Mauro Vecchio

Tutti alle scuole high-tech

Aumenta l'impatto delle attuali tecnologie sui processi di apprendimento e insegnamento scolastico. Dai corsi a base di videogame a PlayStation Portable utilizzata come visita a Stonehenge

Roma - Le flessibili caratteristiche delle attuali tecnologie: al servizio dell'apprendimento scolastico, dell'insegnamento in classe, del ripristino delle quotidiane attività del corpo umano. Sono solo alcuni degli ambiti su cui videogame, console portatili e piccoli universi di realtà virtuale potrebbero avere un influenza sempre più consistente.

A partire da un particolare istituto statunitense. Lo scorso settembre ha infatti aperto i battenti una scuola sperimentale di New York chiamata Quest to Learn School. Obiettivo finale dei corsi, preparare tutti gli studenti ad una brillante carriera nel settore dell'high-tech. Del tutto insolito il modo di arrivare a questo scopo: insegnare matematica, inglese e scienza attraverso i videogiochi.

I vari iscritti, in pratica, non devono chinarsi sui libri di testo e mandare a memoria intere formule, ma semplicemente riunirsi in gruppo per simulare un contesto sociale in un ambiente videoludico. Come ad esempio giocare a spartani contro ateniesi per imparare in maniera più vivida la storia greca.
Dalla scuola di New York a PlayStation Portable (PSP). Nel corso dell'ultimo BETT Education Technology Show a Londra, è stato presentato uno speciale software in grado di trasformare il dispositivo portatile di Sony in uno strumento per la realtà aumentata. Pare che il dispositivo sia stato già utilizzato da una ventina di scuole britanniche per visualizzare le tragedie di William Shakespeare o per farsi un giro virtuale tra le antiche mura di Stonehenge.

Trasferendosi oltreoceano, Microsoft ha annunciato la sponsorizzazione del progetto Innovative Teaching and Learning (ITL) Research, attraverso il suo programma Partners in Learning. Insieme ai governi di Finlandia, Indonesia, Russia e Senegal, BigM sborserà circa un milione di dollari all'anno per permettere migliori studi sull'impatto che le attuali tecnologie di comunicazione hanno sui metodi di apprendimento e insegnamento.

Rimanendo in terra statunitense, l'Indiana University School of Medicine ha pubblicato un particolare studio che illustra nei dettagli lo sfruttamento di certi meccanismi casalinghi di realtà virtuale per le riabilitazioni fisiche di soggetti affetti da sclerosi multipla o artrite. Un apprendimento del corpo, dunque, condotto sempre attraverso le nuove possibilità aperte dalle attuali tecnologie.

Mauro Vecchio
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6 Commenti alla Notizia Tutti alle scuole high-tech
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  • Il libro non è, e non deve essere l'unico strumento per imparare, come è oggi, gli strumenti multimediali (video, immagini, tabelle, schemi) sono molto più efficaci per trasmettere competenze non troppo complesse, essendo più immediati, es. una foto del terremoto è molto più significativa di una descrizione testuale di 1 pagina, rimane più impressa!
    Quindi ben vengano le sperimentazioni.

    Consiglio a proposito i brevi video del CES 2010 presenti nel canale Youtube di MediaWord ( http://www.youtube.com/user/MediaWorldChannel ), sono più efficaci di tutte le riviste di informatica che ogni mese compro.
    non+autenticato
  • mi domandavo cosa volesse dire esattamente la frase
    sottostante, non per rompere le scatole ma perchè la
    questione non è banale e capire meglio mi sembra
    necessario vista la delicatezza dell'argomento.

    "...del ripristino delle quotidiane attività del corpo
    umano."

    per quanto riguarda il resto dell'articolo, a parte
    gli "aspetti fuffa" by redmond e il fatto che si tratta
    prima di tutto di PR corporative, mi limito a dire, da
    pedagogista e ricercatore impegnato da due decenni sulla
    partita tecnologie educative, che la direzione é giusta,
    indipendentemente dai risultati immediati e dai dubbi di
    chi non ha ancora capito che ludico e ludiforme non vuol
    dire "giocare" e basta, e che giocare è molto più importante
    (per l'apprendimento in generale, e non solo per gli esseri
    umani...) di quanto generalmente si pensi...

    non solo la direzione è giusta nonostante l'ovvio bias aziendale
    e le sciocchezze virtuali che non possono ovviamente mancare,
    ma è anche urgente e necessario fare altri tentativi, ulteriori
    esperimenti, e sondare nuovi approcci, perché la scuola attuale,
    come giustamente sottolineato, é un morto che cammina, un residuo
    della macchina a vapore, l'anacronismo fatto sistema.

    l'evoluzione si basa sugli errori, moltissimi errori, quindi ben
    venga l'iniziativa anche se si dimostrasse un bidone, chi é già sicuro del fallimento rischia la fine del gamberetto, quello che non si
    evolve dalla preistoria e che riesce solo a farsi mangiare... in
    tutte le salse e a tutte le latitudini

    sbagliando s'impara,
    ma letteralmente.
    non+autenticato
  • "Aumenta l'impatto delle attuali tecnologie sui processi di apprendimento e insegnamento scolastico ..."
    Allarme lanciato da The Washington Post "...the sorry state of public education..." ( in The keys to successful a education system and Pisa )

    in Italia invece

    (Censis)
    Circa l'80% dei giovani tra 15 e 18 anni si chiede che senso abbia stare a scuola.
    Il 92,6% dei giovani ritiene sottopagato il lavoro anche per coloro che hanno un titolo di studio, le conoscenze vengono percepite come semplice agevolazione.
    Il 63,9% degli occupati giudica inutili le cose studiate a scuola.
    Il 75% dei laureati e l'85% dei non laureati ritengono che la propria preparazione non sia discriminante per trovare lavoro.

    ( dal Gazzettino )
    "Una scuola modellata su un impianto che risale al primo Novecento - aula, cattedra, banchi - è oggi totalmente estranea ai bisogni culturali dei giovani. Non sviluppa le capacità di apprendimento una scuola incapace di sfruttare le nuove tecnologie, non compete con il boom dell’audio-visual, con gli sms, con tutti quegli stimoli che bombardano i giovani ... una scuola che continuerà ad arrancare e, temo, continuerà a perdere e a disperdere un patrimonio enorme di intelligenze ... occorre che la scuola italiana abbandoni definitivamente la “trasmissività” del sapere dalla cattedra ai banchi». Luigi Berlinguer, ex ministro dell’Istruzione, ora uno degli esperti di Bruxelles, che nel Parlamento europeo discute con i colleghi delle future strategie di education.

    "bisogna passare dall’insegnamento strutturato cattedra-alunno-compiti a forme nuove, utilizzando pratiche di “student oriented” con lavoro in piccoli gruppi, autovalutazione degli studenti e loro partecipazione alla pianificazione... oggi il web è il nuovo Gutenberg"


    "quello che si apprende nel 70% dei casi non arriva dagli edifici scolastici. ..
    Se non si cambia la sfida è persa."

    Prof Daniele Pauletto
    http://relazioninelweb.blogspot.com/
    non+autenticato
  • > (Censis)
    > Circa l'80% dei giovani tra 15 e 18 anni si
    > chiede che senso abbia stare a
    > scuola.

    fatto che denuncia grandemente come l'abbassare il livello di difficoltà della scuola ha annacquato enormemente le competenze che la scuola avrebbe dovuto fornirti

    > Il 92,6% dei giovani ritiene sottopagato il
    > lavoro anche per coloro che hanno un titolo di
    > studio, le conoscenze vengono percepite come
    > semplice
    > agevolazione.

    dipende dal lavoro e dalle competenze. L'aver reso le scuole molto facili ha causato anche una sopravvalutazione delle poche competenze che oramai vengono trasmesse agli studenti. Emblematico è il caso dell'informatica dove moltissimi sono convinti che grazie a due cavolate scaricate da internet si possa diventare tecnici dall'oggi al domani, e dove gli argomenti poco o per niente conosciuti vengono spesso bollati come "inutili".

    > Il 63,9% degli occupati giudica inutili le cose
    > studiate a
    > scuola.

    per rispondere ad un telefono cesare non serve. Dipende però da cosa stanno facendo e cosa vogliono fare.

    > Il 75% dei laureati e l'85% dei non laureati
    > ritengono che la propria preparazione non sia
    > discriminante per trovare
    > lavoro.
    >
    sarebbe interessante conoscere il dato disaggregato per tipologia di laurea e/o diploma.

    > ( dal Gazzettino )
    > "Una scuola modellata su un impianto che risale
    > al primo Novecento - aula, cattedra, banchi - è
    (...)
    > sapere dalla cattedra ai banchi». Luigi
    > Berlinguer, ex ministro dell’Istruzione, ora uno
    > degli esperti di Bruxelles, che nel Parlamento
    > europeo discute con i colleghi delle future
    > strategie di
    > education.

    berlinguer ha devastato la scuola, la scuola è stata scardinata per inseguire le mode di un pseudomodernismo riducendola ad un guscio vuoto in cui la forma oramai è preminente rispetto alla sostanza.

    >
    > "bisogna passare dall’insegnamento strutturato
    > cattedra-alunno-compiti a forme nuove,
    > utilizzando pratiche di “student oriented” con
    > lavoro in piccoli gruppi, autovalutazione degli
    > studenti e loro partecipazione alla
    > pianificazione... oggi il web è il nuovo
    > Gutenberg"
    >

    Razzate demenziali. Il web facilita l'accesso alle fonti ma di contro richiede un maggiore senso critico per il discrimine di queste ultime, l'alternativa sarebbe quella di considerare parimenti autorevoli dal punto di vista scientifico sia seri siti che siti demenziali.
    >
    > "quello che si apprende nel 70% dei casi non
    > arriva dagli edifici scolastici.
    > ..
    > Se non si cambia la sfida è persa."

    la scuola non può e non deve insegnarti tutto, la scuola deve insegnarti ad imparare, ad avere senso critico e ad applicarlo.
  • A scuola si studia, non si gioca.

    Dovrebbero essere i professori a fare appassionare noi studenti alle loro materie, allora sì che sarebbe "scuola".
    Ma quasi tutti i prof fanno solo il minimo, anche perché lo stesso fanno gli studenti... e che dire dei genitori -.-

    Bene alla tecnologia, aiuta a studiare a volte (volete mettere la comodità di wikipedia contro un tomo di carta?), ma non è questo il modo giusto di fare scuola.
    non+autenticato
  • Se si prende un gioco, lo si mette al posto di un libro e stop, chiaro che non ci siamo.
    Se si prende un software e lo si usa come "estensione di un laboratorio" per dar vita a concetti che sui libri sembrano astratti, è una diversa opportunità.

    Se usi Wikipedia come sostituto delle vecchie ricerche sulle enciclopedie di carta, i vantaggi sono search veloce e copia&incolla banale. Non hai modificato il modo di insegnare e di apprendere.

    Non serve a una cippa dare un notebook ad ogni studente, se usato solo con openoffice nello scrivere appunti al posto di usare carta e penna.

    Giustamente bisogna pensare un diverso modello per istruire e per apprendere, altrimenti docenti e discenti tornano ad occupare i vecchi solchi scolastici e la riforma diventa solo un esercizio di amministrazione dei fondi (accorpare, tagliare insegnanti di sostegno, sopprimere istituti e classi, frullare studenti di diversa etnia, ecc.).

    Non si tratta di sostenere un politico o un altro, ma di capire che le "teste" istruite in Italia saranno la risorsa del paese nei prossimi decenni, e dovranno poter offrire quanto e più di altre nazioni per restituire valore a tutti noi.
    non+autenticato