Intel a conquistare una grossa fetta del mercato wireless, ma oggi, secondo gli analisti, rischia di sottrarre importanza e attenzione al vero core business dell'azienda di Santa Clara: le CPU.
Se queste indiscrezioni troveranno conferma ufficiale, e Intel allenterà realmente le corde con cui oggi stringe a sé i produttori di notebook, DigiTimes stima che i vendor di chip wireless 802.11n potrebbero registrare un incremento della domanda compreso fra il 30 e il 35%. A beneficiarne di più sarebbero i produttori statunitensi, come Broadcom, Marvell e Atheros, ma una fetta della torta andrebbe anche ai chipmaker taiwanesi, come Realtek e Ralink, il cui target è generalmente costituito da sistemi di fascia medio-bassa.

Nel momento in cui si scrive Intel non ha commentato queste indiscrezioni, ma visto che l'alba del nuovo anno è ormai vicina, è molto probabile che non passerà molto tempo prima di venire a conoscenza di informazioni ufficiali.

Alessandro Del Rosso
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