Giorgio Pontico

Dita bioniche che sembrano vere

Già impiantate su alcuni tester reduci da una amputazione, restituirebbero una sensibilità simile a quella originaria

Roma - Rimpiazzare un utensile versatile come la mano comporta solitamente l'applicazione di un succedaneo tecnologico che difficilmente riesce però a replicare adeguatamente i movimenti dell'originale. Sfruttando l'esperienza acquisita con lo sviluppo di iLimb, Touch Bionics ha pensato a delle dita robotiche in grado di sostituire degnamente gli originali.

Il progetto è stato denominato ProDigit, sostanzialmente uno strumento meccanico azionabile tramite sensori in grado di elaborare i segnali mioelettrici provenienti da alcuni muscoli oppure, qualora vi siano, attraverso l'uso delle dita rimanenti.

Sull'onda del successo riscontrato da iLimb, Touch Bionics lancerà ProDigit sul mercato ad un costo che varierà tra 57mila e 73mila dollari. Essendo costruito su misura per ogni paziente il prezzo dovrebbe essere influenzato dal numero di dita da rimpiazzare.

Nonostante si sia ancora bel lontani da un futuro dove uomo e macchina convivono nello stesso organismo, ausili medici di natura robotica stanno prendendo piede soprattutto in paesi come il Giappone, dove la passione per la tecnologia è direttamente proporzionale all'indice di invecchiamento della popolazione.

In Italia è stata annunciata di recente LifeHand, una mano bionica controllabile attraverso il cervello realizzata da un team della Scuola Sant'Anna di Pisa. Negli Stati Uniti invece un ricercatore del MIT che aveva perso le gambe durante un escursione in montagna le ha rimpiazziate con due protesi robotiche che, a suo dire, sarebbero più efficienti degli originali di carne e ossa.

Giorgio Pontico
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5 Commenti alla Notizia Dita bioniche che sembrano vere
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  • Meno male che ci sono scienziati (inclusi gli informatici ovviamente) che lavorano per ridare buone condizioni di vita a persone sfortunate nella vita. Questo tipo di protesi potrebbero far camminare tanti anziani costretti sui letti o su sedie a rotelle a causa di un fisico debilitato. (ovviamente se il cervello è in buone condizioni)

    Questo è il progresso che mi piace vedere.
    non+autenticato
  • come si alimentano queste protesi? suppongo ci sia una batteria/accumulatore all'interno del palmo: quanto e' l'autonomia? massimo carico applicabile (in kili)?
    Si tratta di una evoluzione della classica pinza, non credo ci si possa appendere al quadro svedese.

    Un bel passo avanti, ma una protesi - credo io - dovvebbe innestarsi sul moncone di osso per rendela permanente.
    non+autenticato
  • Nessuno ti vieta di realizzare quello che dici, visto che sembra non piacerti molto questa soluzione.

    Comunque mi sa che una persona senza entranbe le mani sarebbe abbondantemente felice di avere a disposizione tale protesi anche considerando le magagne che tu menzioni. Ovviamente aspettando che tu realizzi quella definitiva.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Notevole
    > Nessuno ti vieta di realizzare quello che dici,
    > visto che sembra non piacerti molto questa
    > soluzione.
    hai capito male... no diciamo chenon sono stato chiaro io.


    > Comunque mi sa che una persona senza entranbe le
    > mani sarebbe abbondantemente felice di avere a
    > disposizione tale protesi anche considerando le
    > magagne che tu menzioni. Ovviamente aspettando

    Non avevo intenzione di porre l'accento sulle parti negative, ma unicamente evidenziarle. E' ovvio che una qualunque cosa e' meglio di niente, e dall'"uncino" alla protesi mobile di strada se ne e' fatta. Ovviamente moltissima ne resta da fare.

    > che tu realizzi quella definitiva.
    potessi farlo!
    non+autenticato
  • Devo comprarne uno per la mia ragazza ...Con la lingua fuori
    non+autenticato