Luca Annunziata

CES2010/ Greenpeace e la lista dei cattivi

La nuova versione della guida all'elettronica ecologica punisce marchi importanti. Ma gli ambientalisti si dicono ottimisti per il futuro

CES2010/ Greenpeace e la lista dei cattiviLas Vegas - Un problema globale, un problema complesso che coinvolge (in modo diverso) tutti i paesi del primo, secondo e terzo mondo. E mentre negli USA si discute di regolamenti e leggi sulla spazzatura tecnologica, altrove e in particolare in Africa si fanno i conti con gli scarti e l'inquinamento da fine ciclo di vita del primo mondo. Greenpeace punta il dito contro questo tipo di pratiche, e con la quattordicesima versione della sua guida all'elettronica verde assegna qualche medaglia e tira le orecchie a qualcun altro.

la conferenza stampa di greenpeace al venetian durante il ces2010"L'ewaste è un problema planetario - incalza Casey Harrell, membro del team che redige la classifica - occorre individuare dove finisce questa spazzatura elettronica, spesso dirottata in modo formalmente legale verso paesi come Nigeria, Ghana o l'India". Un connubio tra il risparmio tra i materiali impiegati nella produzione, privilegiando l'economicità all'ecologia, e l'esternalizzazione (in senso letterale e in senso lato) del problema dello smaltimento.

Per questo Greenpeace ha deciso di fare pressione su aziende competitive e molto attente al marketing come quelle IT, allo scopo di convincerle a investire con lungimiranza anche nella propria evoluzione in chiave ecologista: un'evoluzione che se portata fino in fondo potrebbe da sola abbassare del 15 per cento il totale dell'inquinamento industriale prodotto globalmente ogni anno.
Sugli scudi dell'aggiornamento di dicembre della classifica ci sono due produttori di telefonia mobile, Nokia e Sony Ericsson: a loro appannaggio il primo e secondo posto, con l'azienda finlandese in particolare ormai stabilmente al comando. Menzione speciale per Apple, primo produttore mondiale ad essersi assicurato la palma di un'offerta totalmente priva di PVC e ritardanti di fiamma inquinanti (BFR), ma in questo senso ci sono anche HP e Acer che stanno annunciando novità interessanti. Bacchettate per LG, Lenovo, Dell e Samsung: non sono state in grado di mantenere le rispettive promesse in fatto di ecologia, finendo per ricevere il biasimo dell'organizzazione ecologista.

la classifica di dicembre 2009 per greenpeace


Nella stima di Greenpeace non rientrano soltanto i materiali pericolosi eventualmente presenti nei prodotti di elettronica di consumo. Nel punteggio finale rientrano anche le politiche di recupero dei prodotti alla fine del ciclo di vita, nonché l'adozione di fonti energetiche rinnovabili nel ciclo di produzione e in generale nelle attività delle aziende coinvolte. La valutazione di Greenpeace inoltre non si limita a una semplice somma numerica dei fattori in gioco, ma tenta anche di offrire maggiori dettagli rispetto alle singole motivazioni che hanno spinto ad assegnare punteggi positivi o negativi nei diversi campi ai diversi brand.

L'obiettivo, come detto, è promuovere l'iniziativa dei produttori, penalizzando chi si limita a fare promesse e premiando chi invece risulti in grado di concretizzare le proprie green policy. Inoltre, Greenpeace cerca di coinvolgere le aziende che si impegnano in queste attività di conversione anche perché sostengano pubblicamente le tesi ecologiste: in ballo ci sono ad esempio la regolamentazione USA su risparmio energetico e riciclo, che a detta degli ecologisti rischia di arenarsi al Congresso. Un'attività complessa dunque, che coinvolge la sfera politica: "Stiamo facendo un lavoro di verifica che andrebbe fatto dai diversi paesi coinvolti" ironizza lo speaker.

"Per realizzare questa classifica ovviamente non ci basiamo sulle affermazioni delle aziende" chiarisce Harrell, illustrando il contributo offerto dagli uffici di Greenpeace sparsi per il mondo. Nelle intenzioni dei redattori c'è anche una più efficace valutazione puntuale delle iniziative dei produttori in base alle rispettive attività: per un produttore di cellulari è più facile scalare la classifica, grazie alla frequenza con la quale il suo listino va incontro a modifiche. Lo stesso non si può dire, tanto per fare un esempio, di chi produce console videoludiche e che magari ne introduce una nuova a parecchi anni di distanza dalla precedente.

I risultati, diretti o indiretti, di questa azione di pressing di Greenpeace secondo i suoi promotori sono evidenti: tra gli altri citati i casi di Panasonic e Philips, due aziende che hanno deciso di riassorbire la gestione dei prodotti a fine ciclo di vita e che grazie a queste e altre scelte hanno guadagnato posizioni in classifica. Uno dei punti maggiormente dibattuti riguarda inoltre i comportamenti "ambigui" dei marchi: qualunque tentennamento, qualsiasi dichiarazione contrastante fatta magari da una parte e dall'altra dell'Oceano, viene attentamente valutata dall'organizzazione ambientalista per tentare di giocare sullo stesso piano delle lobby.

Il quadro nel complesso, secondo Harrell, non è poi troppo negativo: "Oggi forse non è ancora molto conveniente diventare verdi, ma le aziende che lo fanno vengono premiate: il costo per farlo oggi è senz'altro inferiore a quello necessario in futuro, i prodotti ecologici sono più facili da esportare, e con un corretto recupero e riciclo le aziende possono puntare anche a riutilizzare componentistica prelevata dai rifiuti, risparmiandoci. Il problema è che a volte sono talmente concentrate sul generare profitti che non riescono a cogliere questi vantaggi a medio termine". Tutto sommato, c'è da essere ottimisti: "Non siamo ancora soddisfatti - conclude - ma il trend è buono: e ci sono altri settori diversi dall'IT molto peggiori".

Luca Annunziata
31 Commenti alla Notizia CES2010/ Greenpeace e la lista dei cattivi
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  • Come è possibile che un samsung sia meno green di un nokia? Io ho un telefonino samsung da cinque anni e funziona sempre benissimo, nel frattempo mia moglie, ex patita di nokia (chissà poi perchè) nel frattempo ne ha cambiati 4 (quasi uno ogni anno), perchè si sono rotti... l'ultimo che le ho preso è un samsung, e in fatti è passato un anno e funziona ancora come nuovo...
    non+autenticato
  • Impossibile2:
    Come può MS essere così in basso producendo quasi esclusivamente software, qualche tastiera e qualche mouse? E non venitemi a dire che è per colpa della XBox... per favore.... mentre invece HP riempie il mondo di cianfrusaglie, stampanti piene di ingranaggi e ingranaggetti in plastichetta (che se salta un dentino o una mollettina butti via tutto), toner, inchiostri, un esempio su tutti: stampi una pagina di prova e ti stampa un foglio A4 diviso in quattro rettangoli in tricolore più nero... greenpiece perde sempre più in credibilità...
    non+autenticato
  • a Microsoft non si danno bacchettate:
    Bacchettate per LG, Lenovo, Dell e Samsung

    Di sicuro una sVista...
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > a Microsoft non si danno bacchettate:
    > Bacchettate per LG, Lenovo, Dell e Samsung
    >
    > Di sicuro una sVista...

    sicuramente.

    ah, mi sa che c'è un errore: il motore di ricerca del sito è strano, c'è il logo, BING. sicuramente un errore.
  • ti faccio notare che microsoft è la pegiore dopo Nintendo.
    non+autenticato
  • *peggiore. errore di battitura, scusa.
    sai, la mia tastiera Dell...Sorride
    non+autenticato
  • Microsoft sta lì da quando sono state introdotte le console di gioco nella classifica.
    E, come scritto, essendo il ciclo di vita di alcuni prodotti molto lungo non ha speranze nel breve termine.
    Ma non lo dico io, lo ha detto l'omino di greenpeace.
    C'è tutto nell'articolo.

    L
  • - Scritto da: ruppolo
    > a Microsoft non si danno bacchettate:
    > Bacchettate per LG, Lenovo, Dell e Samsung
    >
    > Di sicuro una sVista...

    Poretti, se dai loro un'altra bacchettata poi non si rialzano più XD
    Shiba
    4103
  • Microsoft coi produttori è il peggior inquinatore in questo senso...

    Come?

    Con nuove versioni del sistema operativo appesantite di proposito per obbligare il ricambio di computer funzionanti che coi nuovi sistemi arrancano.

    Ahma così supporta l'economia e la crescita...
    A parte che queste economie e crescite sono tutte da verificare, perché a milioni di utenti che usano il computer per attività che non necessitano grandi potenze di calcolo, non servono computer più veloci.

    L'evoluzione deve avvenire culturalmente e nelle coscienze degli individui, non solo nella velocità dei loro hardware e nelle feature di dubbia utilità.
    iRoby
    9521
  • - Scritto da: ruppolo
    > a Microsoft non si danno bacchettate:
    > Bacchettate per LG, Lenovo, Dell e Samsung
    >
    > Di sicuro una sVista...

    se rileggi c'è scritto PERCHE' sono state bacchettate: perchè non hanno rispettato le promesse, e se guardi l'immagine vedi anche con la freccina bianca col pallino di quanto non le hanno mantenute
  • Immediata la risposta di Apple al problema ecologico: annunciato il nuovissimo iPhone touch interamente biodegradabile.
    Avvertenze: non utilizzare con le mani sudate.

    asdf
    Shiba
    4103
  • Scommetto che dopo un anno scompare.
    non+autenticato
  • Se non scomparisse come compreresti il modello nuovo?
  • Il problema principale per me e' l'obsolescenza programmata e la quantita' di materiali necessari per produrre tutte le accozzaglie elettroniche che ci circondano.

    Ad esempio per produrre un desktop di 15 chili di peso occorrono 15 tonnellate di materiali (minerali, acqua nel ciclo di produzione, petrolio/gas per l'energia ecc..), per produrre una macchina di una tonnellata e mezzo ne servono 25 di tonnellate, i prodotti elettronici sono fortemente "concentrati" e se consideriamo la quantita' spaventosa di gadgets prodotti ci rendiamo facilmente conto di quale impatto abbia l'industria elettronica nel consumo di risorse e nell'inquinamento.

    Il problema e' che consumiamo troppo e ci facciamo sedurre troppo facilmente dal marketing, non c'e' nessuna ragione per cambiare il cellulare ogni anno, io francamente ho deciso di limitare qualsiasi acquisto di prodotti elettronici all'indispensabile (non ho mp3, palmari console dvd ecc.. ecc..) e comprare eventualmente solo di seconda mano.

    L'altro problema e' il come sono progettati i prodotti e il sistema economico, oggi se ti si rompe il DVD e' assolutamente da folli portarlo da qualcuno per farlo riparare costa molto meno buttare il vecchio e comprarsene uno nuovo, il fatto e' che il sistema economico privilegia la produzione di beni e penalizza, attraverso la tassazione, il lavoro del tecnico riparatore, questo e' totalmente illogico, sarebbe molto meglio detassare il lavoro e tassare la produzione, in questo modo si favorirebbe anche l'economia locale senza mandare fiumi di soldi in qualche fabbrica in Cina.

    Dobbiamo ficcarci in testa che l'era del consumismo dei cellulari usa e getta sta tramontando, prima cambiamo paradigma economico e meglio sara' per tutti.
    non+autenticato
  • Vaneggi?
    Loro conoscono solo quel paradigma!
    Sono come dei dinosauri ma, a differenza delle major, se continuano così estinguono noi con loro.
  • - Scritto da: Valeren
    > Vaneggi?
    > Loro conoscono solo quel paradigma!
    > Sono come dei dinosauri ma, a differenza delle
    > major, se continuano così estinguono noi con
    > loro.

    E smettere di comprare, no?
    Alla fin fine, il portafoglio dalla parte del manico lo abbiamo noi: basta soltanto imparare a dire "no, questa cosa qui non la compro".
    Io ho imparato a farlo, adesso tocca agli altri.
    non+autenticato
  • Ho imboccato la disciplina del "non avrai i miei soldi" da anniA bocca aperta
  • - Scritto da: Principe di Valacchia
    > Il problema principale per me e' l'obsolescenza
    > programmata e la quantita' di materiali necessari
    > per produrre tutte le accozzaglie elettroniche
    > che ci
    > circondano.
    >
    > Ad esempio per produrre un desktop di 15 chili di
    > peso occorrono 15 tonnellate di materiali
    > (minerali, acqua nel ciclo di produzione,
    > petrolio/gas per l'energia ecc..), per produrre
    > una macchina di una tonnellata e mezzo ne servono
    > 25 di tonnellate, i prodotti elettronici sono
    > fortemente "concentrati" e se consideriamo la
    > quantita' spaventosa di gadgets prodotti ci
    > rendiamo facilmente conto di quale impatto abbia
    > l'industria elettronica nel consumo di risorse e
    > nell'inquinamento.
    >
    > Il problema e' che consumiamo troppo e ci
    > facciamo sedurre troppo facilmente dal marketing,
    > non c'e' nessuna ragione per cambiare il
    > cellulare ogni anno, io francamente ho deciso di
    > limitare qualsiasi acquisto di prodotti
    > elettronici all'indispensabile (non ho mp3,
    > palmari console dvd ecc.. ecc..) e comprare
    > eventualmente solo di seconda
    > mano.
    >
    > L'altro problema e' il come sono progettati i
    > prodotti e il sistema economico, oggi se ti si
    > rompe il DVD e' assolutamente da folli portarlo
    > da qualcuno per farlo riparare costa molto meno
    > buttare il vecchio e comprarsene uno nuovo, il
    > fatto e' che il sistema economico privilegia la
    > produzione di beni e penalizza, attraverso la
    > tassazione, il lavoro del tecnico riparatore,
    > questo e' totalmente illogico, sarebbe molto
    > meglio detassare il lavoro e tassare la
    > produzione, in questo modo si favorirebbe anche
    > l'economia locale senza mandare fiumi di soldi in
    > qualche fabbrica in
    > Cina.
    >
    > Dobbiamo ficcarci in testa che l'era del
    > consumismo dei cellulari usa e getta sta
    > tramontando, prima cambiamo paradigma economico e
    > meglio sara' per
    > tutti.

    se non si fosse capito: quoto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: luigi
    > - Scritto da: Principe di Valacchia
    > > Il problema principale per me e' l'obsolescenza
    > > programmata e la quantita' di materiali
    > necessari
    > > per produrre tutte le accozzaglie elettroniche
    > > che ci
    > > circondano.
    > >
    > > Ad esempio per produrre un desktop di 15 chili
    > di
    > > peso occorrono 15 tonnellate di materiali
    > > (minerali, acqua nel ciclo di produzione,
    > > petrolio/gas per l'energia ecc..), per produrre
    > > una macchina di una tonnellata e mezzo ne
    > servono

    Ma queste put...te dove le trovi? Su "Topolino"?
    Tonnellate di materiale devi distribuirle su un certo numero di desktop da 15 chili, non certo uno solo.
    non+autenticato
  • fonti? vale x entrambi!
    non+autenticato
  • Stranamente, la risposta l'ho trovata su PIA bocca aperta
    http://punto-informatico.it/445466/Hardware/News/o...
    Rapporto ONU del 2004: per un PC di 24 Kg risultavano utilizzate materie prime per 10 volte il suo peso.
  • Ignoravo la cosa. C'è da rifletterci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Valeren
    > Stranamente, la risposta l'ho trovata su PIA bocca aperta
    > http://punto-informatico.it/445466/Hardware/News/o
    > Rapporto ONU del 2004: per un PC di 24 Kg
    > risultavano utilizzate materie prime per 10 volte
    > il suo
    > peso.

    che comunque fa 240 chili e non 2400
  • - Scritto da: LaNberto
    > che comunque fa 240 chili e non 2400

    E chi ha mai scritto 2400? :?