Mauro Vecchio

Accendi YouTube, c'è la TV

Trapelati dettagli su un accordo tra la piattaforma di video sharing e i network del piccolo schermo. Gli utenti pagheranno 2 dollari per ogni episodio trasmesso in streaming. iTunes chiede lo stesso, con il download compreso

Roma - È stato rivelato da numerose fonti vicine al sito All Things Digital e alla sua rubrica MediaMemo. YouTube avrebbe avviato una trattativa con l'industria televisiva statunitense per ottenere il permesso di offrire ai suoi utenti una serie di show del piccolo schermo, in streaming e a pagamento. Si tratterebbe di rivelazioni non confermate dalla piattaforma di video sharing, ma che avrebbero spiegato come le negoziazioni con network televisivi e grandi studio siano state avviate, ancora in una fase preliminare.

Le fonti vicine al giornalista Peter Kafka avrebbero parlato di un velato ottimismo da entrambe le parti, dal momento in cui accordi del genere sono già stati presi in passato. YouTube vorrebbe ottenere l'autorizzazione a presentare in streaming spettacoli televisivi privi di pubblicità, facendo pagare ai propri utenti il prezzo di 1,99 dollari (1,30 euro circa) per ogni episodio trasmesso. Ognuno di questi verrebbe reso disponibile alla visione il giorno dopo la messa in onda negli Stati Uniti.

A saltare subito alla mente il fatto che modelli del genere sono già stati adottati sia da iTunes che da Amazon, con tariffe molto simili se non uguali a quella proposta da YouTube. La differenza starebbe nel discorso streaming, dal momento in cui la piattaforma di Google non permetterebbe il download del programma per poi poterlo vedere con calma in posti magari privi di connessione alla Rete, come ad esempio su un volo di linea. Perché, ci si chiede, l'utente dovrebbe pagare la stessa somma per un contenuto fruibile solo ed esclusivamente in streaming?
A questa domanda avrebbero risposto i dirigenti di YouTube e dei vari network televisivi coinvolti, sottolineando come questa stessa disparità sia soltanto un problema di percezione degli utenti. Le parti dell'accordo avrebbero spiegato che esistono diversi studi a conferma di una tendenza particolare: la maggior parte dei download verrebbero effettuati per una visione unica, del tipo vedi e poi getta. Kafka non si è dimostrato particolarmente convinto di questi dati, non certo a torto.

Ciò di cui si potrebbe essere più convinti, invece, è il fatto che il 2010 sarà un anno importante per le sorti future della televisione mediata dalle tecnologie della Rete. Stando a quanto rivelato da alcuni osservatori, Apple sarebbe arrivata a strappare ai detentori dei diritti un accordo di licenza per offrire la possibilità di sottoscrivere un abbonamento al prezzo di 30 dollari (circa 20 euro) al mese per scaricare tutti i programmi televisivi a cui l'utente risulti interessato.

Hulu, piattaforma web in comune ai principali attori della TV USA, sarebbe in procinto di abbandonare in via definitiva il suo originario modello di broadcasting gratuito supportato dagli spot pubblicitari, per abbracciare un modello a pagamento sulla base della cosiddetta TV Everywhere. Questa è stata la creatura voluta da Comcast e Time Warner per arricchire l'esperienza di visione degli utenti online, ovviamente per contrastare i torrentisti di tutto il mondo. Ma questo tipo di televisione non piace ai difensori della neutralità della Rete, sempre più preoccupati davanti ad accordi che porterebbero online lo status quo degli interessi e dei profitti del piccolo schermo.

Mauro Vecchio
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