Luca Annunziata

CES2010/ Come ti ricarico senza fili

Rischia di diventare una moda, Ŕ senz'altro una tecnologia emergente. Sul mercato si cominciano giÓ a vedere idee interessanti: manca solo la collaborazione dei produttori dei dispositivi

Las Vegas - La moda, forse, l'ha lanciata Palm con la "pietra" (Stone) per il suo Pre: la ricarica senza fili è diventata rapidamente un desiderata degli utenti, affascinati dalla futuristica possibilità di arrivare a casa o in ufficio e limitarsi ad appoggiare il telefono e il computer sulla scrivania per scoprirli ricaricati al termine della giornata. Ma se gli esperimenti condotti da Intel restano per il momento relegati alla sfera delle tecnologie di domani, in commercio si trovano già un paio di soluzioni meno estreme ma altrettanto soddisfacenti.

fili e caricabatterie: il passatoA giudicare poi dalla folla davanti allo stand di Powermat al CES, strategicamente piazzato a pochi passi di distanza dal booth Microsoft e da quello Intel, la faccenda deve intrigare non poco: l'offerta dell'azienda che vende il suo prodotto anche in Italia è in effetti molto ampia e completa, e con gli aggiornamenti presentati per il 2010 proprio in occasione della fiera in Nevada si allarga sempre di più per andare oltre cellulari e iPod.

Tecnologicamente, tutte le soluzioni in commercio si basano sul principio di induzione. All'interno della base su cui si appoggiano i dispositivi si trova una spira (o bobina che dir si voglia), replicata all'interno del dispositivo: il passaggio di corrente nella prima crea un campo elettromagnetico variabile in grado di generare una corrente indotta nella seconda, utilizzata quindi per ricaricare le batterie (si tratta di uno dei possibili effetti della legge di Faraday). Non è il metodo più efficiente per ottenere una batteria carica, ma l'attuale stato dell'arte di queste tecnologie consente comunque di garantire buoni risultati per apparecchi che consumano fino a 50-60 watt.
bobine e chip, le basi della carica a induzione


Anche la citata Powermat non fa eccezione a questi parametri di massima: con ciascuno dei suoi mat (ovvero tappetini, che somigliano tanto a quelli per il mouse) è possibile ricaricare apparecchi come telefoni cellulari, console da gioco portatili, lettori MP3 o e-reader. una base mobile di Powermat al lavoroPer alcuni dispositivi l'azienda fornisce appositi kit che comprendono una sorta di cover da applicare, con all'interno tutta la circuiteria necessaria: per altri, invece, è disponibile un kit generico che si collega a una porta USB o similare, e che svolge compito analogo. Le basi 2010 sono più sottili delle precedenti, sia nella versione casalinga che in quella mobile, e sono in grado in particolari varianti di alimentare anche un netbook: se si sceglie quest'ultima soluzione, tuttavia, il modello proposto perde qualcosa in termini di spessore per far posto a circuiteria più robusta.

Tra le prime aziende ad aver proposto soluzioni di questo tipo all'utente finale, per il 2010 Powermat propone anche novità interessanti in uscita a partire da giugno: una linea di batterie che integrano la tecnologia di ricarica wireless per decine di modelli di cellulari (in esposizione c'erano Nokia N97, vari BlackBerry, Motorola Droid e HTC con Android di ogni forma e dimensione), che potenzialmente, ci dicono, potrebbero anche finire presto direttamente nella confezione o comunque nella dotazione standard di parecchi produttori. un prototipo di batteria con tecnologia Powermat integrataAll'orizzonte, inoltre, ci sono pure batterie di ricambio per macchine fotografiche, telecamere e altri dispositivi elettronici consumer delle marche più diffuse (intravisto materiale Canon, Nikon, Panasonic): tutti questi apparecchi potranno essere ricaricati semplicemente appoggiandoli su una base Powermat, senza necessitare di caricabatterie o altri fili.

Tra kit per l'auto, kit per iPhone e kit per i telefoni dei principali produttori mondiali, Powermat punta decisamente al mercato degli utenti finali: volendo cercare un difetto alla soluzione proposta, la necessità di allineare precisamente l'apparecchio che si vuole ricaricare al singolo "hot spot" dei pad. Una scelta che riduce la flessibilità della soluzione, limitando a uno, due o tre il numero di apparecchi che è possibile ricaricare contemporaneamente a seconda del pad acquistato. D'altro canto, l'azienda ha previsto un kit da fornire ai produttori di cellulari con il quale realizzare soluzioni specifiche per ogni modello, in modo da ottimizzare le prestazioni e garantire efficienza e durata delle batterie.

veduta di insieme dell'offerta Powermat


lo stand WiPower al CES 2010Diverso, invece, l'approccio di WiPower. Marchio consumer che ha alle spalle un gruppo taiwanese che si rivolge essenzialmente ai produttori OEM (EMS Technology), la filosofia della soluzione proposta è leggermente differente: un singolo pad, in questo caso davvero quasi indistinguibile da un tappetino per il mouse, formato da un'unica ampia superficie attiva sulla quale appoggiare tutti gli apparecchi dotati del ricevitore (realizzato con forme e tecnologia molto simili a quelle precedenti). L'attuale proposta WiPower è in grado di supportare una ricarica contemporanea di tre o quattro dispositivi (per un totale di circa 15W e con un efficienza dell'80 per cento), ma secondo i tecnici sarebbe possibile spingersi fino a potenze nell'ordine dei 100 watt.

La filosofia e l'approccio di WiPower sembrano più orientati all'integrazione della tecnologia di induzione nella realtà quotidiana: nel booth erano presenti scrivanie che integrano un zona attiva di ricarica nella superficie, soluzioni in grado di "mimetizzarsi" nella vita di tutti i giorni e di integrarsi nel mobilio esistente. Una scelta affascinante, che non pone limite ai possibili impieghi: gli ingegneri WiPower avevano approntato diversi prototipi di altoparlanti, dock per iPod e persino sfere al plasma, convertiti per essere alimentati e ricaricati senza fili.

un prototipo di scrivania con integrata la tecnologia WiPower


Una piccola vasca colma d'acqua e sfere illuminate da led verdi, infine, campeggiava nello stand: una dimostrazione della flessibilità di questa soluzione, che ha costretto tuttavia a più riprese i rappresentanti dell'azienda a spiegare ai curiosi che non correvano alcun rischio a immergervi le dita, e che quella nella piscinetta non era acqua magica. La rivincita dei nerd e della fisica nella capitale del divertimento: dove tutto, anche la legge di Faraday, può diventare un'attrazione.

la piscina magica nello stand WiPower


Luca Annunziata
20 Commenti alla Notizia CES2010/ Come ti ricarico senza fili
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  • Ma quale novità e novità! Le lampade subacquee che si caricavano così le vendevano quando ero bambino negli anni '70; se il sistema è stato giustamente abbandonato è perchè si spreca un mare di energia. Solo ora, con un'economia morente che costringe i produttori alla disperata ricerca di qualcosa da vendere anche se funziona male, lo hanno ritirato fuori. Resta tuttavia uno spreco inutile. Figo sì, ma inutile e dannoso.

    Molto meglio obbligare i produttori ad usare connettori standardizzati per i caricabatterie, e già mi risulta si stia facendo qualcosa in questo senso, ridurre i consumi degli elettrodomestici e soprattutto educare la gente a ridurre gli sprechi.
    Per esempio, usando due PC invece di uno, il primo carrozzato per i lavori CPU-intensive o per giocare ed uno con una scheda video e processore "leggeri" si risparmia un mare di energia rispetto a quando si usa un singolo PC potente solo per navigare e leggere la posta. Per quanto le schede video e i processori moderni riescano a ridurre clock e consumi a riposo, l'energia usata è sempre molto superiore a quella di un sistema nato con in mente il risparmio energetico. Un EeeBox o simili cloni affiancato al PC con un deviatore KVM, quindi senza duplicare monitor, tastiera e mouse, si ripaga in un anno o meno e poi è tutto risparmio. Ma quanti lo sanno?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ant
    > Ma quale novità e novità! Le lampade subacquee
    > che si caricavano così le vendevano quando ero
    > bambino negli anni '70; se il sistema è stato
    > giustamente abbandonato è perchè si spreca un
    > mare di energia. Solo ora, con un'economia
    > morente che costringe i produttori alla disperata
    > ricerca di qualcosa da vendere anche se funziona
    > male, lo hanno ritirato fuori. Resta tuttavia uno
    > spreco inutile. Figo sì, ma inutile e
    > dannoso.

    Però...così vecchia 'sta tecnologia? Beh, allora è vintage, quindi è probabile che avrà successo, proprio come il 3D al cinema!

    > Molto meglio obbligare i produttori ad usare
    > connettori standardizzati per i caricabatterie, e
    > già mi risulta si stia facendo qualcosa in questo
    > senso, ridurre i consumi degli elettrodomestici e
    > soprattutto educare la gente a ridurre gli
    > sprechi.

    Infatti non è possibile avere un'alimentatore diverso per ogni dispositivo che si possiede! Stessa cosa per le batterie (al litio), ma qui le cose si fanno ancora più complicate!

    > Per esempio, usando due PC invece di uno, il
    > primo carrozzato per i lavori CPU-intensive o per
    > giocare ed uno con una scheda video e processore
    > "leggeri" si risparmia un mare di energia
    > rispetto a quando si usa un singolo PC potente
    > solo per navigare e leggere la posta. Per quanto
    > le schede video e i processori moderni riescano a
    > ridurre clock e consumi a riposo, l'energia usata
    > è sempre molto superiore a quella di un sistema
    > nato con in mente il risparmio energetico. Un
    > EeeBox o simili cloni affiancato al PC con un
    > deviatore KVM, quindi senza duplicare monitor,
    > tastiera e mouse, si ripaga in un anno o meno e
    > poi è tutto risparmio. Ma quanti lo
    > sanno?

    Ma soprattutto, a quanti importa?
    non+autenticato
  • anzi bellissimo modo per far aumentare l'inquinamento elettromagnetico(il wi-fi una utilità ce l'ha in quanto si parla di comunicazione a distanze che possono essere fino a 100 metri,ma questa str*nzata non vedo quale utilità potrebbe avere dato che deve essere alimentato e che quindi i fili ci sono comunque).A me sembra solo un prodotto che se avrà successo servirà solo a riempire le tasche di qualcuno e chi lo compra si troverà in casa un oggetto ingombrante( la base deve essere larga altrimenti si ricarica poco),anti-ecologico(rendimento dell'80 %) e inutile(dato che i caricabatterie tradizionali svolgono benissimo la loro funzione)
    non+autenticato
  • Forse c'è un piccolo particolare che nessuno ha considerato. Sapete nel mondo quanti caricabatterie ci sono collegati alla rete elettrica per il 90% della giornata senza ricaricare un bel nulla? solo perchè il proprietario non l'ha staccato dalla rete elettrica per pigrizia o perchè si è dimenticato di farlo. Non dico che in ogni casa c'è ne almeno 1-2 ma quasi. Questà tecnologia con le dovute correzioni permetterebbe ad una famiglia che ritorna a casa la sera di caricare tutti gli apparecchi con un unica fonte e al max se se lo dimenticano collegato è un solo alimentatore invece che 4-5 se và bene.
    non+autenticato
  • L'energia consumata da un caricabatterie attaccato e' un'inezia, facciamo due conti, quanto consumera' un caricabatterie attaccato alla rete? 2 Watt? Allora:
    2 W * 24 ore al giorno * 365 giorni l'anno = 17 kWh l'anno che equivalgono a circa 1 euro di consumo.

    Per fare un termine di paragone l'energia richiesta per scaldare l'acqua in un boiler da 80 l e' almeno di 30 kWh, quasi il doppio.

    Quindi se uno e' attento al risparmio energetico dovrebbe intervenire prima nel consumo di acqua calda e poi su altre robe.

    Poi devi considerare la minore efficenza di questi cosi, 80% contro almeno 90%, devi anche considerare che avranno un alimentatore di dimensioni maggiori (piu' dispersioni) e sicuramente non sarebbe usato per il 100% del tempo nella ricarica di piu' dispositivi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Principe di Valacchia
    > L'energia consumata da un caricabatterie
    > attaccato e' un'inezia, facciamo due conti,
    > quanto consumera' un caricabatterie attaccato
    > alla rete? 2 Watt?
    > Allora:
    > 2 W * 24 ore al giorno * 365 giorni l'anno = 17
    > kWh l'anno che equivalgono a circa 1 euro di
    > consumo.

    Moltiplicato per tv, stereo, pc, trafrormatore del/ dei cellulare/i, quello della sveglia, quello delle lampadesul tavolino da notte o sulla scrivania che ormai sono a led, ecc ecc...
    Sono un po' piu' di 1 euro l'anno.


    > Per fare un termine di paragone l'energia
    > richiesta per scaldare l'acqua in un boiler da 80
    > l e' almeno di 30 kWh, quasi il doppio.

    > Quindi se uno e' attento al risparmio energetico
    > dovrebbe intervenire prima nel consumo di acqua
    > calda e poi su altre robe.

    > Poi devi considerare la minore efficenza di
    > questi cosi, 80% contro almeno 90%, devi anche
    > considerare che avranno un alimentatore di
    > dimensioni maggiori (piu' dispersioni) e
    > sicuramente non sarebbe usato per il 100% del
    > tempo nella ricarica di piu'dispositivi.
    krane
    22544
  • "Non è il metodo più efficiente per ottenere una batteria carica..."

    ... e meno male che nell'articolo lo si dice. Una buona percentuale dell'energia utilizzata per ricaricare viene dispersa nell'aria.
    Quando invece un piccolo dock con 2 semplici contatti permette di utilizzarla al 100%.
    Qui mi sembra che invece di progredire torniamo indietro. Il fatto che a sti qui molta gente gli dà corda.
    L'unico che (forse) aveva trovato il modo di trasmettere energia a distanza è stato Tesla, ma la tecnologia era completamente differente (leggere ad esempio il libro "I segreti dell'elettricità fredda" di Lindemann).
    Spero che questa "ricarica senza fili" muoia sul nascere, abbiamo già crisi energetica e inquinamento elettromagnetico.
    non+autenticato
  • ╚ quello che penso io. Dispersioni di energia inimmaginabili, soprattutto in ambienti pubblici.
  • Beh.. non e' propriamente esatto.
    Considerando il prodotto di wiPower, parla di efficienza dell'80% il che non mi pare affatto male.
    E' chiaro che ci sono degli sprechi (per ora) e che puo' sembrare una tecnologia poco utile (ai fini pratici) ma, non si puo' mai dire quali risvolti applicativi potra' incrociare nel futuro.
    non+autenticato
  • Se l'80% non ti sembra affatto male nel 2010 allora siamo apposto
    non+autenticato
  • Ma fammi capire... lo stesso discorso si può fare per le connessioni Wi-Fi... tu non usi le connessioni wireless per non sprecare energia?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pino
    [CUT]
    > L'unico che (forse) aveva trovato il modo di
    > trasmettere energia a distanza è stato Tesla, ma
    > la tecnologia era completamente differente
    > (leggere ad esempio il libro "I segreti
    > dell'elettricità fredda" di
    > Lindemann).

    Cancella pure questa frase. Se c'è qualcuno che vuole proprio tornare indietro al medioevo sono quelli che fanno risorgere aspetti "magici" di scoperte ormai arcinote. Lo fanno semplicemente perché la maggiorparte delle persone non ha mai fatto un corso di fisica per cui si lascia abbindolare.
    Le cavolate di quei libri per apprendisti stregoni su Tesla & Co (che sarebbero sorpresi di vedere il loro nome associato a certe schifezze) al massimo possono servire per film di fantascienza.

    Magari inventassero un metodo del genere, peccato che quei metodi hanno le stesse identiche proprietà dei fenomeni "paranormali": la non ripetibilità in laboratorio e la diffusione mediante "testimonianze umane".
    non+autenticato
  • "La mente estesa" di Rupert Sheldrake.

    Telsa & Co dei buffoni? Forse non sai quante sue invenzioni (alla sua morte) sono state protette dal segreto militare dagli USA. Tesla, mi sa che non lo sai, è stato uno dei più grandi inventori del nostro ultimo periodo storico (se non di sempre). La corrente alternata è sua e ci ha fatto uscire dal medioevo della c. continua di Edison. E non lo faceva per business, ma per contribuire ad un mondo migliore: e già questo lo eleva al di sopra del 99% degli scienziati contemporanei. Benvenuto sulla Terra.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > contribuire ad un mondo migliore: e già questo lo
    > eleva al di sopra del 99% degli scienziati
    > contemporanei. Benvenuto sulla
    > Terra.

    il fatto è che gli "scienziati" di oggi non andrebbero classificati come tali in primis.
    Chi fa _veramente_ scienza? Ph.D. e postdoc. Gli "scienziati" sono solo dei politicanti rastrellafondi. Non c'è scienza dopo il postdoc.
    non+autenticato
  • Ti sei perso nel tuo furore ideologico. la frase di pinco pallino era riferita agli apprendisti stregoni che cercano di dare seguito a Tesla & CO, i quali sarebbero sorpresi di trovarsi affiancati alle schifezze. Questo era il senso. Sempre con sta fretta di fanculare qualcun altro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: b. renfro
    > Ti sei perso nel tuo furore ideologico. la frase
    > di pinco pallino era riferita agli apprendisti
    > stregoni che cercano di dare seguito a Tesla &
    > CO, i quali sarebbero sorpresi di trovarsi
    > affiancati alle schifezze. Questo era il senso.
    > Sempre con sta fretta di fanculare qualcun
    > altro.

    "Furore ideologico" esprime esattamente quello che pensavo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > "La mente estesa" di Rupert Sheldrake.
    >
    > Telsa & Co dei buffoni? Forse non sai quante sue
    > invenzioni (alla sua morte) sono state protette
    > dal segreto militare dagli USA. Tesla, mi sa che

    Ma sai leggere?
    Tesla era un grande.

    Quelli che ora prendono le sue invenzioni e le fanno passare per novità attuali che andrebbero oltre le leggi della termodinamica sono non solo dei buffoni ma delle persone ignobili che cercano di portare al medioevo la mentalità delle persone spingendole a non ragionare prendendo per oro colato quello che viene pontificato da qualcuno (e non mi sto riferendo affatto a Tesla ... ma ora mi viene il dubbio che tu abbia fatto solo finta di non saper leggere)
    non+autenticato