Alfonso Maruccia

AT&T per l'estinzione della telefonia tradizionale

Il provider statunitense chiede al governo di non prolungare oltre la vita dell'oramai morente network telefonico pubblico. Il futuro, spiega AT&T, Ŕ nella banda larga

Roma - Quando si tratta di broad band e nuove frontiere tecnologiche delle comunicazioni made in USA, AT&T sembra giocare il ruolo del Giano bifronte: da un lato il carrier statunitense si lamenta del sovrautilizzo della banda da parte dei suoi utenti mobile prospettando un ridimensionamento dei piani tariffari "illimitati", si lamenta delle "forzature" della net neutrality e chiama in causa Google come un concorrente diretto nel mercato degli ISP; dall'altro lato invoca l'intervento governativo per mettere fine all'alimentazione forzata del vecchio network telefonico in favore di una prospettiva esclusivamente broad band.

La Federal Communications Commission del Congresso americano ha chiesto agli ISP di esprimersi sul futuro delle comunicazioni basate su IP (quindi telematiche), e AT&T ha risposto a sua volta con una richiesta che suona come un annuncio funereo per la rete PSTN (Public Switched Telephone Network) che trasporta i segnali vocali analogici sul doppino di rame.

L'inevitabile switch dall'analogico alle possibilità del digitale (prima fra tutte il VoIP) è già in atto, dice il carrier, e le regolamentazioni federali attualmente in vigore per favorire il mantenimento del network PSTN hanno effetti deleteri sullo sviluppo del mercato di servizi broad band e le finanze degli stessi ISP.
Il 99% dei cittadini statunitensi può giovarsi della copertura della telefonia cellulare, continua AT&T, l'86% sottoscrive piani wireless in abbonamento mentre le linee "di terra" si estinguono a un ritmo di 700mila ogni mese. "Allo stesso tempo - si legge nella lettera di AT&T a FCC - a causa degli alti costi fissi per la fornitura di servizi POTS (plain old telephone service, ndr), ogni cliente che li abbandona fa crescere il costo per linea medio per fornire i clienti rimanenti. Con un prodotto obsoleto, ricavi in caduta libera e costi in crescita continua, il business POTS è insostenibile sul lungo periodo".

AT&T non si limita però a fotografare la situazione dello switch da PSTN a Internet e wireless già in atto negli States, ma elargisce a FCC alcuni consigli su come i legislatori dovrebbero comportarsi per facilitare il passaggio. Il fulcro del discorso rimane ovviamente quello dei finanziamenti, e dei "disincentivi" attualmente in vigore per l'evoluzione tecnologica in favore della vecchia rete entrata in una spirale che non sembra lasciare scampo.

FCC dovrebbe trasferire l'elargizione di denaro pubblico dalla rete analogica ai finanziamenti per quella digitale, dice AT&T, incentivando altresì i provider a riempire i buchi nella copertura broad band nelle aree meno servite o non servite affatto. Il carrier statunitense suggerisce inoltre di stabilire una scadenza ben definita per lo spegnimento della PSTN e il passaggio a tecnologie più moderne; a quel punto, prospettano i più maligni, At&T potrà discutere (serenamente e pacatamente) di net neutrality e della congestione di rete causata degli "heavy user".

Alfonso Maruccia
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6 Commenti alla Notizia AT&T per l'estinzione della telefonia tradizionale
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  • In Italia, spero che a Telecom non venga in mente una pensata simile.
    Sono un amante del digitale e sono passato al VoIP ormai da anni, sfortunatamente ho recentemente fatto la malaugurata scelta di passare ad Alice.
    Il mio VoIP è peggiorato in maniera inverosimile e adesso ho tanta voglia di ritornare alla telefonia tradizionale.
    non+autenticato
  • Io uso il voip con alice ( non di alice ) e senza apparecchiature di alice non trovo differenze rispetto al telefono "classico" anzi sono assenti i rumori di fondo , credo che generalizzare non serva molto .
    non+autenticato
  • è un fatto risaputo che la situazione della Banda Larga in Italia è al di sotto degli standard qualitativi presenti in altri paesi europei. E non parlo solo dei Paesi più ricchi.
    Mi ricordo nel lontano 2002 che mi recai in Romania in una piccola cittadina di confine (Arad), avevano già una connessione con banda di diversi mega quando probabilmente in Italia il massimo era probabilmente 640Kb/s.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr. Telecom
    > Mi ricordo nel lontano 2002 che mi recai in
    > Romania in una piccola cittadina di confine
    > (Arad), avevano già una connessione con banda di
    > diversi mega quando probabilmente in Italia il
    > massimo era probabilmente
    > 640Kb/s.

    Riguardo al caso specifico nel 2002 avevo già una linea in fibra ottica con fastweb.
    Comunque sì sembra che in generale siamo messi male:
    http://www.speedtest.net/global.php
    non+autenticato
  • Io posseggo Alice Casa, con tecnologia VoIP, e ho notato una mare di problemi (linea che si stacca, rumore di fondo, a volte non disponibilità del servizio, senza contare il fatto che se va via la corrente elettrica sei fritto).
    Spero che tutti questi problemi siano dovuti solamente all'implementazione di questa relativamente nuova tecnologia e che presto verranno risolti, ma visto come si sta andando a finire con l'ADSL, sono pessimista.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr. Telecom
    > In Italia, spero che a Telecom non venga in mente
    > una pensata simile.

    ti informo che le telefonate in Italia sono già trasportate da anni 100% in tencologia IP per buona parte della tratta (da centrale a centrale) e che il VoIP funziona benissimo, basta dedicargli pochi kb in modalita CBR.
    Il problema del VoIP su ADSL è che le linee ADSL sono ABR.
    Questo per mille emotivi economici: primo tra tutti che telecom non vuole che si smetta di pagare il canone.

    Ma questo non è cattiveria di Telecom è necesssità, come dimostra questo articolo. Infatti se tutti avessimo solo una linea dati a Telecom costerebbe esattamente zero dare a tutti un canale CBR con cui fare VoIP perfeetto.

    Ovviamente il giorno dopo Telecom per non fallire dovrebbe farci pagare l'ADSL nudo come ADSL di oggi più canone PSTN.

    L'algebra non è un opinione.
    non+autenticato