9.
AppStore col bottoNei primi giorni di novembre arriva la notizia che App Store ha superato le 100mila applicazioni disponibili. In meno di un anno e mezzo dall'apertura (poco di più se calcoliamo il tempo dalla presentazione dell'SDK), la soluzione pensata da Apple per sfruttare al massimo le potenzialità dell'iPhone OS ha riscosso un successo senza precedenti. È vero che in mezzo a queste 100mila applicazioni ci sono anche molte "inutility" e versioni demo di giochi, ma il numero è comunque impressionante: e App Store ha scatenato una miriade di tentativi di imitazione da parte della concorrenza. Al di là di questo, in merito al software presente su App Store vale sicuramente la pena di fare un paio di considerazioni.
La prima riguarda il settore videogiochi: nonostante i vertici di Apple
non vedessero di buon occhio l'utilizzo di iPhone come console videoludica, il successo di questo settore è stato tale che Apple si è ritrovata nella condizione di spingere iPod Touch in questa direzione, con slogan mirati alle potenzialità di gioco. Come testimonianza di questo successo basta dare un'occhiata alle grandi case presenti su AppStore (dalla EA alla Namco passando per Konami, Gameloft e molti altri ancora), o fare riferimento alle
dichiarazioni della Nintendo che vede in Apple il maggior concorrente che ha rubato mercato al Nintendo DS.
L'altro filone degno di nota (che al momento è solo agli inizi) è quello della realtà aumentata: grazie a GPS e bussola elettronica, iPhone 3Gs è in grado di sapere dove siete e in che direzione state puntando il telefono. L'idea è quindi quella di attivare la fotocamera e aggiungere informazioni utili a quello che viene ripreso: fermate della metropolitana, farmacie, bar, ristoranti, informazioni turistiche ecc. Potete vedere qualche esempio direttamente su
App Store, oppure sui siti delle società che producono questi software (per esempio
acrossair).
10.
La storia infinita con PsystarLa vicenda Psystar inizia nel
2008, ma è nel 2009 che la battaglia entra nel vivo con numerosi attacchi da ambo le parti. Dopo aver respinto l'attacco sulle presunte violazioni delle leggi sull'antitrust, Apple riesce ad
ottenere l'accesso ai conti della società che produce cloni (atto indispensabile per valutare l'eventuale entità del danno causato). Avendo i conti in rosso, Psystar chiede la bancarotta, procedura che consentirebbe la sospensione del processo in corso, ma Apple ottiene l'annullamento della sospensione e la causa per la violazione del copyright
prosegue. Psystar però non si dà per vinta, e dopo aver ottenuto un faccia-a-faccia con Schiller, approfitta dell'uscita di Snow Leopard per mischiare le carte in tavola e modificare i termini tecnici della questione: Psystar mette in vendita un software (
Rebel EFI) che consentirebbe di installare la nuova versione di Mac OS X su ogni PC con CPU Intel Core 2 Duo o superiore.
Peccato che bastino un paio di settimane per scoprire che il software in questione non è altro che una copia di "Boot-132", un software Open Source che Psystar si è messa a vendere senza rispettarne la licenza. Con due nemici su fronti completamente opposti (Apple da una parte, e la comunità Open Source dall'altra), Psystar incassa anche la
sentenza preliminare che dà ragione ad Apple, che sancisce che "è stato infranto il diritto di Apple di lavorare in maniera esclusiva su Mac OS X". La causa non è ancora conclusa (il processo riprenderà a gennaio), e nel frattempo le parti si preparano ad affrontarlo nel migliore dei modi: da un lato Apple
ha chiesto al tribunale un risarcimento di 2,1 milioni di dollari e un'ingiunzione che inibisca ogni attività di vendita della Psystar; dall'altro, dopo la figuraccia rimediata con Rebel Efi, Psystar
chiede aiuto agli sviluppatori indipendenti per creare un nuovo software Open Source in grado di assicurare la compatibilità di Mac OS X su tutte le macchine con piattaforma Intel.
Infine, nei primi giorni di dicembre, arriva la notizia che i due contendenti hanno raggiunto una sorta di accordo: Psystar, oltre a cessare la vendita di qualsiasi "clone", pagherà ad Apple una somma pari a 2,7 milioni di dollari, e in cambio di ciò Apple chiuderà ogni contenzioso legale in merito alla questione. Nell'accordo non si parlava di Rebel EFI, il che lasciava pensare che la faccenda si sarebbe trascinata anche nel 2010; è però dei giorni scorsi la notizia che una nuova disposizione giudiziaria ha espressamente vietato a Psystar la vendita di "qualsiasi prodotto il cui scopo è quello di aggirare il sistema di controllo utilizzato da Apple per verificare le installazioni di Mac OS X" (quindi, sebbene non espressamente citato, viene proibita anche la vendita di Rebel EFI).
Difficilmente Psystar continuerà la sua battaglia legale su questo punto, quindi questa vicenda dovrebbe considerarsi chiusa. In ogni caso, anche nel 2010, Apple si troverà spesso in tribunale per affrontare altre cause, in particolare quelle
promosse da Nokia contro Apple per la violazione di 10 brevetti relativi alle reti GMS, UMTS e WiFi, e quelle
promosse da Apple contro Nokia per la violazione di 13 brevetti relativi alle tecnologie implementate su iPhone. Il fatto che ci siano cause promosse da entrambe le parti lascia pensare che in questo caso il tutto si possa con concludere velocemente, con un accordo che accontenti entrambi senza impegnare inutilmente soldi e tribunali.