mafe de baggis

NoLogo/ Libri di bit

di Mafe De Baggis - Da qualche parte, un giorno, anche gli editori italiani dovranno fare i conti con la tecnologia. E con quella che oggi è già una realtà: mai sentito parlare di Kindle?

Roma - È arrivato Kindle e gli editori italiani non hanno niente da mettersi, o quasi. Sono stati chiaramente presi alla sprovvista: chi avrebbe mai potuto immaginarlo? È un po' come quando ti lascia il fidanzato, che la reazione è "ma come, così, all'improvviso?". Poco conta che fossero mesi, se non anni, che ti dava segnali inequivocabili: quando succede qualcosa che non volevi ti sembra sempre inaspettata. Tipo che arriva Kindle e gli italiani se lo comprano pure, apparentemente già dimentichi del fascino della carta e poco preoccupati dalla scarsa disponibilità di titoli nella nostra lingua.

Mettiamo da parte per un attimo l'oggetto in sé, che è un chiaro device di transizione che tra l'altro cerca - sbagliando - di imporre un formato proprietario. Kindle è un po' come il Walkman, abbastanza funzionale da farti appassionare all'idea di portarti dietro la musica, ma niente in confronto all'iPod. Ha una leggibilità piacevolissima, grazie all'inchiostro elettronico che permette una risoluzione pari alla carta, ma l'interfaccia hardware e software ha enormi margini di miglioramento.

Il punto è che questo device di transizione è già adesso un enorme successo commerciale: si appresta a essere il regalo natalizio più atteso e ha dimostrato che chi legge molto è pronto a farlo anche su supporti diversi dalla carta.
Chi compra un Kindle poi compra anche dei libri: il mercato è di chi ha i titoli pronti per essere venduti, non di chi è stato fermo nelle retrovie a sbirciare cosa succede, sniffando carta per farsi coraggio. Coraggio per cosa, poi? Per paura di far la fine dell'industria discografica? Per paura della pirateria? L'industria discografica ha accelerato la propria crisi sprecando energie a combattere la pirateria e a complicare la vita dei propri clienti con il DRM e legislazioni punitive.

Non solo non ha funzionato, ma probabilmente era l'obiettivo sbagliato: per quanto riguarda i libri una ricerca basata sull'esperienza ÒReilly dimostra che la pirateria può addirittura far aumentare le vendite.

Quello che sorprende è la renitenza ad accettare un nuovo mercato, un mercato potenzialmente enorme che non si limita alla pura trasposizione di un testo in un nuovo formato, comunque vissuta come un ostacolo insormontabile. Come dimostra l'accordo fatto da Simplicissumus Book Farm e FIDARE (Federazione italiana editori indipendenti) la conversione di cataloghi eterogenei in formati digitali adatti agli ebook reader disponibili è possibile utilizzando piattaforme già esistenti come Stealth.

Quello che sorprende ancora di più è che gli editori sembrano concentrati quasi esclusivamente su problematiche tecnologiche: se non è la conversione del formato, è la produzione del lettore. L'Associazione Italiana Editori a marzo ha proposto un corso di formazione: a marzo, ma su cosa? Su "Ebook: il mercato, i device e gli standard di produzione". E il contenuto?

Io pensavo che gli editori di lavoro producessero libri, ma non nel senso di stamparli su carta. Io pensavo che un editore selezionasse degli autori, li aiutasse (chi più chi meno) a dare un senso compiuto alle loro opere, poi una forma e poi un canale di vendita. Senza romanticismi, con molto spirito pratico, pensavo che la forma che un libro ha fosse importante, ma che il protagonista fosse il contenuto.

Il nuovo mercato aperto dal Kindle non è solo la disponibilità dei libri come li conosciamo in un formato diverso: è la possibilità di dare un contesto al libro, di farlo vivere prima (se all'autore interessa) e dopo (se al lettore interessa). Il libro digitale è appena nato e cambierà anche il modo in cui le storie vengono pensate e scritte: gli autori hanno a disposizione un ambiente - Internet - in cui i loro personaggi non vengono più "stampati" ma possono prendere vita.

Kindle ha dimostrato che siamo disponibili a leggere in modo diverso: probabilmente la prossima generazione di autori inventerà un modo diverso di farci entrare in una storia. Un modo diverso di scrivere.

Agli editori interessa partecipare all'evoluzione della forma che diamo alla conoscenza e alla letteratura o preferiscono lasciare il compito ad Amazon, Google o Apple?

Mafe de Baggis

Tutti i NoLogo di MdB sono disponibili a questo indirizzo
Notizie collegate
  • BusinessDarwin e l'evoluzione dei libri onlineUna piattaforma italiana per lo studio e la ricerca direttamente in rete: Il Mulino mette a disposizione da subito 300 volumi elettronici per studenti e ricercatori. Punto Informatico ne parla con la casa editrice
  • AttualitàNorvegia: Kindle deve voltare paginaI consumatori protestano contro lacci e lacciuoli dei sistemi DRM. In passato avevano già fatto efficacemente pressione su Apple per i vincoli dell'ecosistema iTunes
  • AttualitàBarnes&Noble presenta l'anti-KindlePronto l'ereader della celebre catena statunitense. Con uno schermo parzialmente a colori e funzioni di prestito tra amici, punta a stracciare la concorrenza: con l'aiuto di un catalogo analogo a quello cartaceo
  • BusinessKindle alla conquista del mondoL'e-reader di Amazon sarà presto commercializzato al di fuori degli States. Gli utenti lo potranno utilizzare grazie agli accordi stretti da AT&T su scala internazionale
  • AttualitàEditoria, Time is comingIl più vasto gruppo editoriale USA è pronto ad abbracciare le nuove tecnologie. Ma, come in tutto il settore, le abitudini sono dure a morire
  • AttualitàGoogle Books volta paginaBigG, autori ed editori hanno presentato al giudice di New York la versione rivisitata del patto da 125 milioni di dollari. Ma le critiche non si sono placate affatto
87 Commenti alla Notizia NoLogo/ Libri di bit
Ordina
  • I treni sì, i treni no, le mucche si spaventano e fanno meno latte...
    I videoregistratori sì, i videoregistratori no, la pirateria, Sony/Betamax...
    I CD si noleggiano, no non si noleggiano più, la pirateria, i diritti, la SIAE...
    Gli mp3 sì, gli mp3 no, la pirateria, i dischi in vinile vuoi mettere come sono romantici con i loro crepitii...
    Gli ebook sì, gli ebook no, gli editori, i dubbi...

    Allora: esiste una cosa che si chiama tecnologia. Essa va avanti. Non si ferma. Quindi:

    Gli ebook non si sono ancora diffusi a causa della miopia degli interessi di pochi, ma faranno la fine degli mp3. Alla faccia di tutti i detrattori.
    L'unica cosa che li ha fermati sono i prezzi assurdi dei lettori.
    Tu fai un lettore a 100 euro e vedi come spopolano.
    E' solo questione di tempo.
    Come al solito.

    Gli ebook:

    - sono comodi e trasportabili ovunque
    - c'è già un'offerta vastissima di titoli
    - i lettori ormai si leggono come fossero delle riviste (grazie all'inchiostro elettronico). A colori e con immagini
    - ti colleghi ad Internet e compri. Pure di domenica alle 2 di notte
    - vai in vacanza e ti porti appresso la libreria in tasca
    - ci sono da anni molti titoli gratuiti in Rete (Gutenberg, Liberliber, etc.)
    - esiste già un formato standard (PDF)

    Io non vedo svantaggi. Non vedo il romanticismo della carta così come non lo vedo nei dischi in vinile. Eppure suono uno strumento musicale e ascolto musica non commerciale di tutti i tipi.
    Insistere sul vinile o sulla carta (per l'odore, il profumo o chissà che altro) non ha senso. E' come preferire le tavolette d'argilla al posto dei quaderni. Certo, vuoi mettere il fascino e il profumo dell'argilla?
    Oh, siamo nel 2010, non nel 300 A.C.
    non+autenticato
  • Ciò che li frena è anche l' assurda politica della vendita con DRM, dovuta al fatto che gli editori si aggrappano allo stesso modello che per i libri cartacei, in cui si paga ogni singola copia, e si proibisce la condivisione; una volta eliminato tale limite, il libro elettronico potrà avere senso e diffondersi
    non+autenticato
  • > Ciò che li frena è anche l' assurda politica
    > della vendita con DRM, dovuta al fatto che gli
    > editori si aggrappano allo stesso modello che per
    > i libri cartacei, in cui si paga ogni singola
    > copia, e si proibisce la condivisione; una volta
    > eliminato tale limite, il libro elettronico potrà
    > avere senso e
    > diffondersi
    Sul negozio del mulo ne trovi già tanti di titoli...A bocca aperta
    non+autenticato
  • Nel futuro ci sarà la totale dematerializzazione dell'informazione nel senso che sarà tutta digitalizzata e potrà essere spostata o copiata (preferibile Pirata) tra i diversi dispositivi senza essere relegata ad un supporto specifico (quadro, scultura, libro, cd, dvd, ecc...).

    Si, anche le sculture potranno essere ammirate attraverso sistemi di Virtual Reality o, se proprio uno vuole, stampate all'occorrenza con una stampante 3D.

    Ciò renderà fruibile la cultura a tutti e in modo molto più semplice.
    non+autenticato
  • - Scritto da: NO paper
    > Nel futuro ci sarà la totale dematerializzazione
    > dell'informazione nel senso che sarà tutta
    > digitalizzata e potrà essere spostata o copiata
    > (preferibile Pirata) tra i diversi dispositivi senza
    > essere relegata ad un supporto specifico (quadro,
    > scultura, libro, cd, dvd, ecc...).

    che mondo triste.
    pippuz
    1256
  • > che mondo triste.

    E invece c'è da gioire perché la cultura diventerà facilmente fruibile da tutti. Piuttosto è triste ora, perché parte del sapere è ancora costretto a circolare su specifici supporti fisici, non accessibili a tutti.

    L'unica cosa importante è l'informazione.

    Il supporto fisico è totalmente irrilevante.
    non+autenticato
  • È arrivato Kindle e PI non fa altro che parlarne, o quasi. E' stato chiaramente preso alla sprovvista: chi avrebbe mai potuto immaginare una simile tecnologia? È un po' come quando ti lascia il fidanzato, che la reazione è "ma come, così, all'improvviso?". Poco conta che fossero anni, se non lustri, che c'erano segnali inequivocabili: i prodotti di Bookeen, iRex e Endless Ideas veniva già comprati a raffica. Tipo che arriva Kindle e gli italiani che lo comprano sono pochi, perché i più scafati hanno già di meglio per le mani.

    A mala pena, citano, per la prima volta, Simplicissimus. Ma forse non paga abbastanza per la pubblicità dei propri device, come Amazon, Sony e Apple. Che peraltro che c'entra in un articolo che parla di e-book reader? Ce lo spiega la De Baggis?
  • ma neanche Google sa che roba sia:
    http://www.google.ie/#hl=en&source=hp&q=Simpliciss...

    ma forse perché Mafe lo ha scritto sbagliato...

    Ti riferisci a questo?
    http://ebookstore.simplicissimus.it/cybook_opus

    Forse piú che pensare al cospirazionismo é bene investire un po' nel marketing... io non leggo solo siti italiani e ti giuro che questo modello non l'ho mai sentito nominare!

    In quanto a cosa centra Sony con gli e-reader... non saprei... forse il fatto che ha diversi modelli in produzione?

    Amazon, davvero fai fatica a capire cosa centra con gli e-book?

    Apple... é stata "citata" paragonando al digitalizzazione della musica con l'iPod, inoltre, Apple é stata al centro di diversi rumors riguradanti la creazione di un e-book e presunti accordi con editori USA...
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > ma neanche Google sa che roba sia:
    > http://www.google.ie/#hl=en&source=hp&q=Simpliciss
    >
    > ma forse perché Mafe lo ha scritto sbagliato...

    Allora è un altro errore di PI, non mio.

    > Ti riferisci a questo?
    > http://ebookstore.simplicissimus.it/cybook_opus
    >
    > Forse piú che pensare al cospirazionismo é bene
    > investire un po' nel marketing... io non leggo
    > solo siti italiani e ti giuro che questo modello
    > non l'ho mai sentito

    Andare da MediaWorld o alla Feltrinelli? Sono grosse catene diffuse un po' ovunque. E comunque PI dovrebbe fornire notizie, non semplicemente dire quello che già sanno tutti. PI ha fatto un articolo sull'Alex, santo cielo, un lettore che non comprerà nessuno. Parla di continuo di robe come il Sony e il Kindle che per anni non erano acquistabili in Europa, dimenticando che c'erano invece fior di lettori già in vendita.

    > In quanto a cosa centra Sony con gli e-reader...
    > non saprei... forse il fatto che ha diversi
    > modelli in
    > produzione?
    >
    > Amazon, davvero fai fatica a capire cosa centra
    > con gli
    > e-book?

    Hai letto il mio commento? O ritieni che sia meglio rispondere sarcasticamente a ciò che non si è letto?
    Ho chiesto cosa c'entra Apple (e solo Apple), ed è corretto chiederselo, perché è meglio parlare di cosa c'è ed è venduto, piuttosto che inventare voci su quello che forse ci sarà, non si sa quando. Probabilmente Apple non entrerà in un mercato simile, visto che non gli interessano i dispositivi open, e nel closed+marketplace si troverebbero a combattere contro Amazon e Google+Sony, pezzi grossi e già avviati.

    Ma ti dà fastidio che qualcuno informi, rompendo il mutismo dei redattori di PI?
  • > Andare da MediaWorld o alla Feltrinelli? Sono
    > grosse catene diffuse un po' ovunque.

    eh ma io sono a CorkOcchiolino

    > E comunque
    > PI dovrebbe fornire notizie, non semplicemente
    > dire quello che già sanno tutti.

    stai sopravvalutando PISorride

    > PI ha fatto un
    > articolo sull'Alex, santo cielo, un lettore che
    > non comprerà nessuno.

    quelli che producono Alex saranno stati in grado di promuoverlo, purtroppo un prodotto senza marketing resta nell'oblio, siamo nel 2009!

    > Parla di continuo di robe
    > come il Sony e il Kindle che per anni non erano
    > acquistabili in Europa, dimenticando che c'erano
    > invece fior di lettori già in
    > vendita.

    beh, mi sembra OVVIO che si parli di Kindle a lettori della Sony, sono aziende cosí grosse che influenzano l'intero mercato, anche quella dei "fior di lettori giá in vendita"
    Non capisco perché ti stupisci che su PI si parli di queste grosse realtá e non di ebook venduti da aziende semisconosciute...
    Su PI non ci sono nemmeno articoli su software house che fanno gestionali...

    > Hai letto il mio commento? O ritieni che sia
    > meglio rispondere sarcasticamente a ciò che non
    > si è
    > letto?

    scusa ho letto "centrano" invece di "centra"Sorride

    > Ho chiesto cosa c'entra Apple (e solo Apple), ed
    > è corretto chiederselo, perché è meglio parlare
    > di cosa c'è ed è venduto, piuttosto che inventare
    > voci su quello che forse ci sarà, non si sa
    > quando.

    il punto é che con iTunes l'entrata nel mercato di Apple aprirebbe scenari interessanti e in competizione con la stessa Amazon, é ovvio che si tenga d'occhio cosa un'azienda come Apple "potrebbe" fare nel mercato degli e-book, non vedo nulla di scandaloso in questo

    > Probabilmente Apple non entrerà in un
    > mercato simile, visto che non gli interessano i
    > dispositivi open, e nel closed+marketplace si
    > troverebbero a combattere contro Amazon e
    > Google+Sony, pezzi grossi e già
    > avviati.

    bah, non mi sembra che gli ACC venduti su iTunes siano "closed" e nemmeno lo é iTunes stesso, puoi benissimo comprarti un mp3 su Amazon o scaricarlo da torrent e importarlo in un iPod...
    Inoltre, sugli e-book ci sará sempre il dualismo closed VS open, chi é anche interessato alla vendita di e-book (Amazon) piú probabilmente spingerá DRM e formati "chiusi"
    La strategia vincente é invece (come fa Apple) puntare sull'integrazione (iTunes+iPod) come vedi, parlando di cose "fisiche" che diventano "digitale" considerare cosa ha fatto Apple con la musica e l'iPod non mi sembra fuoriluogo, anzi!

    > Ma ti dà fastidio che qualcuno informi, rompendo
    > il mutismo dei redattori di
    > PI?

    ma no figurati! Anzi, grazie a te conosco un e-book in piú... é che mi avevi dato l'impressione di essere frustrato da una non meglio precisata teoria di complotto... stupendoti del fatto che si dia piú attenzione ad Apple, Sony ed Amazon piuttosto che a qualche misconosciuta azienda
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > > Andare da MediaWorld o alla Feltrinelli? Sono
    > > grosse catene diffuse un po' ovunque.
    >
    > eh ma io sono a CorkOcchiolino

    Ecco perché Google.IESorride
    Beh, chiaramente per uno che vive in Irlanda è più difficile conoscere l'importatore italiano di tutto (o quasi) quello che è e-ink, ed ha realizzato la versione e-paper de "La Stampa". Non che sia una società di grandi dimensioni, ma quello che ha fatto e sta facendo è tanto.
    Spero comunque che in altre parti d'Europa ci sia una maggior diffusione di notizie sui player realizzati in Europa.

    > > E comunque
    > > PI dovrebbe fornire notizie, non semplicemente
    > > dire quello che già sanno tutti.
    >
    > stai sopravvalutando PISorride

    Se vuole essere "il quotidiano informatico eccetera eccetera" deve farlo.

    > quelli che producono Alex saranno stati in grado
    > di promuoverlo, purtroppo un prodotto senza
    > marketing resta nell'oblio, siamo nel
    > 2009!

    Che la ditta che lo produca sia più importante di iRex e banda, mi pare strano. Soprattutto in Europa. Poi anche se l'avesso costruito la Fiat: chissenefrega. Tecnicamente è una vaccata, indietro anni luce. Le maggiori ricerche tecnologiche le stanno facendo iRex e Plastic Logic (e la loro joint-venture Liquivista) in Europa, e altri produttori asiatici.

    > beh, mi sembra OVVIO che si parli di Kindle a
    > lettori della Sony, sono aziende cosí grosse che
    > influenzano l'intero mercato, anche quella dei
    > "fior di lettori giá in
    > vendita"
    > Non capisco perché ti stupisci che su PI si parli
    > di queste grosse realtá e non di ebook venduti da
    > aziende
    > semisconosciute...

    Perché PI *dovrebbe* essere un giornale, non una concessionaria di pubblicità. E' chiaro che giganti del genere possono influenzare il mercato, è insito nella loro grandezza raggiungere più facilmente il pubblico. Ma il compito dell'informazione non è quello di cassa di risonanza di quello che vogliono pochi grandi produttori, è quello di mostrare cosa si può fare di una tecnologia, parlando anche di un gran numero di altri player che hanno una visione diversa del business. Altrimenti finiremo tutti per comprare Kindle e pensare che gli ebook sono sono quelli a licenza comprati dal produttore del dispositivo. Invece i libri elettronici si possono tranquillamente comprare da negozi di ebook (tipo mobypocket o case editrici varie) e i dispostivi dai produttori di dispositivi.
    Poi, "semi-sconosciute" è relativo. Dietro a Bookeen e Endless Ideas ci sono colossi dell'elettronica cinese (l'hardware è quello). Dietro iRex c'è il gruppo Philips, e il maggior produttore di schermi e-ink al mondo.

    > scusa ho letto "centrano" invece di "centra"Sorride

    ok, chiarito.

    > il punto é che con iTunes l'entrata nel mercato
    > di Apple aprirebbe scenari interessanti e in
    > competizione con la stessa Amazon, é ovvio che si
    > tenga d'occhio cosa un'azienda come Apple
    > "potrebbe" fare nel mercato degli e-book, non
    > vedo nulla di scandaloso in
    > questo

    Però Apple sarebbe sostanzialmente un altro Amazon. Un modello che avverso. Se tu produttore del dispositivo non mi vendi anche il libro, sicuramente non ti interessa metterci una backdoor per cancellarmi i libri che ho comprato. E sicuramente non stai a dannarti l'anima per evitare che ci metta io i libri che mi sono procurato altrove.

    > bah, non mi sembra che gli ACC venduti su iTunes
    > siano "closed" e nemmeno lo é iTunes stesso, puoi
    > benissimo comprarti un mp3 su Amazon o scaricarlo
    > da torrent e importarlo in un
    > iPod...

    Tanto open non mi pare. Se non erro, i drm c'erano un tempo. Non solo, ma su iPod (e su iPone) non posso metterci un'applicazione che mi sono fatto da solo. Non posso metterci un sistema operativo alternativo (come OpenInkpot per i lettori e-book). Non sono dispositivi nati per essere neutrali rispetto ai contenuti da immetterci.
    Kindle e Nook poi, rendono questo modello ancora più chiuso.

    > La strategia vincente é invece (come fa Apple)
    > puntare sull'integrazione (iTunes+iPod) come
    > vedi, parlando di cose "fisiche" che diventano
    > "digitale" considerare cosa ha fatto Apple con la
    > musica e l'iPod non mi sembra fuoriluogo,
    > anzi!

    Il modello Apple mi pare uguale a quello Amazon, e lo osteggio.

    > ma no figurati! Anzi, grazie a te conosco un
    > e-book in piú...

    PregoSorride

    > é che mi avevi dato
    > l'impressione di essere frustrato da una non
    > meglio precisata teoria di complotto...
    > stupendoti del fatto che si dia piú attenzione ad
    > Apple, Sony ed Amazon piuttosto che a qualche
    > misconosciuta
    > azienda

    Mi stupisco eccome che si parli tanto di dispositivi che un italiano non poteva comprare fino a pochissimo tempo fa, che ci sia un articolo ogni volta che un nuovo modello (magari basato su schermi LCD, bleargh!) faccia la sua comparsa sul mercato, mentre non si parli ostinatamente dei prodotti che cito, che non solo sono tecnologicamente superiori, ma sono anche prodotti in Europa e venduti in Italia ufficialmente, e che hanno una diffusione tutt'altro che trascurabile.
    Come spiegarsi un simile ostinato silenzio? Una volta PI parlava liberamente di cose quali indrema, o altri tentativi di hardware libero, anche se venivano proposti da aziende sconosciute. Parlava contro i drm, parlava di p2p, anche se le major del settore non erano di quel parere. E adesso?
  • > Ecco perché Google.IESorride

    no no, errore di digitazione di MafeOcchiolino

    > Beh, chiaramente per uno che vive in Irlanda ...

    beh vivo in Irlanda da quasi due anni, non da un decennio...
    Mio cognato che vive con me si era comprato un Sony e-book (rubatogli in vacanza in PortogalloTriste ) e si era informato estensivamente prima dell'acquisto e non siamo mai incappati nel modello da te citato

    > Non che sia una società di grandi dimensioni, ma
    > quello che ha fatto e sta facendo è
    > tanto.
    > Spero comunque che in altre parti d'Europa ci sia
    > una maggior diffusione di notizie sui player
    > realizzati in
    > Europa.

    se bastasse fare le cose bene per ottenere successo vivremmo in un mondo migliore, evidentemente non sono tanto bravi a farsi promozione quando a produrre e-bookOcchiolino

    > Se vuole essere "il quotidiano informatico
    > eccetera eccetera" deve
    > farlo.

    mah, ripeto, PI non é mai stato "il massimo" da questo punto di vista, le cose piú interessanti accadono nel forum, come in questo postOcchiolino

    > Che la ditta che lo produca sia più importante di
    > iRex e banda, mi pare strano. Soprattutto in
    > Europa.

    allora evidentemente sono bravi a farsi promozione

    > Perché PI *dovrebbe* essere un giornale, non una
    > concessionaria di pubblicità.

    bah, PI é un sito che genera utile dalla pubblicitá, inutile perdersi in romanticismi, inoltre non penso proprio che Amazon, Apple e Sony si disturbino di pagare PI per fare un articolo sul Kindle... se pensi davvero questo mi dispiace ma penso tu sia sulla strada sbagliata...

    > E' chiaro che
    > giganti del genere possono influenzare il
    > mercato, è insito nella loro grandezza
    > raggiungere più facilmente il pubblico. ...

    vero, ma se non sei Amazon, Sony o Apple devi investire molto per "farti" vedere, che qualcuno mandi l'e-book in questione gratis a PI per farne fare una recensione

    > parlando anche di un gran
    > numero di altri player che hanno una visione
    > diversa del business.

    si ma non puoi aspettarti questo da PI, non é un blog di un editore indipendente o di uno che ha lavorato al progetto dell'ebook in questione

    > Altrimenti finiremo tutti
    > per comprare Kindle ...

    penso che a livello globale il Kindle non sia certo tra i piú venduti

    > Invece i libri elettronici si
    > possono tranquillamente comprare da negozi di
    > ebook ...

    giá, ma come ha dimostrato l'iPod conta l'integrazione.
    Dovre scegliere l'e-book, e trovare i libri tra n siti di e-book (sperando che il formato che compro funzioni) e manualmente aggiungere l'e-book al lettore... é una visione che "perde" se confrontata a quella dell'integrazione (che non presuppone il DRM sia ben chiaro!)

    > Poi, "semi-sconosciute" è relativo. Dietro a
    > Bookeen e Endless Ideas ci sono colossi
    > dell'elettronica cinese ...

    vabbeh, cosa é che non fano in Cina ormai?

    > Però Apple sarebbe sostanzialmente un altro
    > Amazon.

    si esattamente

    > Un modello che avverso. ...

    non esistono backdoor per cancellare musica dall'iPod.
    Esiste il "kill switch" per inibire software dannoso, e non é ancora stato usato nonostante diverse applicazione siano state ritirate da AppStore (mica inizia a fare FUD tu adesso?Occhiolino )

    > E sicuramente non stai a dannarti l'anima per
    > evitare che ci metta io i libri che mi sono
    > procurato
    > altrove.

    ovvio, non ti interessa il mercato editoriale ma solo vendere il tuo e-book
    Il punto é che il tuo e-book sará piú complicato da usare rispetto a chi offre un sistema integrato.

    > ... Se non erro, i drm
    > c'erano un tempo.

    non per volontá di AppleOcchiolino
    Secondo te Apple era felice di vendere brani "limitati" quando su internet li trovavi gratis e senza limitazioni?

    > Non solo, ma su iPod (e su
    > iPone) non posso metterci un'applicazione che mi
    > sono fatto da solo.

    se sai farti un'applicazione da solo, sai anche come metterla senza aderire al developer programOcchiolino

    > Non posso metterci un sistema
    > operativo alternativo (come OpenInkpot per i
    > lettori e-book).

    certo che puoi, non c'é scritto da nessuna parte che non puoi installare un OS alternativo su iPhone/iPod

    > Non sono dispositivi nati per
    > essere neutrali rispetto ai contenuti da
    > immetterci.

    non puoi paragonare le applicaizoni per UN dispositivo con e-book, il paragone lo puoi fare con la musica, che puó essere fruita su piú piattaforme

    > Kindle e Nook poi, ...

    non sono informato ancora bene su Nook, anche loro adottano il DRM?
    Il DRM é da evitare sempre e comunque, limita solo l'onesto che acquista

    > Il modello Apple mi pare uguale a quello Amazon...

    ripeto, il modello di Apple é l'integrazione iTunes+iPod
    Inoltre, anche quando c'era il DRM imposto dalle major, iTunes poteva benissimo leggere e importare MP3 scaricati o rippati da CD, e questo é ovvio! Limitare la tua piattaforma al tuo solo negozio é una LIMITAZIONE
    Integrare un player con un negozio invece non ti limita e fa peró da "cavallo di troia" al tuo negozio.
    Se hai un iPod non sei obbligato a comprare su iTunes store, ma sei invogliato a farlo perché é integrato al tuo lettore.

    > Mi stupisco eccome che si parli tanto di
    > dispositivi che un italiano non poteva comprare

    non é importate se lo puoi acquistare o meno, é importante per capire in che direzione va il mercato degli e-book

    ... un nuovo modello (magari
    > basato su schermi LCD, bleargh!) faccia la sua
    > comparsa sul mercato

    se ti riferisci al Nook é con e-papaer, LCD a colori é solo l'interfaccia, ed é indubbiamente un'idea che lo discosta dagli altri modelli (per quanto secondo me non efficace)

    > mentre non si parli
    > ostinatamente dei prodotti che cito ...

    non capisco se ti sta solo a cuore la questione "etica" della cosa o se sei "coinvolto" nel progetto, se é cosí, direi che sarebbe bene pensare a come promuoverlo visto che lo conoscono in pochi e se ne parla poco

    > Come spiegarsi un simile ostinato silenzio?

    mancanza di promozione?

    > Una
    > volta PI parlava liberamente di cose quali
    > indrema, o altri tentativi di hardware libero,
    > anche se venivano proposti da aziende
    > sconosciute.

    L'indream non l'avevo mai sentito (ho letto ora su Wiki) ma essendo relegato al mercato dei videogiochi mi sembra naturale ottenga piú "risonanza" in un sito di news su internet (il target é piú interessato alla cosa, purtroppo agguingo io)
    Openmoko per esempio ha avuto tanta risonanza, e non solo su PI, ma anche grazie al "rumore" fanno da chi lo sviluppava

    > Parlava contro i drm, parlava di
    > p2p, anche se le major del settore non erano di
    > quel parere. E
    > adesso?

    continua a farlo, missá che hai saltato qualche articolo
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > beh vivo in Irlanda da quasi due anni, non da un
    > decennio...
    > Mio cognato che vive con me si era comprato un
    > Sony e-book [...] e si era informato estensivamente prima
    > dell'acquisto e non siamo mai incappati nel
    > modello da te citato

    Immagino che il Sony di tuo cognato sia un PRS-500, o al massimo un 505. Ho indovinato?A bocca aperta Naturalmente non sei incappato nel Cybook Opus, lui c'è da poco. Ma l'iLiad è presente almeno dal 2007 e sinceramente se cerco info su Internet su lettori e-paper, è sempre citato.

    > evidentemente non sono tanto bravi a farsi
    > promozione quando a produrre e-book

    può darsi, ma io preferisco chi fa le cose per bene, non chi le fa male ma si promuove beneSorride
    Poi, la promozione la fanno anche i mezzi di informazioni, in un senso o nell'altro.

    > mah, ripeto, PI non é mai stato "il massimo" da
    > questo punto di vista, le cose piú interessanti
    > accadono nel forum, come in questo post

    qualcosetta però, in altri contesti (indrema, ad esempio) lo diceva.

    > bah, PI é un sito che genera utile dalla
    > pubblicitá, inutile perdersi in romanticismi,

    Non parlo dei banner, parlo degli articoli.

    > inoltre non penso proprio che Amazon, Apple e
    > Sony si disturbino di pagare PI per fare un
    > articolo sul Kindle...

    Beh, se devo dire che PI prende tangenti dalla P2 per non parlare di iLiad & co., affinché ne parli, lo dico.

    > vero, ma se non sei Amazon, Sony o Apple devi
    > investire molto per "farti" vedere, che qualcuno
    > mandi l'e-book in questione gratis a PI per farne
    > fare una recensione

    Indrema avrà fatto così? Per me il compito di chi fa informazione non è solo questo. E' anche andare a cercare le notizie. E non c'è neanche da faticar tanto per trovarle, le notizie.

    > si ma non puoi aspettarti questo da PI, non é un
    > blog di un editore indipendente o di uno che ha
    > lavorato al progetto dell'ebook in
    > questione

    Perché? Se si parla solo di un certa direzione che si dà al settore, ignorando le altre, non si dà una buona informazione. E' un po' come un TG che fa parlare solo la maggioranza e non l'opposizione.

    > penso che a livello globale il Kindle non sia
    > certo tra i piú venduti

    l'America è grande... e anche mono-referenziale.

    > giá, ma come ha dimostrato l'iPod conta
    > l'integrazione.

    Ti dirò: hai ragione, ma non è necessaria l'integrazione alla iTunes. Pensa a un lettore che ti permette di cercare un libro e ti propone N store dove comprarlo (alla kelkoo). E pensa anche a M$ costretta al ballot-screen. Io obbligherei Amazon e Apple a non abusare della loro "Integrazione".

    > vabbeh, cosa é che non fano in Cina ormai?

    Non in questo senso. I lettori di Bookeen e Endless Ideas (e pure Foxit) sono hardware progettato e fatto in cina, venduto in cina dal loro produttore originale. Poi gli europei ottengono l'hardware in licenza e ci mettono su il loro firmware.

    > non esistono backdoor per cancellare musica
    > dall'iPod.

    Lo spero bene.

    > Esiste il "kill switch" per inibire software
    > dannoso, e non é ancora stato usato nonostante
    > diverse applicazione siano state ritirate da
    > AppStore

    Cmq, il kill switch nelle mani altrui non mi piace.

    > Il punto é che il tuo e-book sará piú complicato
    > da usare rispetto a chi offre un sistema
    > integrato.

    Fino a un certo punto: conosco moltissimi non-informatici, capacissimi di trasformarsi un ebook nel formato adatto al proprio lettore e a caricarselo sopra.

    > Secondo te Apple era felice di vendere brani
    > "limitati" quando su internet li trovavi gratis e
    > senza limitazioni?

    Molti venditori di musica sono per i DRM.

    > se sai farti un'applicazione da solo, sai anche
    > come metterla senza aderire al developer program
    >Occhiolino

    Se è così facile, perché c'è chi programma e si lamenta di non poter mettere il suo software su AppStore? Potrebbe metterlo sul proprio sito.

    > certo che puoi, non c'é scritto da nessuna parte
    > che non puoi installare un OS alternativo su
    > iPhone/iPod

    Ah, non sapevo... ma c'è chi l'ha fatto?

    > non puoi paragonare le applicaizoni per UN
    > dispositivo con e-book, il paragone lo puoi fare
    > con la musica, che puó essere fruita su piú
    > piattaforme

    Qui non ti seguo.

    > non sono informato ancora bene su Nook, anche
    > loro adottano il DRM?

    Penso proprio di sì, B&N è un editore.

    > ripeto, il modello di Apple é l'integrazione
    > iTunes+iPod

    e io questa integrazione la ritengo sbagliata e pericolosa.

    > Integrare un player con un negozio invece non ti
    > limita e fa peró da "cavallo di troia" al tuo
    > negozio.

    Io preferisco comprare la carne dal macellaio, non che me la venda la Ariston con il frigo. Per me è pratico comprare da IBS libri, ma se riesco compro dalla casa editrice, specie se piccola.

    > Se hai un iPod non sei obbligato a comprare su
    > iTunes store, ma sei invogliato a farlo perché é
    > integrato al tuo
    > lettore.

    E non è un po' come dire che se hai Windows non sei obbligato a navigare con IE, ma sei invogliato a farlo?

    > non é importate se lo puoi acquistare o meno, é
    > importante per capire in che direzione va il
    > mercato degli
    > e-book

    Parlare di ciò che chi ti legge non può usare mi pare un po' sterile. Soprattutto se esisono dispositivi che invece potrebbero avere. Peraltro, come detto prima, parlare di uno e tacere l'altro, non mostra la direzione che prende il mercato nel suo insieme, ma lo ridireziona.

    > se ti riferisci al Nook é con e-papaer, LCD a
    > colori é solo l'interfaccia, ed é indubbiamente
    > un'idea che lo discosta dagli altri modelli (per
    > quanto secondo me non efficace)

    Sì, conosco il Nook, mi riferivo ad altri modelli.

    > non capisco se ti sta solo a cuore la questione
    > "etica" della cosa o se sei "coinvolto" nel
    > progetto

    Magari lavorassi per iRex o per SimplicissimusA bocca aperta

    > mancanza di promozione?

    Secondo me, no. Ad aprile 2008 ho cercato info su internet e tutti parlavano di iLiad e Cybook.

    > L'indream non l'avevo mai sentito (ho letto ora
    > su Wiki) ma essendo relegato al mercato dei
    > videogiochi mi sembra naturale ottenga piú
    > "risonanza" in un sito di news su internet (il
    > target é piú interessato alla cosa, purtroppo
    > agguingo io)
    > Openmoko per esempio ha avuto tanta risonanza, e
    > non solo su PI, ma anche grazie al "rumore" fanno
    > da chi lo
    > sviluppava

    Però sempre "gingilli" elettronici sono...

    > > Parlava contro i drm, parlava di
    > > p2p, anche se le major del settore non erano di
    > > quel parere. E
    > > adesso?
    > continua a farlo, missá che hai saltato qualche articolo

    Sì, di questi argomenti parla, lo so. Lo leggo sempre, 'sto PISorride
    Ma per mantenere la linea editoriale, dovrebbe anche parlare di iLiad, Bookeen, magari anche OpenInkpot. Sennò sembra che su questo argomento sia solo imboccata dai grandi nomi.
  • > Immagino che il Sony di tuo cognato sia un
    > PRS-500, o al massimo un 505. Ho indovinato?

    si il 505, che tra le altre cose era anche l'unico distribuito fisicamente a Cork (e anche queste cose contano molto!)

    > può darsi, ma io preferisco chi fa le cose per
    > bene, non chi le fa male ma si promuove bene
    >Sorride

    ovvio, il problema é che potresti lasciarti sfuggire buoni prodotti perché non ben promossi o distribuiti

    > Poi, la promozione la fanno anche i mezzi di
    > informazioni, in un senso o nell'altro.

    no, i mezzi di informazione (in questo ambito) riportano notizie, fanno recensioni di gadget dati in prova o fatti vedere nelle fiere etc...

    > qualcosetta però, in altri contesti (indrema, ad
    > esempio) lo
    > diceva.

    probabile che abbiano tradotto news da testate USAOcchiolino

    > Non parlo dei banner, parlo degli articoli.

    secondo te Amazon, Sony o Apple pagano PI per gli articoli? daiii!

    > Beh, se devo dire che PI prende tangenti dalla P2
    > per non parlare di iLiad & co., affinché ne
    > parli, lo
    > dico.

    se devi dirlo dillo, ma se non puoi dimostrarlo... passa come una cometa complottista...

    > Indrema avrà fatto così? Per me il compito di chi
    > fa informazione non è solo questo. E' anche
    > andare a cercare le notizie. E non c'è neanche da
    > faticar tanto per trovarle, le
    > notizie.

    dipende, sono certo visto l'argomento che Indrema era riportato in diverse testate USA, e PI le fonti da dove credi che le prenda?

    > Perché? Se si parla solo di un certa direzione
    > che si dà al settore, ignorando le altre, non si
    > dà una buona informazione. E' un po' come un TG
    > che fa parlare solo la maggioranza e non
    > l'opposizione.

    i TG omettono informazioni in loro possesso, PI invece missá che di e-book ne sa meno di te, e si limita a riportare notizie d'oltre-oceano

    > l'America è grande... e anche mono-referenziale.

    si ma la Cina lo é ancora di piú!Occhiolino

    > Ti dirò: hai ragione, ma non è necessaria
    > l'integrazione alla iTunes. Pensa a un lettore
    > che ti permette di cercare un libro e ti propone
    > N store dove comprarlo (alla kelkoo).

    ottima idea, peró devi trovare chi possa avere un interesse a promuovere e integrare i negozi dei concorrenti, e non é una cosa facile

    > E pensa
    > anche a M$ costretta al ballot-screen. Io
    > obbligherei Amazon e Apple a non abusare della
    > loro
    > "Integrazione".

    l'esempio non calza.
    Apple non ha il monopolio della musica, nessuno ti obbliga a comprare un iPod, per assurdo, anche se usi iTunes non sei costretto ad avere un iPod per ascoltare la muscia che hai acquistato, mentre Windwos ti é IMPOSTO all'acquisto del 99% di un PC di qualsiasi marca che non sia Apple

    > Non in questo senso. I lettori di Bookeen e
    > Endless Ideas (e pure Foxit) sono hardware
    > progettato e fatto in cina, venduto in cina dal
    > loro produttore originale.

    non mi stupisce che in EU siano meno famosi... anche in Cina molti prodotti EU non li conosce nessuno

    > Cmq, il kill switch nelle mani altrui non mi
    > piace.

    e chi altri se non Apple potrebbe averlo scusa? un magistrato? il ministro degli Interni?Sorride

    > Fino a un certo punto: conosco moltissimi
    > non-informatici, capacissimi di trasformarsi un
    > ebook nel formato adatto al proprio lettore e a
    > caricarselo
    > sopra.

    tutto quello che vuoi, ne conosco molti di piú che avrebbero problemi a farlo, é un dato di fatto.

    > Molti venditori di musica sono per i DRM.

    no, le major sono per i DRM, chi la vende non ha NESSUN vantaggio dal DRM, ma solo limitazioni imposte ai propri clienti

    > Se è così facile, perché c'è chi programma e si
    > lamenta di non poter mettere il suo software su
    > AppStore? Potrebbe metterlo sul proprio
    > sito.

    lo puoi mettere su Cidya (la versione "pirata" dell'appStore ufficiale)

    > Ah, non sapevo... ma c'è chi l'ha fatto?

    beh, in primis tutti quelli che jailbreakkano l'iPod/iPhone utilizzando una versione modificata del firmware Apple, poi ci sono pazzi che fanno anche di peggio:
    http://www.hawkee.com/profile/img/2928/

    > Qui non ti seguo.

    un app per iPhone non la devo utilizzare su qualcosa che non sia un iPhone, a differenza della musica che la posso voler mettere su un CD per la macchina o sullo smartphone etc etc... e non solo sull'iPod

    > Penso proprio di sì, B&N è un editore.

    si pare che loro sul loro negozio usino DRM, peró il nook in se e il Kindle possono leggere e-book senza DRM presi da altre fonti? se non lo fanno sono degli idioti totali!

    > e io questa integrazione la ritengo sbagliata e
    > pericolosa.

    perché? non ti limita in nessun modo!

    > Io preferisco comprare la carne dal macellaio,
    > non che me la venda la Ariston con il frigo. Per
    > me è pratico comprare da IBS libri, ma se riesco
    > compro dalla casa editrice, specie se
    > piccola.

    e tu dal macellaio compri tutta la carne che vuoi o solo quella che il tuo macellaio ha a disposizione?

    > E non è un po' come dire che se hai Windows non
    > sei obbligato a navigare con IE, ma sei
    > invogliato a
    > farlo?

    no, perché il punto é che Windows stesso ti é stato imposto, partiamo proprio da un punto diverso

    > Parlare di ciò che chi ti legge non può usare mi
    > pare un po' sterile. Soprattutto se esisono
    > dispositivi che invece potrebbero avere.
    > Peraltro, come detto prima, parlare di uno e
    > tacere l'altro, non mostra la direzione che
    > prende il mercato nel suo insieme, ma lo
    > ridireziona.

    secondo me non sono abbastanza interessati da "cercare" le alternative italiane... ma il punto é che su PI poi non é che ho letto "che figata il Kindle compratelo" ne parlano perché "fa notizia" come la "triste notizia" di 1984Occhiolino

    > Secondo me, no. Ad aprile 2008 ho cercato info su
    > internet e tutti parlavano di iLiad e
    > Cybook.

    tutti chi? bloggers o siti ti tecnologia?

    > Però sempre "gingilli" elettronici sono...

    perché gli e-book che sono?

    > Sì, di questi argomenti parla, lo so. Lo leggo sempre, 'sto PI
    > Ma per mantenere la linea editoriale, dovrebbe anche parlare di iLiad, > Bookeen, magari anche OpenInkpot. Sennò sembra che su questo argomento > sia solo imboccata dai grandi nomi.

    ti ripeto, raramente su PI trovo notizie di "prima" mano ma solo riporti da altre testate
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > si il 505, che tra le altre cose era anche
    > l'unico distribuito fisicamente a Cork (e anche
    > queste cose contano molto!)

    Solo un Sony e nessuno di quelli che ho citato? Strano.

    > sfuggire buoni prodotti perché non ben promossi o
    > distribuiti

    è possibile.

    > no, i mezzi di informazione (in questo ambito)
    > riportano notizie, fanno recensioni di gadget
    > dati in prova o fatti vedere nelle fiere

    Se un giornale parla bene di un gadget, è una promozione. Se non ne parlasse, non esisterebbe.

    > probabile che abbiano tradotto news da testate
    > USAOcchiolino

    Temo che tu abbia ragione, tutto quadrerebbe. Poveri noi. Ma possibile che gli articoli di commento, come questo di Mafe si basino solo su notizie di oltreoceano, senza considerare quanto ci accade in casa?

    > secondo te Amazon, Sony o Apple pagano PI per gli
    > articoli? daiii!
    >
    > se devi dirlo dillo, ma se non puoi
    > dimostrarlo... passa come una cometa
    > complottista...

    Temo che non capisci il mio discorso... e dire che mi pareva quasi lampante. Pazienza, non è questo il punto, almeno non di questa nostra discussione, mi pare.

    > i TG omettono informazioni in loro possesso, PI
    > invece missá che di e-book ne sa meno di te, e si
    > limita a riportare notizie d'oltre-oceano

    Non ci vorrebbe molto a saperne di più, però. E' molto triste ciò che dici.

    > si ma la Cina lo é ancora di piú!Occhiolino

    Ma noi la Cina non la prendiamo a modello

    > ottima idea, peró devi trovare chi possa avere un
    > interesse a promuovere e integrare i negozi dei
    > concorrenti, e non é una cosa
    > facile

    Beh, un buon produttore di device, dovrebbe farci un pensiero.

    > l'esempio non calza.
    > Apple non ha il monopolio della musica, nessuno
    > ti obbliga a comprare un iPod, per assurdo, anche
    > se usi iTunes non sei costretto ad avere un iPod
    > per ascoltare la muscia che hai acquistato,
    > mentre Windwos ti é IMPOSTO all'acquisto del 99%
    > di un PC di qualsiasi marca che non sia
    > Apple

    "Imposto" fino a un certo punto, io i pc che ho comprato, li ho sempre acquistati senza OS e ovviamente non erano macchine apple. Poi, non è che si debba agire solo a monopolio affermato, meglio agire pro pluralismo per tempo.

    > non mi stupisce che in EU siano meno famosi...
    > anche in Cina molti prodotti EU non li conosce
    > nessuno

    Non ho detto che il Cybook e il Bebook siano device cinesi, importati in Europa. E' diverso il discorso. Sono come certi telefonini della Sony Ericsson, la cui componentistica è uguale, ma hanno chassis e software diversi, e vengono venduti come due modelli differenti.

    > e chi altri se non Apple potrebbe averlo scusa?
    > un magistrato? il ministro degli Interni?
    >Sorride

    No, ovviamente deve essere nelle mani del proprietario dell'oggetto. E di chi altri?

    > tutto quello che vuoi, ne conosco molti di piú
    > che avrebbero problemi a farlo, é un dato di
    > fatto.

    Dai a una persona povera un pesce, lui lo mangerà e il giorno dopo morirà di fame. Da' a una persona una canna da pesca, e lui imparerà a pescare per mangiare ogni giorno.

    > no, le major sono per i DRM, chi la vende non ha
    > NESSUN vantaggio dal DRM, ma solo limitazioni
    > imposte ai propri
    > clienti

    Non è come dici. Prima di tutto, i primi venditori di musica sono proprio le major. Poi, se io faccio il dettagliante di musica, di certo spero di venderne più possibile, allo stesso modo della major.

    > lo puoi mettere su Cidya (la versione "pirata"
    > dell'appStore ufficiale)

    e per installare un programma da questo, è necessario far qualcosa sul client, oppure il sistema operativo nativo permette di switchare su appstore alternativi?

    > > Ah, non sapevo... ma c'è chi l'ha fatto?
    >
    > beh, in primis tutti quelli che jailbreakkano
    > l'iPod/iPhone utilizzando una versione modificata
    > del firmware Apple, poi ci sono pazzi che fanno
    > anche di
    > peggio:
    > http://www.hawkee.com/profile/img/2928/

    Già però si parla di jailbreak... I tool per il jailbreak immagino non te li dia Apple.

    > si pare che loro sul loro negozio usino DRM, peró
    > il nook in se e il Kindle possono leggere e-book
    > senza DRM presi da altre fonti? se non lo fanno
    > sono degli idioti
    > totali!

    Il Kindle fino a poco tempo fa permetteva all'utente di caricare i propri PDF solo dietro una procedura macchinosa, che comportava lo spedire il documento ai server Amazon.

    >
    > > e io questa integrazione la ritengo sbagliata e
    > > pericolosa.
    >
    > perché? non ti limita in nessun modo!

    Intanto è proprio questo meccanismo che consente backdoor e sistemi chiusi. Poi, ognuno deve fare il proprio mestiere, il mercato deve essere protetto da certi accentramenti di potere.

    > e tu dal macellaio compri tutta la carne che vuoi
    > o solo quella che il tuo macellaio ha a
    > disposizione?

    Se non ha la carne di struzzo, e io la voglio comprare, andrò da un altro macellaio a prenderla. Che problema c'è?

    > no, perché il punto é che Windows stesso ti é
    > stato imposto, partiamo proprio da un punto
    > diverso

    No, non mi è stato imposto.

    > secondo me non sono abbastanza interessati da
    > "cercare" le alternative italiane... ma il punto
    > é che su PI poi non é che ho letto "che figata il
    > Kindle compratelo" ne parlano perché "fa notizia"
    > come la "triste notizia" di 1984Occhiolino

    Sì, ma sai come si dice "parlate bene, parlate male, l'importante è che ne parliate". Se di certe cose non si parla, semplicemente cessano di esistere.

    > tutti chi? bloggers o siti ti tecnologia?

    Ora non ricordo la tipologia di siti, ma più o meno tutti i siti visti citano 5 dispositivi: Bookeen Cybook, Hanlin V3, iRex Iliad e poi Sony e Kindle.

    > > Però sempre "gingilli" elettronici sono...
    >
    > perché gli e-book che sono?

    Gingili elettronici, mica dico che siano altro.

    > ti ripeto, raramente su PI trovo notizie di
    > "prima" mano ma solo riporti da altre
    > testate

    I commenti degli editorialisti però non lo sono.
  • > Solo un Sony e nessuno di quelli che ho citato?
    > Strano.

    beh Cork é piccolina... giá un miracolo ci fosse quelloA bocca aperta

    > Se un giornale parla bene di un gadget, è una
    > promozione. Se non ne parlasse, non
    > esisterebbe.

    per questo chi lo produce partecipa a fiere, fa conferenze stampa etc etc...

    > Temo che tu abbia ragione, tutto quadrerebbe.
    ...
    > notizie di oltreoceano, senza considerare quanto
    > ci accade in
    > casa?

    se succede in USA é val sempre la pena raccontarlo, é piú "cool"Occhiolino

    > Non ci vorrebbe molto a saperne di più, però. E'
    > molto triste ciò che
    > dici.

    si si, lo so che é triste, mi limito a dire come stanno le cose, non come vorrei che fossero!

    > Ma noi la Cina non la prendiamo a modello

    ma neanche gli USA, solo a parole li prendiamo a modello

    > Beh, un buon produttore di device, dovrebbe farci
    > un
    > pensiero.

    potrebbe, ma chi produce device e store, tenterá sempre di favorire il suo device e il suo store

    > "Imposto" fino a un certo punto, io i pc che ho
    > comprato, li ho sempre acquistati senza OS e
    > ovviamente non erano macchine apple.

    ovviamente non erano portatili o all-in-one

    > Poi, non è
    > che si debba agire solo a monopolio affermato,
    > meglio agire pro pluralismo per
    > tempo.

    giá, peró di solito ti accorgi del danno quando é fatto

    > Non ho detto che il Cybook e il Bebook siano
    > device cinesi, importati in Europa. ...

    si ho capito, ma ció che tira molto sul mercato cinese non é detto tiri anche in europa, pensa ai cellulari dual sim, in Cina é pieno, qui?

    > No, ovviamente deve essere nelle mani del
    > proprietario dell'oggetto. E di chi
    > altri?

    quindi l'utente dovrebbe accorgersi che quell'applicaizone é un trojan?

    > Dai a una persona povera un pesce, lui lo mangerà
    > e il giorno dopo morirà di fame. Da' a una
    > persona una canna da pesca, e lui imparerà a
    > pescare per mangiare ogni
    > giorno.

    no, gli dai la canna da pesca e muore di fame mentre cerca di imparare a pescare.
    Devi dargli il pesce e la canna da pesca, se é furbo abbastanza invece che pagarti il pesce ogni giorno imparerá ad usare la canna da pesca

    > Non è come dici. Prima di tutto, i primi
    > venditori di musica sono proprio le major.

    direi di no

    > Poi,
    > se io faccio il dettagliante di musica, di certo
    > spero di venderne più possibile, allo stesso modo
    > della major.

    le major vendono grazie ai distributori (offline e online) non é lo stesso lavoro fare la major e fare il distributore

    > e per installare un programma da questo, è
    > necessario far qualcosa sul client, oppure il
    > sistema operativo nativo permette di switchare su
    > appstore
    > alternativi?

    jailbreak ovviamente

    > Già però si parla di jailbreak... I tool per il
    > jailbreak immagino non te li dia
    > Apple.

    ovvio che non te li da Apple, ma Apple potrebbe implementare un sistema molto piú "chiuso" per combattere il jailbreak

    > Il Kindle fino a poco tempo fa ...

    pazzia!

    > Intanto è proprio questo meccanismo che consente
    > backdoor e sistemi chiusi...

    giusto, ma chi produce ha il diritto dovere di tutelare i propri clienti, su un rapporto basato sulla fiducia.
    Nel momento in cui si fa abuso di questa fiducia bisogna essere puniti!

    > Se non ha la carne di struzzo, e io la voglio
    > comprare, andrò da un altro macellaio a
    > prenderla. Che problema
    > c'è?

    se non vuoi sottostare ai limiti dell'AppStore ti compri un altro smartphone, che problema c'é?

    > No, non mi è stato imposto.

    ok, ma ti é imposto se vuoi qualcosa di diverso da un assemblato

    > Sì, ma sai come si dice "parlate bene, parlate
    > male, l'importante è che ne parliate". Se di
    > certe cose non si parla, semplicemente cessano di
    > esistere.

    concordo

    > Ora non ricordo la tipologia di siti

    purtroppo é questo che fa subito la differenza relativamente a PI, se oggi ne parla Engadget, domani ne parla PIOcchiolino

    > I commenti degli editorialisti però non lo sono.

    si ma i commenti sono comunque su notizie informatiche che hanno avuto echo su altre testate o cose che riguardano la "nicchia italiana"
    MeX
    16897
  • Ma.
    Se io ho il mio kindle (o chi per lui) con dentro caricati un centinaio di manuali tecnici, per alcuni dei quali pago l'abbonamento all'editore che me li tiene aggiornati "a ieri" così che ho tutte le informazioni che servono per il mio lavoro, be' e' solo cosa buona e giusta.
    Ma.
    La verità è che piu' mi avvicino alla soglia dei 40 e piu' il pensiero di sedermi sul divano, mentre lo stereo diffonde le note di Bach per la casa, accendere l'e-reader e leggermi la versione elettronica di Moby Dick mi da i brividi.
    Alcune cose devono essere lette SU CARTA per essere capite. E' come tentare di ammirare un Monet o un Picasso ammirandoli su uno schermo OLED (magari con 3d autostereoscopico).
    Bello si, ma non e' la stessa cosa.

    GT
  • certo. Infatti così a naso le potenzialità più fantastiche del kindle sono per le letture professionali (cosa vorrà dire per un giurista, per un avvocato, avere tutti i codici, annotati, lì, in mano, ovunque?; o per uno storico gli archivi? per un redattore i manoscritti ecc). E poi, chi scrive cambierà il suo modo di farlo, mi immagino, a produrrà operere che, in quanto prodotte per quel mezzo, saranno conformate a quel mezzo. C'è poi, credo, oltre al piacere del divano (che raggruppa tutta la questione sensoriale) un problema filologico: fino a quanto puoi spingere il mutare del mezzo per veicolare la stessa opera? Un testo, è solo un contentuo? Insomma si ascolta Bach anche suonato al pianoforte, ma lui ha scritto per clavicembalo. Le due versioni convivono. Il punto nodale resta però secondo me il ruolo dell'editore, che a me pare necessario (nella sua natura collettiva: correttori di bozze, lettori, compositori, iconologi ecc) e da dove vengono i soldi per far mangiare le persone che creano contenuti. Non ditemi pubblicità, che è come Faust mi dicesse non c'è che da vendere l'anima, non ditemi l'obolino volontario, che per esempio chi scrive in italiano, lingua super minoritaria, non andrà mai oltre un piatto di patate, magrai con due cipolle Sorride
  • - Scritto da: federiconovaro
    > certo. Infatti così a naso le potenzialità più
    > fantastiche del kindle sono per le letture
    > professionali (cosa vorrà dire per un giurista,
    > per un avvocato, avere tutti i codici, annotati,
    > lì, in mano, ovunque?; o per uno storico gli
    > archivi? per un redattore i manoscritti ecc). E
    > poi, chi scrive cambierà il suo modo di farlo, mi
    > immagino, a produrrà operere che, in quanto
    > prodotte per quel mezzo, saranno conformate a
    > quel mezzo. C'è poi, credo, oltre al piacere del
    > divano (che raggruppa tutta la questione
    > sensoriale) un problema filologico: fino a quanto
    > puoi spingere il mutare del mezzo per veicolare
    > la stessa opera? Un testo, è solo un contentuo?
    > Insomma si ascolta Bach anche suonato al
    > pianoforte, ma lui ha scritto per clavicembalo.
    > Le due versioni convivono. Il punto nodale resta
    > però secondo me il ruolo dell'editore, che a me
    > pare necessario (nella sua natura collettiva:
    > correttori di bozze, lettori, compositori,
    > iconologi ecc) e da dove vengono i soldi per far
    > mangiare le persone che creano contenuti. Non
    > ditemi pubblicità, che è come Faust mi dicesse
    > non c'è che da vendere l'anima, non ditemi
    > l'obolino volontario, che per esempio chi scrive
    > in italiano, lingua super minoritaria, non andrà
    > mai oltre un piatto di patate, magrai con due
    > cipolle
    > Sorride


    Niente pubblicità le opere si vendono sul Web, 3-5 euro dovrebbero essere adeguati per le nuove uscite, visto che non ci sono spese tipografiche e che anche il revisore di bozze può essere in gran parte sostituito dai correttori ortografici dei vari programmi di word processing e da una revisione dello stesso autore!
  • - Scritto da: Guybrush
    > Alcune cose devono essere lette SU CARTA per
    > essere capite. E' come tentare di ammirare un
    > Monet o un Picasso ammirandoli su uno schermo
    > OLED (magari con 3d
    > autostereoscopico).

    Non è la stessa cosa. Moby Dick lo leggi per il contenuto, mentre riguardo a Monet si tratta di un'arte visiva e cambia ovviamente tra vederla dal vivo o in un monitor.
    non+autenticato
  • beh, no, non è solo così. Manzoni curò alla virgola la forma tipografica dei Promessi Sposi, gli spazi, i caratteri e le illustrazioni. Un libro non è solo un contenuto, è un oggetto fisico dotato di una sua unicità, collocato spazialmente e storicamente. Esistono potenzialemtne infinite versioni di un testo, così come una traduzione crea un testo diverso da un testo dato, ma i libri, sinora, sono pensati come tali, cioè come oggetti tangibili. Con i Kindle si afferma la separazione fra le due cose, il contenuto e la sua forma. Io posso vedere un Monet sul monitor e dal vivo, così come potrò leggere Moby Dick sul kindle, ma questo non toglie che per fare un'esperienza sensoriale e culturale la più vicina possibile a quel che Melville si era immaginato, Moby Dick me lo devo leggere su carta.
  • - Scritto da: federiconovaro
    > beh, no, non è solo così. Manzoni curò alla
    > virgola la forma tipografica dei Promessi Sposi,
    > gli spazi, i caratteri e le illustrazioni.

    Anche con gli ebook l'editore, se vuole, può mantenere la stessa forma tipografica della pagina. Se poi il libro deve essere bello spesso e ingiallirsi per avere la collocazione spazio temporale e quindi poter essere letto, be' queste mi sembrano più pippe mentali di chi è legato alla carta e trova qualunque scusa pur di non separarsene.

    L'ebook reader permette di portare in giro decine di migliaia di libri. Consuma pochissima energia. Non stanca la vista come un monitor. Ti permette di comprare un libro negli Stati Uniti alle 3 di notte in una domenica d'agosto e di poterlo leggere pochi secondi dopo.
    Inutile remare contro: è il futuro e prima o poi ne farete parte.
    non+autenticato
  • ma sono assolutamente daccordo, e mi sembrava di averlo detto, forse mi offuscano tutte le pippe, ma certo, saremo tutti con voi nel futuro, ma dicevo solo che è un peccato impostare tutto come uno scontro tra futuro e passato (oltretutto dimenticando un po' il presente), bene sarebbe provare a andare tutti belli e allegri nel futuro un po' consapevolmente, solo quello. E che le pippe rendano ciechi credevo fosse un concetto, questo sì, davvero del passato Occhiolino Io dalla carta mi sono già, anche, separato, visto che tutto il mio lavoro lo faccio sul computer anche se mi occupo di editoria cartacea, e l'ebook reader non ce l'ho ancora ma non ho dubbi che presto l'avrò e ne sarò felicissimo. Il fatto che esista l'i-pod non mi impedisce di andare a un concerto. Il fatto che io possa vedere dei porno sul telefonino non mi impedisce di pensare che fare l'ìamore col mio fidanzato non sia meglio.
  • - Scritto da: federiconovaro
    >
    > Il fatto che io possa vedere dei porno
    > sul telefonino non mi impedisce di pensare che
    > fare l'ìamore col mio fidanzato non sia
    > meglio.

    E vorrei anche vedere... in queste cose non c'è virtuale che tenga!
  • > Il fatto che io possa vedere dei porno
    > sul telefonino non mi impedisce di pensare che
    > fare l'amore col mio fidanzato non sia
    > meglio.

    E' un paragone insensato.

    La discussione non verte su realtà vs. descrizione della realtà, ma su carta vs. bit come supporto della descrizione della realtà.
    non+autenticato
  • ma il nodo è proprio questo mi pare: la riduzione a "descrizione della realtà" di un'opera scritta, pure prendendola per buona anche se un po' parziale, vuol dire ridurre un libro, che è un oggetto, alla sua unica realtà di testo, cioè pensare che sia indifferente alla sua fruizione e alla sua stessa esistenza, la sua smaterializzazione, e la sua riduzione da oggetto frutto di un lavoro collettivo e di competenze diverse, storicamente date e rintracciabili -com'è di ogni libro che non sia self-made, a un oggetto di un solo autore. Io non dico che in sè questo sia il male. Anzi, può essere il benissimo, ma mi sembra un peccato che li si pensi alternativi, nemici. C'è del guadagno (se si abbattono meno alberi per stampare un libro di Vespa non può che essere un bene), ma c'è anche una perdita. La coscienza della perdita non può che portare a creare prodotti migliori. Il punto è anche che un libro è al contempo la "descrizione della realtà" e la realtà.
  • > ridurre un libro, che è un
    > oggetto, alla sua unica realtà di testo, cioè
    > pensare che sia indifferente alla sua fruizione e
    > alla sua stessa esistenza,

    Mi sembra una visione un po' feticista dei libri.
    Nulla di male ovviamente, basta pensare, ad esempio, agli informatici che talvolta si affezionano al loro PC... Sorride

    > mi sembra un peccato che li si pensi alternativi, nemici.

    Ovviamente ognuno deve essere libero di utilizzare il supporto che vuole, ma rimane il fatto che il supporto, di per se, non è in grado di fornire alcuna informazione aggiuntiva.

    > se si abbattono meno alberi per stampare un libro di
    > Vespa non può che essere un bene

    Sarebbe ancora meglio se vespa non li scrivesse proprio... A bocca aperta

    > Il punto è anche che un libro è al contempo la
    > "descrizione della realtà" e la realtà.

    Non proprio.

    Solo un libro autologico, ovvero un libro che parla di libri, ricade in quella definizione.
    non+autenticato
  • intervengo un po' timoroso qui, mancandomi quasi del tutto il linguaggio e le competenze, occupandomi di editoria cartacea.
    Ha ragione, trovo, Maffe nel suo post, a tentare di dare uno scossone agli editori tradizionali. Il Kindle e tutto quel che ne segue è qui, e gli editori sembrano rimasti da un'altra parte. E tutto il tempo perso difficilmente sarà recuperato. Ma molti commenti lasciano immaginare che sia tutto semplice, e a me pare che non lo sia affatto. I problemi, come le opportunità, sono enormi. Una casa editrice non è solo un tappo alla creatività degli infiniti autori che amano scrivere, è anche uno straordinario filtro. Un piccolo editore cartaceo riceve 8-9 manoscritti al giorno, siamo fortunati che qualcuno li selezioni, pagato, competente, per noi. Tutto cambierà, è certo, ma io credo che: 1) non sappiamo, e questo è bellissimo, come -e non c'è che da provare. 2) il danno peggiore che possiamo farci è inventare una battaglia fra gli editori cartacei e i Kindle. saremo solo noi lettori ad andarci di mezzo. Ecco, grazie per l'ospitalità.
  • si capisce che lavori nel settore, hai scritto cose che condivido in pieno, qui é pieno di "tuttologi" che la fanno sempre facile a paroleOcchiolino
    MeX
    16897
  • - Scritto da: federiconovaro
    > intervengo un po' timoroso qui, mancandomi quasi
    > del tutto il linguaggio e le competenze,
    > occupandomi di editoria
    > cartacea.
    > Ha ragione, trovo, Maffe nel suo post, a tentare
    > di dare uno scossone agli editori tradizionali.
    > Il Kindle e tutto quel che ne segue è qui, e gli
    > editori sembrano rimasti da un'altra parte. E
    > tutto il tempo perso difficilmente sarà
    > recuperato. Ma molti commenti lasciano immaginare
    > che sia tutto semplice, e a me pare che non lo
    > sia affatto. I problemi, come le opportunità,
    > sono enormi. Una casa editrice non è solo un
    > tappo alla creatività degli infiniti autori che
    > amano scrivere, è anche uno straordinario filtro.

    Io capisco la funzione di filtro perchè pubblicare su carta costa, ma quanto costa pubblicare sul web? Siamo prossimi allo zero! Ergo a cosa serve il filtro degli editori? Anzi non sono pochi i casi di scrittori famosi che sono stati pubblicati alla fine quasi per caso... penso ad esempio ad Asimov quanto ha dovuto penare all'inizio!
    Stai tranquillo che se venisse organizzato uno store on line in cui qualsiasi autore potesse pubblicare e decidere il prezzo di vendita della sua opera, lasciando una percentuale allo store stesso (20%? 30%?), in cui i vari ebook fossero organizzati per genere e in cui fosse disponibile un giudizio da parte di chi li ha acquistati, il panorama editoriale odierno verrebbe spazzato via nel giro di pochi anni!
    Il motore di ricerca potrebbe essere programmabile dall'utente per evidenziare i libri più economici (o gratuiti), quelli con le recensioni più favorevoli, quelli di un certo autore argomento ecc...
    I costi sarebbero ovviamente molto più bassi del corrispettivo cartaceo e in pratica l'editore classico non sarebbe più necessario!

    > Un piccolo editore cartaceo riceve 8-9
    > manoscritti al giorno, siamo fortunati che
    > qualcuno li selezioni, pagato, competente, per
    > noi.

    Non servirà più tutto questo!

    Tutto cambierà, è certo, ma io credo che: 1)
    > non sappiamo, e questo è bellissimo, come -e non
    > c'è che da provare. 2) il danno peggiore che
    > possiamo farci è inventare una battaglia fra gli
    > editori cartacei e i Kindle. saremo solo noi
    > lettori ad andarci di mezzo. Ecco, grazie per
    > l'ospitalità.

    Su questo hai perfettamente ragione, fossi un grande editore, come Mondadori o simili, Io organizzerei subito uno store come quello descritto prima, pena trovarsi con Amazon come concorrente diretto... quanto ai DRM gli consiglio un atto di coraggio e di non imporli (al limite inserirei una filigrana digitale, giusto per poter perseguire comportamenti commercialmente disonesti)... i consumatori sono fondamentalmente onesti, se l'ebook venisse venduto ad un prezzo non superiore ai 3-5 euro, tutti ne guadagnerebbero e certo non vi sarebbe un pericolo "pirateria"!
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 9 discussioni)