Avatar, odissea nel percepibile

Un viaggio oltre la proiezione. Dai brividi indotti degli anni '50 al 3D stereoscopico di Cameron. Lo scrittore di s/f intervista il professionista dei VFX per immergerci nelle malìe del kolossal più preannunciato del decennio

Roma - Vi piace? Non vi piace? Esaltati? Delusi? Inviperiti con la prudente distribuzione italiana? Prenotati i biglietti per la proiezione di oggi, ora che anche l'arretrato Belpaese - smaltite le inevitabili "vacanze cinepanettoniche" - sarà invaso dagli azzurrini alieni dalle orecchie a punta? Comunque la pensiate, a quanto pare ancora una volta Cameron è qui per lasciare il segno: nel mondo dell'umanamente visibile, come ha fatto più o meno ad ogni sua uscita sul grande schermo, e anche nel mercato globale dell'entertainment. Giacché, se ha aspettato 15 anni per disporre delle tecnologie in grado di far vedere cosa brulicava nel suo emisfero destro, di certo non l'ha fatto per tirar fuori dal cilindro una geniata per pochi visionari alla Terry Gilliam e mandare in bancarotta qualche venale produttore.

fonte immagine: Flickr - OfficialAvatarMovie


No, la Cameron Lightstorm Entertainment scende in campo solo per vincere. E vincere, nel Paese che ha inventato il marketing, significa poter contare su un significativo numero di sale attrezzate per far apprezzare per bene al pubblico quel che il maitre gli ha cucinato e porsi nei confronti del mondo delle major e dei finanziatori non solo come un artista innovativo, ma come un vettore di business, ossia come l'ariete che dovrebbe sfondare le porte dei nostri soggiorni per farci fare spazio alla nuova generazione di lettori, schermi e periferiche atte a tridimensionalizzare anche l'home video, che l'industria vorrebbe quale nuova frontiera del mercato dell'entertainment.
Ma ora entriamo nel merito della questione più sbandierata. Quando sappiamo che ormai sono digitali non solo i voli dei vampiri di Twilight/New Moon, ma anche il mare giapponese di Flags of our Fathers o le strade con auto anni '30 di Changeling di Eastwood, tanto per citare un regista molto classico nella forma, cos'ha questo Avatar per essere considerato il film "più avanti" sul pianeta Terra? A spiegarlo a Punto Informatico è Pierfilippo Siena, Visual Effects Producer e Digital Post Production Supervisor di Rebel Alliance, uno che la postproduzione digitale la fa per mestiere (dal serbo Zone of the Dead all'ultimo, ancora inedito Zeffirelli).

Mario Gazzola: Cosa rappresenta Avatar nella storia del cinema? Non è il primo film che tenta di scuotere l'incredulità con l'ausilio della tecnologia...
Pierfilippo Siena: Per rispondere adeguatamente, è necessario partire da una premessa: oggi in effetti tutto il cinema è digitale, dai supereroi dei fumetti, alle creature horror, ai cieli nuvolosi in un film di Nanni Moretti. E in ogni film si impiegano più o meno gli stessi applicativi: Maya, Photoshop, Renderman. Nondimeno, nella storia del cinema, sono apparsi alcuni film che hanno funto da momenti di rottura, che sono stati davvero in grado di innovare la Settima Arte segnando altrettante pietre miliari con cui il futuro avrebbe dovuto fare i conti per anni.
Ad esempio, quando Stanley Kubrick completò, dopo quattro anni di lavorazione, il suo 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey, 1969), i veri astronauti dissero che volare nello spazio era un po' come avere visto il film, e qualcuno paragonò la sequenza dello Stargate all'uso dell'LSD. Negli anni '70 spettò a George Lucas con il primo capitolo della trilogia classica di Star Wars, l'Episodio IV (Star Wars Episode IV: A New Hope, 1977), il merito di avere rivoluzionato sia sul piano tecnologico che narrativo il modo di fare cinema.

Eppure, la volontà di portare il pubblico in sala a nuovi livelli di fruizione visiva, sensoriale ed empatica risale a molto tempo addietro: senza scomodare Georges Méliès o D.W. Griffith, già negli anni '50 lo sviluppo del cinema in 3D aveva permesso agli spettatori di provare emozioni uniche grazie all'utilizzo di occhialini speciali con una lente rossa ed una blu. Ma spetta al regista e produttore William Castle, con l'horror-thriller Il mostro di sangue del 1959 (The Tingler), il merito di avere tentato una sperimentazione innovativa con il preciso scopo di andare oltre la semplice proiezione sul grande schermo: l'ha fatto con il sistema chiamato Percepto!. Nelle scene più terrorizzanti della pellicola, ma solo nelle grandi sale cinematografiche degli Stati Uniti, vennero applicati dei buzzer, cioè dei dispositivi elettrici che davano una lieve scossa al malcapitato spettatore al culmine delle scene da brivido. L'acquisto di tali dispositivi comportò una spesa aggiuntiva di ben 250mila dollari sul budget del film. Ma l'intuizione era corretta al punto che con il più rozzo e dozzinale Emergo si cercò di intraprendere la stessa strada calando uno scheletro gonfiabile fosforescente sulle persone al buio durante la proiezione del classico La casa dei fantasmi sempre del 1959 (House on Haunted Hill), sempre di William Castle. L'anno successivo, nel 1960, con I 13 fantasmi (13 Ghosts) ancora Castle si inventava l'Illusion-O, un sistema basato su un paio di occhiali grazie ai quali gli spettatori potevano, indossandoli o no, scegliere se vedere o meno i fantasmi sullo schermo, nel caso fossero stati troppo terrorizzanti!

House on Haunted Hill


M.G.: Insomma, vuoi dire che il futuro ha comunque radici lontane... Abbiamo parlato di vista: ma ci sono altri sensi da mettere in gioco...
P.S.: Già: solo negli anni '70 la sofisticazione della tecnologia audio permise di spostare l'attenzione dei cineasti dai sistemi artigianali sopra descritti all'utilizzo del sonoro per amplificare, letteralmente, l'impatto della barriera audio/video sulle platee mondiali. Nacque quindi il sistema Sensurround, inaugurato con Terremoto di Mark Robson del 1974 (Earthquake) basato su enormi diffusori in legno che si attivavano nelle scene di maggiore portata spettacolare e, trasmettendo basse frequenze durante le scene del terremoto, facevano realmente tremare le poltrone delle platee, rendendo molto più suggestiva l'esperienza. Seguirono La battaglia di Midway di Jack Smight, del 1976 (Midway), un classico film bellico interpretato da un superbo cast di vecchie glorie hollywoodiane e quindi nel 1979 Battaglie nella galassia di Richard A. Colla, ovvero l'edizione per le sale dei primi tre episodi del serial televisivo Battlestar Galactica, un clone di Star Wars prodotto da Universal Pictures nel 1978.

M.G.: Video, audio... e gli altri sensi? Come era possibile coinvolgere lo spettatore in un'ordinaria sala cinematografica?
P.S.: Non di sole sale ordinarie si tratta. Nei parchi a tema della Disney, ed a seguire in quelli appartenenti ad altre compagnie, si intratteneva con i rides (i percorsi che si seguono a bordo di piccole navette o veicoli ancorati ai binari). L'idea di rendere l'esperienza sempre più realistica fece ricorso all'uso di apparati visivi, sonori, meccanici, comprendendo anche l'apporto della simulazione del clima con ambienti caldi, freddi, umidi, secchi, completi persino di sensazioni olfattive.
Altri esempi eccezionali sono Captain EO, un cortometraggio musicale di fantascienza interpretato da Michael Jackson ed Anjelica Huston, diretto da Francis Ford Coppola e prodotto da George Lucas. Anche se Captain EO fu annunciato per il 1985 e realizzato per la Walt Disney Production, il corto venne mostrato a DisneyWorld, in Florida, la prima volta nel 1986, al Magic Eye Theater. Fu poi proiettato fino al 1995 circa, nei parchi Disney di tutto il mondo, in esclusiva. Captain EO rimane unico per come presentò le scene al pubblico: spesso le sale vennero modificate o addirittura costruite ex-novo per poter proiettare questo speciale film. A parte gli spettacolari effetti visivi speciali realizzati dalla Industrial Light & Magic, una divisione della Lucasfilm Ltd., comprendenti super-dettagliate miniature di astronavi, animazione stop-motion, 2D, tecniche di ripresa in motion-control con movimenti della macchina da presa controllati da computer, gli effetti speciali in teatro inclusero laser sparati sulla testa del pubblico, luci, fumogeni e campi stellari lungo i muri, oltre all'impianto sonoro ad alta fedeltà, di enorme impatto emozionale. Di durata pari a soli 17 minuti, costò tra i 17 e i 30 milioni di dollari, Captain EO fu allora il film più costoso mai prodotto.
Ancora, nel 1992 avvenne il debutto di Star Tours, l'attrazione ispirata a Star Wars. La sua tipologia è quella dei classici simulatori che si trovano da molti anni nei parchi a tema o anche in alcuni luna park. A dispetto di una tecnologia che sembrerebbe ormai obsoleta, Star Tours si può considerare come uno dei migliori simulatori al mondo, sia per la qualità delle scenografie dell'attrazione, sia per il livello di coinvolgimento che regala, poiché, una volta a bordo di una delle navette, di fronte viene proiettato un filmato prodotto sempre da Industrial Light & Magic che è sincronizzato con i movimenti di tutto il simulatore, facendoci accelerare alla velocità della luce, navigare dentro sciami di asteroidi, combattere contro i caccia stellari TIE e gli Star Destroyer dell'Impero, fino ad attaccare la gigantesca Morte Nera assieme ai caccia Ala-X dell'Alleanza ribelle.
Gli anni '90 e 2000 possono essere considerati più che storia recente, cronaca. Il sistema Dolby Digital 5.1, i concorrenti DTS e SDDS (Sony Dynamic Digital Sound), la certificazione di qualità THX, i passi da gigante compiuti dalla grafica 3D fanno ormai parte del quotidiano per coloro i quali lavorano nel mondo dello spettacolo ma anche per chi ne è un semplice fruitore.
Eppure sono molti anni che attendevamo un nuovo evento epocale e tale è stato il debutto di Avatar di James Cameron, tornato alla regia ben 13 anni dopo il successo planetario di Titanic del 1997.
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130 Commenti alla Notizia Avatar, odissea nel percepibile
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  • lo andrò a rivedere in 2D.

    Basta 3D, per quanto mi riguarda. Colori sbiaditi e disturbi di visione dovuti al fatto che nello stesso fotogramma ci sono "oggetti" 3D e 2D. Se focalizzi l'oggetto in primo piano in 3D, lo sfondo appare sdoppiato, e viceversa.

    Lo vado a rivedere in 2D se non altro per gustarmi i bellissimi colori di questo film, ammazzati dagli occhiali 3D.
    ruppolo
    33147
  • Curiosità tecnica: usavi occhiali polarizzati o LCD?
    non+autenticato
  • Non vorrei sbagliarmi ma credo che la tecnologia attuale per le proiezioni in 3d faccia uso di occhiali a cristalli liquidi e non di occhiali a lenti polarizzate, maggiori informazioni le potete trovare su wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Stereoscopia#Occhiali...

    Ciao
    non+autenticato
  • Ma non sono a termo-dissoluzione?
    non+autenticato
  • a questo filmetto quanto dura su pi?

    non levano il trafiletto da giorni. ci sarà ben altro che un filmetto da mettere su pi.
    non+autenticato
  • alla faccia del filmetto!
    Non mi pare sia un filmetto e la tecnologia usata invece è tanta

    Grazie a Punto invece! Sono appassionato di effetti 3d e ho scoperto lati oscuri di cui NESSUN altro sito parla Sorride
    non+autenticato
  • Ma il 3D è di destra o di sinistra?

    Che cosa ci farà Berlusconi quando avremo tutti la tv 3D?

    Inzomma, come il treddì cambierà le nostre vite?A bocca aperta

    Per capirlo vediamo una rassegna stampa dei prossimi anni...

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    Assuefazione da 3D? Gli esperti concordano: 'La THSDVAFHCMDD (THree Dimension Stereoscopic Vision AssueFation Hyper Compulsive Maniacal Depressive Disorder) è una vera e propria malattia come tutte le altre che abbiamo inventato'

    Boldi-De Sica in 'Vacanze di Natale in 3D' a dicembre 2011. Recensione su cinepanettoniamo.it: L'ultimo film dei Vanzina si preannuncia con contenuti del tutto nuovi. Teaser:
    'Er 3D lo famo mejo de Cameron!!!'
    'Chi l'è Camerun, n'estracumunitario?'
    'Ma che stai AD, er più grande regista del monno, quello de Avatarre, Taitanic. Aho ma lo sai che semo cinema d'essè?'
    'Ueee ghè 'l dessert!'
    'Ma che hai capito, d'essè, famo cinema d'autore, come Fellini, Kubrick...'
    'Ah ce l'avevo anch'io da piccolo!'
    'Che..?'
    'Il cubo di cubric'
    'Er cubo di Kubrick...ma lo vedi che sei un rozzo bauscia, aspè...anvedi quella che bocce che c'ha, me la stereoscopicherei tutta, aho'
    A Natale nei migliori cinema!

    Campagna antipirateria. On. Carlucci: 'Chi pirata il 3D paghi il doppio'. Editoriale di Feltri: 'Occhio per occhio'

    Minzolin su Raiuno 3D esalta l'innovazione del governo: 'Il premier ha portato l'Italia in una nuova dimensione'

    Bondi: 'Divino Berlusconi, Silvio iperspaziale, Illuminata visione, Avatar celestiale...'

    Di Pietro: 'Ma che ci azzecca Berlusconi in tre dimensioni, come se in due non ci bastava, ma mi faccia il piacere mi faccia'

    Spettacolo di Grillo in 3D, sul palco spacca un plasma da 50" urlando: VAFFANCULO IL 3D!!!

    Papa Ratzinger: 'Qvesta nuofa teknologia stereoscopika, zia al zervizio dell'uomo, e non zia ztrumento di pertizione...'

    Inchiesta di Avvenire: 'Il 3D farà diminuire o aumentare le nascite?'

    Replica di Luttazzi: 'Chi fa da sè, fa per 3D'

    Crozza a Ballarò: 'Ma perchè Maroni porta sempre gli Xpand 101?' 'Comunque, grazie al 3D, anche Fassino ha acquisito spessore'

    Tremonti: 'Non potevamo pvevedeve gli effetti pevvevsi che l'avvneto del tveddì avvebbe avuto sulla manovva del govevno'

    Berlusconi alla convention del PdL in 3D indossa gli occhialetti azzurri e dichiara: 'Da oggi, gli argomenti delle mie avvenenti ministre saranno ancora più convincenti!'. E' polemica.

    Commento di Rosy Bindi: 'Premier appiattito sulle sue posizioni'

    Cicchitto invita a chiudere un occhio, Bonaiuti: 'Berlusconi è una macchina da lavoro, nessuno come lui si sforza per il paese'

    Articolo di Travaglio 'Balle Spaziali': 'Si, lasciamolo lavorare, come l'altra volta quando mostrò una lista di impegni piena di veline, dev'essere molto duro lo sforzo del premier stereoscopico...'

    Replica di Sallusti: 'Che c'entra Berlusconi con le veline?'

    Replica di Berlusconi: 'Sono stato frainteso, è la sinistra che ci vede doppio'

    Fuorionda di Fini: 'A Berlusconi non servono gli occhialini per avere le allucinazioni'

    Annozero, vignetta di Vauro: 'Arriva Berlusconi in 3D!' 'Più mal di testa per tutti!'


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    (NB Trattasi di fiction, ogni riferimento a fatti o personaggi reali è puramente casuale!)
    non+autenticato
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