Alfonso Maruccia

Cloud computing? Utenti poco informati

Nel quadro del dibattito sulla banda larga nazionale la FCC ammonisce: attenzione a dare per scontata la consapevolezza degli utenti sui problemi delle nuvole telematiche

Roma - La Federal Communications Commission continua a raccogliere pareri sul National Broadband Plan e il futuro dell'infrastruttura di rete negli Stati Uniti. Dopo i pareri già registrati di AT&T, Ministero della Giustizia e Google ora tocca alla Federal Trade Commission esprimersi. E lo fa con un avvertimento dei pericoli impliciti nell'uso e abuso del cloud computing come finestra privilegiata sulle informazioni dei cittadini-utenti, parimenti alla scarsa consapevolezza delle conseguenze dello storage remoto da parte dei suddetti utenti.

Negli States la FTC svolge un'efficace azione di difesa dei consumatori contro i tentativi di prevaricazione da parte del business privato e del potere di controllo delle autorità di enforcement, e proprio partendo da questa azione difensiva la Commissione fa presente alla FCC i suoi dubbi sul reale rapporto tra utenti e cloud computing.

"Ad esempio - scrive la FTC nella lettera inviata alla FCC - la capacità dei servizi di cloud computing di immagazzinare e conservare su server centralizzati un numero in aumento di dati dei consumatori, combinata alla facilità con cui tali dati centralizzati possono essere messi a disposizione di altri, crea il rischio che grandi quantità di dati vengano impiegati in modi originariamente non previsti o compresi dai consumatori".
Nelle preoccupazioni della FTC c'è Google che con il suo Nexus One può avere accesso a una messe sterminata di informazioni archiviate e movimentate dai suoi utenti, ma c'è anche il rischio che i più grandi collettori del cloud computing (ancora Google ma anche Amazon, IBM, Microsoft e altri) si trasformino in "hard discount onnicomprensivi" a favore di autorità che aspirassero a mettere in piedi massicci database di qualsiasi cosa su chiunque.

Per FTC la rete broadband prossima ventura deve passare anche per questioni di importanza capitale (ancorché non di rado relegate a semplice comprimarie del business, l'advertising e lo sfruttamento finanziario) come la privacy online e la sicurezza dei dati archiviati in remoto. Campo nel quale l'organizzazione federale dice di poter dire la sua in virtù di una comprovata esperienza pluriennale.

Alfonso Maruccia
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20 Commenti alla Notizia Cloud computing? Utenti poco informati
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  • Ma non basterebbe che ciascuno di noi accettasse di memorizzare dati solo se crittografati?? io faccio così...
  • Ormai sono anni che lavoro nell'informatica e ne ho viste così tante che leggere certi commenti mi fa sorridere.
    Quando travasammo tutti i dati centralizzati (cloud se vogliamo) dai fantastici AS400 per portarli sui computer locali le persone gridarono allo scandalo, all'incapacità per un PC di egualiare la potenza di un server centralizzato, all'incapacità di poter leggere quei dati da una qualunque sede ci si trovasse.

    Oggi la situazione si ripete al contrario.

    Io sono particolarmente interessato al cloud computing, ma sarà perché ho una visione diversa dalla vostra.
    Voi vedete sostanzialmente solo Google e MS come fornitori per tutto il mondo di cloud.
    Ma vi sfugge che l'architettura cloud non è una architettura chiusa ma aperta.
    Chiunque può implementarsi strutture clouds (e molte aziende lo stanno facendo), da affidare ai propri dipendenti sparsi nel mondo.
    Il cloud non è un male se ben fatto (AS400 docet), altrimenti ci troviamo nella stessa situazione di un pc con un HD che crasha e perdi tutti i dati, oppure che viene rubato, quei dati comunque vada sono persi.

    Il cloud consente di tagliare notevolmente le richieste per i client, e di conseguenza anche il peso del portatile, arrivando volentiere ad uno schermo con tastiera touch per esempio always on.
    Ma ora sto fantasticando.

    Volevo solo farvi notare che il cloud != google o da MS, loro lo offrono ai loro clienti ma non sono i soli.
    non+autenticato
  • e ache servirebbe il cloud computing? io già ho difficoltà a deguggare il mio websphere qua a milano con un bellissimo errore Unsupported major.minor version 49.0) !!! figuriamoci in un cloud
    non+autenticato
  • - Scritto da: claudio ing.bagnat o
    > e ache servirebbe il cloud computing? io già ho
    > difficoltà a deguggare il mio websphere qua a
    > milano con un bellissimo errore Unsupported
    > major.minor version 49.0) !!! figuriamoci in un
    > cloud

    Compilato con Java 1.5 (o 1.6) ed eseguito su Java 1.4 (o 1.5) ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: claudio ing.bagnat o
    > e ache servirebbe il cloud computing? io già ho
    > difficoltà a deguggare il mio websphere qua a
    > milano con un bellissimo errore Unsupported
    > major.minor version 49.0) !!! figuriamoci in un
    > cloud

    Questa è colpa della tua palese ignoranza verso il sistema che stai utilizzando!
  • OK per la privacy.
    OK per il rischio di utilizzo improprio o non voluto dei propri dati nelle nuvole.
    Ma a nessuno viene in mente il rischio di essere tagliati fuori?
    Società che chiudono nell'arco di 24 non sono una novità.
    Senza contare che in caso di KO della mia linea dati, della dorsale o della loro cloud io cittadino rimango con un PC inutile ed un'azienda si spara.

    Sarò troppo prevenuto, ma preferisco che i *miei* dati stiano nel *mio* PC e nei *miei* backup sparsi su chiavette ed HD esterni.
  • - Scritto da: Valeren
    > OK per la privacy.
    > OK per il rischio di utilizzo improprio o non
    > voluto dei propri dati nelle
    > nuvole.
    > Ma a nessuno viene in mente il rischio di essere
    > tagliati
    > fuori?
    > Società che chiudono nell'arco di 24 non sono una
    > novità.
    > Senza contare che in caso di KO della mia linea
    > dati, della dorsale o della loro cloud io
    > cittadino rimango con un PC inutile ed un'azienda
    > si
    > spara.
    >
    > Sarò troppo prevenuto, ma preferisco che i *miei*
    > dati stiano nel *mio* PC e nei *miei* backup
    > sparsi su chiavette ed HD
    > esterni.

    Sinceramente non capisco nemmeno come faccia a fare tendenza questo cloud computing...la sola idea mi fa rabbrividire.
    L'idea stessa di ChromeOS per come è stato presentato mi fa accapponare la pelle, l'idea che tutto quello che faccio, tutto quello che annoto, tutto quello su cui opero debba passare sui server di qualcuno mi fa gridare allo scandalo.
    Si parla tanto di privacy e compagnia bella...e poi si tira fuori ChromeOS e si spinge verso il cloud. Ma chi cavolo l'appoggia una cosa simile?
  • - Scritto da: DarkOne
    > Sinceramente non capisco nemmeno come faccia a
    > fare tendenza questo cloud computing...la sola
    > idea mi fa
    > rabbrividire.

    Dal punto di vista tecnologico il cloud computing mi affascina molto.
    Inoltre, preferisco sviluppare software piuttosto che amministrare sistemi, ed il cloud computing permette di avere a propria disposizione i migliori amministratori di sistema e permette di concentrarsi solo sulla parte software.
    Credo che per le aziende sia un grosso vantaggio. Spesso si possono ridurre notevolmente i costi. A volte non si riducono, ma a parità di prezzo si riesce a fornire agli utenti un servizio notevolmente migliore.

    Penso che il cloud possa risolvere molti problemi di molte aziende, MA condivido al 10000% tutti i dubbi sulla sicurezza, sulla privacy, sull'affidabilità, backup, cambio di condizioni contrattuali... e (almeno al giorno d'oggi) non posso trasferire in modo trasparente un applicativo da una società di cloud verso un'altra...

    L'idea però è affascinante, e la direzione verso cui sta andando il mondo informatico sembra essere decisa. Vedremo se è così per davvero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bbo
    > - Scritto da: DarkOne
    > > Sinceramente non capisco nemmeno come faccia a
    > > fare tendenza questo cloud computing...la sola
    > > idea mi fa
    > > rabbrividire.
    >
    > Dal punto di vista tecnologico il cloud computing
    > mi affascina
    > molto.
    > Inoltre, preferisco sviluppare software piuttosto
    > che amministrare sistemi, ed il cloud computing
    > permette di avere a propria disposizione i
    > migliori amministratori di sistema e permette di
    > concentrarsi solo sulla parte
    > software.
    > Credo che per le aziende sia un grosso vantaggio.
    > Spesso si possono ridurre notevolmente i costi. A
    > volte non si riducono, ma a parità di prezzo si
    > riesce a fornire agli utenti un servizio
    > notevolmente
    > migliore.
    >
    > Penso che il cloud possa risolvere molti problemi
    > di molte aziende, MA condivido al 10000% tutti i
    > dubbi sulla sicurezza, sulla privacy,
    > sull'affidabilità, backup, cambio di condizioni
    > contrattuali... e (almeno al giorno d'oggi) non
    > posso trasferire in modo trasparente un
    > applicativo da una società di cloud verso
    > un'altra...
    >
    > L'idea però è affascinante, e la direzione verso
    > cui sta andando il mondo informatico sembra
    > essere decisa. Vedremo se è così per
    > davvero.

    Mi pare che subisci il fascino dei serpenti...
    Facinosi: quando "l'uccellino li fissa" e non riesce più a staccarsi dal loro sguardo fintanto che il serpente li ingoia.Indiavolato
  • Altri punti:
    -lock in (non puoi recuperare i tuoi dati e riportarli offline)
    -cambiamento dei termini di servizio (ciò che era gratis diventa a pagamento)

    Hai presente Myspace music?
    non+autenticato
  • Nessuno ti vieta di avere i tuoi dati in locale e nel contempo averli in una nuvola. Come nesuno ti vieta di utilizzare o meno il cloud come di utilizzare o meno internet o altre tecnologie. Secindo me il fatto di utilizzare un sistema cloud non preclude necessariamente il fatto di poter avere i propri dati anche in locale.

    Poi molto dipende da quali dati dai in pasto al cloud.
    non+autenticato
  • Se hai gli applicativi in cloud che lavorano solo in linea (immagina un customer care) sei finito al primo KO.
  • Ok, ma questo problema potrebbe capitare anche ora con qualunque applicativo web. Il problema del cloud, da quanto mi pare di capire, non è tanto se è in linea o meno, ma dalla sensibilità dei dati inmmessi e dal fatto che qualcuno potrebbe farne un uso non proprio pulito.
    non+autenticato
  • Se accade ora massacri i tapini dell'IT fino a quando non risolvono.
    Se sei in cloud... Guardi il cielo!

    Comunque l'offline ed il rischio di manipolazione si sommano: è questo il problema!
  • - Scritto da: Eretico
    > Nessuno ti vieta di avere i tuoi dati in locale e
    > nel contempo averli in una nuvola. Come nesuno ti
    > vieta di utilizzare o meno il cloud come di
    > utilizzare o meno internet o altre tecnologie.
    > Secindo me il fatto di utilizzare un sistema
    > cloud non preclude necessariamente il fatto di
    > poter avere i propri dati anche in
    > locale.
    >
    > Poi molto dipende da quali dati dai in pasto al
    > cloud.

    Nessuno vieta di fatto il suicidio.
    In effetti con questo sistema si superano tutte le noie per uno spionaggio non legalizzato, così lo spionaggio diventa legalizzato, col consenso dei clienti (rimbecilliti).
  • io più che della paura della mancanza di collegamento ho paura per l'integrità dei dati. quindi userei la nuvola (innegabilmente utile in una varietà di situazioni) E un backup sincronizzato su dischi locali.
    comunque quoto
    non+autenticato