Armani, domini non garantiti dal nome

L'azienda Giorgio Armani riesce in tribunale a sottrarre il dominio armani.it che era stato registrato da Luca Armani. Ma questo è solo il primo caso? Si può prevedere una corsa alla registrazione di cognomi come marchi

Roma - Registrare un dominio.it con il proprio cognome non garantisce la titolarità dello stesso. Ad affermarlo è la clamorosa sentenza emessa dal Tribunale di Bergamo con cui si è deciso che il signor Luca Armani non ha diritto al dominio armani.it perché questo spetta alla Giorgio Armani, società il cui nome è anche un marchio.

Dopo la lunga vicenda Grauso sulla questione dei domini e le innumerevoli rassicurazioni provenienti dal NIC italiano, la sentenza di Bergamo sembra annullare uno dei pochi punti fermi nel mondo dei domini.it, quello secondo cui il proprio nome e cognome può garantire la titolarità di un dominio internet equivalente.

A prevalere, invece, secondo il giudice di questo caso, è la registrazione del marchio, capace di soverchiare qualsiasi diritto "al nome" che era stato rivendicato, in questo caso, dalla parte soccombente nel giudizio, cioè Luca Armani, titolare di un timbrificio.
"Oggi è un giorno triste per Internet - ha scritto Luca Armani sul suo sito, suo ancora per poco - E pensare che fino ad oggi ero convinto che quella parola ARMANI fosse il mio cognome, quello che da 39 anni ero convinto di rappresentare decorosamente. Sicuramente mi sono sbagliato, come sbagliata è la dicitura che appare sulla mia carta d'identità. ARMANI non è il mio cognome e nemmeno quello della mia famiglia ma è principalmente e innanzitutto un Marchio. Difficile sarà farlo capire in futuro, quando saranno cresciuti, anche ai miei figli ma ci proverò".

La beffa per Luca Armani è non solo essersi dovuto difendere dalle accuse della Giorgio Armani di aver utilizzato il proprio nome per lucrare sul nome altrui (!!!) ma anche di trovarsi ora a pagare salatissime spese legali all'azienda del celebre stilista. Rimane anche da vedere cosa penseranno di quanto accaduto tutti gli altri Armani italiani, e soprattutto quei circa 200 Armani che sono titolari di altrettante aziende nostrane.

Altro importante problema che si apre ora, naturalmente, è quello legato alla titolarità di tutti i domini italiani registrati da chi ha un cognome corrispondente. Se la Registration Authority a suo tempo affermava con forza che un nome a dominio equivalente ad un cognome non avrebbe potuto essere registrato se non dal titolare del cognome stesso, ora interviene una singolare ed estensiva interpretazione della legge sui marchi a cambiare tutto ciò.

Quanti correranno all'ufficio per la registrazione dei marchi per tutelare il proprio nome e cognome, un dato anagrafico che oggi, evidentemente, ha perso qualsiasi importanza?
327 Commenti alla Notizia Armani, domini non garantiti dal nome
Ordina
  • Che chi ha più soldi in Italia a ragione come daltronde la giustizia non è uguale per tutti ma si compra (come mie vicende personali mi insegnano!!!!).
    non+autenticato
  • Ricevo ora da un mio corrispondente russo una informativa sulle recenti modifiche alla locale Legge Marchi:
    1) la nuova Legge Marchi stabilisce che i diritti di esclusiva del detentore di un marchio si assumono violati per il caso di uso non autorizzato del segno su Internet, *incluso il caso in cui detto segno e' utilizzato in un nome a dominio*;
    2) la nuova legge marchi definisce una specifica procedura per la registrazione di marchi rinomati (o celebri). Nel caso di sussistenza dei requisiti di rinomanza/celebrita' il segno relativo e' registrato in una sezione speciale del Registro presso l'ufficio Marchi e Brevetti. Un marchio rinomato gode di protezione senza bisogno di una registrazione "ordinaria", per un periodo di tempo illimitato, e senza limitazione ai prodotti venduti sotto quel determinato segno [protezione ultramerceologica, n.d.r.]

    Vogliamo continuare a strepitare di repubblica delle banane e di giudici corrotti o ci vogliamo rendere conto che la strada *in tutto il mondo* si avvia ad essere quella mostrata dalla sentenza del Tribunale di Bergamo?

    Gianluca
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ricevo ora da un mio corrispondente russo
    > una informativa sulle recenti modifiche alla
    > locale Legge Marchi:
    > 1) la nuova Legge Marchi stabilisce che i
    > diritti di esclusiva del detentore di un
    > marchio si assumono violati per il caso di
    > uso non autorizzato del segno su Internet,
    > *incluso il caso in cui detto segno e'
    > utilizzato in un nome a dominio*;
    > 2) la nuova legge marchi definisce una
    > specifica procedura per la registrazione di
    > marchi rinomati (o celebri). Nel caso di
    > sussistenza dei requisiti di
    > rinomanza/celebrita' il segno relativo e'
    > registrato in una sezione speciale del
    > Registro presso l'ufficio Marchi e Brevetti.
    > Un marchio rinomato gode di protezione senza
    > bisogno di una registrazione "ordinaria",
    > per un periodo di tempo illimitato, e senza
    > limitazione ai prodotti venduti sotto quel
    > determinato segno [protezione
    > ultramerceologica, n.d.r.]
    >
    > Vogliamo continuare a strepitare di
    > repubblica delle banane e di giudici
    > corrotti o ci vogliamo rendere conto che la
    > strada *in tutto il mondo* si avvia ad
    > essere quella mostrata dalla sentenza del
    > Tribunale di Bergamo?
    >
    > Gianluca
    premesso che non sapendo le esette motivazioni della sentenza sono ancora neutrale, bisogna però che si dica a chiare lettere che se un tizio si chiama Mario Fiat non potrà, usando il buon senso, scegliere a cuor leggero di utilizzare il suo COGNOME per una qualsiasi attività. Nulla in contrario ( forse), ma bisogna dirlo a chiare lettere e, mi ripeto, secondo me WIPO deve ripronunciarsi sul caso (non so se sia previsto un riesame, ma consiglierei allora, anche al Sig.Luca Armani, di chiedere un giudizio dell'"Ente Supremo"- non fosse altro perchè una chance forse ce l'ha o perchè farebbe opera filantropicaOcchiolino visto che le incertezze in materia di proprietà intellettuale sono già fin troppe    
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Ricevo ora da un mio corrispondente russo
    > > una informativa sulle recenti modifiche
    > alla
    > > locale Legge Marchi:
    > > 1) la nuova Legge Marchi stabilisce che i
    > > diritti di esclusiva del detentore di un
    > > marchio si assumono violati per il caso di
    > > uso non autorizzato del segno su Internet,
    > > *incluso il caso in cui detto segno e'
    > > utilizzato in un nome a dominio*;
    > > 2) la nuova legge marchi definisce una
    > > specifica procedura per la registrazione
    > di
    > > marchi rinomati (o celebri). Nel caso di
    > > sussistenza dei requisiti di
    > > rinomanza/celebrita' il segno relativo e'
    > > registrato in una sezione speciale del
    > > Registro presso l'ufficio Marchi e
    > Brevetti.
    > > Un marchio rinomato gode di protezione
    > senza
    > > bisogno di una registrazione "ordinaria",
    > > per un periodo di tempo illimitato, e
    > senza
    > > limitazione ai prodotti venduti sotto quel
    > > determinato segno [protezione
    > > ultramerceologica, n.d.r.]
    > >
    > > Vogliamo continuare a strepitare di
    > > repubblica delle banane e di giudici
    > > corrotti o ci vogliamo rendere conto che
    > la
    > > strada *in tutto il mondo* si avvia ad
    > > essere quella mostrata dalla sentenza del
    > > Tribunale di Bergamo?
    > >
    > > Gianluca
    > premesso che non sapendo le esette
    > motivazioni della sentenza sono ancora
    > neutrale, bisogna però che si dica a chiare
    > lettere che se un tizio si chiama Mario Fiat
    > non potrà, usando il buon senso, scegliere a
    > cuor leggero di utilizzare il suo COGNOME
    > per una qualsiasi attività. Nulla in
    > contrario ( forse), ma bisogna dirlo a
    > chiare lettere e, mi ripeto, secondo me WIPO
    > deve ripronunciarsi sul caso (non so se sia
    > previsto un riesame, ma consiglierei allora,
    > anche al Sig.Luca Armani, di chiedere un
    > giudizio dell'"Ente Supremo"- non fosse
    > altro perchè una chance forse ce l'ha o
    > perchè farebbe opera filantropicaOcchiolino visto
    > che le incertezze in materia di proprietà
    > intellettuale sono già fin troppe   
    ho fatto un esempio poco probabile, diciamo allora Mario Versace, o Mark Sun, o Yasuo Toyota ...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > premesso che non sapendo le esette
    > > motivazioni della sentenza sono ancora
    > > neutrale, bisogna però che si dica a
    > chiare
    > > lettere che se un tizio si chiama Mario
    > Fiat
    > > non potrà, usando il buon senso,
    > scegliere a
    > > cuor leggero di utilizzare il suo COGNOME
    > > per una qualsiasi attività. Nulla in
    > > contrario ( forse), ma bisogna dirlo a
    > > chiare lettere e, mi ripeto, secondo me
    > WIPO
    > > deve ripronunciarsi sul caso

    La WIPO non ha giurisdizione ne' competenza sul caso armani.it:
    1) perche' ovviamente non ha alcun potere di riforma sulle decisioni dell'Autorita' Giudiziaria italiana
    2) perche' la WIPO comunque non e' competente a conoscere le controversie relative al ccTLD .it neppure ove si trattasse di MAP e non fosse in questione un problema di giurisdizione.

    > (non so se
    > sia
    > > previsto un riesame, ma consiglierei
    > allora,
    > > anche al Sig.Luca Armani, di chiedere un
    > > giudizio dell'"Ente Supremo"- non fosse
    > > altro perchè una chance forse ce l'ha o
    > > perchè farebbe opera filantropicaOcchiolino visto
    > > che le incertezze in materia di proprietà
    > > intellettuale sono già fin troppe   

    In termini generali la WIPO si e' gia' pronunciata con la raccomandazione che ho riportato piu' sotto. Che poi in sede di decisione sul caso armani.com abbia deciso a favore del resistente non ha nulla a che vedere con le posizioni WIPO: il ricorrente non ha saputo provare la sussistenza dei presupposti della riassegnazione (MAP) per cui la domanda e' stata respinta.

    > ho fatto un esempio poco probabile, diciamo
    > allora Mario Versace, o Mark Sun, o Yasuo
    > Toyota ...

    Per citare un caso reale: in Germania il dominio krupp.de e' stato riassegnato al famoso gruppo industriale dopo essere stato registrato da Herr Krupp, che con lo stesso non aveva nulla a che spartire.

    Italia, Russia, Germania... la macchia d'olio si allarga...

    Gianluca
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > > premesso che non sapendo le esette
    > > > motivazioni della sentenza sono ancora
    > > > neutrale, bisogna però che si dica a
    > > chiare
    > > > lettere che se un tizio si chiama Mario
    > > Fiat
    > > > non potrà, usando il buon senso,
    > > scegliere a
    > > > cuor leggero di utilizzare il suo
    > COGNOME
    > > > per una qualsiasi attività. Nulla in
    > > > contrario ( forse), ma bisogna dirlo a
    > > > chiare lettere e, mi ripeto, secondo me
    > > WIPO
    > > > deve ripronunciarsi sul caso
    >
    > La WIPO non ha giurisdizione ne' competenza
    > sul caso armani.it:
    > 1) perche' ovviamente non ha alcun potere di
    > riforma sulle decisioni dell'Autorita'
    > Giudiziaria italiana
    > 2) perche' la WIPO comunque non e'
    > competente a conoscere le controversie
    > relative al ccTLD .it neppure ove si
    > trattasse di MAP e non fosse in questione un
    > problema di giurisdizione.

    non l'ho specificato, ma intendevo chiaramente riferirmi al .com: l'avevo dato per scontato    
    >
    > > (non so se
    > > sia
    > > > previsto un riesame, ma consiglierei
    > > allora,
    > > > anche al Sig.Luca Armani, di chiedere
    > un
    > > > giudizio dell'"Ente Supremo"- non fosse
    > > > altro perchè una chance forse ce l'ha o
    > > > perchè farebbe opera filantropicaOcchiolino
    > visto
    > > > che le incertezze in materia di
    > proprietà
    > > > intellettuale sono già fin troppe   
    >
    > In termini generali la WIPO si e' gia'
    > pronunciata con la raccomandazione che ho
    > riportato piu' sotto. Che poi in sede di
    > decisione sul caso armani.com abbia deciso a
    > favore del resistente non ha nulla a che
    > vedere con le posizioni WIPO: il ricorrente
    > non ha saputo provare la sussistenza dei
    > presupposti della riassegnazione (MAP) per
    > cui la domanda e' stata respinta.
    appunto: se non c'erano i presupposti per riassegnare il .com, non vedo come potevano esserci i presupposti per riassegnare il .it affidato a Luca ARMANI, primo arrivato, in assoluta buona fede
    in ogni caso ripeto che non sono completamente contrario: però non è bello che in una materia come quella della proprietà intellettuale, che più di altre dovrebbe essere fatta di principi, alla fine rimanga tutto nella discrezionalità del giudice: rimango dell'idea che qui possano esserci i presupposti per l'emanazione di una nuova direttiva chiara che stabilisca, come già detto, che se hai la sfortuna di chiamarti come un marchio noto, allora è meglio che fai un passo indietro rispetto alla multinazionale tua omonima e rinunci al tuo nome per qualsiasi attività tu abbia in mente

    >
    > > ho fatto un esempio poco probabile,
    > diciamo
    > > allora Mario Versace, o Mark Sun, o Yasuo
    > > Toyota ...
    >
    > Per citare un caso reale: in Germania il
    > dominio krupp.de e' stato riassegnato al
    > famoso gruppo industriale dopo essere stato
    > registrato da Herr Krupp, che con lo stesso
    > non aveva nulla a che spartire.
    >
    > Italia, Russia, Germania... la macchia
    > d'olio si allarga...
    >
    > Gianluca
    il famoso nissan.com, però, non è stato riassegnato... ne è stato vietato l'uso a fini commerciali, ma non è stato riassegnato (ed il giudizio è di soli 4 mesi fa)

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > appunto: se non c'erano i presupposti per
    > riassegnare il .com, non vedo come potevano
    > esserci i presupposti per riassegnare il .it
    > affidato a Luca ARMANI, primo arrivato, in
    > assoluta buona fede

    Il Tribunale di Bergamo *non ha riassegnato armani.it*: ha pronunciato un'inibitoria all'uso del segno armani nei confronti del convenuto che -giova notarlo - utilizzava il dominio in questione per la promozione di un'attivita' commerciale e non per metterci le foto di famiglia. Nel caso di specie ci scandalizziamo perche' e' stato sollevato un polverone, ma ho ottenuto un cautelare (ed adesso staimo discutendo del merito) per un caso simile in cui e' stato inibito l'uso del patronimico in quanto confliggente con marchio registrato: l'unica differenza sta nel fatto che nel caso di cui parlo c'e' concorrenza diretta, ma d'altronde non si parla di marchi celebri.

    > in ogni caso ripeto che non sono
    > completamente contrario: però non è bello
    > che in una materia come quella della
    > proprietà intellettuale, che più di altre
    > dovrebbe essere fatta di principi, alla
    > fine rimanga tutto nella discrezionalità del
    > giudice: rimango dell'idea che qui possano
    > esserci i presupposti per l'emanazione di
    > una nuova direttiva chiara che stabilisca,
    > come già detto, che se hai la sfortuna di
    > chiamarti come un marchio noto, allora è
    > meglio che fai un passo indietro rispetto
    > alla multinazionale tua omonima e rinunci al
    > tuo nome per qualsiasi attività tu abbia in
    > mente
    Ovviamente la norma generale ed astratta e' filtrata dall'applicazione che ne fa il Giudice e non vedo come potrebbe essere altrimenti.
    Sull'emanazione di una nuova direttiva: non ne sento una necessita' specifica, mi sembra che la normativa nazionale possa essere sufficiente - aspetto solo il consolidarsi di una linea giurisprudenziale.

    >
    > >
    > > > ho fatto un esempio poco probabile,
    > > diciamo
    > > > allora Mario Versace, o Mark Sun, o
    > Yasuo
    > > > Toyota ...
    > >
    > > Per citare un caso reale: in Germania il
    > > dominio krupp.de e' stato riassegnato al
    > > famoso gruppo industriale dopo essere
    > stato
    > > registrato da Herr Krupp, che con lo
    > stesso
    > > non aveva nulla a che spartire.
    > >
    > > Italia, Russia, Germania... la macchia
    > > d'olio si allarga...
    > >
    > > Gianluca
    > il famoso nissan.com, però, non è stato
    > riassegnato... ne è stato vietato l'uso a
    > fini commerciali, ma non è stato riassegnato
    > (ed il giudizio è di soli 4 mesi fa)

    Mi piacerebbe leggere le conclusioni della comparsa di risposta di Luca Armani: se ha formulato una domanda in questo senso si tratta di vedere le motivazioni della sentenza, se non l'ha fatto imputet sibi. Il giudice deve pronunciarsi sulle domande non su quello che pensa sia "giusto".

    Gianluca
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > appunto: se non c'erano i presupposti per
    > > riassegnare il .com, non vedo come
    > potevano
    > > esserci i presupposti per riassegnare il
    > .it
    > > affidato a Luca ARMANI, primo arrivato, in
    > > assoluta buona fede
    >
    > Il Tribunale di Bergamo *non ha riassegnato
    > armani.it*: ha pronunciato un'inibitoria
    > all'uso del segno armani nei confronti del
    > convenuto che -giova notarlo - utilizzava il
    > dominio in questione per la promozione di
    > un'attivita' commerciale e non per metterci
    > le foto di famiglia. Nel caso di specie ci
    > scandalizziamo perche' e' stato sollevato un
    > polverone, ma ho ottenuto un cautelare (ed
    > adesso staimo discutendo del merito) per un
    > caso simile in cui e' stato inibito l'uso
    > del patronimico in quanto confliggente con
    > marchio registrato: l'unica differenza sta
    > nel fatto che nel caso di cui parlo c'e'
    > concorrenza diretta, ma d'altronde non si
    > parla di marchi celebri.

    questa è solo una MIA CURIOSITA' (non ha alcuna influenza sulla discussione, che discussione poi non è nemmeno, forse, in quanto, per quel che mi riguarda, è solo una questione di norma chiara e trasparente, scritta nero su bianco e diffusa opportunamente, che a me pare mancare a tutt'oggi):
    nel tuo caso il patronimico era già sfruttato prima della registrazione del marchio (anche se per armani.it non cambierebbe nulla, in quanto armani era già marchio celebre nel '97)?

    > > in ogni caso ripeto che non sono
    > > completamente contrario: però non è bello
    > > che in una materia come quella della
    > > proprietà intellettuale, che più di altre
    > > dovrebbe essere fatta di principi, alla
    > > fine rimanga tutto nella discrezionalità
    > del
    > > giudice: rimango dell'idea che qui possano
    > > esserci i presupposti per l'emanazione di
    > > una nuova direttiva chiara che stabilisca,
    > > come già detto, che se hai la sfortuna di
    > > chiamarti come un marchio noto, allora è
    > > meglio che fai un passo indietro rispetto
    > > alla multinazionale tua omonima e rinunci
    > al
    > > tuo nome per qualsiasi attività tu abbia
    > in
    > > mente
    > Ovviamente la norma generale ed astratta e'
    > filtrata dall'applicazione che ne fa il
    > Giudice e non vedo come potrebbe essere
    > altrimenti.
    > Sull'emanazione di una nuova direttiva: non
    > ne sento una necessita' specifica, mi sembra
    > che la normativa nazionale possa essere
    > sufficiente - aspetto solo il consolidarsi
    > di una linea giurisprudenziale.

    ma c'è la norma "GENERALE ED ASTRATTA" come tu dici: c'è una norma generale che esclude ESPLICITAMENTE la possibilità di usare un marchio noto per una propria attività, quale che sia, se esso coincide col proprio PATRONIMICO?
    E' una questione di chiarezza e di trasparenza (tra l'altro qui credo si parli di una ditta individuale, che per forza di cose negli atti UFFICIALI deve identificarsi con il nome e cognome del titolare, al di là del nome di fantasia che può poi esser associato alla stessa... )

    > >
    > > >
    > > > > ho fatto un esempio poco probabile,
    > > > diciamo
    > > > > allora Mario Versace, o Mark Sun, o
    > > Yasuo
    > > > > Toyota ...
    > > >
    > > > Per citare un caso reale: in Germania
    > il
    > > > dominio krupp.de e' stato riassegnato
    > al
    > > > famoso gruppo industriale dopo essere
    > > stato
    > > > registrato da Herr Krupp, che con lo
    > > stesso
    > > > non aveva nulla a che spartire.
    > > >
    > > > Italia, Russia, Germania... la macchia
    > > > d'olio si allarga...
    > > >
    > > > Gianluca
    > > il famoso nissan.com, però, non è stato
    > > riassegnato... ne è stato vietato l'uso a
    > > fini commerciali, ma non è stato
    > riassegnato
    > > (ed il giudizio è di soli 4 mesi fa)
    >
    > Mi piacerebbe leggere le conclusioni della
    > comparsa di risposta di Luca Armani: se ha
    > formulato una domanda in questo senso si
    > tratta di vedere le motivazioni della
    > sentenza, se non l'ha fatto imputet sibi. Il
    > giudice deve pronunciarsi sulle domande non
    > su quello che pensa sia "giusto".
    >
    > Gianluca

    comunque mi torna in mente quello che hai scritto pochi giorni fa: ti avevo chiesto di spiegarmi perchè tiravi in ballo la Convenzione di Parigi (salvo capire un minuto dopo aver scritto il mio msg. che doveva esser tirata in ballo per forza). Me l'hai spiegato, ma secondo me se non viene tirata in ballo in questo caso (con le conseguenze del caso..) è solo per un tecnicismo

    comunque ribadisco che il caso mi pare speculare a quello di nissan.com: prima pubblicizzava la sua attoività, oggi glielo hanno impedito. Ok, però non gli hanno tolto il dominio corrispondente al suo PATRONIMICO.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > questa è solo una MIA CURIOSITA' (non ha
    > alcuna influenza sulla discussione, che
    > discussione poi non è nemmeno, forse, in
    > quanto, per quel che mi riguarda, è solo una
    > questione di norma chiara e trasparente,
    > scritta nero su bianco e diffusa
    > opportunamente, che a me pare mancare a
    > tutt'oggi):
    >   nel tuo caso il patronimico era già
    > sfruttato prima della registrazione del
    > marchio (anche se per armani.it non
    > cambierebbe nulla, in quanto armani era già
    > marchio celebre nel '97)?

    No, l'uso del segno e' posteriore, ma come giustamente fai rilevare tu nel caso di specie non cambierebbe la situazione.
    Sulla norma "chiara e trasparente": la Legge Marchi c'e' da un pezzo, sulla sua chiarezza si possono fare le considerazioni del caso, anche se onestamente non mi sembra un esempio tra i piu' lampanti di normazione contorta.
    Sulla diffusione: detta Legge e' diffusissima, ne trovi il testo ovunque e gratuitamente, cosa si vuole di piu' dalla vita, un lucano Occhiolino ?

    > > Ovviamente la norma generale ed astratta
    > e'
    > > filtrata dall'applicazione che ne fa il
    > > Giudice e non vedo come potrebbe essere
    > > altrimenti.
    > > Sull'emanazione di una nuova direttiva:
    > non
    > > ne sento una necessita' specifica, mi
    > sembra
    > > che la normativa nazionale possa essere
    > > sufficiente - aspetto solo il consolidarsi
    > > di una linea giurisprudenziale.
    >
    > ma c'è la norma "GENERALE ED ASTRATTA" come
    > tu dici: c'è una norma generale che esclude
    > ESPLICITAMENTE la possibilità di usare un
    > marchio noto per una propria attività, quale
    > che sia, se esso coincide col proprio
    > PATRONIMICO?
    Si', se esso e' confliggente con un marchio anteriore (cfr. artt. 1bis e 13 L.M. - se vuoi con un po' di calma posto dottrina e giusrisprudenza)

    > E' una questione di chiarezza e di
    > trasparenza (tra l'altro qui credo si parli
    > di una ditta individuale, che per forza di
    > cose negli atti UFFICIALI deve identificarsi
    > con il nome e cognome del titolare, al di là
    > del nome di fantasia che può poi esser
    > associato alla stessa... )
    Non vedo come la cosa rilevi nell'ambito dei nomi a dominio - ed in ogni caso, a volerla ritenere rilevante, ne consegue che il nome a dominio avrebbe dovuto essere lucaarmani.it.
        
    > comunque mi torna in mente quello che hai
    > scritto pochi giorni fa: ti avevo chiesto di
    > spiegarmi perchè tiravi in ballo la
    > Convenzione di Parigi (salvo capire un
    > minuto dopo aver scritto il mio msg. che
    > doveva esser tirata in ballo per forza). Me
    > l'hai spiegato, ma secondo me se non viene
    > tirata in ballo in questo caso (con le
    > conseguenze del caso..) è solo per un
    > tecnicismo
    >
    Non capisco, potresti essere un po' piu' chiaro?
    "se *non* viene tirata in ballo (con le conseguenze del caso) e solo per un tecnicismo"?
    Tieni presente che la legge *e'* tecnica Sorride

    > comunque ribadisco che il caso mi pare
    > speculare a quello di nissan.com: prima
    > pubblicizzava la sua attoività, oggi glielo
    > hanno impedito. Ok, però non gli hanno tolto
    > il dominio corrispondente al suo
    > PATRONIMICO.
    Non lo hanno tolto nemmeno a Luca Armani, per tutti i santi.... gli hanno impedito di usare il segno salvo provvedere a differenziarlo adeguatamente per evitare confondibilita': se domani registra lucaarmani.it, timbrificioarmani.it, timbrificiolucaarmani.it ritengo che non sussistano problemi - e continuerebbe ad usare il proprio patronimico.

    Gianluca
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > questa è solo una MIA CURIOSITA' (non ha
    > > alcuna influenza sulla discussione, che
    > > discussione poi non è nemmeno, forse, in
    > > quanto, per quel che mi riguarda, è solo
    > una
    > > questione di norma chiara e trasparente,
    > > scritta nero su bianco e diffusa
    > > opportunamente, che a me pare mancare a
    > > tutt'oggi):
    > >   nel tuo caso il patronimico era già
    > > sfruttato prima della registrazione del
    > > marchio (anche se per armani.it non
    > > cambierebbe nulla, in quanto armani era
    > già
    > > marchio celebre nel '97)?
    >
    > No, l'uso del segno e' posteriore, ma come
    > giustamente fai rilevare tu nel caso di
    > specie non cambierebbe la situazione.
    > Sulla norma "chiara e trasparente": la Legge
    > Marchi c'e' da un pezzo, sulla sua chiarezza
    > si possono fare le considerazioni del caso,
    > anche se onestamente non mi sembra un
    > esempio tra i piu' lampanti di normazione
    > contorta.
    > Sulla diffusione: detta Legge e'
    > diffusissima, ne trovi il testo ovunque e
    > gratuitamente, cosa si vuole di piu' dalla
    > vita, un lucano Occhiolino ?
    >
    > > > Ovviamente la norma generale ed
    > astratta
    > > e'
    > > > filtrata dall'applicazione che ne fa il
    > > > Giudice e non vedo come potrebbe essere
    > > > altrimenti.
    > > > Sull'emanazione di una nuova direttiva:
    > > non
    > > > ne sento una necessita' specifica, mi
    > > sembra
    > > > che la normativa nazionale possa essere
    > > > sufficiente - aspetto solo il
    > consolidarsi
    > > > di una linea giurisprudenziale.
    > >
    > > ma c'è la norma "GENERALE ED ASTRATTA"
    > come
    > > tu dici: c'è una norma generale che
    > esclude
    > > ESPLICITAMENTE la possibilità di usare un
    > > marchio noto per una propria attività,
    > quale
    > > che sia, se esso coincide col proprio
    > > PATRONIMICO?
    > Si', se esso e' confliggente con un marchio
    > anteriore (cfr. artt. 1bis e 13 L.M. - se
    > vuoi con un po' di calma posto dottrina e
    > giusrisprudenza)
    >
    > > E' una questione di chiarezza e di
    > > trasparenza (tra l'altro qui credo si
    > parli
    > > di una ditta individuale, che per forza di
    > > cose negli atti UFFICIALI deve
    > identificarsi
    > > con il nome e cognome del titolare, al di
    > là
    > > del nome di fantasia che può poi esser
    > > associato alla stessa... )
    > Non vedo come la cosa rilevi nell'ambito dei
    > nomi a dominio - ed in ogni caso, a volerla
    > ritenere rilevante, ne consegue che il nome
    > a dominio avrebbe dovuto essere
    > lucaarmani.it.
    >    
    > > comunque mi torna in mente quello che hai
    > > scritto pochi giorni fa: ti avevo chiesto
    > di
    > > spiegarmi perchè tiravi in ballo la
    > > Convenzione di Parigi (salvo capire un
    > > minuto dopo aver scritto il mio msg. che
    > > doveva esser tirata in ballo per forza).
    > Me
    > > l'hai spiegato, ma secondo me se non viene
    > > tirata in ballo in questo caso (con le
    > > conseguenze del caso..) è solo per un
    > > tecnicismo
    > >
    > Non capisco, potresti essere un po' piu'
    > chiaro?
    > "se *non* viene tirata in ballo (con le
    > conseguenze del caso) e solo per un
    > tecnicismo"?
    > Tieni presente che la legge *e'* tecnica Sorride
    >
    > > comunque ribadisco che il caso mi pare
    > > speculare a quello di nissan.com: prima
    > > pubblicizzava la sua attoività, oggi
    > glielo
    > > hanno impedito. Ok, però non gli hanno
    > tolto
    > > il dominio corrispondente al suo
    > > PATRONIMICO.
    > Non lo hanno tolto nemmeno a Luca Armani,
    > per tutti i santi.... gli hanno impedito di
    > usare il segno salvo provvedere a
    > differenziarlo adeguatamente per evitare
    > confondibilita': se domani registra
    > lucaarmani.it, timbrificioarmani.it,
    > timbrificiolucaarmani.it ritengo che non
    > sussistano problemi - e continuerebbe ad
    > usare il proprio patronimico.
    >
    > Gianluca

    ma non c'è confondibilità se glielo lasciano, ma gli impediscono di usarlo a fini commerciali - v.nissan.com .. per l'ennesima voltaSorride
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ma non c'è confondibilità se glielo
    > lasciano, ma gli impediscono di usarlo a
    > fini commerciali - v.nissan.com .. per
    > l'ennesima voltaSorride

    E se non ha formulato una domanda in tal senso con la comparsa di risposta il Giudice non poteva pronunciarsi come suggerisci ... per l'ennesima volta Occhiolino

    Io l'atto non l'ho visto, aspettiamo di vedere la sentenza integrale con le conclusioni precisate.

    Gianluca
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > ma non c'è confondibilità se glielo
    > > lasciano, ma gli impediscono di usarlo a
    > > fini commerciali - v.nissan.com .. per
    > > l'ennesima voltaSorride
    >
    > E se non ha formulato una domanda in tal
    > senso con la comparsa di risposta il Giudice
    > non poteva pronunciarsi come suggerisci ...
    > per l'ennesima volta Occhiolino
    >
    > Io l'atto non l'ho visto, aspettiamo di
    > vedere la sentenza integrale con le
    > conclusioni precisate.
    >
    > Gianluca

    ok, ad una conclusione siamo giunti e a questo punto credo che chi lo voglia abbia la possibilità di trarne una ulteriore

    E' stato un piacere

    non+autenticato
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