Marco Calamari

Cassandra Crossing/ 2010: molti affari, poca libertà

di Marco Calamari - Alla fine del 2009 fiducia e speranza nella rete disegnata dal Palazzo sembrano essersi prosciugate. Ma il futuro sta anche nelle mani dei programmatori

Cassandra Crossing/ 2010: molti affari, poca libertàRoma - Questa fine di anno è molto confusionaria ma permette una visione chiara del nuovo anno che attende i Cittadini italiani, in particolare quelli col doppio passaporto di Cittadini della Rete. "Ecco - qualcuno dirà - questa è la solita tiritera sulle malefatte dei politici e degli industriali che ho già letto tante volte, qui ed altrove". Vorrei tranquillizzare subito il caro Qualcuno: le Cassandre di fine anno sono molto più gentili e speranzose delle altre.

Beh, quest'anno si può certo essere gentili ma è molto difficile essere speranzosi.
Viviamo in un paese in cui due ministri della Repubblica, regolarmente nominati e fiduciati da due Camere piene di rappresentanti popolari, a loro volta regolarmente eletti da qualche decina di milioni di italiani, sono in perfetta sintonia su ciò che è urgente in Italia. Sarebbe infatti urgente "ritoccare" gli articoli 17 e 21 della Costituzione per controllare gli "eccessi" di libertà nelle piazze reali ed in quelle virtuali. Non sapete cosa dicono questi articoli della vostra Costituzione?
È meglio se ve li leggete: niente link però, cercateveli!

Viviamo in un paese dove non succede niente quando politici di varia statura, forma, colore e dimensione dicono e fanno cose che in qualunque paese con una componente democratica significativa li porterebbe aldifuori di ogni possibilità di rielezione e magari anche al dimissionamento immediato. Il problema fondamentale non sono però loro, ma il fatto che che i suddetti politici sono legale e democratica espressione di cittadini che per la maggior parte si curano della politica e del futuro della democrazia a cui appartengono meno che del colore dei calzini da indossare la mattina.
Molti di codesti Qualcuno sono persone informatizzate, così addentro ai meccanismi della Rete da diffondere tutto di se stessi e degli altri sulle comunità sociali, tanto loro non hanno niente da nascondere. E si sa, e la caduta della repubblica di Weimar e l'avvento del Terzo Reich stanno lì a ricordarcelo, "Chi non ha niente da nascondere non ha niente da temere" (cit).

Epperciò non ci sono soluzioni se non invocare, stancamente ma instancabilmente, di scegliere con più cura i propri rappresentanti la prossima volta che ci dovesse essere l'occasione di farlo (dovrebbe essere a marzo, ma di questi tempi non si può dire), e di considerare sempre cosa si sta facendo in Rete, le conseguenze che questo comporta, e cosa succederebbe se non lo si potesse più fare.
Occhio Facebookkiani, ché oggi è il vostro turno di essere attenzionati da questi signori.

Nel frattempo poco rimane da fare o da dire, ma ho un'ultima nota da scrivere, che sintetizza quello che mi sento di auspicare per il nuovo anno. L'ho trovata, come mi era già accaduto in passato, in un forum.

"Non aspettarti niente dai politici, aiuta i programmatori."
Aderendo a questo invito mi permetto di ricordare che la Rete è ancora abbastanza libera, persino in Italia ed in Cina, perché chi vuole o ne ha bisogno può utilizzare risorse che permettono di esercitare quei diritti previsti da quei certi articoli che ancora ci sono nella Costituzione.
Le hanno realizzate per voi alcuni abitanti della Rete, spesso con l'aria degli sfigati e sconosciuti ai più. Perciò aiutateli, aiutate i programmatori, dategli una mano, dategli qualche soldo, magari scrivetegli per ringraziarli se non avete né tempo (ma allora non state nemmeno su FB, vero?) né soldi.

Ma chi? Come? Dove?
Non ve lo dico, non ce ne è bisogno. Sono tutti raggiungibili con un unico link, http://www.google.com, e con poche parole: alcune di queste che vi consiglio sono Tor, Freenet, eff, spi-inc, PWS, Wikimedia... ma ce ne sono tante altre.
Inserite qualcuna di queste parole in quel simpatico box che troverete su quella pagina e usate le vostre abilità di navigatori.

Troverete siti interessanti ma spesso trasandati, spogli e retrò, mail list (mail list???) poco frequentate e talvolta congelate per sempre in archivi, persone che parlano lingue strane ed arcane, informazioni spesso incomplete o non aggiornate. Non lasciatevi distrarre, e continuate il vostro percorso da link a link, la seconda stella a destra è vicina, e chissà, magari laggiù troverete anche delle speranze per il futuro.

Su alcune di quelle pagine si narra di organizzazioni che lavorano per voi ma stentano a tirare avanti per mancanza di soldi e di collaborazione; ci trovate indirizzi a cui scrivere, mail list e gruppi a cui iscriversi e bottoni con su scritto "Donate".
È Natale: usateli.

Auguri di buone feste, e per quest'anno è tutto.

Marco Calamari

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61 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ 2010: molti affari, poca libertà
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  • Caro Marco Calamari,

    Allora se ho capito bene (ma non lo do per scontato) il tuo articolo vorrebbe (convincere) far notare ai lettori principalmente queste cose:
    1. L'italia non è un paese libero / è un paese che nel 2010 limiterà ancora di più la libertà del cittadino.
    2. L'unico modo per salvarci è finanziare progetti atti a permetterci di ottenere la libertà in rete.

    Punto 1:
    La mia personale opinione è che invece l'Italia è un paese liberissimo. Libero per chi ha il potere (politico/economico), libero per gli immigrati (in particolare per quelli clandestini), libero per chi uccide, libero per chi diffama il presidente del consiglio (di qualunque partito esso sia), libero per chi fa falsi in bilancio, libero per i "non contribuenti", libero per le "associazioni a delinquere".
    In Italia ognuno è liberissimo di fare quello che vuole.
    Se non ci fosse libertà, tutti i luoghi di culto appartenenti ad altre religioni non sarebbero stati costruiti e nessuno ci avrebbe *costretto* a togliere i crocifissi dalle scuole.
    Mi fermo qui. Spero di averti fatto cogliere il punto.

    Punto 2:
    Ma se molti italiani hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, mi spieghi con quali soldi dovrebbero finanziare questi progetti? Quelli che hanno i soldi tendenzialmente sono i politici o grossi imprenditori che, per quanto detto sopra, hanno già tutte le libertà che vogliono. Vorrei proprio vederti andare da un operaio con famiglia e dirgli "Salve, le interessa finanziare progetti open-source/"anti-censura" per permettere ai netizen di scrivere quello che vogliono sulla rete ed aprire gruppi diffamatori su facebook?". Tralasciando l'ovvia risposta, penso che tale persona nemmeno abbia tempo e interesse ad accedendere un computer.

    Poi metti sullo stesso piano l'Italia e la Cina e, ciliegina sulla torta, dopo aver scritto che non metti link, ne metti uno su google (la più grossa società basata sulla pubblicità e violazione della privacy degli utenti).
    In pratica dopo aver scritto alcune cose giuste e sensate (o per lo meno che io condivido parzialmente) ti sei dato la mazza sui piedi da solo.

    Questa è solamente la mia personale opinione a riguardo.

    P.S. In Cina un'articolo del genere non te lo avrebbero lasciato scrivere e, probabilmente, saresti già stato condannato.

    Buon Natale e felice 2010!
    non+autenticato
  • La tua risposta è tipica, tipica di chi dà per buone le cose che dice la televisione, di chi sente solo una campana...

    Il fatto che politicamente ci sia un alto conflitto d'interesse non vuol dire che Berlusconi, durante la campagna elettorale paga meno gli spot pubblicitari, vuol dire che può censurare notizie, minaccciare giornalisti e poroporre attraverso lo schermo uno spaccatodi società italiana fatto di gente insulsa.
    Cosa che su internet non potrebbe essere fatta.

    Il risultato non è un'assenza di libertà, ma qualcosa di peggio, l'illusione della libertà.

    Illusione che la rete pian piano sta spezzando, perché non esistono censure, perché ognuno può dire la sua e soprattutto dove tutti posso partecipare.
    Viene da se che ai governanti questo non conviene.
    Vengono a galla verità scomode, i fatti sono presenti anche a distanza di tempo e tutti gratuitamente posso farsi una cultura libera e iniziare finalmente a pensare.

    Non voglio farne una questione politica, io non sono legato a nessun partito, però adesso governa il PDL e mi riferisco a loro.

    Se già anni fa fossero passate proposte di legge per tappare le ali alla rete adesso un blogger dovrebbe avere una licenza, questo stesso sito potrebbe essere rimosso per un qualsiasi pretesto.
    e qui ci avvicinamo alla Cina...

    Se la rete può essere considerata libera in Italia è perché finora l'avevano presa sotto gamba.
    Io voglio che in parlamento si discuta di come far arrivare internet dapertutto e gratis, non di come censurarlo.
    Voglio che i politici che mi rappresentano quando parlano del Web propongano soluzioni brillanti per un bene comune, e non di "chiudere i gruppi Facebook" come dice Maroni.

    Siamo l'unico paese d'europa dove se ti vuoi collegare ad una rete wireless offerta da un privato devi lasciare la carta d'identità e firmare una liberatoria.
    L'inico che non ha investito sulla rete.
    e potrei conntinuare...

    Ma chiudo dicendo che se l'italia non ha investito su Internet non è certo per mancanza di soldi o tempo, perché di quelli in parlamento se ne sprecano fin troppi.
    l'italia non ha investito nel web perché ai "potenti" conviene avvere un popolo ignorante, perché un popolo ignorante è più facile da governare.

    Il risultato lo vedremo tra una decina d'anni quando saremo ancora più arretrati rispetto agli altri paesi europei,
    Tagliare i fondi per Internet è stata una mossa equipollente a quella di tagliare i fondi alla ricerca : Rovinare il futur dell'Italia e degli Italiani
    non+autenticato
  • Per prima cosa l'Italia, fortunatamente, è ancora un paese discretamente libero, non c'è bisogno di imporre limitazioni finquando il popolino è contento di avere pane e giochi. Il problema sorge sempre quando una parte del paese apre gli occhi e PENSA a come le cose stanno evolvendo. Siamo un paese che fino a 30 anni fa aveva un'informazione a compartimenti stagni Rai1 alla DC Rai2 ai Socialisti Rai3 al PCI (ora è più semplice Rai1 e 2, Rete 4, Canale 5 e Italia 1 al PDL ed anche un po' al PD, Rai3 a BOH?!), la televisione rimane ancora il mezzo preferito per informarsi e per qualche altro anno sarà così. Controlla la TV e controlli l'opinione pubblica. INternet non lo puoi controllare lo puoi solo monitorare e questo crea qualche problema ai vertici.
    Secondo: siamo una GERONTOCRAZIA, un paese che pensa più ai propri pensionati che alla propria forza lavoro, che è quella che fa campare i pensionati. A dimostrazione di ciò tra scalini e scaloni andrò in pensione a 143 anni con 15€ al mese se continua di questo passo mentre i baby pensionati (che oggi hanno 45 anni) sono andati in pensione con 2 anni di contributi e prendono più di quello che prendo io di stipendio. Siamo un paese che osanna ancora cantanti e idoli della TV di 30-40-50 anni fa!!! Celentano qualche giorno fa è stato osannato come il padre del RAP come fosse di un genere musicale agli esordi. Un paese che vive di Fellini, Mina, Battisti, Rita Levi Montalcini, Valentino, Ferrè, Versace, Fermi e Moana Pozzi vedendoli come punto di arrivo e non come esempio e sprone ad andare avanti, che futuro potrà mai avere? Un Paese tanto miope da permettere ad un movimento indipendentista, populista,apertamente anti-italiano di arrivare in parlamento ed avere dei ministri!
    Un paese in cui non sei tu a scegliere i tuoi rappresentanti ma sono loro a scegliere te!
    Cara vecchia Italia, SVEGLIATI!
    non+autenticato
  • Sono d'accordo con te: quel che non ho ancora capito e' questo:
    in Italia sono troppo forti gli anziani conservatori o sono troppo deboli le nuove generazioni?
    Vedendo quel che succede in Iran, mi chiedo perche' noi, di fronte al declino e alla mediocrita' o allo squallore del futuro che ci aspetta, non reagiamo in alcun modo ma continuiamo a guardare "amici" ed "il grande fratello".
  • Questo lo immaginavo, intendevo dire che una volta il redattore si prendeva il tempo di scrivere nella home page che coglieva l'occasione di fare gli auguri e ricordava che punto informatico sarebbe stato in vacanza fino al ...
    non+autenticato
  • Scusa Marco ,il fuori tema , ma una volta punto informatico annunciava siamo in vacanza fino a , adesso questo sito sembra ogni giorno che passa neol totale abbandono.
    Uno stanco lettore
    non+autenticato
  • >Epperciò non ci sono soluzioni se non invocare, stancamente ma >instancabilmente, di scegliere con più cura i propri rappresentanti la >prossima volta che ci dovesse essere l'occasione di farlo

    Magari potessimo scegliere i nostri rappresentanti, ci hanno tolto anche questa possibilità con l'ultima legge elettorale, ma il "meglio" deve ancora arrivare, potete esserne certi...
    non+autenticato
  • E' chiaro per tutti, ormai, che stiamo entrando in un nuovo medioevo.
    Una casta feudale al potere, la religione che traccia la strada sia in oriente che in occidente, e il popolo, i servi della gleba, condannati a lavorare in precarieta' tutta la vita, senza piu' alcuna giustizia sociale (chi e' ricco e' innocente, gli altri in galera!)

    Ed e' in questo scenario apocalittico che si ergeranno i nuovi cavalieri, i programmatori, gli unici depositari della scienza informatica, oscura e temuta da chi ci governa.

    I programmatori sono coloro che restituiranno pace e giustizia, mediante il software libero.

    Possano i programmatori godere di lunga vita, e prosperita', in modo che la loro opera possa migliorare questo mondo.

    Alleluja!
  • Alcuni di questi cavalieri, però, sono passati al Lato Oscuro (software proprietario).
    non+autenticato
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