Alfonso Maruccia

Google, prove tecniche di ricerca quantistica

Da Mountain View hanno pubblicato i risultati di un progetto segreto a base di computer quantistico, capace di ricercare e catalogare immagini a velocitÓ senza precedenti. Mancano le verifiche di rito per gridare al miracolo

Roma - Un chip sviluppato dalla società canadese D-Wave potrebbe essere l'elemento base del primo computer quantistico funzionante del mondo: ma al momento gli scienziati sono ancora impegnati a testare il dispositivo per verificarne le effettive caratteristiche. Chi invece ha già messo a buon frutto D-Wave è Google, che da tre anni lavora a un algoritmo - a suo dire - quantistico che trae appunto vantaggio dal misterioso chip ed è dotato di capacità di video-riconoscimento fuori dal comune.

Sfruttando - sempre secondo Google - i qubit di D-Wave (bit in grado di ritenere una posizione binaria che può essere contemporaneamente "1" e "0"), il nuovo algoritmo è in grado di riconoscere e catalogare in maniera del tutto automatica gli oggetti partendo da immagini fisse o in movimento. Basato sulle potenzialità di accelerazione promesse dall'algoritmo probabilistico noto come algoritmo di Grover, il lavoro degli ingegneri di Mountain View - in coppia con D-Wave - permetterebbe velocità di ricerca e classificazione mille volte più performanti di quelle eseguite su una architettura di computing tradizionale.

In realtà, anche se i risultati comunicati da Google parlano di capacità di ricerca più veloci di qualsiasi cosa giri in un qualsiasi data center attualmente in possesso della società, nessuno è stato ancora in grado di chiarire se ci si trovi realmente dinanzi a una nuova piattaforma di computing o a chissà cos'altro.
"Sfortunatamente - si legge sul blog di Google Research - non è facile dimostrare che un sistema multi-qubit come il chip di D-Wave metta effettivamente in mostra il comportamento quantistico desiderato e i fisici sperimentali di vari istituti sono ancora in piena fase di definizione del chip". D-Wave è veloce, ma non è ancora ufficialmente il primo dispositivo a potersi fregiare di essere un "computer quantistico" propriamente detto.

Per questo gli scienziati ancora lavorano alla ricerca del "Santo Graal" degli ultimi tempi, il computer quantistico capace di consegnare alla storia dell'umanità una conquista con profonde implicazioni non soltanto informatiche o tecnologiche.

Ricercatori finlandesi e australiani hanno ad esempio realizzato quello che definiscono come un chip costituito da un solo atomo, basato sull'effetto del quantum tunnelling e promessa di nuove piattaforme di computing (quantistiche e non) ben oltre le capacità di quelle attuali. Dal NIST (US National Institute of Standards and Technology), invece, arriva l'annuncio della realizzazione del primo processore quantistico programmabile "universale", basato su due qubit che i ricercatori hanno manipolato (facendogli assumere anche la "superposizione" di 1 e 0 contemporanei) eseguendo 160 routine differenti.

Alfonso Maruccia
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28 Commenti alla Notizia Google, prove tecniche di ricerca quantistica
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  • Gli studi quantistici procedono nonostante tutto, prepariamoci ad una rivoluzione...nella nuova fabbrica delle Meraviglie...
  • - Un chip sviluppato dalla società canadese D-Wave "potrebbe" essere l'elemento...

    - il lavoro degli ingegneri di Mountain View - in coppia con D-Wave - "permetterebbe" velocità

    - nessuno è stato ancora in grado di chiarire se ci si trovi realmente dinanzi a una nuova piattaforma di computing o a chissà cos'altro.

    - "Sfortunatamente - si legge sul blog di Google Research - non è facile dimostrare che un


    Insomma, il solito articolo "chissa se e' vero/funziona ma intanto scrivo". E' un po' che Maruccia era silente sul fronte articoli fuffosi: ora e' tornato.

    Io ci avrei messo pure i Templari, Rien le chÔteau, l'AREA 51... oltre ai soliti MAya e 2012.
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito
    > - Un chip sviluppato dalla società canadese
    > D-Wave "potrebbe" essere l'elemento...

    > - il lavoro degli ingegneri di Mountain View - in
    > coppia con D-Wave - "permetterebbe" velocità

    > - nessuno è stato ancora in grado di chiarire se
    > ci si trovi realmente dinanzi a una nuova
    > piattaforma di computing o a chissà cos'altro.

    > - "Sfortunatamente - si legge sul blog di Google
    > Research - non è facile dimostrare che un

    > Insomma, il solito articolo "chissa se e'
    > vero/funziona ma intanto scrivo". E' un po' che
    > Maruccia era silente sul fronte articoli fuffosi:
    > ora e' tornato.

    > Io ci avrei messo pure i Templari, Rien le
    > chÔteau, l'AREA 51... oltre ai soliti MAya e
    > 2012.

    Insomma e' pronto ad andare a lavorare a Voiager, nel caso in cui gli andasse di cercarsi un lavoro vero Rotola dal ridere
    krane
    22544
  • google vuole indicizzare tutti gli atomi
    non+autenticato
  • - Scritto da: fino_in_fon do
    > google vuole indicizzare tutti gli atomi

    l'atom rank terrà conto della valenza
    e ci sarà l'advertising dei quark
  • - Scritto da: Quark
    > [img]http://b1.s3.quickshareit.com/180pxquarks_adv

    Cin
    non l'ho trovato il boccale giamaicano, metto una faccina per quello
    Deluso


    p.s.
    nun me gusta er trek
    e nemmanco star wars
    Imbarazzato
  • non e' possibile, servirebbero piu' atomi di quelli a disposizione, a meno che non si memorizzi il tutto usando qualcosa di piu' piccolo ma il problema si ripresenterebbe perche' gugol vorrebbe indicizzare pure quello.
    mi basterebbe sapere ogni quanto nasce un granello di sabbia, ma google non lo sa...
    non+autenticato
  • e gli algoritmi di crittografia che fine faranno ??? la loro sicurezza si basa sulla impossiblità di risolvere equazioni complesse in tempi ragionevoli ...
    non+autenticato
  • ma di quello nn mi preoccuperei piu di tanto ... intanto la tecnologia quantistica è in fase " embrionale " minimo 10 anni per vedere le prime applicazioni " serie " e altri 10 per avere una certa diffusione !!! e poi qualcosa si studierà di sicuro ...
    non+autenticato
  • non è così lontana come sempre

    creare un computer quantistico è ancora oggi non fattibile, ma creare un circuito quantistico che elabora un determinato algoritmo è fattibile e infatti google ha fatto proprio questo

    siamo in pratica al livello in cui si trovavano gli ingegneri negli anni '30 e '40 quando il computer era di fatto quello che oggi chiamiamo ASIC e cioè una componente non riprogrammabile che esegua una singola funzione

    purtroppo quella singola funzione può essere la decifrazione dell'algoritmo RSA
  • La causa del problema è l'origine della soluzione:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Crittografia_quantist...
    G%2cG
    339
  • semplicemente ci saranno nuovi standard prima che comincino a commercializzarli
    non+autenticato
  • - Scritto da: me & me
    > e gli algoritmi di crittografia che fine faranno
    > ??? la loro sicurezza si basa sulla impossiblità
    > di risolvere equazioni complesse in tempi
    > ragionevoli
    > ...

    Preparati, tra poco gurgle indicizzerà tutto il porno che hai sul disco crittografato.
    non+autenticato
  • Il gatto di schr÷dinger si starà rivoltando nella scatolaA bocca aperta
  • La frase giusta è:
    "Il gatto di schr÷dinger si starà rivoltando e non rivoltando nella scatola"...Occhiolino
    non+autenticato
  • Esatto! Occorre andare a vedere nella scatola, fino a quel momento il gatto è efettivamente rivoltato e non rivoltato...
    non+autenticato
  • Da quello che c'è scritto nell' articolo, sembra che l'invenzione destinata a rivoluzionare il calcolo elettronico sia un chip capace di sapere che, al suo interno, da qualche parte, c'è corrente, non c'è corrente o ce n'è così così...

    Mi sa che non ho capito bénebénebéne...
    E' la mia volta?

    =)
  • No invece, hai capito ma nello stesso tempo non hai capitoSorride

    Questa fisica quantistica ancora non è entrata bene nella mia testa.
  • - Scritto da: Francesco_Holy87
    > No invece, hai capito ma nello stesso tempo non
    > hai capito
    >Sorride
    >
    > Questa fisica quantistica ancora non è entrata
    > bene nella mia
    > testa.

    Non ti piacciono i dadi?
  • Sì, i tortellini col dado sono i miei preferitiA bocca aperta
  • - Scritto da: Francesco_Holy87
    > Sì, i tortellini col dado sono i miei preferitiA bocca aperta

    Nooo oooo lì ci vuole il brodo vegetale. A bocca aperta
    Poi frulli e sbatti e fai l'analisi quantistica del brodo primordiale.
  • Ah Ehm, se nel caso del gatto bisogna aprire la scatola per stabilire se il gatto è vivo oppure morto, nel caso che tu sia nello stato "ho capito" e "non ho capito"... cosa occorre fare?
    non+autenticato
  • Nella meccanica quantistica un sistema può trovarsi in una sovrapposizione di stati (come nel celebre esempio del gatto che qualcuno a citato) fino a che non si effettua una misura sul sistema e lo si forza ad assumere uno stato preciso.

    Forse un esempio può aiutare:
    Gli elettroni hanno una proprietà che si chiama "spin" e la sua proiezione sugli assi x,y e z può valere ▒ 1/2. Se tu misuri questa proprietà lungo un asse (ad esempio z) trovi sempre uno di questi due valori, ma lungo gli altri due (x e y) non è ben definita.

    In formula
    spin(x) = a|+> + b|->
    spin(y) = c|+> + d|->

    Qui |+> rappresenta lo stato a +1/2 e |-> quello a -1/2 mentre a,b,c e d sono dei numeri. In pratica lo stato è una combinazione di entrambe le possibilità.

    La cosa importante è che se poi uno va a misurare lo spin lungo x o y non trova valori diversi da 1/2 e questo significa che in qualche modo si forza il sistema in uno dei due stati.
    Si potrebbe pensare che allora siamo ignoranti noi e il sistema stava già in una configurazione precisa ma quasi cento anni di esperimenti anno smentito questa interpretazione (in cui credeva pure Einstein: "Dio non gioca a dadi con il mondo").

    Per i qbit il discorso e analogo (al posto dello spin mettici 0 e 1).

    Spero di essere stato abbastanza chiaro...
    non+autenticato
  • E il principio d'indeterminazione di Heisemberg?
    Non servirebbe partire da lì.