Giorgio Pontico

ASCAP: Guitar Hero è cosa nostra

Mettere a disposizione dei propri clienti il famoso videogame di simulazione musicale equivale a possedere un Jukebox. E questo costa, s'ha da pagare

Roma - L'ultimo bersaglio di ASCAP, la collecting society statunitense che in passato aveva chiesto invano il pagamento delle royalty sulle suonerie dei cellulari, è il popolare videogame Guitar Hero: ai gestori di un locale che mette a disposizione dei suoi clienti questo videogioco è stato chiesto di pagare 800 dollari per compensare i detentori dei diritti per i brani diffusi attraverso il gioco.

Come sostengono in molti, le royalty pretese da ASCAP verrebbero pagate direttamente dalla software house che produce il videogioco, la quale a sua volta si rifà sul prezzo di vendita del titolo: quello applicato al bar in oggetto appare quindi come un balzello difficile da digerire.

Sembra infatti poco probabile che i gestori del bar, non trattandosi questa volta di colosssi come Apple e Google, optino per il mantenimento del videogame e che preferiscano piuttosto rinunciare a far giocare i propri clienti con Guitar Hero: che secondo ASCAP rappresenterebbe l'equivalente di un Jukebox, e per il cui uso non viene corrisposto alcun compenso relativo alle esecuzioni ai detentori dei diritti.
Giorgio Pontico
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