Mauro Vecchio

USA, il copyright vede e provvede

Al vaglio una proposta dell'organizzazione mondiale dei ciechi per liberare a livello transfrontaliero la condivisione di migliaia di testi digitalizzati. Ma i detentori dei diritti non sono d'accordo

Roma - Lo scontro sembra essersi inasprito, nel momento in cui a Ginevra si discute sull'ipotetica adozione di un particolare trattato che assicuri agli utenti non vedenti di tutto il mondo un'adeguata protezione legale per la conversione di libri e documenti nei formati a loro più accessibili. La proposta della World Blind Union (WBU) - sostenuta dai governi di Brasile, Ecuador e Paraguay - verrà presto vagliata dalla commissione della World Intellectual Property Organization (WIPO), dai 184 stati membri dell'organizzazione che promuove la creatività attraverso la protezione della proprietà intellettuale.

Quella della WBU è una battaglia che non ha trovato appoggio soltanto presso i governi del Sudamerica, ma anche presso una nutrita schiera di scrittori e giornalisti che vorrebbero raggiungere con facilità anche persone con gravi problemi di vista. La commissione della WIPO dovrà stabilire ora se introdurre delle particolari eccezioni transfrontaliere che consentano una più libera circolazione di migliaia di testi digitalizzati (e protetti da sistemi di DRM), letti da utenti non vedenti attraverso dispositivi come Pac Mate e Book Port.

"Il trattato costituirebbe certamente un precedente - ha spiegato Manon Ress, responsabile dell'organizzazione a tutela dei diritti umani Knowledge Ecology International - ovvero il primo siglato non a favore dei detentori dei diritti, ma a favore degli utenti. A favore di tutti quegli utenti non vedenti che hanno bisogno di avere facile accesso a materiale protetto da copyright". Ma c'è un problema: i detentori dei diritti non sono d'accordo su quello che è stato chiamato per intero trattato per la condivisione di formati accessibili di opere protette dal copyright per persone non vedenti o affette da altri problemi di vista.
In una lettera, Brad Huther, senior director della U.S. Chamber of Commerce, ha spiegato che la proposta della WBU e dei governi sudamericani andrebbe a sollevare una serie di importanti problematiche, in primis quella relativa ad una presunta pericolosità del trattato stesso. A suo dire, questo potrebbe scatenare una sorta di reazione a catena, iniettando nel mondo un altro minaccioso virus della pirateria legata a contenuti testuali in formato digitale.

"Questa proposta - si legge nella lettera recapitata allo U.S. Copyright Office - costituisce un precedente negativo perché allenta le restrizioni a tutela del diritto d'autore, mentre qualsiasi altro trattato del genere ha sinora provveduto a rinforzarlo". Huther ha continuato sostenendo che la comunità internazionale non dovrebbe farsi coinvolgere in un pericoloso paradigma di esenzione dal copyright come quello proposto da governi, autori e associazioni di consumatori non vedenti.

Ad accodarsi alla posizione della Camera di Commercio statunitense, le associazioni del cinema e del disco MPAA e RIAA che hanno descritto uno scenario apocalittico di smantellamento dell'intera struttura globale della tutela dei detentori dei diritti. Il tutto a seguito dell'adozione di particolari misure legali per permettere a persone affette da disturbi alla vista di poter condividere liberamente i propri libri preferiti senza limiti di frontiera. Secondo AAP, associazione statunitense degli editori, le comunità dei non vedenti non andrebbero discriminate: dovrebbero pagare come tutti gli altri.

Mauro Vecchio
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30 Commenti alla Notizia USA, il copyright vede e provvede
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  • "le comunità dei non vedenti non andrebbero discriminate: dovrebbero pagare come tutti gli altri."

    Togliamo loro anche i cani guida e i segnali acustici ai semafori. dovrebbero venire travolti sulle strisce pedonali come tutti gli altri.
    non+autenticato
  • non é quello il punto.

    ╔ ovvio che chi ha un handicap deve essere aiutato a mitigarne gli effetti negativi, appunto per non essere discriminato.

    Faccio lo scivolo e l'ascensore al cinema cosÝ anche un ragazzo in carrozzina puˇ andare a vedersi un film, perˇ, i pop-corn, la coca-cola e il biglietto li deve pagare, altrimenti si viene a creare una discriminazione.
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > non é quello il punto.
    >
    > ╔ ovvio che chi ha un handicap deve essere
    > aiutato a mitigarne gli effetti negativi, appunto
    > per non essere
    > discriminato.
    >
    > Faccio lo scivolo e l'ascensore al cinema cosÝ
    > anche un ragazzo in carrozzina puˇ andare a
    > vedersi un film, perˇ, i pop-corn, la coca-cola e
    > il biglietto li deve pagare, altrimenti si viene
    > a creare una
    > discriminazione.

    Chi dice niente sui pop corn e la coca cola?

    Pero' corrisponde al vero il fatto che in certi cinema proibiscono di portare del cibo da fuori costringendo la gente a comprare li' i pop corn e la coca cola, e questo e' altamente discriminante per quelle persone che hanno disfunzioni alimentari e devono (faccio un esempio semplice) mangiare biscotti senza glutine, che naturalmente al bar del cinema non sono in vendita.
  • vero, dovrebbero prevedere la possibilitß di far portare pop-corn speciali a chi non puˇ mangiare il glutine... perˇ dovrebbe essere chiaro che non é che possono portarsi un pollo arrosto...

    Anzi, sai cosa, sarebbe bene obbligarli a fornire anche prodotti per chi presenta allergia alimentari
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > vero, dovrebbero prevedere la possibilitß di far
    > portare pop-corn speciali a chi non puˇ mangiare
    > il glutine... perˇ dovrebbe essere chiaro che non
    > é che possono portarsi un pollo
    > arrosto...

    No, devono prevedere la possibilita' di far portare pop-corn a chiunque.
    Perche' io devo essere costretto a dichiarare di avere una disfunzione alimentare ad una maschera di cinema per porare in sala il mio pop-corn?
    Io devo poterlo fare senza che mi sia richiesta alcuna motivazione.
    Esiste un diritto alla privacy.

    Per quanto riguarda il pollo arrosto, rientra nel fatto che lo spettatore non deve arrecare disturbo o fare danni alle strutture.
    Se uno spettatore danneggia la sala, ne risponde, sia che l'abbia sporcata di arrosto, sia che abbia fatto la pipi' in luogo diverso dalla toilette.

    > Anzi, sai cosa, sarebbe bene obbligarli a fornire
    > anche prodotti per chi presenta allergia
    > alimentari

    Non e' fattibile: avrebbero uno smercio molto ridotto, dei costi piu' elevati, e non coprirebbero tutte le situazioni.

    Sarebbe bene invece che il cinema si preoccupasse solo di vendere lo spettacolo cinematografico, e lasciasse che siano i negozi di alimentari a vendere il cibo.
  • se il cinema non vendesse direttamente il cibo e permettesse a chiunque di portare quello che vuole sai come andrebbe a finire vero?

    Dopo due spettacoli il cinema profumerebbe come la mensa scolastica.

    La privacy é un diritto, se sei celiaco e non vuoi dirlo alla maschera non compri i pop-corn, l'importante é che non ti sia "imposto" di dichiarare al cinema se sei celiaco o no.

    Il cinema non impedisce di portarti il tuo cibo per vendere pi˙ pop-corn, lo impedisce per evitare che la sala diventi una mensa
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > Il cinema non impedisce di portarti il tuo cibo
    > per vendere pi˙ pop-corn, lo impedisce per
    > evitare che la sala diventi una
    > mensa

    Quindi, invece di un divieto categorico generalizzato del tipo "Non si puo' portare altro cibo che quello venduto al bar", basterebbe una regolamentazione un po' piu' elastica, permettendo agli spettatori di portare del cibo proprio purche' analogo a quello venduto al bar.

    In altre parole, dovrei poter portare il mio pop corn, il mio gelato, la mia bottiglietta d'acqua, purche' in contenitori e quantitativi simili a quelli venduti al bar del cinema, sia per motivi di salute, sia per il piu' grezzo motivo che costano meno acquistati altrove.
  • I detentori dei diritti non si mettono d'accordo nemmeno su che DRM usare e i poveri non vedenti usando dei sitemi di lettura che non supportano centinaia di DRM non possono nemmeno leggersi quello che gli pare, perchè se i "Detentori" approvassero un drm unico e quasto venisse sfondato "come capita sempre" loro guadagnerebbero di meno, bene a questo punto facciamo un lettore universale che sfonda i vari DRM in modo nativo oppure sfondiamoli noi e li diamo free ai non vedenti, se "i detentori" fossero degli uomini e non delle merde, li dovrebbero regalare ai non vedenti i loro libri, vista che la percentuale è irrisoria.
    non+autenticato
  • condivido che la cosa é assurda... perˇ non mi é chiaro perché dobbiamo "regalare" le cose ai non vedenti... se sei un muratore fai la casa gratis a un cieco?
    MeX
    16897
  • Il tuo ragionamento non fa una piega...
    Ed è lo stesso ragionamento che fa l'industria editoriale...

    Però c'è una cosa che va presa in considerazione...

    Una volta digitalizzato un libro o un bene può essere copiato all'infinito ad un costo quasi nullo, e riprodotto su qualsiasi tipo di media digitale anche quelli appositi per i ciechi.

    Ma se il costo di copia è pressocchè nullo, perché non si può rinunciare a qualcuna di queste copie per qualche cieco?

    Se prima la diffusione gratuita di opere a categorie sfortunate, come i ciechi, si scontrava comunque con i costi della fisicità del supporto su cui erano stampate le opere letterarie, ora che si possono copiare e riprodurre a costi quasi nulli e quindi finalmente farne godere anche ai ciechi, perché è ancora difficile fare uno sforzo per queste categorie di utenti?
    non+autenticato
  • - Scritto da: iRoby
    > ora che si possono copiare e riprodurre a costi quasi nulli

    Togli il "quasi"
    non+autenticato
  • perché il problema non é quanto costa fare una copia, il problema é quanto guadagno da un'opera.

    A nessuno é mai interessato quanto costa fare la copia di un libro, di un giornale... é sempre solo interessato quante copie VENDO e quanto ne guadagno
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > condivido che la cosa é assurda... perˇ non mi é
    > chiaro perché dobbiamo "regalare" le cose ai non
    > vedenti...

    Perche' sono non vedenti.

    > se sei un muratore fai la casa gratis
    > a un cieco?

    no, ma le installazioni previste per l'elimazione di barriere architettoniche per esempio, sono detassate e non impedibili se viene fatta richeista.

    E nelle stazioni e' fatto obbligo di inserire la segnaletica per non vedenti anche se tu neanche te ne accorgi.

    E poi chi ha parlato di regalare? Qui si tratta solo di rendere fruibile l'opera in un formato accessibile ai non vedenti, il sintetizzatore vocale per esempio.
  • la detassazione é una cosa, e la condivido in pieno, ma regalare le cose ai non vedenti non mi sembra giusto.
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > la detassazione é una cosa, e la condivido in
    > pieno, ma regalare le cose ai non vedenti non mi
    > sembra
    > giusto.

    E' ancora meno giusto vendere al pubblico un prodotto inserendo volutamente impedimenti per non farlo fruire ai non vedenti.
  • sicuramente!
    Io sono contrario al DRM sia per i vedenti che per i non vedenti, il punto era prentendere le cose gratis.
    MeX
    16897
  • Il DRM è una truffa. Punto.

    Non va mai comprato nulla che usi tale tecnologia, e chi la propone non va trattato meglio di un truffatore. Continuo a dire che per l' utente il DRM non offre nessun vantaggio, e che quindi chi compra materiale con DRM commette una enorme idiozia.
    non+autenticato
  • I soldi sono quelli che arrivano ai "detentori dei diritti"
    Analizziamo un po' questa frasetta: "Detentori dei diritti": non vuole dire Autore, non vuol dire Attore, non vuol dire Artista Esecutore, anche solo un suonatore di fisarmonica all'angolo della strada: vuole dire CHI DETIENE, cioe' ha in mano delle carte che dicono che lui ha diritto ad avere dei soldi E BASTA
    Internet li ha gia' tagliaiti fuori dematerializzando i supporti .
    Pazienza vantare dei diritti su un libro rilegato in pelle ed oro, ma
    chi puo' dire di avere dei diritti su una sequenza di BIT??????
    non+autenticato
  • Non ho capito qual è il problema. Il DRM da quel che so (siete liberi di smentirmi) è emplicemente la crittazione di un documento elettronico sbloccabile da password. Non ci vedo nulla di ostacolo alla lettura da parte dei non vedenti. Non è che quest'ultimi se la debbano prendere con i produttori di ebook reader piuttosto che con chi critta il documento?
  • Mmm.. non ti dice nulla Kindle 2? Con il suo software di sintesi vocale?
    Chi non vuole consentire la fruizione di libri ai non vedenti non sono certo i produttori di apparati per la lettura di ebook.
  • So cos'è Kinle. So che la ver. 2 ha un software di sintesi vocale. Mi manca solo il nesso. Come premesso nel post, non sono un ESPERTO, ergo non dare per scontato cose che per te lo sono...

    Ho solo bisogno che tu mi dica che legame c'è fra un sw di sintesi vocale e il DRM
  • La questione non è tanto il DRM, da quanto mi pare di capire dall'articolo. Ma la richiesta da parte dei "detentori dei diritti" di non facilitare norme e sistemi che potrebbero aiutare i non vedenti, perché a loro potrebbe sgonfiare il portafoglio.
    Kindle 2 con il suo sistema di sintesi vocale avrebbe consentito di usare un ebook reader, con tutti i suoi vantaggi, la sua portabilità e - perché no? - il suo store, anche a chi non può vedere. E per timore di far perdere clientela a chi produce audiolibri, il supporto è stato fatto togliere dalle major. I produttori di dispositivi non hanno carta bianca nel loro lavoro, purtroppo
  • Purtroppo non so che risponderti. Ho riletto l'articolo 2 volte, ma non si capisce un tubo. Perché PI si è concentrato sulla polemica, ma si è dimenticato di dire che cavolo c'era scritto in quella cavolo di proposta.
    Di audiolibri nell'articolo non si parla.
    Per una volta (opinione formata leggendo ESCLUSIVAMENTE quanto riportato da PI) secondo me i detentori dei diritti hanno ragione: anche i non vendenti devono pagare per accedere a opere protette, proprio come i vedenti.

    Adesso però vado a leggermi la proposta, per vedere se si capisce qualcosa di +...
  • Certo, sarebbe meglio che la proposta fosse meglio dettagliata nell'articolo.
    Un problema che però sarebbe giusto tener conto, sulla questione di far pagare o meno i non vedenti, è questa: che se una cosa è gratuita, sarà facilmente reperibile, grazie al P2P, mentre quando è a pagamento viene ristretta la sua circolazione (perché l'editore non vuole più pubblicare l'opera, perché non vuole farne un'edizione digitale, eccetera). A fronte di questa scarsità indotta da questioni economiche, ecco che per me ha senso eliminare la tutela del copyright, perché in questo caso fallisce il suo scopo, anzi non conviene a nessuno, a parte quei pochi autori pubblicati anche per ciechi.
  • MPAA e RIAA che hanno descritto uno scenario apocalittico di smantellamento dell'intera struttura globale della tutela dei detentori dei diritti.

    Beata ingenuità.

    Continuano a illudersi di poter ritornare al monopolio del sapere che hanno gestito nel secolo scorso.

    Non si rendono conto che Internet diffonde il sapere privandolo del suo supporto materiale, supporto che nell'era pre-Internet era proprio il mezzo con cui il sapere stesso veniva controllato. Ma ora è tutto diverso e devono rassegnarsi.

    --

    Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.
    Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.

    George Bernard Shaw
    non+autenticato
  • se pensi che l'informazione si controlla con "il mezzo" sei fuori strada...

    Una volta il mezzo era orale, e controllavi l'informazione controllando le persone.

    Poi il mezzo é diventato la carta, e controllavi l'informazione controllando l'editoria

    Ora il mezzo é internet, basta controllare internet per controllare l'informazione
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > "basta controllare internet"

    LOL
    non+autenticato
  • sai come ridono in CinaOcchiolino
    MeX
    16897
  • > Ora il mezzo è Internet, basta controllare
    > Internet per controllare l'informazione

    Internet non è controllabile per sua natura, a meno di non chiuderlo definitivamente.

    La strada verso al Liberazione della Cultura è ormai tracciata.
    non+autenticato
  • > Internet non è controllabile per sua natura, a
    > meno di non chiuderlo
    > definitivamente.

    giustissimo, ma le persone sono controllabili nell'utilizzo di internet

    > La strada verso al Liberazione della Cultura è
    > ormai
    > tracciata.

    per chi é tecnologicamente pi˙ capace, gli altri usano il mezzo limitatamente, e si fanno facilmente influenzare da campagne di demonizzazione
    MeX
    16897