massimo mantellini

Contrappunti/ Kindle, preistoria di un futuro connesso

di Massimo Mantellini - Al di lÓ delle manovre economiche, l'ereader di Amazon mostra che Ŕ possibile abbattere le barriere di accesso alla Rete. Roaming e hotspot non saranno pi¨ un problema: prove tecniche di una futura normalitÓ

Roma - Uso da qualche tempo con soddisfazione Kindle, il lettore di ebook di Amazon. In questo breve periodo mi sono fatto l'idea che Kindle sia la preistoria di qualcosa che ancora in buona parte ci sfugge, che abbia lo stesso valore originario che hanno avuto nella vita di molte persone, piccoli computer casalinghi come il Vic 20 della Commodore. Macchine che i più giovani di voi non avranno mai sentito nominare, pezzi di plastica e chip con molti limiti e una grandissima prerogativa: quella di essere capaci di aprire le porte ad un mondo nuovo.

Ma non è del futuro degli ebook che volevo dirvi oggi. Non è il momento adatto per parlarne. Troppe cose stanno accadendo in questi giorni dopo quasi un decennio dalla loro timida comparsa (pensate che ho ritrovato negli archivi di Punto Informatico una mia inchiesta sugli ebook che risale al 2000); il moltiplicarsi del numero dei lettori di libri elettronici con nuove caratteristiche (al recente CES di Las Vegas ne sono stati presentati moltissimi) e le attese per il tablet di Apple che dovrebbe essere presentato a fine mese, sembrano destinati ad imprimere al mondo degli ebook una auspicata e salutare accelerazione.

Nel frattempo ci sono, mi pare, da sottolineare un paio di cose che Kindle può fare per Internet e un paio di cose che la rete potrebbe invece fare per Kindle. Kindle, come è noto, è un ambiente sostanzialmente a sé stante. Un terminale che si collega in maniera preferenziale con lo Store di Amazon attraverso il quale è possibile acquistare libri, abbonamenti a quotidiani e magazine, leggere alcuni blog (solo in USA per ora), consultare Wikipedia. Insieme a questo Kindle è anche una interfaccia di lettura, le cui potenzialità sono state molto aumentate ultimamente, consentendo l'importazione di file in formato pdf. Un presidio privato di chi lo ha acquistato, che rende la lettura dei libri comoda ed affascinante e che consente di portare a spasso dentro poche centinaia di grammi le stesse parole che fino a ieri avrebbero riempito gli scaffali di una libreria.
I detrattori di Kindle vi diranno immediatamente che Kindle è un sistema blindato e proprietario, l'esatto opposto della Internet della condivisione e degli standard, e questo è certamente vero. I formati dei suoi libri non sono (teoricamente) esportabili, lo sharing fra i device è azzerato, esiste perfino un odioso controllo a valle sui nostri libri acquistati che Amazon potrebbe esercitare. Lo ha fatto qualche mese fa, cancellando d'autorità dai Kindle della propria clientela libri che gli utenti avevano regolarmente acquistato nello Store: l'ironia della sorte ha voluto che si trattasse proprio di una versione di 1984 di Orwell. Ha fatto seguito una lamentosa e contrita missiva di Jeff Bezos in persona che si scusava per il problema. Un po' come se il nostro libraio di fiducia bussasse a casa nostra, frugasse nella nostra biblioteca e facesse a pezzi un libro che avevamo acquistato, restituendoci i soldi con molte scuse.

Nonostante tutto questo Kindle è anche il primo esempio di device che usa Internet (ok una parte piccola e delimitata di Internet) ignorando i confini fisici delle nazioni. Avete mai pensato alla assurdità intrinseca delle nostre modalità di accesso alla rete? Dalla scrivania di casa nostra abbiamo accesso al mondo intero ma appena varchiamo un confine o saliamo su un aereo, dotati di terminali piccoli, capaci di restituirci con buona approssimazione le usuali esperienze di rete, le nostre prerogative di "esseri collegati" decadono immediatamente, per affogare in condizioni capestro, estensioni contrattuali impossibili da ricevere, cambi di SIM, disperate ricerche di un hotspot WiFi. Internet è oggi una enorme finestra sul mondo a patto che non ci si sposti troppo. O per nulla.

Da questo punto di vista Kindle è una vera e propria prova di futura normalità. Basta accenderlo, per essere online ovunque ci si trovi (o quasi). La tecnologia resta dietro, invisibile, non ci sono settaggi da fare, prefissi da considerare, hotspot da rintracciare. Lo accendi e sei pronto, che tu sia a Milano a Londra o a Singapore. Prove tecniche di una futura normalità.

╚ evidente che questo sforzo di invisibilità della tecnologia è tanto apprezzabile quanto collegato al modello di business di Kindle eppure questo non significa che una simile attenzione non possa domani essere considerata anche dentro differenti modelli economici. Al grido di una sola rete, un solo collegamento.

Massimo Mantellini
Manteblog

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42 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Kindle, preistoria di un futuro connesso
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  • Ho trovato questo commento al Kindle estremamente interessante. E concordo assolutamente con l'autore e collega
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario
    > Ho trovato questo commento al Kindle estremamente
    > interessante. E concordo assolutamente con
    > l'autore e
    > collega
    Senza dubbio il Kindle è un prodotto interessante, proprio perché, come Apple, Amazon ha creato un eco sistema: apparecchio, sistema operativo, applicazioni, store con i contenuti, accessibilità da ogni parte del mondo senza ulteriori aggravi.

    Qui tanti non capiscono che se un motore non viene messo su un telaio e 4 ruote non si va a spasso comodamente seduti e al riparo dalle intemperie. Stanno tutti lì a vedere quanti cilindri ha il motore, quanti bulloni le ruote, lo spessore della scocca, perdendo di vista che innovazione e progresso sono dati dall'unione delle invenzioni e scoperte.

    Per questo iPhone e Kindle hanno successo.
    ruppolo
    33147
  • (questa vuole essere più una critica alla situazione attuale della "rete", più che una critica all'articolo e all'autore)

    ma quale novità, nello specifico ovviamente non si tratta di una novità tecnologica, ma di una novità commerciale
    e dal punto di vista commerciale le cose si muovono, forse, ma in modo troppo lieve, e comunque si può trattare di un movimento tra due "zolle tettoniche", quella dei provider e operatori di rete e quella dei gestori di contenuti, troppo rigidi, isolati nei loro mondi e autoreferenziati al massimo. E noi consumatori/cittadini/persone/ecc. dove siamo?

    gli utenti alla fine non possono continuare a sperare di raccogliere qualche briciola, essere i piccoli mammiferi (topi?) che sperano di avere qualche guadagno da uno scontro tra leoni, devono governare, avere diritti, imporre direzioni di sviluppo, insomma contare di più.

    la rete è morta, ragazzi (o non è mai nata, è stata solo un sogno, virtuale a tutti gli effetti)

    tornate all'ovile, gente..
    non+autenticato
  • più che topi forse pecore (da tosare) o mucche (da macellare, per chi ama il gore)
    non+autenticato
  • Bel articolo pubblicitario, prodotto medio ma pieno di DRM, scusate ma per me DRM=NON COMPRO, non perchè sia un pirata incallito, ma io applico il seguente ragionamento, i soldi che offro in cambio del "prodotto" sono senza DRM, se vuoi ci compri il pane o la Ferrari, quindi quando compro un libro o un altro prodotto, dal momento che è mio, lo leggo, poi lo passo ad altri per poi finire in libreria a casa, nessuno me lo cancella, nessuno controlla cosa ne faccio, funziona ovunque e liberamente, io posso accettare di avere un drm sulla copia, ma MAI sul dispositivo che utilizzo, quello lo pago ed è mio, lo uso come mi pare senza restrizioni, se io porto il libro del signore degli anelli al mio nipotino in america, questo funziona, non mi dice no QUI NON LO PUOI LEGGERE, se vi piacciono le limitazioni continuate pure con questa schifezza di prodotti!!!

    Però poi non lamentatevi che vi hanno cancellato o bloccato qualcosa, siate coerenti pls!!!
    non+autenticato
  • Io sono un "vecchio" fruitore di contenuti DRM, visto che ho acquistato brani protetti dal DRM da iTunes Store fin dal giorno di apertura. Ad oggi il DRM non mi ha minimamente infastidito, non mi è sparito nulla.
    Posso invece dire che mi è sparita sia la musica delle audiocassette comprate negli anni '70 e '80 (le registrazioni hanno perso i toni acuti) che la musica dei 10 CD che stavano sul caricatore in baule dell'auto, rubato. Musica senza DRM che ora non ho più.
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    Modificato dall' autore il 12 gennaio 2010 10.08
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    ruppolo
    33147
  • Ruppolo tu non fai testo, tu sei un "sottomesso" ai DRM.

    Se hai perso quella musica sui vecchi supporti è perchè le cose si logorano, ma vedi se le avessi avute in digitale non le avresti perse, se poniamo in essere che per un crack finanziario o per qualunque altra amenità possibile:
    apple fallisse, chiudesse, implodesse, sprofondasse apple con tutta l'america in abissamento continentale, insomma ti svegli un giorno e non esiste più, tu perderesti tutto con la morte del tuo supporto, invece senza DRM potresti spostare tutto su un player "russo" o "cinese", i soldi che tu paghi sono senza DRM, non c'è scritto sopra "usabili solo per acquisto di medicine", quindi devi pretendere che il prodotto acquistato sia "libero" come è "libera" la valuta con cui paghi, questa è una questione di libertà in primis e di rispetto nel consumatore in seconda.

    Per me tu ti sei fatto blindare anche il cervello oltre ai gadget che possiedi, ma per fortuna rappresenti una minoranza del globo!!!

    Ti pongo una domanda, se ti chiedessero di metterti un rdif sottocutaneo a cui si blindasse tutto quello che acquisti, che potresti usare qualunque player per ascoltare i tuoi brani,"tanto leggerebbero il tuo chip", te lo faresti impiantare?

    Se la risposta è si, prendi il primo cavalcavia e buttati di sotto.

    Se la risposta è no, allora sei coerente e smettila di acquistare prodotti con DRM.
    non+autenticato
  • - Scritto da: so sempre io
    > Ruppolo tu non fai testo, tu sei un "sottomesso"
    > ai
    > DRM.
    >
    > Se hai perso quella musica sui vecchi supporti è
    > perchè le cose si logorano,

    Allora perché non si accettano gli analoghi rischi anche per il digitale?

    > ma vedi se le avessi
    > avute in digitale non le avresti perse, se
    > poniamo in essere che per un crack finanziario o
    > per qualunque altra amenità
    > possibile:
    > apple fallisse, chiudesse, implodesse,
    > sprofondasse apple con tutta l'america in
    > abissamento continentale, insomma ti svegli un
    > giorno e non esiste più, tu perderesti tutto con
    > la morte del tuo supporto,

    Ma anche no.

    > invece senza DRM
    > potresti spostare tutto su un player "russo" o
    > "cinese", i soldi che tu paghi sono senza DRM,
    > non c'è scritto sopra "usabili solo per acquisto
    > di medicine", quindi devi pretendere che il
    > prodotto acquistato sia "libero" come è "libera"
    > la valuta con cui paghi, questa è una questione
    > di libertà in primis e di rispetto nel
    > consumatore in
    > seconda.

    Sono solo belle parole, niente di più. All'atto pratico, ecco come vanno le cose: Apple sparisce, sprofonda l'America? Non faccio altro che masterizzare la musica protetta da DRM su CD, quindi me la riporto in AAC.

    > Per me tu ti sei fatto blindare anche il cervello
    > oltre ai gadget che possiedi, ma per fortuna
    > rappresenti una minoranza del
    > globo!!!
    Per fortuna no, visto che Apple Store è il primo negozio di vendita di musica (primo in senso assoluto, non relativo alla sola musica online).

    > Ti pongo una domanda, se ti chiedessero di
    > metterti un rdif sottocutaneo a cui si blindasse
    > tutto quello che acquisti, che potresti usare
    > qualunque player per ascoltare i tuoi
    > brani,"tanto leggerebbero il tuo chip", te lo
    > faresti
    > impiantare?

    Se, come tante invenzioni, fosse utilizzato solo per questi simpatici scopi, direi di si. Ma siccome non è così, rinuncio, grazie.

    > Se la risposta è si, prendi il primo cavalcavia e
    > buttati di
    > sotto.
    Verra il giorno, purtroppo, in cui non ti sarà chiesto se vuoi impiantarti un chip...

    > Se la risposta è no, allora sei coerente e
    > smettila di acquistare prodotti con
    > DRM.
    Non ho motivo di non acquistarli. Come ho già detto, fin'ora non mi hanno causato svantaggi, anzi, mi hanno consentito di risparmiare centinaia di euro.

    Ora sono in procinto di acquistare un dizionario della lingua italiana (sono indeciso tra lo Zingarelli da 30 euro e il Devoto Oli da 20 euro) e la raccolta dei codici legislativi, da 20 euro, per iPhone.
    Fai tu il conto di quanti euro risparmio rispetto la versione cartacea? Per non parlare degli aggiornamenti...
    Pensa solo a questo: io ho già un dizionario cartaceo, preso ai tempi della scuola, circa 35 anni fa, e anche un codice civile di 10 anni fa. Il fatto che stiano sulla carta sarà anche un vantaggio perché sono ancora lì, ma è effettivamente un vantaggio? Direi di no, visto che ora li ricompro, per ovvi motivi.
    ruppolo
    33147
  • >Nonostante tutto questo Kindle è anche il primo esempio di device che usa >Internet (ok una parte piccola e delimitata di Internet) ignorando i >confini fisici delle nazioni.

    Le chiedo scusa e cosa ci sarebbe di cosi' rivoluzionario nel kindle che non esiste su qualunque smartphone che si connette ad una rete umts? Non mi dica che il roaming l'ha inventato Amazon.

    Sinceramente non comprendo questa meraviglia, mi scusi se glielo scrivo cosi' francamente.

    Cordiali saluti
    non+autenticato
  • la novitß sta nel fatto che senza che l'utente sottoscriva alcun abbonamento o paghi alcun euro puˇ collegarsi a internet con il kindle da qualsiasi parte del mondo per scaricare contenuti
    MeX
    16902
  • complimenti per l'analisi, inoltre complimenti ai commentatori: e' la prima volta che becco su PI una serie di commenti sensatie che aggiungono contenuti all'articolo invece di degenerare!
    Per quanto riguarda gli ereader, io penso che questa tendenza generalizzata di vendere device "chiusi" (iphone in primis, kindle, Nook il reader di Barnes&Noble etc) sia frustrante per chi e' legato all'aspetto libero della rete.
    Ovviamente per le aziende poter controllare finemente cosa gli utenti fruiscono (e soprattutto dove comprano i contenuti) e' oro colato,per questo io ho sempre hackkerato i device che compro per poterne fare quel che volgio.
    Sto aspettanda da un'annetto il reader giusto, e dopo il CES 2010 penso che tra qualche mese mi buttero' anche io nel mercato. Per chi fosse interessato lascio due link delle novita' presentate a Las Vegas la settimana scorsa:

    http://www.engadget.com/2010/01/09/the-e-reader-st.../

    http://gizmodo.com/5441762/the-best-of-ces

    Saluti a tutti!
  • il fatto che tu ci possa mettere i PDF che vuoi lo rende di fatto non chiuso!
    Chiuso é il formato proprietario degli ebook di Amazon, bisogna boicottare lo store, non l'ebook
    MeX
    16902
  • Ok, su questo non posso darti torto, infatti valutati i pro e i contro pensavo proprio di prendermi un Kindle DX alla fine,dato che ha il supporto nativo per i PDF (che comunque hanno aggiunto dopo).
    Il fatto che pero' supporti un formato standard (o quasi) per la pubblicazione non lo rende aperto (almeno per me), mi pesa di piu' il fatto che non puoi accedere a fonti di ebbok che vuoi: non pretendo che amazon paghi il roaming 3G per chiunque, anche se il recente hack del Nook procede proprio in questa direzione A bocca aperta.
    Inoltre altri ereader similari come hardware (Que di Plastic Logic etc) leggono praticamente qualsiasi formato, di alcuni ho letto che si parlava anche di djvu.
    Ora se Amazon vuole rendere difficile per me leggere quello che loro non vendono, imponendo anche idee errate come liberta'=pirateria etc etc facciano come vogliono, di utenti contenti ne troveranno sempre sul mercato mondiale.Cio' non toglie che a me rimane l'amaro in bocca nel vedere un device che sarebbe perfetto per diffondere e facilitare la lattura usato in modo cosi poco "illuminato",anche se coerente con il loro marketing.
  • > bisogna boicottare lo store, non l'ebook

    dimenticavo, quoto appieno!
  • il punto é che siamo all'inizio, e ognuno prova a spingere il suo formato... ma la guerra dei formati é stupida, che si lavori sull'integrazione.

    L'iPod per esempio da sempre legge molti formati tra cui l'MP3, inoltre iTunes utilizza un formato che é standard, ossia l'ACC.

    Io ora ho un Sony PSR-300 che legge PDF, epub ed altri formati inoltre basta che il lettore supporti bene UNO dei formati di ebook e con Calibre puoi convertire tutto ciˇ che vuoi...

    Chi compra adesso un ebook é certamente "pionere" e subirß le conseguenzeSorride
    Perˇ, se si dimostra interesse negli ebook sarß poi una conseguenza avere quello che abbiamo ora per la musica (store DRM free)
    MeX
    16902
  • Se hai ragione...se si volessero elencare tutte le guerre di formati dal VHS, ai DVD/Bluray passando per CD,miniDisc etc... ma questa e' la normalita' del mercato,l'integrazione sarebbe intelligente ma non redditizia come vincere questa competizione per le aziende!

    L'iPod e' un esempio peculiare, dato che legge molti formati di uso comune anche se non liberi (OGG e' un esmepio),ma e' stato blindato per poter essere usato solo col software propietario.

    Hai ragione che basta ne supporti uno,ma sarebbe come avere un pc che legge solo un formato audio/video/testo e sei costretto a convertire tutti i tuoi file in quel formato!
    Non ci sono problemi tecnici a leggere alti formati,e' una questione di marketing.

    Per il dimostre interesse mi trovi d'accordo:se questa tecnologia prende finalmente piede ci sara' anche spazio per store liberi e molta piu' scelta, sulle spalle dei pionieri!
    Non vorrei sbagliarmi,ma almeno per l'audio Amazon introdusse i DRM ma poi li abandono' dopo poco, per i libri li mantiene ancora? Shame shame...

    PS : ribadisco il mio stupore/felicita'!questa discussione non e' ancora degenrata ed e' ancora interessante da seguire!
  • > L'iPod e' un esempio peculiare, dato che legge
    > molti formati di uso comune anche se non liberi
    > (OGG e' un esmepio),ma e' stato blindato per
    > poter essere usato solo col software
    > propietario.

    l'ACC é uno standard ISO non soggetto a licenze, l'OGG é un formato poco diffuso.

    iTunes é il software per organizzare migliaia di brani e sincronizzarlo, per i duri e puri dell'informatica é difficile da digerire, ma se l'iPod ha avuto il successo che ha avuto, é anche grazie al software di gestione con cui funziona... (stiamo andando OT ma se vuoi continuare é un piacere confrontarsiOcchiolino )

    > Hai ragione che basta ne supporti uno,ma sarebbe
    > come avere un pc che legge solo un formato
    > audio/video/testo e sei costretto a convertire
    > tutti i tuoi file in quel
    > formato!

    beh, per la musica e soprattuto il video puˇ essere un problema... per gli ebook assolutamente no... anzi...
    Per esempio converto formati che il mio ebook legge in epub perché é il formato che preferisco e posso scegliere margini, dimensioni e tipo di font etc etc...

    > Non ci sono problemi tecnici a leggere alti
    > formati,e' una questione di
    > marketing.

    marketing, e in acluni casi anche funzionali... fare il rendering di un PDF é pi˙ esoso in termini prestazionali che fare il rendering di un epub per esempio

    > Per il dimostre interesse mi trovi d'accordo:se
    > questa tecnologia prende finalmente piede ci
    > sara' anche spazio per store liberi e molta piu'
    > scelta, sulle spalle dei
    > pionieri!
    > Non vorrei sbagliarmi,ma almeno per l'audio
    > Amazon introdusse i DRM ma poi li abandono' dopo
    > poco, per i libri li mantiene ancora? Shame
    > shame...

    forse parti con il DRM... ma fu il primo a cui le case discografiche concessero i brani senza DRM credo proprio per sondare il terreno e decidere se lasciarli anche ad iTunes

    > PS : ribadisco il mio stupore/felicita'!questa
    > discussione non e' ancora degenrata ed e' ancora
    > interessante da
    > seguire!

    basta poco che ce vˇ!Occhiolino
    MeX
    16902
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