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Contrappunti/ La svolta orientale

di M. Mantellini - Google in Cina si trova davanti a un bivio: deve scegliere se svolgere bene il proprio ruolo di azienda della conoscenza. Oppure trasformarsi in una corazzata multinazionale senza anima

Roma - Google qualche giorno fa ha annunciato sul suo blog che avrebbe interrotto la censura al suo motore di ricerca, concordata con le autorità cinesi fin dai tempi della apertura di google.cn. Le ragioni di questo cambio di rotta sarebbero una lunga serie di attacchi informatici, con ogni probabilità provenienti dal regime cinese stesso, durante i quali sono state spiate le caselle di posta elettronica Gmail di attivisti per i diritti umani.

La storia recente dello sbarco delle aziende tecnologiche americane in Cina ci racconta di come Google stessa, ma anche Yahoo e Cisco, siano spesso rimaste intrappolate in difficili contingenze, legate alla volontà da una parte di entrare nel grandissimo mercato nascente del più grande paese del pianeta e dall'altro di non essere percepiti dall'opinione pubblica mondiale come complici interessati delle censure e delle prevaricazioni di uno dei peggiori regimi del pianeta.

I commenti seguiti alla decisione di Google di interrompere la collaborazione (scelta alla quale potrebbe seguire la chiusura della sede cinese dell'azienda) sono di due tipi. Da un lato l'esultanza di molti attivisti peri diritti civili e la libertà di espressione, dall'altro il cinico disincanto dei tanti che leggono la scelta di Google come una semplice opzione commerciale travestita da qualcosa d'altro, magari legata alla scarsa penetrazione di google.cn nel mercato delle ricerche in Cina.
Il punto centrale della vicenda, per conto mio, è che Google o Yahoo non vendono pomodori. Non localizzano in una sperduta landa cinese la produzione dei bulloni per i propri camion, non sono insomma aziende come le migliaia che in questi anni, da tutto il mondo, hanno adottato il paese asiatico come sede preferita della produzione delle proprie manifatture che oggi spaziano dagli abiti che indossiamo alla gran parte dei gadget dell'elettronica di consumo.

La grande differenza fra i venditori di pomodori ed aziende che si occupano di comunicazione ed informazione è che le prime seguono il denaro (come dicono gli americani in uno dei loro più tristi luoghi comuni), le seconde seguono il denaro, certo, ma anche la conoscenza.

Che in un paese come la Cina l'associazione denaro e conoscenza fosse un equilibrio difficile e per nulla scontato lo si è sempre saputo, fin dai tempi in cui Google stessa sostenne la necessità della sua presenza in Cina per incoraggiare i livelli di condivisione delle informazioni "per quanto fosse possibile", anche piegandosi a parziali accordi con il governo. Meglio una quota contingentata di ricerca libera per tutti sui nostri motori che nessuna ricerca per nessuno, è stato il punto di vista di Mountain View e delle altre grandi aziende Internet. Il resto - dicevano - sarebbe venuto col tempo.

In attesa del resto Yahoo ha fornito al regime le informazioni per chiudere in galera per 10 anni Shi Tao, giornalista ed attivista per i diritti civili la cui unica colpa è stata quella di propagandare via posta elettronica l'anniversario dell'eccidio di piazza Tiananmen, quella stessa Tiananmen le cui immagini sono ricomparse come per magie nelle ricerche su google.cn qualche giorno fa.

In attesa del resto grandi aziende software americane come Cisco hanno collaborato alla infrastruttura tecnica del grande firewall cinese, una struttura censoria ciclopica che tiene la popolazione della Repubblica lontana dalla gran parte delle fonti informative occidentali (dal New York Times alla BBC) così come da molti social network e siti web (secondo una ricerca fatta ad Harvard i siti web bloccati stabilmente dal muro censorio cinese sarebbe circa 18mila).

In attesa del resto qualche giorno fa Steve Ballmer ha affermato al Financial Times che gli attacchi informatici a Google sono un problema di Google e che Microsoft continua a guardare alla Cina come ad una grande opportunità economica per convincere sempre più persone che usano il loro software a pagarlo regolarmente.

Ai tempi del pasticciaccio Shi Tao qualcosa per qualche tempo sembrò muoversi in USA. Il governo provò a tirare le fila di un discorso collegiale che ipotizzasse una sorta di decalogo etico delle grandi aziende dell'ICT alle prese con paesi dagli standard simili a quello cinese. Poi, prevedibilmente, in ossequio al "business is business" non se ne fece più nulla.

Oggi Google ha affermato chiaramente quello che molti sostengono da anni: nessuna collaborazione coi censori è possibile da parte delle aziende della conoscenza se le condizioni sono queste. Č certamente un punto di vista discutibile, ma è anche il nostro. Con buona pace dei tanti soloni che oggi inneggiano indecorosamente alle leggi del mercato ed agli scopi delle società quotate.

Massimo Mantellini
Manteblog

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57 Commenti alla Notizia Contrappunti/ La svolta orientale
Ordina
  • l'argomento e' complesso perche' comprende aspetti di marchio etico (quale google commercialmente e') e aspetti di concorrenza locale del motore Baidu che e' il principale in cina. per avere un quadro piu approfondito leggete anche

    http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial...
    non+autenticato
  • Nell'articolo si afferma: "In attesa del resto Yahoo ha fornito al regime le informazioni per chiudere in galera per 10 anni Shi Tao".
    Se si segue il link evidenziato nelle due parole "ha fornito" si scopre che le cose sono diverse:
    "stando alle accuse sollevate da Reporters Sans Frontieres, [yahoo] potrebbe essere un collaboratore di primo piano nella caccia al cyberdissidente lanciata dalle autorità della Repubblica Popolare Cinese."
    Mi chiedo: è giornalismo questo?
    non+autenticato
  • Il caso è vecchio e molto ben documentato.
    Yahoo ha passato i dati della mail e l'IP di Shi Tao dietro semplice richiesta, senza fare domande.

    Tant'è che poi ha rimborsato privatamente il giornalista.
  • E quindi questo miliardo e passa di persone è così tontarello da sorbirsi per decenni uno dei "peggiori regimi del pianeta". azz! Che popolo stupido! Pensa che sono stati così ingenui da dissociarsi dalla guerra fredda (Mao/Nixon) riuscendo ad utilizzare alla grande il modello comunista per uscire dal sottosviluppo (la Russia è fallita per la corsa agli armamenti, loro no) e sono stati così cretini da utilizzare il modello capitalista senza indebitarsi con la Banca Mondiale diventando un gigante economico con bei soldi in cassa... altro che azzeramento del debito!
    Ovviamente caro Mantellini tu sai che un paio di settimane fa è stato aperto il mercato comune del Sud-Est asiatico, un qualcosa tipo Unione Europea che vale 1,9 miliardi di persone perchè in Cina i salari stanno aumentando ed anche a loro conviene delocalizzare in Laos o in Vietnam.
    E naturalmente tu saprai di sicuro che il Tibet fu Stato sovrano indipendente (e teocratico) solo dal 1911 al 1950 (protetto dagli inglesi...quelli delle due Guerre dell'Oppio) mentre è stato Impero cinese dal 1368 al 1911... solo 700 anni contro 39 sotto protezione inglese e che vuoi che siano queste differenze... robetta!
    Tra l'altro in Cina ci sono 100 milioni di buddisti praticanti e indisturbati a patto che non mischino politica e religione come purtroppo usa da noi. Se vuoi fare politica non andare in chiesa e unisciti ai 65 milioni di iscritti al Partito Comunista: le porte sono aperte.
    E com'era quella? Pomodori e gadgets... bravo! A me risulta che stanno tutti correndo lì ad aprire centri di ricerca (chiudendone molti, ed anche in Italia) parlo dei big farma, di Intel, di Mercedes, di Motorola, altro che pomodori! Quelli lasciamoli ai caporali calabresi ed agli schiavi del Senegal.
    Che tristezza: perchè misurare un mondo globalizzato che corre alla grande (e senza l'Italia) col solo metro dell'Occidente? Follia: il vecchio millennio è finito da 10 anni. Ma hai notato di che colore è Obama? Lo sai che ha parenti indonesiani? E' finita. Fascisti, leghisti, lobby di Lotta Continua e chiacchieroni radical chic. Rassegnatevi.
    La Cina è un'economia pianificata, una nazione che esce dalla miseria per entrare gradualmente (alias molto lentamente) nel welfare state e nella democrazia. Ci vado da 3 anni ogni capodanno (occidentale) ed ogni volta vedo una società sempre più vivace ed aperta. My opinion (che vale solo per Beijing e Shanghai) ma a me non mi sembra proprio il Cile o l'Argentina dei desaparecidos. Ho tanti motivi indiretti per pensare questo, tipo il fiorire di un Arte spigliata e pervasiva che a mio avviso non germoglia mai dove ci sono dittature feroci.
    Comunque io non ho la verità assoluta... Se tra quindici anni continueranno sti cavolo di filtri, controlli et similia avrai avuto ragione tu ed io torto ma se da quelle parti applicheranno alla grande anche le regole democratiche dopo averle introdotte gradualmente (lo stanno già facendo ma non va di moda dirlo) senza regalare il Paese al Silvio di turno o agli oligarchi Putin-style che dirai Mantellini caro?
    Senza questa tumultuosa miriade di geniali occhi a mandorla che possono guardare al futuro con un entusiasmo ed una energia che qui davvero ci sognamo saremmo tutti molto più poveri. Non tra quindici anni ma adesso. A 10.000 km da qui c'è la locomotiva dell'economia mondiale che ci ha salvato da una crisi tremenda, stile '29. Un po' di rispetto. Please.
    non+autenticato
  • Oh! Meno male che ci salva la Cina...

    a parte forse per l'inquinamento della quale tiene il primato mondiale

    a parte forse l'esempio tanto limpido... com'era? ah si di vivacità, come i vivaci bambini che schiavizzano fin dalla nascita per promuovere la loro potenza alle olimpiadi

    a parte forse che i sacerdoti buddisti non fanno politica ma prendono lo stesso mazzate, mentre cristiani è meglio non esserlo

    a parte forse che la libertà non si concede a piccole dosi... LA LIBERTA' NON LA CONCEDE UN GOVERNO!!! Qui si parla di semplicissimi ed inalienabili DIRITTI UMANI.

    a parte forse che la loro tanto declamata economia sta mostrando i suoi frutti anche da noi, con bambini avvelenati dai giocattoli, donne ustionate da vestiti super economici, negozi che lapidano la concorrenza con prezzi fuori mercato e orari di chiusura inesistenti.

    W LA CINA!


    - Scritto da: Max Monti
    > E quindi questo miliardo e passa di persone è
    > così tontarello da sorbirsi per decenni uno dei
    > "peggiori regimi del pianeta". azz! Che popolo
    > stupido! Pensa che sono stati così ingenui da
    > dissociarsi dalla guerra fredda (Mao/Nixon)
    > riuscendo ad utilizzare alla grande il modello
    > comunista per uscire dal sottosviluppo (la Russia
    > è fallita per la corsa agli armamenti, loro no) e
    > sono stati così cretini da utilizzare il modello
    > capitalista senza indebitarsi con la Banca
    > Mondiale diventando un gigante economico con bei
    > soldi in cassa... altro che azzeramento del
    > debito!
    >
    > Ovviamente caro Mantellini tu sai che un paio di
    > settimane fa è stato aperto il mercato comune del
    > Sud-Est asiatico, un qualcosa tipo Unione Europea
    > che vale 1,9 miliardi di persone perchè in Cina i
    > salari stanno aumentando ed anche a loro conviene
    > delocalizzare in Laos o in Vietnam.
    >
    > E naturalmente tu saprai di sicuro che il Tibet
    > fu Stato sovrano indipendente (e teocratico) solo
    > dal 1911 al 1950 (protetto dagli inglesi...quelli
    > delle due Guerre dell'Oppio) mentre è stato
    > Impero cinese dal 1368 al 1911... solo 700 anni
    > contro 39 sotto protezione inglese e che vuoi che
    > siano queste differenze...
    > robetta!
    > Tra l'altro in Cina ci sono 100 milioni di
    > buddisti praticanti e indisturbati a patto che
    > non mischino politica e religione come purtroppo
    > usa da noi. Se vuoi fare politica non andare in
    > chiesa e unisciti ai 65 milioni di iscritti al
    > Partito Comunista: le porte sono
    > aperte.
    > E com'era quella? Pomodori e gadgets... bravo! A
    > me risulta che stanno tutti correndo lì ad aprire
    > centri di ricerca (chiudendone molti, ed anche in
    > Italia) parlo dei big farma, di Intel, di
    > Mercedes, di Motorola, altro che pomodori! Quelli
    > lasciamoli ai caporali calabresi ed agli schiavi
    > del
    > Senegal.
    > Che tristezza: perchè misurare un mondo
    > globalizzato che corre alla grande (e senza
    > l'Italia) col solo metro dell'Occidente? Follia:
    > il vecchio millennio è finito da 10 anni. Ma hai
    > notato di che colore è Obama? Lo sai che ha
    > parenti indonesiani? E' finita. Fascisti,
    > leghisti, lobby di Lotta Continua e chiacchieroni
    > radical chic.
    > Rassegnatevi.
    > La Cina è un'economia pianificata, una nazione
    > che esce dalla miseria per entrare gradualmente
    > (alias molto lentamente) nel welfare state e
    > nella democrazia. Ci vado da 3 anni ogni
    > capodanno (occidentale) ed ogni volta vedo una
    > società sempre più vivace ed aperta. My opinion
    > (che vale solo per Beijing e Shanghai) ma a me
    > non mi sembra proprio il Cile o l'Argentina dei
    > desaparecidos. Ho tanti motivi indiretti per
    > pensare questo, tipo il fiorire di un Arte
    > spigliata e pervasiva che a mio avviso non
    > germoglia mai dove ci sono dittature
    > feroci.
    > Comunque io non ho la verità assoluta... Se tra
    > quindici anni continueranno sti cavolo di filtri,
    > controlli et similia avrai avuto ragione tu ed io
    > torto ma se da quelle parti applicheranno alla
    > grande anche le regole democratiche dopo averle
    > introdotte gradualmente (lo stanno già facendo ma
    > non va di moda dirlo) senza regalare il Paese al
    > Silvio di turno o agli oligarchi Putin-style che
    > dirai Mantellini caro?
    >
    > Senza questa tumultuosa miriade di geniali occhi
    > a mandorla che possono guardare al futuro con un
    > entusiasmo ed una energia che qui davvero ci
    > sognamo saremmo tutti molto più poveri. Non tra
    > quindici anni ma adesso. A 10.000 km da qui c'è
    > la locomotiva dell'economia mondiale che ci ha
    > salvato da una crisi tremenda, stile '29. Un po'
    > di rispetto.
    > Please.
  • finalmente qualcuno che parla con cognizione di causa, qui ci stanno solo zombies tirati su con nutella e bim bum bam
    non+autenticato
  • tl;dr

    e come mai ancora non ti sei trasferito in Cina?
    non+autenticato
  • Io rimango qui e non ho certo intenzione di starmene a guardare zitto zitto l'Italia che affonda tra preti, fascisti e chiacchieroni.
    Detto questo il RAZZISMO con cui si parla della Cina esaltando solo gli aspetti critici senza dargli merito del tanto che stanno facendo è nauseante.
    Questa è ignoranza allo stato puro: l'italiano medio non ha idea della cultura di questa nazione, delle tante qualità di quel popolo composto da ben 56 etnie differenti e di quanto sia ingiusto il quadro che ne viene dipinto.
    Propaganda da quattro soldi: gridare a martello (ed all'unisono) i difetti e tacere sui meriti che non sono certo pochi.
    Per capirci è come se di noi italiani dicessero solo (e costantemente) della mondezza a Napoli, di Falcone saltato per aria in Sicilia, delle sparate razziste della Lega, dei saluti romani dei fascistelli di Forza Nuova, dei trans di Marrazzo o delle signorine di Silvio.
    Tutte cose vere ma frammentarie e prive di approfondimento usate strumentalmente senza ricordare che malgrado tutto siamo ancora un Paese G8, che 2000 anni fa' con i Romani abbiamo creato l'Europa moderna (lo dicono gli storici di tutto il mondo non io), che siamo i geniali costruttori delle Ferrari (e quindi leader tecnologici nella metalmeccanica) e che tutti quelli che possono permetterselo vestono Prada o Dolce & Gabbana per non parlare del fatto che abbiamo la migliore industria alimentare del mondo ed opere d'arte quanto tutto il resto dell'Occidente messo insieme.
    Gli italiani in gamba sono sicuramente più numerosi dei mafiosi, dei padani filo-celtici, dei piduisti, dei fascistelli e dei chiacchieroni radical-chic... sono solo circondati su innumerevoli fronti da un numero inusitato di carogne e di traditori.
    E queste carogne sono le stesse che giocano al ribasso sabotando scientemente il livello culturale di ogni dibattito. Un popolo di ignoranti si manipola sicuramente meglio. E' l'ABC di ogni dittatura.
    E per i miei intelligentissimi amici cinesi mi piacerebbe solo un po' di equilibrio e di giustizia, una delle virtù cardinali della religione cristiana ma del resto che diceva Sciascia... "l'Italia non è più cristiana dai tempi di Victor Hugo" con buona pace del Papa, di Casini e di Militia Christi.
    non+autenticato
  • Forse eravamo leader nella metalmeccanica. Ora costruiamo in Cina e vendiamo prodotti qualitativamente migliori o peggiori? Sii sincero.

    Forse la Ferrari sarà ancora italiana (elettronica a parte!) ma l'unico merito che va dato alla Cina è quello di averci copiato, assorbito e fra poco messi nel loro vasto archivio di civiltà defunte (come appunto i Romani con cui abbiamo ben poco a che fare noi italiani moderni).

    L'unico modo per mostrare cosa veramente l'Italia sa fare sarebbe quello di ritornare al VERO made in Italy, ma è impossibile temo, proprio perché il resto del mondo ha fatto della Cina una potenza economica, senza un vero merito industriale od economico da parte loro se non quello di avere una potenza bellica (e nucleare) alle spalle.

    - Scritto da: Max Monti
    > Io rimango qui e non ho certo intenzione di
    > starmene a guardare zitto zitto l'Italia che
    > affonda tra preti, fascisti e chiacchieroni.
    >
    > Detto questo il RAZZISMO con cui si parla della
    > Cina esaltando solo gli aspetti critici senza
    > dargli merito del tanto che stanno facendo è
    > nauseante.
    >
    > Questa è ignoranza allo stato puro: l'italiano
    > medio non ha idea della cultura di questa
    > nazione, delle tante qualità di quel popolo
    > composto da ben 56 etnie differenti e di quanto
    > sia ingiusto il quadro che ne viene dipinto.
    >
    > Propaganda da quattro soldi: gridare a martello
    > (ed all'unisono) i difetti e tacere sui meriti
    > che non sono certo
    > pochi.
    > Per capirci è come se di noi italiani dicessero
    > solo (e costantemente) della mondezza a Napoli,
    > di Falcone saltato per aria in Sicilia, delle
    > sparate razziste della Lega, dei saluti romani
    > dei fascistelli di Forza Nuova, dei trans di
    > Marrazzo o delle signorine di Silvio.
    >
    > Tutte cose vere ma frammentarie e prive di
    > approfondimento usate strumentalmente senza
    > ricordare che malgrado tutto siamo ancora un
    > Paese G8, che 2000 anni fa' con i Romani abbiamo
    > creato l'Europa moderna (lo dicono gli storici di
    > tutto il mondo non io), che siamo i geniali
    > costruttori delle Ferrari (e quindi leader
    > tecnologici nella metalmeccanica) e che tutti
    > quelli che possono permetterselo vestono Prada o
    > Dolce & Gabbana per non parlare del fatto che
    > abbiamo la migliore industria alimentare del
    > mondo ed opere d'arte quanto tutto il resto
    > dell'Occidente messo insieme.
    >
    > Gli italiani in gamba sono sicuramente più
    > numerosi dei mafiosi, dei padani filo-celtici,
    > dei piduisti, dei fascistelli e dei chiacchieroni
    > radical-chic... sono solo circondati su
    > innumerevoli fronti da un numero inusitato di
    > carogne e di
    > traditori.
    > E queste carogne sono le stesse che giocano al
    > ribasso sabotando scientemente il livello
    > culturale di ogni dibattito. Un popolo di
    > ignoranti si manipola sicuramente meglio. E'
    > l'ABC di ogni
    > dittatura.
    > E per i miei intelligentissimi amici cinesi mi
    > piacerebbe solo un po' di equilibrio e di
    > giustizia, una delle virtù cardinali della
    > religione cristiana ma del resto che diceva
    > Sciascia... "l'Italia non è più cristiana dai
    > tempi di Victor Hugo" con buona pace del Papa, di
    > Casini e di Militia
    > Christi.
  • > Forse eravamo leader nella metalmeccanica. Ora
    > costruiamo in Cina e vendiamo prodotti
    > qualitativamente migliori o peggiori? Sii
    > sincero.

    La mia fede nella creatività di noi italiani è incrollabile.
    Più giro il mondo e più constato che sul versante tecnico-creativo non abbiamo rivali esteri ma solo traditori interni che soffocano il nostro genio vitale in mille modi: con la violenza delle mafie e dei pizzi, con la concorrenza sleale di mazzette ed evasione fiscale, con la volgarità scientifica di TV e media che abbassano il gusto del bello a livello di genocidio culturale e potrei continuare a lungo...

    Detto questo sulla qualità del made in China c'è molta disinformazione.
    Un esempio: l'alta fedeltà. In quel settore (un tempo dominato da UK, USA e Japan) i cinesi stanno facendo benissimo con prodotti economici ma formidabili per qualità costruttiva e performance, leggiti le recensioni:

    http://www.tnt-audio.com/tnt.html

    Posso darti decine di case histories... Lo sapevi che stanno facendosi da loro i primi aerei commerciali tipo Airbus?

    > Forse la Ferrari sarà ancora italiana
    > (elettronica a parte!) ma l'unico merito che va
    > dato alla Cina è quello di averci copiato,
    > assorbito e fra poco messi nel loro vasto
    > archivio di civiltà defunte (come appunto i
    > Romani con cui abbiamo ben poco a che fare noi
    > italiani moderni).

    Vai in Cina e vedrai quanto siamo rispettati noi italiani.
    A me mi riconoscevano dalle scarpe!
    Il mondo è globalizzato e questo gioco funziona solo se rimaniamo
    tutti vivi e ci compriamo le cose a vicenda evitando di farci guerre inutili. Conoscerci tutti un po' meglio non è più un vezzo ma un obbligo.

    > L'unico modo per mostrare cosa veramente l'Italia
    > sa fare sarebbe quello di ritornare al VERO made
    > in Italy, ma è impossibile temo, proprio perché
    > il resto del mondo ha fatto della Cina una
    > potenza economica, senza un vero merito
    > industriale od economico da parte loro se non
    > quello di avere una potenza bellica (e nucleare)
    > alle spalle.

    Veramente per spesa in R&S nel 2009 la Cina è seconda solo agli USA.
    Come trattiamo la ricerca qui in Italia? Se i cervelli fuggono è forse colpa dei cinesi o di qualche P2ista con i rialzi nelle scarpe oltre che dei baroni, degli ex sessantottini e di tutti gli altri che mettono figli e parenti al posto dei meritevoli?
    non+autenticato
  • Si, un paese che sta entrando in una sua versione di democrazia (di facciata) a suon di lavori forzati. Senza contare inquinamento, sfruttamento del lavoro minorile, Lagolay, stipendi da fame, orari inesitenti, coltivazioni intensive con fertilizzanti e pesticidi chimici di cui non si sa nulla, esportazione di cibo avariato, giocattoli e vestiti sintetici prodotti con chissà quali sostanze chimiche, esportazione di schiavi in occidente e confinati in scantinati a lavorare 20 ore al giorno, e filtri (perchè il popolo deve sapere solo ciò che gli interessa "veramente") e beh complimenti.
    non+autenticato
  • Caro Max,
    io non ho grandi certezze. Ho sempre immaginato che proprio in considerazione del tipo di contenuti che l'ICT trasporta si potesse immaginare una nuova alleanza fra le imprese della nuova economia capace di incidere maggiormente sui processi di cambiamento democratico di grandi paesi come la Cina. Si e' fatto poco e si poteva fare di piu'. Il mio parere e' che la decisione di Google vada in questa direzione o quanto meno lo spero. Poi di persone disincantate che hanno capito tutto e' pieno il mondo. Vediamo fra qualche anno (15 sono troppi) chi avra' avuto ragione. Non tanto per noi quanto per loro. saluti.
  • - Scritto da: Stein Franken
    > BINGO!

    semmai direi "Bing"...
    non+autenticato
  • si si certo, pensa al flop di bingoloA bocca aperta
    non+autenticato
  • Se si stratta di stron** davvero cattivi, siamo d'accordo. Ma la maggior parte dei commentatori che ho trovato sono cinici abituati all'altrui cinismo, se vuoi disfattisti, sconfitti, ma anche molto realisti (il "pessimismo della ragione" eh?); perché è bello sperare che Google sia dalla nostra, ma Google è la stessa che l'altro ieri diceva in automatico con una sua versione di "se non hai niente da nascondere non ti devi preoccupare" quando si parlava di privacy, qui, su questo stesso giornale.

    Allora io direi che non hanno il nostro stesso punto di vista. E' business, ma come slogan ne ha uno abbastanza mulinobianco da farci sperare. Perché la prima reazione è la negazione.

    Neghiamo di stare perdendo la civiltà occidentale in favore di una corruzione medievale da cui in parte ci stavamo distaccando.
    non+autenticato
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