mafe de baggis

NoLogo/ Difendi la tua Rete

di Mafe De Baggis - Il progresso non è novità: è guardare al presente pensando al futuro. Internet risponde ai più ancestrali bisogni dell'uomo: tra gli altri, quello di comunicare coi suoi simili

Roma - Quella strana sensazione di aver già visto o vissuto qualcosa, hai presente? Gli psicologi lo chiamano "déjà vu", un fenomeno frequente, poco spiegato, sgradevole e soddisfacente allo stesso tempo. In Matrix il déjà vu evidenzia un bug del software che disegna la realtà virtuale in cui gli umani credono di essere liberi: è un punto di contatto tra mondi paralleli, un momento in cui sfioriamo il mistero e rimaniamo come paralizzati per un microsecondo.

A me piace pensare che qualunque innovazione - tecnologica e non - sia un grande piccolo dèjà vu per chi ne coglie al volo l'importanza: mi piace chiamarla dèjà new, qualcosa che vedi per la prima volta ma riconosci lo stesso. Non è un caso che le vere grandi innovazioni non abbiano bisogno di un manuale di istruzioni: tu vedi una ruota e capisci che per farla "funzionare" devi appoggiarla di taglio, non di piatto, tocchi un iPhone e da quel momento in poi qualunque schermo non risponda al tatto ti sembrerà "sbagliato". Che bisogno c'è di spiegare a cosa serve uno strumento che aumenta a dismisura le tue possibilità di comunicare con altri esseri umani?

A me piace pensare che non ci sia bisogno di alfabetizzazione tecnologica e di divulgazione digitale, ed è un pensiero allo stesso tempo ottimista e disperato: non ce n'è bisogno perché la recente velocissima evoluzione degli strumenti di comunicazione e di partecipazione è un dèjà new per moltissimi, per tutti quelli che li usano e basta: ed è probabilmente incomprensibile - per sempre - a tutti gli altri. È variante sociale di una frase tipica dei litigi di coppia "se non lo capisci da solo è inutile che te lo spieghi".
Quando guardo una chat, un blog, un social network, un disco condiviso, io non vedo una "novità": io vedo il modo migliore di soddisfare un bisogno preesistente, un bisogno basico per ogni essere umano e cioè coltivare la relazione con gli altri. Ogni nuovo strumento di comunicazione - dalle incisioni rupestri di Altamira alla stampa a caratteri mobili, al telegrafo, fino al Kindle - è un passo avanti in un percorso equilibrato di aumento delle possibilità di accesso ai contenuti (prima in lettura, oggi in scrittura) e alle altre persone (prima nello stesso luogo, poi nello stesso tempo, oggi a prescindere dal luogo e dal tempo).

Internet non è un cambiamento di percorso, è un passo avanti sullo stessa traiettoria: come tutte le nuove forme di comunicazione viene accettata al volo dagli esseri umani e combattuta dal potere.

Come ho raccontato di recente alla presentazione della seconda edizione di Anteprima, un po' intimidita dalla presenza di Manuel Castells, chi rifiuta uno strumento che aumenta a dismisura le nostre possibilità dirette di accesso ai contenuti e ai nostri pari non sta rifiutando il "computer", la "tecnologia", ma sta dicendo no alla collaborazione, alla socialità, all'impegno, alla libera espressione.

Oggi più che mai: chi ti dice che vuole regolare "Internet" si sta autodenunciando come qualcuno che vuole regolare la tua libertà di comunicare, informare, partecipare, agire senza dover chiedere il permesso a un potere centralizzato.

Mafe de Baggis

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16 Commenti alla Notizia NoLogo/ Difendi la tua Rete
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  • Citazione:
    tocchi un iPhone e da quel momento in poi qualunque schermo non risponda al tatto ti sembrerà sbagliato.

    MMMMMMMM
    Un intero artico cammuffa un oggetto singolo, l'unico menzionato non a caso, perchè se fosse stato inserito in un contesto di altre marche avrebbe perso il suo significato.
    Si utilizza un articolo "neutro" dagli ottimi concetti, ci si infila l'oggetto da pubblicizzare e voilà ecco creato l'articolo del post.

    Ma ci prendete per scemi?.....forse si....
    non+autenticato
  • Sono pienamente d'accordo con te....nonostante ciò mi sento di dire(dato che cmq l'articolo tocca argomenti delicati)"ragazzi..condividiamo le nostre esperienze...e creiamo qualcosa di sempre migliore"COLLABORANDO..invece di fare ostruzionismo fra noi..se ci mettessimo tutti insieme..potremo creare qualcosa di unico e sempre migliore...
    non+autenticato
  • Un altro insipido articolo nel quale non perde occasione di infilare trasversalmente la sua partecipazione a questo o quello evento ... davvero abbiamo bisogno di articoli così?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Filippo Marchetti
    > Un altro insipido articolo nel quale non perde
    > occasione di infilare trasversalmente la sua
    > partecipazione a questo o quello evento ...
    > davvero abbiamo bisogno di articoli
    > così?

    Quello di cui non abbiamo bisogno è qualcuno che si arroghi il diritto di decidere cosa possiamo scrivere e cosa possiamo leggere, che lo faccia in nome di un'etica religiosa, di una moralità ideologica o di una logica economica non cambia: queste persone sono nocive alla libertà, alla NOSTRA libertà.

    Quindi, in tempi in cui ogni episodio è un buon motivo per invocare la censura generalizzata, o "la regolamentazione" per usare un eufemismo, questi articoli sono da lodare ed apprezzare.

    Grazie a Mafe De Baggis.
    Ubunto
    1350
  • Vorrei puntualizzare che essere a favore della liberta' di espressione e del concetto di una rete libera non significa difendere aprioristicamente Facebook o Twitter (ampiamente strumentalizzate ad uso di propaganda e sovversione in senso asimmetrico a favore non certo degli utenti...). Sentire il bisogno di comunicare non ci deve distogliere dalla necessita' di difenderci dall'invasione della nostra privacy. Guardo con un certo sconcerto quanti ingenuamente passano ore a comunicare di spontanea volonta' i propri piu' intimi segreti ad entita' che e' facile sospettare non ne facciano buon uso. Rispetti.
    non+autenticato
  • La rete è nata libera, e noi vogliamo che resti libera; l' essenza della rete è la partecipazione, lo scambio, la condivisione; di certo non è il modello di trasmissione "uno-a-molti", e nemmeno il modello culturale "ipse dixit".

    C' è gente che, invece, vorrebbe trasformarla in una sorta di pay-tv, dove tutto (notizie, articoli, testi, giochi) sarebbe prodotto da pochi, e visto solo da spettatori paganti, che non vogliono fare più sforzi intellettuali di quando guardano la TV, e che non vogliono sentire differenze nel passaggio dal telecomando al mouse. La rete non deve trasformarsi in un simile abominio, e che vuole una cosa del genere, rimanga a guardare la TV e non cerchi di trasformare la rete nello stesso modo (o di finanziare chi vuole trasformare la rete in questo senso)
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > La rete è nata libera,

    sotto il controllo dell'esercito americano con il nome di Arpanet.

    In particolare per la paura di un attacco nucleare portato avanti dai sovietici.

    Lazzaretti.......... 4

    :)
  • E quindi l' avevano realizzata in modo che non fosse disattivabile, e che potesse funzionare anche dopo una parziale distruzione.

    Chi invece vuole un sistema per la distribuzione dei propri contenuti (Murdoch, Disney, iTunes...) desidera realizzare una piattaforma centralizzata, da cui puoi escludere i concorrenti se non ti pagano abbastanza, e con cui puoi bloccare l' accesso agli utent non paganti (o introdurre diversi livelli di accesso, con diverse fasce di prezzo)

    Murdoch, con Sky, ha realizzato una cosa del genere, Apple, con iTunes e l' iPhone, anche; ma se li tengano loro, e non cerchino di trasformare internet con questo modello.
    non+autenticato
  • > Murdoch, con Sky, ha realizzato una cosa del
    > genere, Apple, con iTunes e l' iPhone, anche; ma
    > se li tengano loro, e non cerchino di trasformare
    > internet con questo
    > modello.

    Libertà vuol dire accettare anche queste scelte, è un loro diritto.

    Non ti vanno bene quelle proposte, guarda appena oltre e troverai tantissime cose libere e condivisibili.
  • angros ha concluso il suo intervento con "ma se li tengano loro, e non cerchino di trasformare internet con questo modello.".

    Dove dovremmo guardare, se lo scopo è quello di rendere il loro modello di business l'unico modello?
    E poi perché il diritto di farsi pagare dovrebbe essere superiore al mio di non accedere ai loro contenuti (a pagamento)?

    Attualmente sono questi "signori" a costituire ciò che di interessante c'è in internet, o sono piuttosto dei ritardatari che cercano di farsi strada fra la folla con calci, pugni e sputi?
    Ubunto
    1350
  • Appunto: Murdoch ha tutti i diritti di fare la sua piattaforma via satellite, e di noleggiare i suoi ricevitori; a quel punto, chi ha preso a noleggio il decoder non può manometterlo (non è suo), e accetta le regole del contratto; ma non va più bene se Murdoch pretende di trasformare internet con questo modello, e di imporre regole analoghe per l' uso del mio computer.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo75
    > > Murdoch, con Sky, ha realizzato una cosa del
    > > genere, Apple, con iTunes e l' iPhone, anche; ma
    > > se li tengano loro, e non cerchino di
    > trasformare
    > > internet con questo
    > > modello.
    >
    > Libertà vuol dire accettare anche queste scelte,
    > è un loro
    > diritto.

    Di QUALE diritto stai parlando?

    > Non ti vanno bene quelle proposte, guarda appena
    > oltre e troverai tantissime cose libere e
    > condivisibili.

    Ma si si, certo. Io e' dal 1996 che non do' un soldo per musica, film, software, o altro. Neanche un centesimo. Sono sicuro che hai ragione tu su questa cosa. Tuttavia non e' possibile tapparsi il naso e guardare altrove... perche' queste entita' tumorali giganti hanno la facolta' di pagare professori pronti ad affermare qualsiasi cosa, deviando i parlamenti, degenerando i consessi accademici, etc. Che nel medio/lungo periodo si trasforma in una informazione malata... insomma, la liberta' va di pari passo con l'indipendenza... se ci sono concentrazioni eccessive (liberticide) che impediscono la pluralita' dei player (indipendenti), e' un problema.
  • - Scritto da: pippo75
    > - Scritto da: angros
    > > La rete è nata libera,
    >
    > sotto il controllo dell'esercito americano con il
    > nome di
    > Arpanet.
    >

    ARPANET fu in seguito usata per scopi militari e per la ricerca scientifica (dalle università), ma è dalla comunità di studenti universitari che sono nate le applicazioni ad uso "civile" (BBS, Newsgropus...).
    Ben prima che Arpanet divenisse "Internet", i suoi usi militari vennero spostati in MILNET, una rete dedicata.
    Ubunto
    1350
  • - Scritto da: pippo75
    > - Scritto da: angros
    > > La rete è nata libera,
    >
    > sotto il controllo dell'esercito americano con il
    > nome di
    > Arpanet.
    >
    > In particolare per la paura di un attacco
    > nucleare portato avanti dai
    > sovietici.

    Pero' mancavano ancora ethernet, tcp, udp, il mouse ... nell'81 un pinco pallino di nome Jon Postel scrisse il TCP usando il c.d. Principio di Robustezza, una sorta di regola d'oro della comunicazione (rfc793, par 2.10, localizzato it_DIO: "non comunicare con gli altri come non vuoi che si comunichi con te"), poi e' arrivata la camera del commercio inglese, e l'istituto delle universita' francesi, ed e' nata Internet. Poi un tizio qui in Italia s'e' ipotecato casa per fare da ISP (che, nonostante stia scrivendo col sorriso in bocca per il Lazzaretti, non e' una battuta), ed e' arrivata anche qui in Italia. Internet e' nata Libera, occorre solo "riconoscerlo" cosi' come la nostra Costituzione gia' "riconosce" altri diritti fondamentali (tra cui il diritto di esprimersi liberamente, da alcuni giuristi gia' esteso a "telecomunicare liberamente"). Passa dal libraio di Bruno va...

    :)

    > Lazzaretti.......... 4
    >
    >Sorride
  • ... anche se queste cose all'alba del 2010 dovrebbero essere state ormai recepite e digerite da tutti, ma a quanto pare non è proprio cosi. C'è ancora molta gente che non ha capito o peggio ancora non vuole capire, si rifiuta di capire. Perciò bisogna cercare, in ogni occasione possibile, di ribadire l'ovvio.

    Purtroppo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Eretico
    > ... anche se queste cose all'alba del 2010
    > dovrebbero essere state ormai recepite e digerite
    > da tutti, ma a quanto pare non è proprio cosi.
    > C'è ancora molta gente che non ha capito o peggio
    > ancora non vuole capire, si rifiuta di capire.
    > Perciò bisogna cercare, in ogni occasione
    > possibile, di ribadire l'ovvio.

    Parole sante: c' è gente che ritiene che internet sia come sky, o come il digitale terrestre; vuole solo scegliere il canale, e stare a guardare, e invece di produrre qualcosa non fa altro che cantare le lodi della sua azienda preferita, aspettando che gli offra la biada, e facendosi mungere il portafogli.
    non+autenticato