Claudio Tamburrino

La guerra nel telecomando

Ma il Mondo non può cambiare canale: in prova all'esercito statunitense si tratta di un controller universale per diversi mezzi di supporto

Roma - La fanteria dell'esercito statunitense sta cercando un nuovo modo per incrementare l'utilizzo di dispositivi meccatronici nei teatri delle operazioni militari: l'ultima novità è un telecomando universale.

L'arte della guerra prevede il coordinamento di molti elementi e un continuo scambio di informazioni tra il livello più basso della scala gerarchica, il soldato, che ha un'informazione diretta su cosa sa succedendo, e il livello più alto, più lontano dall'azione (non sempre con una visuale precisa) ma da cui vengono gli ordini. Accorciare i tempi e rendere più precisa l'azione è ancora più importante con l'evoluzione delle armi: la possibilità di effettuare colpi vincenti è direttamente proporzionale alla capacità di colpire il punto critico dell'avversario.

In tutto questo si inserisce il Common Controller, un sistema capace di interagire con diversi supporti robotici in dotazione all'esercito: una sorta di telecomando universale per robottoni militari.
Il telecomando permette di controllare il Class I Unmanned Aerial System (UAV), una sorta di unità di sorveglianza mobile telecomandata, il Multifunctional Utility/Logistics Equipment, un carrello robot, e il Small Unmanned Ground Vehicle: tutti congegni in dotazione all'esercito statunitense in Iraq e in Afghanistan.

Tutti insieme, e con il controller unico, dovrebbero permettere di far ottenere dati sensibili a piccole unità di fanteria equipaggiate appositamente. In un primo esperimento un operatore con il Common Controller ha inviato un robot a ispezionare un edificio. Il robot ha ripreso qualcuno uscire da un veicolo apparentemente carico di esplosivo. L'operatore ha scattato una fotografia e l'ha inviata alla truppa di controllo che ha potuto costituire in tempo un checkpoint.

Claudio Tamburrino
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9 Commenti alla Notizia La guerra nel telecomando
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  • Come in quel gioco i russi rubano il modulo ACS e riescono ad ottenere le credenziali di accesso a tutti i sistemi di sorveglianza statunitensi, così se qualcuno rubasse un esemplare del telecomandone universale avrebbe dopo una mezza giornata di reverse engineering un passepartout a tutto l'armamentario automatizzato della nazione più guerrafondaia del pianeta.
  • - Scritto da: ephestione
    > Come in quel gioco i russi rubano il modulo ACS e
    > riescono ad ottenere le credenziali di accesso a
    > tutti i sistemi di sorveglianza statunitensi,
    > così se qualcuno rubasse un esemplare del
    > telecomandone universale avrebbe dopo una mezza
    > giornata di reverse engineering un passepartout a
    > tutto l'armamentario automatizzato della nazione
    > più guerrafondaia del
    > pianeta.

    (talebano su una montagna del Waziristan)
    F33ko questo affare, chissà a cosa serve questo bottone rosso...
    Clicca per vedere le dimensioni originali
    Funz
    12993
  • Sono passati migliaia di anni (e di guerre) e questi geni non hanno capito la cosa fondamentale... vinci solo se la tua fanteria è più feroce di quella del nemico. Tutto il resto è solo business.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mrs attack
    > Sono passati migliaia di anni (e di guerre) e
    > questi geni non hanno capito la cosa
    > fondamentale... vinci solo se la tua fanteria è
    > più feroce di quella del nemico. Tutto il resto
    > è solo business.
    "Massì, una bella carica di cavalleria e tutti questi nidi di mitragliatrici saranno spazzati via! Decisione, coraggio e spirito di sacrificio son tutto quello che serve!".
    Nella prima guerra mondiale dei generali alleati credevano queste cose nei primi mesi di combattimento: spazzate via le cariche dalle nuove mitragliatrici e artiglieria, si trincerarono in una devastante guerra d'attrito pensando che avrebbe perso chi avrebbe smesso per primo di tollerare perdite dovute a bombardamenti, gas, attacchi alla baionetta.

    La guerra di movimento della seconda guerra mondiale è diventata la guerra della jungla del Vietnam, quella dei deserti iracheni si è spostata nella guerriglia delle città e nella guerra di quota e grotte dell'Afghanistan. Nel frattempo le popolazioni occidentali hanno accettato di lasciar chiamare dai loro governanti "operazioni di pacificazione e di polizia" quelle guerre, in cambio della riduzione dei morti occidentali.
    Un drone costa caro, ma la sua distruzione non occupa nemmeno il trafiletto di un giornale (nonostante costi un pacco di soldi). I dispositivi di comunicazione e sensori vari rendono un soldato capace di operare in territori dove in passato sarebbe stato schiacciato da chi conosceva il terreno da generazioni (e anche adesso spesso fatica a cavarsela, nonostante drone, occhiali a intensificazione di luce, giubbotti in kevlar e blindati di ultima generazione).

    La guerra è sanguinosa e costosa, ma ormai da decenni si spera che la tecnologia sia la bacchetta magica che risolverà il tutto. IMHO, finora l'unica arma ad aver realmente influenzato le strategie è stata l'arma nucleare e non è che ci sia da entusiasmarsene...Triste
    non+autenticato
  • Posso capire che questo "tecomando" sia cifrato da algoritmi indecifrabili, ma come la storia ci insegna prima o poi te lo aprono il lucchettino, sempre se non c'è qualche "pazzo" che ti da chiave per un lauto compenso, da qui usare un solo sistema di cripatzione unico rende la vita facile a chi ne volesse venire in possesso, chi colpo riuscirebbe a controllare la totalità delle varie armi telecomandate, finchè i robot non saranno degli automi in grado di ragionare come un soldato ma basando i loro ragionamenti su regole matematiche di fedeltà al loro paese, dotare tutto equipaggiamento bellico di un unico codice universale può far prevedere il classico pazzo che vuole comandare il mondo semplicemente craccando un sistema, anche se per farlo ci vorrebbe comunque il suo tempo.

    Penso che la cosa sia stata sottovalutata come lo è stata la "non" criptazione dei dati video dei droni americani, una beffa incredibile dopo tutti i soldi spesi, per lo meno non sono armi in grado di sparare ma solo spie di un certo livello.
    non+autenticato
  • infatti, è cifrato come le comunicazioni del predatorA bocca aperta

    http://defensetech.org/2009/12/17/drone-tv-the-1-s.../
  • Si lo so che lo è, ma anche i dvd lo erano eppure...

    So anche che uno è fisso e l'altro è variabile, ma di fatto pur non essendo facile è possibile, il fatto che lo sia, trattandosi di armi, non mi piace, tutto qui, sai il mondo è pieno di pazzi e assatanati di potere quindi...
    non+autenticato
  • > trattandosi di armi, non mi
    > piace, tutto qui, sai il mondo è pieno di pazzi e
    > assatanati di potere
    > quindi...

    Già. Soprattutto i presidenti USA.
    Quelli si che sono pericolosi visto che sono gli unici che le armi di distruzione di massa le USANO davvero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Homer S.
    > > trattandosi di armi, non mi
    > > piace, tutto qui, sai il mondo è pieno di pazzi
    > e
    > > assatanati di potere
    > > quindi...
    >
    > Già. Soprattutto i presidenti USA.
    > Quelli si che sono pericolosi visto che sono gli
    > unici che le armi di distruzione di massa le
    > USANO
    > davvero.



    PAROLE SANTE E QUOTONE

    anzi ci aggiungerei una dimenticanza...

    Loro sono così avanti, che fanno le guerre preventive!!!!

    HAHAHAHAHA......che tristezza!!!
    non+autenticato