Libera Rete in libero Stato

di G. Scorza - Dopo il polverone sollevato con l'aggressione al Premier, il governo vorrebbe riscrivere la libertà di espressione dei cittadini online. Ma solo la magistratura dovrebbe poterla comprimere, e solo rispetto a un singolo contenuto

Roma - Dopo gli annunci e le smentite dei giorni scorsi, il Governo, nel corso dell'ultimo Consiglio dei Ministri del 18 dicembre ha resistito alla tentazione di adottare gli annunciati provvedimenti straordinari ed urgenti attraverso i quali sembrerebbe intenzionato a dettare una disciplina speciale per talune fattispecie di reati di opinione commessi online.

È una notizia da salutare con favore ma con l'avvertenza che la questione rimane una priorità nell'agenda di Palazzo Chigi. Domani, infatti, il Ministro degli Interni Roberto Maroni incontrerà al Viminale i rappresentanti delle società che forniscono servizi di connettività, le associazioni di categoria ed i responsabili dei principali social network e delle maggiori piattaforme di user generated content.

La situazione resta, dunque, estremamente fluida e, sfortunatamente, condizionata da una forte componente emotiva che costituisce sempre una "cattiva consigliera" nell'adozione di un provvedimento normativo specie se destinato ad esplicare efficacia in un intervallo di tempo considerevole ed in relazione a questioni complesse e strutturate quali quelle che concernono l'utilizzo di un mezzo di comunicazione come Internet per l'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero. Le leggi sono precetti generali ed astratti mentre è ovvio che l'emozione per uno specifico episodio di violenza, di minaccia o di abuso di un diritto o di una libertà, inneschi un meccanismo per effetto del quale il legislatore è naturalmente portato a preoccuparsi più del particolare che del generale. Con la conseguenza che, assai di frequente, i provvedimenti "emotivi" sono provvedimenti che hanno per effetto quello di comprimere oltre il lecito ed il ragionevole i diritti e gli interessi di molti al fine di evitare e reprimere gli eccessi e gli abusi di pochi.
La storia moderna della legislazione in materia di Internet è piena di tali esempi.
Il Decreto Pisanu ne rappresenta uno dei più noti: all'indomani degli attentati di Londra e di Madrid si dettarono - sull'onda dell'emozione e della paura determinata da quegli atroci episodi - provvedimenti che hanno avuto il pressoché unico effetto di limitare la diffusione dell'accesso alle risorse di connettività nel nostro Paese e, dunque, di privare milioni di cittadini di straordinarie opportunità in termini di accesso all'informazione in nome della poco ponderata preoccupazione che un terrorista potesse sedersi ad un bar di Piazza Navona e coordinare via chat, all'ombra della fontana dei quattro fiumi, chissà quale attentato, mentre non avrebbe potuto fare altrettanto semplicemente intercettando una delle centinaia di reti WiFi di uffici e private abitazioni che incrociano sulla stessa piazza.

Allo stesso modo ed in nome di analoghe condivisibili emozioni che, tuttavia, non avrebbero dovuto giustificare il varo di provvedimenti tanto straordinari e sproporzionati rispetto al naturale contemperamento di contrapposti interessi ed esigenze che dovrebbe caratterizzare ogni intervento normativo, il nostro legislatore ha, negli anni, varato norme che consentono, in materia di repressione della pedopornografia online e del gioco d'azzardo l'oscuramento di interi siti internet o piattaforme di comunicazione sulla base di provvedimenti amministrativi inoltrati direttamente ai provider sotto forma di blacklist.

È ovvio che la gravità dei fenomeni criminali da reprimere - più condivisibile nel caso della pedopornografia che in quello del gioco d'azzardo - ha precluso un dibattito sereno sull'argomento e giustificato il varo di misure che innegabilmente rischiano di pregiudicare - ancorché in un numero probabilmente limitato di casi - l'esercizio di diritti e libertà fondamentali.
Erano e restano argomenti "scabrosi" che la comunità scientifica e politica ha preferito non affrontare per evitare di sentirsi bollare come difensori di pedopornografi o incalliti giocatori d'azzardo ma, così facendo, è innegabile che si sia aperto un vulnus nell'Ordinamento che ha implicitamente accettato l'idea dell'oscuramento amministrativo ed extragiudiziario di un sito Internet e/o di una piattaforma di comunicazione in ragione del contenuto che vi è ospitato.

L'eccezione alle regole ed ai principi fondamentali del diritto rappresenta sempre un pericolo perché la sua reiterazione ed il suo ampliamento rischiano spesso di determinare, con il tempo, lo sgretolamento definitivo di regole e principi tanto più grave quanto più alto è il rango della regola o del principio. Ogni eccezione all'equilibrio tra libertà di manifestazione del pensiero e responsabilità per l'ipotesi di eventuali abusi, dunque, deve essere vagliata con straordinaria cautela perché questa libertà sancita all'art. 21 della nostra Costituzione e già cristallizzata nell'art. 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino del 1789, costituisce un intoccabile caposaldo del nostro Ordinamento democratico.

Muovendo da tali considerazioni sembra opportuno sottolineare sin d'ora che l'emozione seguita agli episodi di istigazione alla violenza online consumatisi negli ultimi giorni non può giustificare interventi normativi che mirino a - o abbiano l'effetto di - scavalcare l'accertamento giurisdizionale - ancorché in sede cautelare - del carattere illecito di un contenuto che deve, necessariamente precedere qualsivoglia ordine di rimozione del contenuto medesimo dallo spazio telematico.

L'auspicabile collaborazione degli intermediari della comunicazione con le Autorità nazionali che sembra essere l'oggetto dell'incontro di domani al Viminale, pertanto, mentre potrà concernere l'individuazione di adeguati strumenti di semplificazione ed attuazione di eventuali provvedimenti giurisdizionali su piattaforme gestite da soggetti anche stranieri - a prescindere, peraltro, da qualsivoglia responsabilità di detti soggetti - non dovrà in alcun caso contemplare la possibilità per Autorità nazionali diverse dalla magistratura di richiedere direttamente all'intermediario della comunicazione la rimozione di un determinato contenuto. Se, infatti, è legittimo - ancorché lo ritenga socialmente e politicamente non auspicabile - che un intermediario della comunicazione, qualora a ciò contrattualmente legittimato nel rapporto con i propri utenti, provveda autonomamente alla rimozione di un contenuto in conflitto con le condizioni generali di utilizzo dei propri servizi, tale non può ritenersi una disposizione di legge e/o accordo che affidi ad un asse tra il potere politico e quello economico l'autonoma sovranità sui contenuti suscettibili di essere diffusi online e quelli che non possono esserlo.

Fuor di metafora ciò significa che episodi come quello consumatosi nei giorni scorsi in cui il Governo italiano ha chiesto a Facebook la rimozione di taluni contenuti - prima ancora che la magistratura pure interessata si fosse pronunciata sulla loro effettiva illegittimità - e il gigante del social network vi ha provveduto non possono rappresentare una best practice di cui appaia auspicabile il recepimento in una norma di legge e/o in un accordo tra Governo ed operatori. Si tratterebbe di un pactum sceleris che introdurrebbe una governance della Rete incompatibile con i più elementari principi del diritto e che travolgerebbe ogni garanzia costituzionale per l'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero.

La governance della Rete non può essere affidata ad un asse politico-economico autorizzato per legge ad agire al di fuori ed al di sopra del controllo giurisdizionale. È e deve restare la sola autorità giurisdizionale ad ordinare la rimozione - anche in sede cautelare - di un contenuto dallo spazio telematico.

Vi è poi un altro aspetto che non può essere trascurato ed in relazione al quale occorre, sin d'ora, essere assolutamente chiari: l'illegittimità è caratteristica che riguarda sempre uno specifico contenuto e mai uno strumento, una piattaforma o un medium.
La conseguenza di tale ovvia - ma troppo di frequente dimenticata - considerazione è che l'unico contenuto accettabile dei provvedimenti cautelari ed urgenti che potranno essere contemplati nell'eventuale iniziativa legislativa allo studio del Governo, dovrà essere l'ordine di rimozione di un contenuto puntualmente identificato mentre non potrà, in nessun caso, essere la rimozione o l'oscuramento di un'intera piattaforma di comunicazione, di un intero blog o, di qualsiasi altra forma di aggregazione di contenuti.

Ogni contenuto ha un autore ed ogni autore è responsabile dell'eventuale abuso della libertà di manifestazione del pensiero ma, prima ancora, titolare di tale insopprimibile libertà.
Tradire queste elementari indicazioni significa far correre al Paese il rischio che la Rete si trasformi in una grande TV e che l'Italia, negli anni a venire, sia condannata a subire le inacettabili distorsioni che hanno caratterizzato negli ultimi decenni il sistema dell'informazione nazionale comprimendo al di là di ogni ragionevole limite la libertà di informazione e condizionando sensibilmente - non importa in quale direzione - la politica del Paese.

La Rete di un Paese libero - o che tale ambisca a divenire - non può che essere libera ed è esattamente questo - libera Rete in libero Stato - il titolo del sit in che proprio per ricordare al Governo senza alcuno spirito polemico e senza voler innalzare alcuna barricata fisica o elettronica l'esigenza di preoccuparsi prima di garantire la libertà e poi di perseguire gli eventuali abusi, si terrà a Roma, in Piazza del Popolo il 23 dicembre, alle 17.30.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
www.guidoscorza.it
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30 Commenti alla Notizia Libera Rete in libero Stato
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  • Condivido gran parte di quello che ho letto, ho da fare qualche considerazione sulla 'neutralità del mezzo'.
    Da sempre sostengo che trovo corretto colpire chi commette il reato e non il mezzo attraverso cui si sviluppa.
    Cosi come non si colpisce Telecom se qualche deficente usa il telefono per fare telefonate minatorie.

    Ma resta comunque una necessità di collaborazione in caso di reati sistematici tramite il mezzo offerto.

    Spiego meglio, se uno mi manda delle lettere con contenuto esplosivo il colpevole è il mittente e non Poste Italiane.
    Ma se questo comincia ad accadere spesso, deve essere possibile da parte dell'autorità giudiziaria chiedere a Poste Italiane di dotarsi di mezzi (quando e se esistono), per controllare in modo meno invasivo e lesivo della privacy possibile, se passano dei pacchi bomba.
  • ma spesso e volentieri si confonde mezzo con utilizzatori (sia fornitori di servizi che utenti dei servizi). Per restare nell'esempio da te fatto. Le poste utilizzano le strade e le ferrovie, per esempio, per recapitare il pacco bomba. E allo si chiede alle Poste la collaborazione non ai mezzi di istradamento utilizzati dalle poste. Per il resto, la neutralità della rete, ved. la mia risposta a "giusto prendere provvedimenti" sono pierob.

    Buona giornata, Piero

    PS. il succo è che esistono già le leggi e non ne occorrono altre basta applicarle tutte e a tutti
  • - Scritto da: pierob
    > ma spesso e volentieri si confonde mezzo con
    > utilizzatori (sia fornitori di servizi che utenti
    > dei servizi). Per restare nell'esempio da te
    > fatto. Le poste utilizzano le strade e le
    > ferrovie, per esempio, per recapitare il pacco
    > bomba. E allo si chiede alle Poste la
    > collaborazione non ai mezzi di istradamento
    > utilizzati dalle poste. Per il resto, la
    > neutralità della rete, ved. la mia risposta a
    > "giusto prendere provvedimenti" sono
    > pierob.

    In realtà la collaborazione penso dovrebbe essere ad ogni livello anche se ovviamente calano anche le responsabilità e si parte dall'alto.
    Faccio un esempio paradossale, ipotizziamo che periodicamente un postino recapiti pesanti pacchi a forma di mitra a un privato.
    Penso sia suo dovere mettere in allerta Poste Italiane (senza ovviamente aver diritto di aprire il pacco).
    E' un esempio palesemente estremo, ma per dire che in realtà nessuno è totalmente esente, nel suo piccolo, dal sfavorire che si compiano illeciti.

    > PS. il succo è che esistono già le leggi e non ne
    > occorrono altre basta applicarle tutte e a
    > tutti

    Su questo concordo pienamente, forse ce ne sono anche troppe e le sanzioni sono spesso talmente spropositate da essere di fatto inapplicabili.

    Ricordo una frase che sentii anni fa ad un convegno, 'se vedi l'autore di un CD e gli tiri un pugno, la pena che ti ritrovi è inferiore a quella che ti spetta se masterizzi una copia del CD stesso'.
  • Paradossale... Il postino va bene così il poliziotto ma non il privato cittadino altrimenti rischiamo di diventare una nazione di delatori o peggio 1984.
    Ciao Piero

    Sulle leggi concordo a maggior ragione quindi non facciamone altre
  • L'esempio del pacco bomba da te portato è assolutamente fuori luogo, in quanto, attraverso il doppino del telefono non si può trasportare nessun pacco e men che meno una bomba. Dal cavo infatti passano unicamente informazioni, e non è certo compito di uno stato democratico stabilire quali informazioni debbano passare e quali informazioni debbano invece venir bloccate, se invece, vogliamo parlare di uno stato non democratico, allora, è, chiaro, possiamo anche entrare nel merito della discussione.
    non+autenticato
  • Però se al posto del pacco bomba ci fossero lettere minatorie, con contenuti offensivi o magari fotoromanzi pedopornografici non sarebbe da controllare alla stessa stregua di internet?

    Solo perchè su internet è più facile non vuol dire che non sia possibile o magari non esista un giro molto più vasto e occulto nel mondo reale, in fondo prima di internet si piratava lo stesso e la pornografia esisteva comunque, ora si è solo spostata l'attenzione.
    Wolf01
    3342
  • Il vero scopo non è mettere sotto controllo certi gruppi (la Polizia Postale lo fa già e ci sono già gli strumenti legislativi necessari per intervenire), ma è quello di introdurre nella percezione della popolazione l'idea che Internet sia un covo di delinquenti e che quindi è giusto tenerlo sotto stretta sorveglianza.

    I politici sono terrorizzati da Internet perché non è controllabile come la televisione (e in questo paese è più vero che mai).

    Non dobbiamo permettergli di rubarci la libertà.

    Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza.

    Benjamin Franklin
    non+autenticato
  • - Scritto da: nobody
    > Il vero scopo non è mettere sotto controllo certi
    > gruppi (la Polizia Postale lo fa già e ci sono
    > già gli strumenti legislativi necessari per
    > intervenire), ma è quello di introdurre nella
    > percezione della popolazione l'idea che Internet
    > sia un covo di delinquenti e che quindi è giusto
    > tenerlo sotto stretta
    > sorveglianza.
    >
    > I politici sono terrorizzati da Internet perché
    > non è controllabile come la televisione (e in
    > questo paese è più vero che
    > mai).
    >
    > Non dobbiamo permettergli di rubarci la libertà.
    >
    > Chi è pronto a dar via le proprie libertà
    > fondamentali per comprarsi briciole di temporanea
    > sicurezza non merita né la libertà né la
    > sicurezza.

    >
    > Benjamin Franklin


    E allora vediamo di non fornire facili alibi a chi vuole controllare internet! Un'automoderazione di social network blog forum e simili alla maniera di PI mi sembra fattibilissima e non mi sembra danneggi la libertà di internet
  • >...Un'automoderazione di social network blog forum e simili alla maniera di PI mi sembra fattibilissima...

    PI applica "Un'automoderazione"? Non mi risulta... applica una moderazione diretta, che implica persone che lavorano per controllare i post. Se avesse centinaia di migliaia di post al giorno, probabilmente non avrebbe i soldi per permetterselo... alla faccia del "fattibilissima"...

    Cosa intendi per "automoderazione"?
    Per alcuni siti, tipo youtube, controllare ogni singolo video per evitare che infranga il copyright può essere impossibile.
    Quindi o si permette youtube, che mette a disposizione tutti gli strumenti per rimuovere gli illeciti, o si vieta in nome della legalità, perché non è in grado di controllare tutto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > - Scritto da: nobody
    > > Il vero scopo non è mettere sotto controllo
    > certi
    > > gruppi (la Polizia Postale lo fa già e ci sono
    > > già gli strumenti legislativi necessari per
    > > intervenire), ma è quello di introdurre nella
    > > percezione della popolazione l'idea che Internet
    > > sia un covo di delinquenti e che quindi è giusto
    > > tenerlo sotto stretta
    > > sorveglianza.
    > >
    > > I politici sono terrorizzati da Internet perché
    > > non è controllabile come la televisione (e in
    > > questo paese è più vero che
    > > mai).
    > >
    > > Non dobbiamo permettergli di rubarci la libertà.
    > >
    > > Chi è pronto a dar via le proprie libertà
    > > fondamentali per comprarsi briciole di
    > temporanea
    > > sicurezza non merita né la libertà né la
    > > sicurezza.

    > >
    > > Benjamin Franklin
    >
    >
    > E allora vediamo di non fornire facili alibi a
    > chi vuole controllare internet!
    > Un'automoderazione di social network blog forum e
    > simili alla maniera di PI mi sembra
    > fattibilissima e non mi sembra danneggi la
    > libertà di
    > internet

    Che idiozia.
    È solo un modo di queste amebe per non prendersi la responsabilità di aver decretato la censura su Internet alla pari dei loro degni compari cinesi spostandola sui fornitori dei servizi e lavandosene così le mani.

    Non si può pretendere che questa "sottile astuzia" sia capibile da chiunque, a quanto pare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nobody
    > Il vero scopo non è mettere sotto controllo certi
    > gruppi (la Polizia Postale lo fa già e ci sono
    > già gli strumenti legislativi necessari per
    > intervenire)

    La polizia postale purtroppo non ha grandi potenzialità, nel senso di personale .. se dovesse buttare via il suo tempo siamo a cavallo.
    Con mezzi legislativi più efficaci, la polizia agisce più efficacemente

    > ma è quello di introdurre nella
    > percezione della popolazione l'idea che Internet
    > sia un covo di delinquenti e che quindi è giusto
    > tenerlo sotto stretta
    > sorveglianza.

    Internet come l'abbiamo conosciuto in passato morirà schiacciato dall'ignoranza delle masse ... anche la TV, solo 20 anni fa, aveva un contenuto qualitativo moooooolto più alto ... internet si degraderà mooooolto più velocemente

    > I politici sono terrorizzati da Internet perché
    > non è controllabile come la televisione (e in
    > questo paese è più vero che
    > mai).

    Scusa ... com'è controllabile la televisione?

    > Non dobbiamo permettergli di rubarci la libertà.

    Si parla di rubare una libertà di fare qualcosa quando questa può esserti tolta ... per caso sei uno di quelli che inneggia al nazismo? Fai how to di come costruire bombe? Auguri morti atroci ad altre persone?
    Se sì ... speriamo che ti becchino.
    Se no ... di cosa hai paura? Di non poter più dire che Berlusconi ti sta sulle scatole? O per forza per dire una cosa come questa preferiresti usare parole diffamatorie?

    > Chi è pronto a dar via le proprie libertà
    > fondamentali per comprarsi briciole di temporanea
    > sicurezza non merita né la libertà né la
    > sicurezza.

    >
    > Benjamin Franklin

    Ambiguo Franklin ... dice temporanea, quindi se la cosa è duratura va bene? O è comunque male? Fosse stato più preciso non ci sarebbe questo dubbio, così come c'è il dubbio se, ad esempio, il reato di diffamazione fatto su internet ha valore diverso che se fatto su carta stampata
    non+autenticato
  • >
    > Scusa ... com'è controllabile la televisione?
    >
    Posso risponderti molto semplicemente? E' controllabile perché è in mano quasi esclusivamente a una sola persona che decide cosa farti vedere e cosa no.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pronto

    > La polizia postale purtroppo non ha grandi
    > potenzialità, nel senso di personale ..

    neanche grandi capacità, a dirla tutta.

    > Internet come l'abbiamo conosciuto in passato
    > morirà schiacciato dall'ignoranza delle masse ...
    > anche la TV, solo 20 anni fa, aveva un contenuto
    > qualitativo moooooolto più alto ... internet si
    > degraderà mooooolto più
    > velocemente
    >

    Sveglia è gia degradato.
    E parecchio pure.
    Da quando è diventato fenomeno di massa.

    > > I politici sono terrorizzati da Internet perché
    > > non è controllabile come la televisione (e in
    > > questo paese è più vero che
    > > mai).
    >
    > Scusa ... com'è controllabile la televisione?
    >

    Stai scherzando, vero?

    > > Non dobbiamo permettergli di rubarci la libertà.
    >
    > Si parla di rubare una libertà di fare qualcosa
    > quando questa può esserti tolta ... per caso sei
    > uno di quelli che inneggia al nazismo? Fai how to
    > di come costruire bombe? Auguri morti atroci ad
    > altre
    > persone?
    > Se sì ... speriamo che ti becchino.

    Inneggiare al nazismo è reato. Sicuramente.

    Diffondere How TO di come costruire bombe, invece è semplice divulgazione tecnologica. Perchè sarebbe reato?
    Cos'è, hai paura della conoscenza?
    A quando un bel rogo di libri in piazza? (Visto che parliamo di nazisti...)

    Augurare la morte a qualcuno, sarà anche di cattivo gusto, ma certo non è reato.
    Che reato sarebbe?
    "Cattiva educazione", "bassezza morale".
    Beh se ci fosse il reato di bassezza morale, credo che almeno il 50% della popolazione starebbe in galera.

    Hai una idea curiosa di cosa sia reato e cosa no. Il concetto di libertà per soggetti come te, non è che sia distorto, è proprio assente.


    >
    > > Chi è pronto a dar via le proprie libertà
    > > fondamentali per comprarsi briciole di
    > temporanea
    > > sicurezza non merita né la libertà né la
    > > sicurezza.

    > >
    > > Benjamin Franklin
    >
    > Ambiguo Franklin ...

    Ambiguo per chi non comprende nè il valore della libertà, nè quello della sicurezza.
  • Secondo me è sbagliato fare il ragionamento "internet è solo un mezzo e quindi non ha responsabilità di quello che scrivono i singoli utenti".
    Se uno va forte in autostrada è la società autostrade che investe per mettere in piedi l'infrastruttora per il controllo della velocità media e che collabora con la polizia stradale.
    Quindi non vedo motivo per cui Facebook non dovrebbe collaborare per la rimozione dei gruppi del tipo "uccidiamo berlusconi" che infrangono la legge a tutti gli effetti e costituiscono un reato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bill
    > Secondo me è sbagliato fare il ragionamento
    > "internet è solo un mezzo e quindi non ha
    > responsabilità di quello che scrivono i singoli
    > utenti".

    Invece è corretto. Internet è solo un mezzo.
    Sono le persone che dovrebbero gestirla e che interagiscono con e tramite ad essa che se ne dovrebbero occupare. Non servono censure di stato stile Cina. Dovrebbe, anzi DEVE, essere sufficiente il buon senso.
    non+autenticato
  • Esatto.
    Prima di internet i pedofili si sono sempre mandati le foto via normalissima posta. Avremmo dovuto accettare che lo stato, per la lotta alla pedofilia, violasse la nostra privacy limitando la nostra libertà e creasse un servizio di controllo dei contenuti delle lettere?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Diego M
    > Esatto.
    > Prima di internet i pedofili si sono sempre
    > mandati le foto via normalissima posta. Avremmo
    > dovuto accettare che lo stato, per la lotta alla
    > pedofilia, violasse la nostra privacy limitando
    > la nostra libertà e creasse un servizio di
    > controllo dei contenuti delle
    > lettere?

    E che violazioni etiche e/o di privacy ci sarebbero in un'automoderazione di Forum blog e social network?
    Perchè mai sarebbe lesivo delle libertà di qualcuno disporre che commenti in cui si faccia apologia di reato vadano rimossi in tempi brevi, fermo rimanendo la responsabilità individuale di chi ha scritto il commento?
    Forse ci rende più liberi calunniare od invitare ad uccidere qualcuno su internet?
    Non sto invocando cose misteriose, semplicemente una moderazione, come avviene da anni su PI...
  • ma infatti quello che proponi si fa e si è sempre fatto

    ovviamente nei limiti dell'umano....facebook ha centinaia di milioni di utenti ( non so il numero esatto ) e credo qualche migliaio scarso di dipendenti....moderare tutto è impossibile

    riguardo i reati, le leggi ci sono e possono essere applicate in ogni momento ed è per questo che non si capisce il perchè si voglia imporre censure, che poi saranno demandate non alla magistratura bensì ad organi e commissioni di natura politica e non elettive

    è lo stesso bailamme che è successo con AAMS e l'oscuramento dei siti di gioco esteri....una cosa del genere non può essere tollerata....se ci sono reati si procede per vie legali non tramite censure arbitrarie e incontestabili
  • > ovviamente nei limiti dell'umano....facebook ha
    > centinaia di milioni di utenti ( non so il numero
    > esatto ) e credo qualche migliaio scarso di
    > dipendenti....moderare tutto è
    > impossibile

    esistono pratiche piuttosto semplici per far si che sia il computer ad esaminare i gruppi con algoritmi "intelligenti", scremando così il 99% dei contenuti .. su quell'1% anche le poche centinaia di dipendneti facebook possono operare ... ovvio qualcosa scappa, ma esistono le segnalazioni. Il grosso lo farebbe cmq il computer

    > riguardo i reati, le leggi ci sono e possono
    > essere applicate in ogni momento ed è per questo
    > che non si capisce il perchè si voglia imporre
    > censure, che poi saranno demandate non alla
    > magistratura bensì ad organi e commissioni di
    > natura politica e non
    > elettive

    questo dove l'hai letto?
    Il controllo sarà della magistratura, e dei gestori dei servizi sui casi più palesi.
    http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_16/mar...

    Si tratteranno solo di modifiche del tipo che verranno esplicitati i reati attuali anche a mezzo internet.

    Per fare un esempio cito la costituzione italiana:
    "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista"

    sotto qualsiasi forma come lo si interpreta? Qualsiasi forma è intesa essere concreta (sedi, riunioni, manifestazioni)? Oppure da validità anche all'area virtuale? Ma essendo virtuale non ha forma tangibile.

    Il problema di internet è che viene considerato solo come un mezzo per parlare di aria fritta e che quindi sia tutelato dalla libertà di pensiero: a questo punto nulla vieta ad un fascista di crearsi un sito, parlare, incitare, odiare, organizzarsi virtualmente, perché è libertà di espressione.

    Eventuali modifiche alle leggi attuali servirebbero a dire qualcosa del genere:
    "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma (sia essa concreta o vituale), del disciolto partito fascista"

    Il problema è questo ... che essendo le leggi vecchie, probabilmente non prevedono in modo esplicito il mezzo internet e da questa pecca per togliere il gruppo "tizio deve essere sgozzato come un maiale" ci vorranno anni a giocare sul fatto che non era esplicito nella legge che ci si riferisse anche al mezzo internet per quel tipo di reato
    non+autenticato
  • Esiste una bella differenza fra internet e la posta. In internet il contenuto dei siti è pubblico ovvero accessibile a tutti, mentre la posta viene letta solo dal destinatario. Pensa prima di scrivere.
    non+autenticato
  • L'esempio non è calzante.
    L'analogia sarebbe quella di considerare autostrade responsabile per i reati commessi da chi è in autostrada.
    In pratica sarebbe come se la polizia facesse la multa ad autostrade per un eccesso di velocità commesso da me, perché non ha applicato una politica che me lo impedisse.
    Autostrade, come Facebook ed altri siti, collaborano attivamente e con diverse tecnologie per eliminare gli illeciti ed eventualmente identificare i colpevoli. Ma questo, siccome è internet, non è ritenuto sufficiente.

    Il problema è non passare la responsabilità da chi commette un reato a chi fornisce servizi.

    Che ne dici di rendere responsabili i venditori di coltelli, perché con un coltello è possibile accoltellare? E i venditori di armi? Tutti in galera direi...
    non+autenticato
  • In realtà il caso in questione ti dimostra che facebook non ha mai collaborato per rimuovere un certo genere di commenti o gruppi fino a "ieri". Qui non si parla di multare facebook. Si parla di accordarsi con facebook, o se fosse il caso perchè no, imporre a facebook, una certa condotta che sia in linea con le leggi dello stato.
    non+autenticato
  • Veramente si parla di leggi speciali per regolare "internet"...
    non+autenticato
  • Si parla dove? Lo dice PI? La stampa? qualche amico?
    Si parla di aggiornare le nostre leggi all'era di internet. Se i reati fino ad ora nn conteplavano il mezzo internet sono di difficile persecuzione .. tutto qui
    non+autenticato